CHIESA DI S. MARIA DELLA PACE: alla scoperta dell’arte di Raffaello

Chiesa di Santa Maria della Pace

Una piacevole passeggiata ci condurrà da Palazzo Montecitorio alla seconda tappa del nostro itinerario: l’incantevole Chiesa di Santa Maria della Pace, sita nel rione Ponte, aperta per noi in via eccezionale. La facciata barocca della chiesa presenta tre ali che si protendono in avanti, al fine di simulare il già citato effetto palcoscenico. L’interno della chiesa presenta quattro cappelle: a sinistra Cappella Ponzetti e la Cappella Minganelli, a destra la cappella Chigi e la Cappella Cesi.

La Cappella Ponzetti presenta pregevoli affreschi rinascimentali di Baldassarre Peruzzi, risalenti agli inizi del 1500: le “Storie bibliche” all’interno del catino absidale, la “Madonna col bambino tra le sante Brigida e Caterina” e “Il cardinale Ferdinando Ponzetti” sull’altare.

La Cappella Minganelli invece è arredata con marmi prelevati dal Tempio di Giove Capitolino, il più imponente monumento eretto nell’antichità sul Campidoglio; per quanto riguarda gli affreschi, sull’altare troviamo l’opera di Marcello Venusti  “Madonna in gloria tra i santi Ubaldo e Girolamo”, sulla lunetta esterna spiccano invece la “Cacciata dal Paradiso terrestre” e la “Famiglia di Adamo”, realizzate da Filippo Lauri.

A destra, la Cappella Cesi presenta un’arcata esterna decorata in stile rinascimentale, realizzata da Simone Mosca, e due affreschi dipinti dal rinomato pittore Rosso Fiorentino: la “Creazione di Eva” ed il “Peccato originale”. Le statue dei Santi Pietro e Paolo, gli altorilievi posti ai lati dell’arco raffiguranti “Profeti e Angeli” sono opera invece di Vincenzo de’ Rossi.

Da ultima, non certo per importanza, la Cappella Chigi. L’architettura e gli affreschi della cappella furono commissionati, dal banchiere del papa, nientemeno che al celebre pittore ed architetto rinascimentale Raffaello, autore di opere di fama mondiale quali i dipinti “San Giorgio e il drago”, “Le Tre Grazie”, la “Madonna del cardellino” e  “San Giovanni Battista nel deserto”.  L’artista marchigiano si contraddistingue per l’armoniosità e il dinamismo che riesce a conferire alle forme, semplici ed aggraziate, che spesso celano un messaggio divino. Il noto  affresco “Le Sibille”, dipinto sopra l’arco posto sul fondo della cappella, è un perfetto esempio di questo stile elegante e proporzionato, fortemente simbolico. Protagoniste dell’ affresco, largo oltre sei metri, sono appunto le quattro indovine, le Sibille: Cumana, Persiana, Frigia e Tiburtina, figure di collegamento tra il mondo pagano e il mondo cristiano. Al centro della scena vi è un putto che tiene in mano una fiaccola, simbolo dell’illuminazione divina, circondato da angeli che annunciano il messaggio divino, di cui si faranno portatrici le ammirate Sibille.

17/04/2019