Carburanti: Assopetroli-Assoenergia, “mercato distorto, indipendenti fuori gioco e danno reputazionale crescente”

Comunicato Stampa del 3 aprile 2026

Assopetroli-Assoenergia lancia un allarme sulle dinamiche in atto nel mercato dei carburanti, che stanno producendo effetti distorsivi rilevanti a danno degli operatori indipendenti.

Nelle ultime settimane si è registrata una crescente divaricazione tra i prezzi praticati al consumo dal principale operatore verticalmente integrato e le condizioni di approvvigionamento riservate alla rete indipendente, fino a determinare, in diversi casi, una situazione paradossale: prezzi al dettaglio inferiori ai prezzi all’ingrosso.

In queste condizioni, per gli operatori intermedi la concorrenza diventa, di fatto, impossibile. Non si tratta di fisiologica dinamica competitiva, ma di una compressione artificiale dei margini — riconducibile a dinamiche di margin squeeze — che altera il funzionamento del mercato, specie in aree ad alta concentrazione dell’offerta, prossime a condizioni di monopolio di fatto.

A ciò si aggiunge un effetto particolarmente critico: il danno reputazionale.

In assenza di una chiara qualificazione di iniziative commerciali straordinarie — nei fatti non replicabili perché fuori da una logica economica — il differenziale di prezzo finisce per mettere la rete indipendente sul banco degli imputati. Gli operatori che non possono accedere alle stesse condizioni vengono percepiti come meno competitivi o addirittura speculativi, mentre l’origine reale della distorsione resta opaca.

Si produce così un doppio squilibrio: economico, con margini compressi fino all’insostenibilità, e reputazionale, con un messaggio distorto al consumatore.

Queste dinamiche non sono compatibili con una corretta struttura di mercato, neppure in una fase di tensione legata al caro carburanti. L’emergenza può giustificare interventi straordinari, ma non politiche di questo tipo, che alterano gli equilibri concorrenziali e producono effetti ben oltre la durata della stessa emergenza.

Il risultato è una filiera sotto pressione: a monte si affermano dinamiche di prezzo sganciate dai fondamentali di mercato, mentre a valle gli effetti si scaricano sugli operatori meno strutturati, erodendo pluralismo e sostenibilità del sistema.

Il punto è politico prima ancora che economico: non può esistere un mercato in cui una parte degli operatori è strutturalmente impossibilitata a competere e, al tempo stesso, esposta a un discredito ingiustificato.

Assopetroli-Assoenergia ritiene che quanto sta accadendo presenti profili riconducibili a possibili abusi di posizione dominante, con effetti escludenti sulla rete indipendente.

Per queste ragioni, l’Associazione chiede alle autorità competenti una verifica urgente, affinché siano ristabilite condizioni di mercato trasparenti, non discriminatorie e sostenibili per tutti gli operatori.