CARBURANTI: ASSOPETROLI, A DICEMBRE PER OGNI LITRO DI BENZINA IL 64,45% DEL PREZZO ALLO STATO TRA ACCISE E IVA

Roma 30.12.2014: Assopetroli-Assoenergia, con la collaborazione di Figisc Anisa Confcommercio, prosegue il monitoraggio “SIA – Stacco Italia Accise” (Accise e Iva) e rende noti i dati della rilevazione prezzi del differenziale sul costo dei carburanti al consumo tra Italia e resto d’Europa (Europa a 28) e ne promuove la più ampia diffusione al fine di generare, nelle Istituzioni pubbliche e nei consumatori, una maggiore consapevolezza “dell’anomalia italiana” rappresentata da un carico fiscale eccessivo sui carburanti che è stato in media nel mese di DICEMBRE il 64,45% del prezzo al consumo (benzina verde). Il dato che colpisce è che nel solo differenziale il 95,72% per la benzina e il 100,85% per il gasolio sono tasse.  A DICEMBRE il consumatore italiano ha pagato in media la benzina 25,7 € cent/litro e il gasolio 23,5 € cent/litro, in più che nel resto d’Europa! Sulla base dei dati forniti dalla Commissione Europea e dal MISE (nel mese in corso sono state effettuate solo 3 rilevazioni) la media aritmetica del prezzo al consumo praticato nei 28 Paesi UE pone in risalto che: Benzina, il prezzo italiano è più alto di 25,7 €cent/litro, di cui ben 24,6 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 1,1 ad un maggiore prezzo industriale; Gasolio, il prezzo italiano è più alto di 23,5 €cent/litro, di cui ben 23,7 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) mentre il prezzo industriale è addirittura inferiore di 0,2 cent/litro.

Inoltre dovremmo assistere ad uno “scambio di accisa”. Infatti al 31.12.2014 “dovrebbe” cessare l’aumento di ACCISA cui al Decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 – articolo 61,  comma 1, lett. e), che ha determinato un aumento di €/litro 0,0024 più IVA (il gettito atteso dalla clausola di salvaguardia inserita nel c.d. DL “del FARE” fu di 75 milioni di euro). Mentre il 1.1.2015, sulla base del DM 30.11.2013 MEF  (GU Serie Generale n.282 del 2-12-2013), “dovrebbe” scattare la clausola di salvaguardia contenuta nel decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e successive modificazioni all’art. 15 Comma 4 (c.d. DL IMU). In particolare il gettito atteso da tale disposizione sarà, al netto dell’IVA, di 671,1 milioni di euro per il 2015 e di 17,8 milioni entro il 15 febbraio 2016, data di cessazione della disposizione. A conti fatti, e sulla base della legislazione vigente, nel solo 2015 “dovrebbero” essere eliminati dal peso fiscale che grava sulla benzina e sul gasolio 75 milioni di euro ma ne saranno aggiunti 671,1 per un aggravio sul costo dei carburanti di 596,1 milioni di euro.

Infine il bollettino mensile, presenta un prospetto delle disposizioni di Legge vigenti che, dal 2015 al 2021, determineranno nuovi aumenti dell’accisa sulla benzina e sul gasolio per complessivi 1.882 milioni di euro e, una previsione degli aumenti sulla base della “POSSIBILE” attivazione delle ulteriori clausole di salvaguardia contenute nella Legge di Stabilità 2015 approvata dal parlamento lo scorso 22 dicembre che potrebbero determinare un aggravio del costo dei carburanti per effetto dell’inasprimento delle accise per complessivi 20.406 milioni di euro.

SIA – n. 13 – 30.12.2014

30/12/2014

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