Energia, Senato: accelerare ulteriormente transizione a Fer

“Accelerare ulteriormente il percorso di crescita sostenibile del Paese, dal punto di vista ambientale, economico e sociale, e di transizione dai combustibili tradizionali alle fonti rinnovabili, nel rispetto del principio della neutralità tecnologica, prevedendo obiettivi nazionali e procedure di calcolo degli obiettivi che siano quanto più in linea con i nuovi e più ambiziosi obiettivi Ue in tema di riduzione delle emissioni inquinanti e con i nuovi target europei in materia di energia prodotta da fonti rinnovabili”. È una delle osservazioni delle commissioni Ambiente e Industria al Senato al dlgs per la promozione di energie rinnovabili, il cosiddetto Red II, inserita nel parere approvato.

Le commissioni chiedono poi di “proporre misure di accompagnamento per le imprese direttamente coinvolte dai processi di cambiamento in atto conseguenti ai nuovi obiettivi Ue in tema di riduzione delle emissioni inquinanti e ai nuovi target europei in materia di energia, al fine di consentirne la transizione graduale e sostenibile verso nuovi modelli di produzione, la programmazione certa degli investimenti e la riqualificazione necessaria del personale addetto” e, con riferimento ai numerosi decreti attuativi che dovranno essere adottati dal Mite, “di garantire, durante le fasi di elaborazione di tali provvedimenti, adeguati processi di consultazione delle associazioni dei produttori di energia da fonti rinnovabili”.

E ancora, “di disporre che il Gse, che già svolge un’attività previsionale di breve e medio termine del fabbisogno della componente tariffaria Asos degli oneri di sistema, quale onere di incentivazione degli impianti da fonti rinnovabili e assimiliate, nonché nell’elaborazione di scenari di lungo termine del fabbisogno di incentivazione, si adoperi per produrre e rendere disponibili scenari anche a lungo termine del fabbisogno della componente tariffaria Asos sempre più assidua e sistematica, mettendoli a disposizione degli attori istituzionali coinvolti nella governance, nonché di prevedere, inoltre, che l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente pubblichi e aggiorni costantemente analoghi contatori di spesa e scenari previsionali per tutte le componenti regolate della bolletta con particolare riguardo agli oneri di rete e a quelli del dispacciamento”.  

L’Ambiente e Industria chiedono poi “di prevedere, avvalendosi del Gse, un opportuno monitoraggio del fabbisogno di incentivazione e delle componenti tariffarie degli oneri di sistema, nonché l’elaborazione di scenari di medio e lungo termine degli stessi mettendoli a disposizione degli attori istituzionali coinvolti nella governance”. Infine, il parere evidenzia la necessità di attuare le previsioni, in ordine alla definizione (prevista entro il 31 dicembre 2012) dei prezzi minimi garantiti, ovvero integrazioni dei ricavi conseguenti alla partecipazione al mercato elettrico, per la produzione da impianti a fonti rinnovabili che continuano ad essere eserciti in assenza di incentivi e per i quali la salvaguardia della produzione non è assicurata dalla partecipazione al mercato elettrico; ciò potrà assicurare l’esercizio economicamente conveniente degli impianti (al momento non sono previsti incentivi per impianti esistenti), con particolare riguardo, tra altri, agli impianti alimentati da biomasse provenienti da filiera corta (fermo restando, per questi ultimi, il requisito della sostenibilità). Più nel dettaglio, le commissioni hanno sottoposto al Governo l’esigenza di valutare “di effettuare un’importante opera di semplificazione relativamente agli adempimenti richiesti, dalla documentazione da depositare alle dichiarazioni da rendersi” nella ridefinizione della disciplina dei regimi di sostegno delle fonti di energia rinnovabile. 

Caro prezzi, il question time dell’on. Squeri
Presso la Commissione Attività produttive è stata discussa un’interrogazione a risposta immediata a firma dell’on. Squeri (Fi), il quale ha chiesto al Governo quali ulteriori iniziative di competenza intenda adottare in merito ai rischi di crisi industriali e agli effetti dei rincari sui consumatori.

Per il Governo ha risposto la Viceministro al Mise Alessandra Todde, che ha riferito quanto segue:

  • la tematica dell’andamento dei prezzi è monitorata dal Governo che sta valutando specifiche iniziative per arginare il forte impatto che i riscontrati aumenti del costo di varie tipologie di materie prime hanno sui diversi settori interessati. L’obiettivo è quello di rendere le catene degli approvvigionamenti più sicure e resilienti alle variabili del commercio mondiale, nonché prevenire ed evitare qualunque fenomeno speculativo;
  • a livello unionale, come già ricordato in precedenti Question Time, si richiama il «Piano d’azione sulle Materie Prime Critiche», che la Commissione Ue ha presentato lo scorso 3 settembre, assieme alla nuova lista di «materie prime critiche» e ad un rapporto prospettico. Tale lista, infatti, rappresenta uno strumento per promuovere la consapevolezza, la ricerca e l’innovazione, volte a migliorare le dinamiche del commercio internazionale;
  • si richiama, inoltre, l’Alleanza per le materie prime (Raw Material Alliance) lanciata lo scorso settembre dalla Commissione allo scopo di identificare progettualità strategiche di rilevanza europea. L’obiettivo è quello di stimolare gli Stati membri ad elaborare strategie ed incoraggiare l’economia circolare, per aumentare il pool di fornitori, rafforzare gli investimenti in ricerca e sviluppo finalizzati alla individuazione di nuovi giacimenti, materiali sostitutivi e garantire così una fornitura geograficamente diversificata e sostenibile;
  • con la comunicazione COM (2021) 660 final adottata il 19 ottobre 2021 dalla Commissione, inoltre, sono state fornite linee guida per aiutare gli Stati membri a fronteggiare l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici, nel rispetto del quadro normativo europeo di riferimento;
  • il Governo italiano si è già mosso in tale direzione adottando – con il D.l. n. 130 del 2021 – misure specifiche di contenimento dei prezzi, nel settore elettrico e del gas naturale;
  • il monitoraggio dell’andamento dei prezzi è aspetto che va valorizzato anche nell’ottica di prevenire e reprimere fenomeni distorsivi e speculativi, attività composita, che vede la ripartizione di competenze tra diversi organi, fra cui l’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Mise e l’AGCM, per la repressione delle pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori;
  • si ribadisce infine che è massima l’attenzione del Governo per evitare fenomeni speculativi e proteggere sia gli operatori del settore che i consumatori. Si ritiene strategico delineare un quadro europeo.
29/10/2021

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