CARBURANTI: ASSOPETROLI, RAZIONALIZZARE LA RETE DEVE ESSERE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA NON DISTRUZIONE DEL SISTEMA

Roma 29/1/14: Si è svolta oggi a Roma l’assemblea generale delle aziende del comparto della distribuzione dei carburanti in rete aderenti ad Assopetroli, per fare il punto sulle norme in materia di ristrutturazione della rete carburanti. L’adunanza è stata particolarmente partecipata data l’importanza dei temi trattati che coinvolgono direttamente molte aziende del settore che a causa di norme, se non opportunamente ponderate e condivise in sede di tavolo tecnico istituito presso il MiSE, rischiano di veder chiusi i loro impianti. Dopo la relazione del Presidente Franco Ferrari Aggradi e del Vicepresidente Rete Mario Vincenzi che hanno convenuto come “la necessaria razionalizzazione della rete carburanti debba essere una opportunità di crescita per il settore e non sancirne la distruzione con norme improprie e non condivise” si è tenuto un approfondito dibattito al termine del quale è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno. Il documento che sarà inviato ufficialmente al Governo, nel rappresentare la posizione unanime dell’associazione, contesta duramente la immotivata accelerazione impressa dal MISE e dal Governo all’iter procedurale con la approvazione del progetto da parte del CDM, sotto forma di DDL, ciò mentre il Tavolo è ancora aperto ed è stato appena allargato al contributo delle rappresentanze di Regioni e Comuni, che sono gli Enti Territoriali costituzionalmente competenti sulla materia. Il documento approvato poi rileva che nonostante gli interventi migliorativi apportati grazie ai lavori del tavolo tecnico, il provvedimento, nei termini in cui sarà proposto dal Governo al Parlamento, presenta alcuni importanti aspetti sui quali Assopetroli non può essere d’accordo e che chiede di modificare, in particolare: la necessità che vengano mantenuti i criteri di incompatibilità degli impianti fissati dal D.M. 31/10/2001, così come recepiti nelle leggi regionali, e che vengano salvaguardate le verifiche di compatibilità già effettuate sulla base di dette norme; sul fatto che si prevede, per gli Enti Proprietari delle strade, un obbligo di verificare la regolarità degli accessi, ai fini della sicurezza viabilistica, che non è accettabile se, come previsto nel testo, è limitato al solo settore carburanti, creando in tal modo una ingiustificata discriminazione rispetto alla verifica degli accessi a tutte le altre attività economiche e non; che manca qualsiasi intervento di regolazione per le aperture di nuovi impianti, la cui proliferazione indiscriminata vanificherebbe gli effetti delle chiusure; che manca un intervento di facilitazione nelle procedure e nelle normative di bonifica dei siti dismessi, che consenta una significativa riduzione dei relativi tempi e costi, che, di fatto, rappresentano oggi una vera e propria “barriera all’uscita”dal settore. Assopetroli manifesta inoltre la viva preoccupazione degli Associati in quanto il DDL prevede una contribuzione economica, a carico esclusivo delle aziende, per alimentare il previsto Fondo per indennizzare le chiusure, di rilevante entità, ancorché la sua quantificazione sia solo stimata e rinviata ad un successivo decreto del MISE per la definitiva determinazione. Onere difficilmente compatibile con i bilanci aziendali in un momento di pesante diminuzione di margini e di vendite, conseguenti alla crisi in atto ed alla eccessiva tassazione dei prodotti petroliferi. Infine l’Associazione ribadisce, con il documento approvato, quanto sostiene da tempo sul rischio che, se non si consentirà al tavolo tecnico di completare i propri lavori, con l’indispensabile coinvolgimento della Regioni e dell’ANCI, si darà frettolosamente vita ad una norma poco utile e, per certi aspetti controproducente, in quanto causerebbe un diffuso contenzioso ed inutili costi aggiuntivi, tutti a carico delle Aziende, ad un sistema già duramente provato, con probabili scarsi risultati in termini di effettive chiusure ma ingenti e non opportuni riflessi negativi tutti sul piano economico e dunque occupazionale.

29/01/2014

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