DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO SUL RENDIMENTO ENERGETICO NELL’EDILIZIA

Motivazioni e obiettivi della proposta

La revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD) fa parte del pacchetto “Fit for 55” del programma di lavoro della Commissione per il 2021 e integra le altre componenti del pacchetto proposto nel luglio 2021, definendo la visione per raggiungere un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050. Gli obiettivi principali di questa revisione sono la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GES) degli edifici e del consumo finale di energia entro il 2030 e la definizione di una visione a lungo termine per gli edifici verso la neutralità climatica a livello dell’UE nel 2050. Per raggiungerli, l’iniziativa si fonda su diversi obiettivi specifici:

  • aumentare il tasso e la profondità delle ristrutturazioni degli edifici;
  • attuare certificati di prestazione energetica più chiari e con informazioni migliori (in particolare, entro il 2025, tutti i certificati dovranno essere armonizzati sulla base di una scala armonizzata da A a G);
  • garantire che tutti gli edifici siano in linea con i requisiti di neutralità climatica del 2050.

La proposta è particolarmente importante perché gli edifici rappresentano il 40% dell’energia consumata e il 36% delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra legate all’energia. Nell’UE, il riscaldamento, il raffreddamento e l’acqua calda sanitaria rappresentano l’80% dell’energia consumata dalle famiglie. La ristrutturazione è fondamentale per ridurre il consumo energetico degli edifici, per ridurre le emissioni e per ridurre le bollette energetiche. Inoltre, la ristrutturazione genera posti di lavoro locali e crescita economica.

Standard minimi di prestazione energetica

Una delle principali novità della revisione è l’introduzione di standard minimi di prestazione energetica per innescare la necessaria trasformazione del settore.  A questo proposito, Bruxelles propone che il 15% del patrimonio edilizio con le peggiori prestazioni di ciascun paese membro debba passare per gli edifici pubblici e non residenziali dalla classe G alla classe F entro il 2027 e alla classe E entro il 2030. Gli edifici residenziali avranno invece tempo fino al 2030 per portare il proprio certificato a livello F e fino al 2033 per portarlo alla classe E.

Incentivi finanziari più elevati e misure di sostegno tecnico sono diretti a progetti di ristrutturazione profonda e a quelli rivolti a un numero considerevole di edifici e che portano a notevoli risparmi energetici complessivi. Con lo stesso obiettivo in mente, poiché sulla base della durata di vita standard una caldaia acquistata a metà degli anni 2020 potrebbe essere ancora in uso nel 2050, gli Stati membri non dovrebbero essere autorizzati a sovvenzionare caldaie a combustibili fossili a partire dal 2027 e da quella data gli Stati membri hanno la possibilità legale di vietare l’uso di combustibili fossili negli edifici.

La ristrutturazione degli edifici ha due impatti economici positivi ampiamente riconosciuti:

  • ridurre i costi energetici, alleviare la povertà energetica;
  • aumentare il valore degli edifici più efficienti dal punto di vista energetico.

Altri vantaggi includono una migliore qualità della vita e periodi medi di sfitto più brevi. I vantaggi di bollette energetiche più basse sono ancora più rilevanti in un contesto di prezzi elevati dell’energia. Le persone che vivono in edifici con le peggiori prestazioni e quelle che affrontano la povertà energetica trarrebbero beneficio da edifici ristrutturati e migliori e da costi energetici ridotti, e sarebbero tamponati da ulteriori aumenti dei prezzi di mercato e volatilità.

Disposizioni relative alle nuove costruzioni

La Direttiva specifica che a partire dal 2030 i nuovi edifici privati devono essere edifici a emissioni zero, mentre i nuovi edifici pubblici devono essere a emissioni zero a partire dal 2027. Concretamente significa che «gli edifici dovranno consumare poca energia, essere alimentati per quanto possibile da fonti rinnovabili, e non dovranno emettere in loco emissioni di carbonio da combustibili fossili», spiega la Commissione nella documentazione appena pubblicata.

17/12/2021