COMUNICATO STAMPA
4 Agosto 2026 – Con riferimento all’articolo di Staffetta del 24 luglio “Mezzi pesanti, elettrico e gas in aumento”, i dati divulgati da Anfia mostrano che nel mese di giugno in Italia sono stati immatricolati 23 camion a Gnl contro i 10 di giugno 2025, mentre quelli a Cng sono passati dai 17 dello scorso anno a 21. Un segnale di ripresa dell’interesse verso l’alimentazione a metano/biometano, anche se i numeri sono ancora esigui e tali da non poter affermare che si tratti di una vera e propria svolta.
Le aspettative sul Gnl/BioGnl in questo settore erano altre e al momento, nonostante l’impennata dei prezzi del gasolio, che appare sempre più strutturale che occasionale, le immatricolazioni di nuovi veicoli da trasporto pesante non sembrano aver riorientato in modo sostanziale le scelte aziendali.
Incide ancora, con ogni evidenza, la crisi del mercato internazionale del gas naturale del 2022, dalla quale siamo poi usciti, anche se non si è più tornati ai livelli pre-crisi.
I conflitti in Medio Oriente naturalmente hanno colpito anche il gas (Gnl in primis), ma al momento con un impatto sicuramente inferiore al petrolio, anche in termini di garanzia di approvvigionamento del prodotto finito.
Per quanto riguarda i camion a gas, il dato in questo momento più interessante è quello che riguarda l’immatricolato del semestre.
Infatti, mentre quelli a Gnl sono ancora in calo (86 veicoli quest’anno, contro i 156 dell’anno scorso), quelli a Cng fanno registrare un sensibile aumento: dai 69 veicoli del 2025 ai 99 nei primi sei mesi di quest’anno.
I numeri sono ancora piuttosto esigui, ma questi risultati offrono comunque uno spunto di riflessione su questi veicoli.
Sul mercato italiano sono attualmente disponibili veicoli alimentati a Cng/bioCng di produzione Iveco, Scania e Volvo, con autonomie fino a oltre 800 km. Ad esempio Iveco offre l’Eurocargo con Mtt da 12 a 18 Ton e potenze da 220 a 280 Cv. E così pure Volvo e Scania hanno a listino autocarri paragonabili.
Il confronto tra Cng e Gnl non può essere ricondotto alla sola autonomia di percorrenza. Se il GNL è la miglior soluzione per un certo tipo di trasporto, quale quello dell’utilizzo di grossi mezzi su lunghe percorrenze programmate (e perciò caratterizzato da una maggiore rigidità nella gestione), con il Cng/BioCng – ovviamente utilizzando veicoli più “leggeri” – si può operare con una ben più ampia flessibilità, soprattutto in termini di gestione dei rifornimenti e delle percorrenze.
Il Cng/BioCng infatti ha due vantaggi: la maggiore estensione della rete, che consta di circa 1650 impianti aperti, rispetto al Gnl (170 distributori) e la gestione più “elastica” del carburante.
Il Gnl è immagazzinato in uno o due serbatoi (criogenici) a bassissima temperatura. Da qui la necessità di programmare i rifornimenti ed utilizzare il prodotto in un tempo relativamente breve.
Con il Cng (gas compresso a temperatura ambiente), il problema non esiste. Il gas presente nelle bombole può restarci per un tempo praticamente infinito senza perdite apprezzabili, cosicché il mezzo può sopportare anche lunghe soste.
Va inoltre considerato l’aspetto economico. Attualmente il prezzo medio nazionale del CNG è di 1,573 €/Kg (ultima rilevazione del Mase). Senza addentrarci troppo sulle percorrenze chilometriche del metano rispetto al diesel (si tratta di due carburanti diversi che operano su cicli di combustione diversi), va ricordato che il contenuto energetico di un chilo di metano (48 MJ) è sensibilmente superiore a quello di un litro di gasolio (36 MJ) e quindi il minor costo di esercizio è sempre garantito.
Da ultimo, ma non per importanza, c’è la disponibilità ormai consolidata di biometano sulla rete. Secondo i dati pubblicati dal GSE sulla producibilità degli impianti autorizzati ed incentivati per i trasporti, gli attuali consumi di metano per autotrazione sono coperti quasi completamente da biometano.
Riteniamo che oggi più che mai le aziende di autotrasporto dovrebbero considerare anche questi veicoli come una valida alternativa, che abbina al risparmio economico sicure prestazioni ambientali.
Assopetroli-Assoenergia, comparto Low Carbon Fuels
