Roma, 09.10.2025
Comunicato stampa
Torna al centro del dibattito politico la questione del punto di infiammabilità del gasolio, un tema che da qualche anno agita il settore dei carburanti. Nel “Question time” di ieri davanti alla Commissione VI Finanze della Camera, è stata sollevata la questione dei controlli effettuati dall’amministrazione, in particolare dalla Guardia di Finanza, sugli impianti di distribuzione e presso i depositi.
Assopetroli-Assoenergia accoglie con favore e grande attenzione la conferma arrivata dal Ministero dell’Economia secondo cui “il punto di infiammabilità del gasolio non costituisce un parametro dirimente ai fini della commercializzazione”, riconoscendo la legittimità di piccole contaminazioni fisiologiche lungo la filiera logistica.
Si tratta di una presa di posizione che, se coerentemente applicata, potrebbe finalmente porre fine a una stagione di interpretazioni distorte e azioni sproporzionate, che hanno visto operatori del settore subire procedimenti penali per presunta evasione d’accisa (art. 40 D.Lgs. 504/1995) o frode in commercio (art. 515 c.p.), anche in presenza di documentazione completa e tracciabile.
Negli ultimi anni l’intensificarsi dei controlli ha infatti reso evidente un cortocircuito tra le diverse amministrazioni coinvolte — MEF, Agenzia delle Dogane (livello centrale e periferico) e Guardia di Finanza — con ripercussioni pesanti sulla certezza del diritto, sulla continuità operativa e sulla
reputazione di un comparto strategico per il Paese.
Assopetroli-Assoenergia sottolinea come le fisiologiche “cross-contaminations” tra gasolio e benzina siano fenomeni ben noti e gestibili e non possano in alcun modo essere scambiate per comportamenti fraudolenti. È tempo che le norme e le prassi ispettive riflettano questa realtà, evitando di penalizzare un intero settore per meri aspetti tecnici noti e marginali.
L’Associazione auspica che la posizione espressa dal Ministero costituisca il punto di partenza per una revisione organica della norma e delle procedure di controllo, a tutela della trasparenza, della competitività e della reputazione dell’intero sistema energetico nazionale.
