ASSEMBLEA UNEM 2021: “Continuiamo a far muovere l’Italia. Superare la crisi, decarbonizzare davvero”

Martedì 13 luglio, si è tenuta l’Assemblea di UNEM, seguita in diretta da Assopetroli-Assoenergia.
Riproponiamo, per chi li avesse persi, i principali passaggi di interesse:

CLAUDIO SPINACI (Presidente UNEM; scarica la sua relazione e le slide di Unem)

  • In quest’anno difficile il downstream petrolifero ha dato prova di resistenza, ma oggi ci troviamo di fronte a una situazione in cui la morsa pandemica sta rallentando anche grazie al diffondersi dei partiti. Possiamo vedere una ripresa economica.
  • Il PNRR ci riguarda molto da vicino, ma c’è ancora nel dibattito pubblico un componente ideologica da superare. Il rischio immediato è quello di bloccare qualsiasi forma di industrializzazione, ma soprattutto quando le ricadute di misure non sopportabili saranno rigettate dalla popolazione: in questo modo faremmo male sia all’ambiente che alla struttura economica. Serve un set di misure adeguato. 
  • Le fonti rinnovabili attualmente non riescono a coprire neanche un terzo della necessità di energia rinnovabile; un altro problema è che gran parte delle nuove raffinerie saranno costruite in Medio Oriente ed Asia. Un percorso che l’Europa ha avviato senza esserne pienamente consapevole. 
  • In Europa si parla esclusivamente di elettrificazione, ma qui il problema è come produrre energia elettrica rinnovabile: oggi solo il 30% è energia elettrica rinnovabile è e il 9% è fotovoltaico ed eolico. Stiamo discutendo in Europa su come utilizzare qualcosa che non c’è e non ci sarà per i prossimi 20 anni.
  • Il PNRR trascura abbastanza la nostra proposta di evoluzione strategica. Il settore delle fonti fossili oggi occupa più del 90% dei consumi, il percorso è lungo ed ha bisogno di una condivisione strategica e risorse importanti che vista la crisi della raffinazione non siamo in grado di autogenerare. 
  • Sulla rete c’è il problema di una ridondanza di impianti (circa 22mila) a fronte di un range di circa 12mila negli altri paesi. Molti non sono provvisti di vendite alternative o officine attrezzate. Quindi una rete ridondante ed inefficienteL’illegalità tiene in piede qualche migliaio di punti vendita che non avrebbero ragione di esistere da un punto di vista economico, l’evasione mette i concorrenti sleali in una condizione di superiorità rispetto agli altri. Le forze dell’ordine hanno fatto molto sul fronte del contrasto, ma non di più.
  • Quando queste iniziative legate alla transizione cominceranno a generare disoccupazione delocalizzazione sarà troppo tardi per tornare indietro. Occorre portare il nostro comparto R&S a livelli avanzati dal punto di vista della decarbonizzazione, in modo tale che il binomio vettore energetico e veicolo siano decarbonizzati sull’intero ciclo di vita. Solo così potremo vendere i nostri prodotti anche all’estero. 
  • Il PNIRE riconosca che i carburanti liquidi e gassosi siano parte integrante del processo di decarbonizzazione e metta a disposizione risorse. Non bisogna escludere, ma includere, allargare a tutte le forme di energia trovando dei sistemi di misurazione e basandosi sull’equità delle tecnologie tutte neutralmente valide e incentivare chi produce carburanti decarbonizzati.  

AURELIO REGINA (Delegato Energia Presidente Confindustria)

  • Spesso dimentichiamo il fattore sociale in questo periodo di transizione, gli obiettivi devono essere condivisi anche dai cittadini, qualunque trasformazione deve essere realistica tenendo presente le tecnologie disponibili. Dobbiamo guardare una strategia di un mix di prodotti, non c’è una strada obbligata.
  • La regolamentazione deve avere uno sviluppo tale per far sì che si possa predisporre un ambiente più sano.
  • Non si mette in discussione l’obiettivo della transizione, ma la gradualità del processo. Le industrie italiane sono convinte che l’obiettivo è complesso, ma realisticamente raggiungibile
  • Confindustria da sei mesi si è posta un obiettivo maggiore nell’indagare le conseguenze della transizione. Andiamo oltre il tema fiscale per indagare anche quello dell’impatto sulle filiere industriali: l’obiettivo della transizione oggi è a carico delle aziende
  • Domani l’UE presenta il Piano Fit for 55 che introduce un principio di tassazione alla frontiera per i prodotti importati: il rischio è che i design sia fatto male.
  • Abbiamo costruito un tavolo in Confindustria per arrivare a una nuova definizione del mercato elettrico italiano. 
  • E’ il mercato che definirà quali saranno le migliori energie a disposizione.

MARIA CECILIA GUERRA (Sottosegretaria MEF)

  • L’illegalità desertifica ciò che sta intorno. E’ un’evasione che sempre più si sta strutturando come criminalità organizzata, la concorrenza mette fuori gioco gli altri operatori che vivono di margini minori e diventano preda di possibili acquisizioni. 
  • L’evasione fiscale comporta l’immissione in circuito di prodotti alterati con conseguente sotto il profilo dell’inquinamento. Se non contrastiamo l’illegalità avremo anche quest’ulteriore fenomeno. 
  • Abbiamo diversi indicatori che danno idea della rilevanza del fenomeno che parte da gasolio e benzina nel 2015 e 2016, venuto fuori grazie alle denunce degli stessi operatori del settore. La Guardia di Finanza ha realizzato un dossier negli ultimi giorni. Abbiamo poi l’analisi dell’Agenzia delle Dogane che si basa sul fattore del trasporto dei carburanti. Per intenderci, se per  il trasporto si fa un giro molto lungo c’è qualcosa che non torna. 
  • L’introduzione dell’eDassembra avere dato una risposta forte dal punto di vista della prevenzione, ma occorre fare di più dal punto di vista della tracciabilità importante per i controlli delle forze dell’ordine, in particolare la tracciabilità dei flussi finanziari per ricostruire le filiere malate che intaccano il settore. 
  • Occorre una visione strategica per un’economia sempre più sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e per un veloce raggiungimento dell’obiettivo della transizione. 

GILBERTO PICHETTO FRATIN (Viceministro Mise)

  • Il settore dell’automotive vale circa 350mld del nostro Pil, è uno dei punti di forza su cui puntare. Nei prossimi anni dobbiamo accompagnare anche la trasformazione del nostro sistema distributivo.
  • Il Tavolo Automotive del Mise affronterà tali temi, in particolare attraverso la costituzione di sottogruppi dedicati volti anche alla professionalizzazione degli operatori e alla diversificazione dei servizi
  • Lo Stato non deve lasciare indietro nessuno, chi non riesce va accompagnato verso la transizione. 

CHICCO TESTA (Presidente Fise-Assoambiente)

  • Bisogna fare attenzione, non dobbiamo fare errori. L’Agenzia internazionale dell’energia ha rilasciato un report sulle misure per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e scrive che dal 2035 non deve essere più venduta nessuna auto con motore a combustione. Scrive inoltre che dal 2025 non possono essere più vendute caldaie a gas
  • Dovremmo svolgere un’indagine seria ed approfondita sui costi della transizione ecologica in Europa e, in particolare, nel nostro paese.Ci sono effetti regressivi enormi sulla collettività e sui singoli settori economici. Occorre indagare le conseguenze fiscali, produttive e geopolitiche.
  • Se Cingolani non darà risposte faremo un comitato tecnico scientifico autonomo per approfondire le conseguenze della transizione ecologica. 
  • Se non stiamo attenti, i nostri errori potranno distruggere interi sistemi produttivi.  
  • Un principio da rispettare è quello della neutralità tecnologica
  • Occorrerebbe un’alleanza tra Usa, Europa, Cina per definire un processo di decarbonizzazione.  

ROMANO PRODI (in allegato la trascrizione integrale della sua intervista)

  • Il nostro paese ha investito grosse somme per l’energia solare, ma tutto è stato costruito dai cinesi. Mi auguro assolutamente che l’obiettivo sia raggiunto, sono stato il primo a volere il Protocollo di Kyoto, ma dobbiamo ammettere che nessuno di quegli obiettivi è stato raggiunto.
  • C’è una delocalizzazione in corso molto forte, è quello che preoccupa. Abbiamo un grande problema di strategia industriale, anche perché non sempre siamo presenti dove si decidono le cose, c’è un problema di sistema paese.
  • biocarburanti ed i carburanti sintetici possono dare un contributo enorme, ma bisogna produrli a costi accessibili, occorre anche uno sforzo tecnologico per arrivare a prezzi compatibili. L’idrogeno verde oggi ha costi enormi.
  • L’idea che ci sia un solo strumento che possa risolvere il problema è allucinante. 
  • Kyoto non è stato rispettato perché non gli abbiamo dati gli strumenti: la mia ossessione non è battezzare il mondo pulito, ma pulito. E’ una logica microeconomica, non macroeconomica. 
  • Con il Prof. Alberto Clò proponevamo un comitato tecnico scientifico per la transizione ecologica per mettere ordine tra le idee. 
  • La transizione tocca diverse componenti dei problemi che compongono la transizione. Se non li risolviamo la transizione va abbandonata. Non ci siamo dati degli obiettivi che si possono raggiungere solo con uno sforzo tecnico ed economico, forse obiettivi troppo forti. Non dobbiamo essere pagatori del cambiamento, ma protagonisti del cambiamento. 

MASSIMO DAL CHECCO (Amministratore Unico Innovhub SSI)

  • Con la nostra ala combustibili svolgiamo attività di ricerca e innovazione riconosciuta a livello europeo. 
  • Grazie allo sviluppo dei low carbon fuels si potrebbe contribuire alla transizione con una forte riduzione della Co2 permettendo un percorso verso una decarbonizzazione di tutto il trasporto stradale, aereo, marittimo. 

VANNIA GAVA (Sottosegretaria Mite; non presente al tavolo per sopraggiunti impegni, in allegato contributo scritto di cui si riportano di seguito alcuni stralci di interesse)

  • Il settore è cruciale ai fini della sicurezza energetica del Paese, come è emerso durante la pandemia, assicurando gli approvvigionamenti necessari a gestire l’emergenza. 
  • In questi ultimi mesi  il Mite si è soffermato spesso sulle criticità e sulla necessità di tracciare un percorso in grado di assicurare una transizione graduale soprattutto nella mobilità oggi coperta per oltre il 92% dai prodotti petroliferi. 
  • In ciò rientra sicuramente la progressiva evoluzione e trasformazione dei sistemi per la produzione, la logistica e la commercializzazione oggi dedicati ai prodotti fossili verso lo sviluppo dei carburanti Iow carbon, tra cui i biocarburanti e i carburanti sintetici, previsti dallo stesso Pniec e dalla direttiva Red II.
  • Tutto ciò salvaguardando, anche, le risorse umane attualmente impiegate, attraverso una loro riqualificazione verso le nuove tecnologie, in coerenza con l’obiettivo della Commissione europea di creare un quadro politico che consenta una transizione graduale, senza mettere a rischio l’approvvigionamento di prodotti essenziali dell’industria europea della raffinazione.
  • Il Mite ha intenzione di avviare due specifici tavoli di confronto sulla raffinazione e sulla rete carburanti per individuare strumenti di intervento che aiutino il settore ad uscire dalla forte crisi che lo interessa e lo accompagnino nel processo di trasformazione che ha già intrapreso, per arrivare a prodotti sempre più decarbonizzati, garantendo al contempo l’occupazione, la leadership tecnologica e la sicurezza energetica.

GIANNI GIROTTO (Presidente Commissione Industria Senato) 

  • L’indirizzo politico è andare verso la sostenibilità, con il governo continueremo a monitorare perché i fondi PNRR vengano spesi velocemente e bene. La chiave è quella di una transizione burocratica, in particolare per quanto riguarda le fonti rinnovabili. 
  • Non bisogna perdere tempo con gli investimenti del PNRR. 
  • Una serie di veicoli per alcuni anni avranno ancora bisogno di carburante liquido (pensiamo alle navi, agli aerei), occorre semplificare le procedure.

MARTINA NARDI (Presidente Commissione Attività produttive Camera)

  • Abbiamo l’esigenza di ammodernare la rete di distribuzione e l’obiettivo di portare all’elettrico e all’idrogeno molte delle nostre autovetture. Occorrono impianti multi-fuel che mettano insieme le diverse possibilità di approvvigionamento. E’ un obiettivo importante che il PNRR ha accolto. Occorre un ammodernamento complessivo. 
  • Il governo andrà a relazionare alle Camere sullo stato di attuazione dei progetti del PNRR ogni sei mesi.
  • Occorre snellire le procedure e far sì che sia un’occasione per realizzare riforme strutturali per raggiungere obiettivi sfidanti in termini ambientali. Il settore dell’energia e dei combustibili è al centro e deve rimanere protagonista. 
23/07/2021

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