Carburanti: Assopetroli, ridurre peso fiscale per evitare il contrabbando e le attività criminali

Roma 1.4.2014: Nell’imminenza della pubblicazione della consueta rilevazione mensile SIA – Stacco Italia Accise che Assopetroli Assoenergia diffonde per segnare il differenziale tra il prezzo pagato per la benzina e il gasolio auto dai Consumatori italiani rispetto al costo medio europeo, il Presidente Franco Ferrari Aggradi segnala come “Sulla base della rilevazione della settimana passata i dati ci confermano come il Consumatore italiano spenda in media circa 26 centesimi di euro in più per la benzina e poco meno di 25 per il gasolio rispetto al resto d’Europa. Ma il dato allarmante che deve far riflettere chi ha l’onere di guidare il Paese, è che del differenziale oltre il 94% per la benzina e addirittura il 99,5% per il gasolio sono tasse. Per questo Assopetroli rivolge un appello a Matteo Renzi affinché applichi la “cura” Cameron: riduca il peso fiscale sui carburanti per rilanciare i consumi e ridare fiato all’economia. L’eccessivo carico fiscale ha portato tra il 2008 e il 2013 ad un crollo dei consumi per oltre 9 miliardi di litri dei carburanti per autotrazione ed una perdita di gettito in sole accise al netto dell’IVA di circa sei miliardi di euro nonostante i consistenti aumenti varati dai Governi Berlusconi, Monti e Letta. Questa spirale fiscale – prosegue Ferrari Aggradi – oltre ad aver contribuito agli evidenti effetti recessivi, ha fatto aumentare le attività criminose. La cronaca parla ormai quotidianamente di ingenti quantità di carburanti, spesso di provenienza estera , che viaggiano in  sospensione di imposta” e che vengono immesse sul mercato senza che l’imposta venga mai pagata poiché i soggetti ” svaniscono”, di sequestri a scopo di rapina di intere autobotti che provvedono al rifornimento delle stazioni di servizio, all’assalto notturno di depositi di stoccaggio dei carburanti, senza contare le altre tipologie di reato come le sofisticazioni dei prodotti che creano ingenti danni ai Consumatori. Per tali motivi – conclude Ferrari Aggradi – se da un lato appare necessario ed urgente ridimensionare la pretesa fiscale dello Stato sui carburanti anche per smorzare i fenomeni descritti, riconducendola alla media degli altri paesi europei mediante una riduzione dell’accisa di almeno 10 centesimi di euro, dall’altro appare necessario e altrettanto urgente, rafforzare i controlli sulle strade al fine di contrastare efficacemente le attività criminali che hanno per oggetto i carburanti per autotrazione nell’interesse degli operatori, dei Consumatori e dell’Erario che, attraverso il contrabbando e le attività illecite perde una consistente quota di gettito fiscale.”.

01/04/2014

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