EDIZIONE SPECIALE ASSOPETROLI-RIENERGIA | “Auto e riscaldamento: il ruolo del gasolio nella transizione”

Newsletter RiEnergia n°90 del 23 ottobre 2018   
Edizione speciale in collaborazione con Assopetroli-Assoenergia

L’ANALISI di Tommaso Lucchini, Professore del Politecnico di Milano – Dipartimento Energia

TRASPORTI E INQUINAMENTO: È DAVVERO COLPA DEL DIESEL?

Lo scandalo Dieselgate ha rappresentato un importante punto di rottura per tutto il mondo automobilistico. Da allora le quote di mercato dei veicoli Diesel sono progressivamente diminuite e, da più parti, si è assistito ad una lotta mediatica contro i veicoli alimentati da motori termici che alcuni Stati intendono addirittura bandire nel prossimo ventennio. Per ora, il maggior numero di auto a benzina in circolazione ed il successo dei cosiddetti veicoli “crossover” ha avuto come unico effetto l’incremento delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli minimi raggiunti nel 2015. Questo fatto preoccupa non poco il Parlamento Europeo, attualmente impegnato a definire i futuri limiti di emissioni di CO2 per il settore dei trasporti… Continua…


L’approfondimento di Gabriele Migliavacca, Silvia Bertagna e Carmen Morreale, Innovhub – Stazioni Sperimentali per l’Industria

IL RISCALDAMENTO SOSTENIBILE TRA SCIENZA E MEZZE VERITÀ

E’ ormai assodato che gli impianti e gli apparecchi per il riscaldamento civile e domestico hanno, nella stagione invernale, un peso significativo come sorgenti di inquinamento atmosferico, insieme alle emissioni da traffico e a quelle industriali.
Il settore residenziale è la principale fonte di emissione primaria di molti inquinanti atmosferici fra i quali primeggiano il monossido di carbonio (CO), gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e soprattutto il particolato atmosferico (PM), che fra tutti è considerato il più pericoloso in quanto, nella sua frazione più fine, è in grado di veicolare nell’organismo sostanze potenzialmente  dannose per la salute umana.
Quest’ultimo risulta però prodotto in misura tutt’altro che trascurabile anche da processi secondari, vale a dire reazioni chimiche, che hanno luogo nell’atmosfera, producendo particelle solide a partire da altri inquinanti originariamente emessi in forma gassosa, in questo senso anche gli ossidi di azoto, prodotti da tutte le diverse tipologie di sorgenti, ma principalmente dal traffico, e soprattutto i composti ammoniacali rilasciati dalla produzione agricola, sommano i loro contributi a quelli legati all’emissione primaria di particolato… Continua


L’approfondimento di Paolo Vigo E Agostino Viola, Pa.L.Mer. – Parco Scientifico E Tecnologico Del Lazio Meridionale, Ferentino – Fr

QUALITA’ DELL’ARIA O ARIA DI QUALITA’?
Quando si discute di qualità dell’aria, ovvero degli inquinanti aerodispersi – come il PM10-PM2,5 (polveri grossolane diametro D: 10 – 2,5 μm), il PM1 (polveri ultrafini Dqualità del combustibile diventa un parametro fondamentale per poter valutare l’efficienza/efficacia degli impianti di produzione dell’energia termica, delle combustioni realizzate ed infine delle emissioni connesse…Continua


L’approfondimento di The European Heating Oil Association – Eurofuel

COMBUSTIBILI LIQUIDI: IMPRESCINDIBILI NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA
Al fine di conseguire gli obiettivi climatici definiti dalla politica globale ed europea, tutti i settori economici sono chiamati a dare il proprio contributo. La riduzione delle emissioni di gas serra è il principale parametro di riferimento, e l’obiettivo ultimo è quello di limitare a 2° centigradi l’aumento della temperatura mondiale rispetto ai livelli pre-industriali. L’Unione europea si è spinta oltre, fissando ulteriori ambiziosi target, come la riduzione delle proprie emissioni del 40-45% al 2030 e l’azzeramento delle emissioni nette entro la metà del secolo… Continua


Il punto di vista di Gian Luca Gallettigià Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

“DIESEL: DEMONIZZARE NON SERVE”. INTERVISTA A GIAN LUCA GALLETTI

A partire dal Dieselgate è cominciata una campagna di demonizzazione dei motori a gasolio: Parigi, Copenaghen, Stoccolma, Oslo e, forse, Roma hanno annunciato il divieto di circolazione per i veicoli diesel dal 2025. La Germania ha concesso maggiore autonomia ai comuni che ne vorranno limitare l’utilizzo; in Italia, Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna prevedono lo stop dei diesel Euro 4 a partire dal 2020. Insomma, stiamo assistendo alla fine di un’epoca? A che prezzo?

Stiamo assistendo più che altro ad un errore di interpretazione storica. Se da una parte è vero che gli Accordi di Parigi e i diversi impegni sul clima sottoscritti a livello internazionale prevedono e sostengono un’avanzata del trasporto elettrico, dall’altra non dobbiamo dimenticare che la fase che ci aspetta nel breve termine si chiama, non a caso, “transizione”. Il tema allora è come gestire la transizione. E il pericolo, come possiamo osservare, è quello di credere a ricette magiche o di farsi distrarre da annunci e a promesse vacue, perché illudersi che tra 5 o 10 anni tutti viaggeremo su un auto elettrica non ha niente a che vedere con la realtà e anzi ci porta a distogliere l’attenzione sul presente. Un presente in cui i cosiddetti motori tradizionali a diesel e benzina fanno a tutti gli effetti parte del gioco e come tali devono essere trattati. Annunci estemporanei contro questa o quella tecnologia non fanno altro che esacerbare un dibattito che al contrario deve mantenersi lucido e razionale… Continua

25/10/2018