DELEGA FISCO: ADEGUARE ALIQUOTE TASSE INDIRETTE SU PRODOTTI ENERGETICI

Adeguare in coerenza con l’European green deal e la disciplina europea armonizzata dell’accisa, le strutture e le aliquote della tassazione indiretta sulla produzione e sui consumi dei prodotti energetici e dell’energia elettrica, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti e alla promozione dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ed ecocompatibili. Lo si legge nel testo della Delega fiscale (in allegato l’ultimo testo circolante) approvato dal Cdm, all’articolo 5 sulla revisione dell’Iva.

Tra le altre misure le seguenti:

  • Revisione Irpef: Prevedere la revisione dell’Irpef, con l’obiettivo, tra gli altri, di ridurre gradualmente le aliquote medie effettive derivanti dall’applicazione dell’Irpef anche per incentivare l’offerta di lavoro e la partecipazione al mercato del lavoro, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, nonché l’attività imprenditoriale e l’emersione degli imponibili. In particolare, il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi, norme per la revisione del sistema di imposizione personale sui redditi, stabilendo la progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale che preveda: l’applicazione della medesima aliquota proporzionale di tassazione ai redditi derivanti dall’impiego del capitale, anche nel mercato immobiliare, nonché ai redditi direttamente derivanti dall’impiego del capitale nelle attività di impresa e di lavoro autonomo condotte da soggetti diversi da quelli a cui si applica l’imposta sul reddito delle società (Ires); l’applicazione dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpef) ai redditi diversi da quelli” visti prima “e la sua revisione. La riforma, inoltre, punta al riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche, tenendo conto della loro finalità e dei loro effetti sull’equità e sull’efficienza dell’imposta” e all'”armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio, tenendo conto dell’obiettivo di contenere gli spazi di elusione dell’imposta.
  • Revisione Ires: Revisione dell’Ires e della tassazione del reddito di impresa. Nello specifico, si punta alla semplificazione e razionalizzazione dell’Ires, finalizzato alla riduzione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, anche attraverso un rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, con particolare attenzione alla disciplina degli ammortamenti.
    Inoltre, la riforma dovrà prevedere una revisione della disciplina delle variazioni in aumento e in diminuzione apportate all’utile o alla perdita risultante dal conto economico per determinare il reddito imponibile, al fine di adeguarla ai mutamenti intervenuti nel sistema economico, anche allineando tendenzialmente tale disciplina a quella vigente nei principali paesi europei.
    Infine, si mira a stabilire una tendenziale neutralità tra i diversi sistemi di tassazione delle imprese, per limitare distorsioni di natura fiscale nella scelta delle forme organizzative e giuridiche dell’attività imprenditoriale.
  • Aliquote Iva: Rivedere la struttura dell’Iva con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote. Nello specifico, si punta a razionalizzare la struttura dell’imposta sul valore aggiunto con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote allo scopo di semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta, contrastare l’erosione e l’evasione, aumentare il grado di efficienza in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell’imposta.
  • 18 mesi per Riforma: Il Governo avrà un anno e mezzo di tempo per riformare il fisco italiano. I provvedimenti dovranno riguardare lo stimolo alla crescita economica attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione. Non solo, una parte dei decreti attuativi dovrà occuparsi della razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario. In particolare, degli adempimenti a carico dei contribuenti al fine di ridurre i costi di adempimento, di gestione e di amministrazione del sistema fiscale; l’individuazione e eliminazione di micro-tributi per i quali i costi di adempimento dei contribuenti risultino elevati a fronte di un gettito trascurabile per lo Stato e trovando le opportune compensazioni di gettito nell’ambito dell’attuazione della presente legge; preservare la progressività del sistema tributario; e, infine, ridurre l’evasione e l’elusione fiscale.
  • Superamento Irap: Attuare un graduale superamento dell’Irap. Nello specifico, la bozza prevede di attuare un graduale superamento dell’Imposta regionale sulle attività produttive. Gli interventi normativi per attuare il graduale superamento dell’Irap garantiscono in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario.
  • Riforma catasto: Arriva la riforma del catasto e della mappatura degli immobili. Si prevede che il Governo si occupi di una integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026. La riforma, innanzitutto, dovrà prevedere strumenti, da porre a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle entrate, in grado di facilitare e a accelerare l’individuazione e, eventualmente, la corretta classificazione degli immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso e la categoria catastale attribuita. E ancora: la nuova mappatura dovrà contenere i terreni edificabili accatastati come agricoli, gli immobili abusivi, “individuando a tal fine specifici incentivi e forme di trasparenza e valorizzazione delle attività di accertamento svolte dai comuni in quest’ambito. Infine, la riforma dovrà portare con sé nuovi strumenti e moduli organizzativi per facilitare la condivisione dei dati e dei documenti, in via telematica, tra l’Agenzia delle entrate e i competenti uffici dei comuni.
  • Riforma riscossione: Con la riforma del fisco italiano, il Governo dovrà riscrivere anche le norme sulla riscossione. Si prevede che nei futuri decreti attuativi dovrà essere rivisto il sistema di riscossione nazionale attraverso l’efficientamento e la semplificazione del sistema stesso, orientandone l’attività verso obiettivi di risultato piuttosto che di esecuzione del processo, revisionando l’attuale meccanismo della remunerazione dell’agente della riscossione, favorendo l’uso delle più evolute tecnologie e delle forme di integrazione e interoperabilità dei sistemi e del patrimonio informativo funzionali alle attività della riscossione ed eliminando duplicazioni organizzative, logistiche e funzionali, con conseguente riduzione di costi.
  • Revisione addizionali Irpef: Attuare una revisione delle addizionali comunali e regionali all’Irpef. Nello specifico, la delega punta a prevedere la sostituzione dell’addizionale regionale all’Irpef con una sovraimposta sull’Irpef la cui aliquota di base può essere aumentata o diminuita dalle Regioni entro limiti prefissati. La sostituzione deve garantire che con l’applicazione della nuova aliquota di base della sovraimposta le Regioni nel loro complesso ottengano lo stesso gettito che avrebbero acquisito applicando l’aliquota di base dell’addizionale regionale all’Irpef stabilita dalla legge statale. Inoltre, si punta a prevedere per le Regioni sottoposte a piani di rientro per disavanzi sanitari che, in base alla legislazione vigente, comportano l’automatica applicazione di aliquote dell’addizionale all’Irpef maggiori di quelle minime, un incremento obbligatorio della sovraimposta calcolato in modo da garantire lo stesso gettito attualmente ricavato dall’applicazione delle aliquote delle addizionali regionali all’Irpef maggiorate nella misura obbligatoria.
08/10/2021

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