Il Sole 24 Ore: “Stabilità: Ok alla manovra: ecco tutte le novità per famiglie e imprese”

Ok alla manovra. Canone, Tasi, contante: tutte le novità per famiglie e imprese

1. Conti pubblici: il disavanzo sale al 2,4%

Partita con un obiettivo di riduzione dell’indebitamento netto 2016 al 2,2% la manovra «espansiva» portata a casa dal governo Renzi aggiunge un addendum di due decimali di punto per finanziare maggiore spesa in sicurezza, cultura e «rammendo delle periferie» per 3,1 miliardi, utilizzando subito lo spazio fiscale chiesto per l’emergenza esodati. Uno spazio soggetto a verifica europea in primavera e che dunque non servirà più per l’anticipo nel 2016 del taglio dell’Ires dal 27,5 al 24,5%. Questo intervento di riduzione della pressione fiscale sulle imprese è rimandato al 2017 mentre nel 2016 scatta la completa disattivazione di clausole di salvaguardia introdotte con la stabilità 2014 e 2015 per 16, 8 miliardi (Iva e accise carburanti). L’altro intervento fiscale importante (vale 4,5 miliardi di minori entrate) riguarda l’esenzione della Tasi sull’abitazione principale e dell’Imu sui terreni agricoli e gli impianti «imbullonati». Con un indebitamento netto al 2,4% del Pil il saldo netto da finanziare che è stato autorizzato dal Parlamento per il 2016 è di 35,4 miliardi.

2. Spending review: Caf e patronati, stretta soft

Un’ulteriore riduzione del taglio ai patronati di 13 milioni che dai 48 milioni originari scende a 15 milioni. Che si aggiunge all’allentamento della stretta ai Caf già operato al Senato(da 100 a 40 milioni nel 2016. sono queste le principali modifiche al capitolo dei tagli che sono state introdotte alla “stabilità” nel suo percorso parlamentare. Insieme all’esclusione dalla riduzione della spesa per prodotti informatici nella Pa di alcuni enti (compresi quelli previdenziali). L’impianto del piano dei tagli resta sostanzialmente invariato, la riduzione complessiva della spesa è inferiore agli 8 miliardi con una spending vera e propria superiore ai 5 miliardi tra amministrazioni centrali e sanità, di cui oltre 3 miliardi a carico diretto dei ministeri sommando gli interventi sulle uscite correnti e quelli sulla spesa in conto capitale. Il tutto anche attraverso tagli semi-lineari e il rafforzamento della centralizzazione degli acquisti Pa, leggermente ritoccata dai due rami del Parlamento. L’aumento da 1,3 a 1,9 miliardi del contributo alle regioni per la riduzione del debito compensa in parte il giro di vite sugli enti territoriali.

3. Pacchetto sicurezza: Bonus-80 euro ai poliziotti

Un pacchetto complessivo da oltre 2,6 miliardi, compresi i 500 milioni di “avanzi” dei Comuni, subito utilizzabili per l’edilizia scolastica. È quello stanziato dal governo per sicurezza e cultura facendo salire il deficit 2016 dal 2,2% al 2,4%. Alla sicurezza, in particolare viene destinato circa un miliardo. Che serve anzitutto per finanziare il bonus da 80 euro mensili (960 euro annui) per il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate (livelli dirigenziali esclusi) e per effetto di un ritocco approvato alla Camera anche quello delle Capitanerie di porto. Vengono poi attivato un Fondo ad hoc di 245 milioni presso il ministero della Difesa per sostenere interventi straordinari per la sicurezza e due fondi presso il Mef per la cyber security e l’ammodernamento delle dotazioni strumentali e delle attrezzature di Corpi di polizia e Forze armate rispettivamente da 150 e 50 milioni. Anticipate dal 1° ottobre al 1° marzo 2016 le assunzioni straordinarie per polizia e forze armate e possibilità di utilizzare a fini anti-terrorismo anche il personale attualmente in ufficio.

4. Pacchetto cultura: 500 euro per la cultura dei diciottenni

Card da 500 euro annui ai diciottenni per attività culturali, come cinema o teatri e per accedere a musei, monumenti e aree archeologiche. Bonus una tantum da mille euro nel 2016 per l’acquisto di strumenti musicali da parte degli studenti dei Conservatori. Aumento di oltre 54 milioni nel 2016 del Fondo d’integrazione a disposizione del ministero dell’Istruzione per le borse di studio. Un fondo da oltre 100 milioni per la destinazione del due per mille dell’Irpef ad associazioni culturali. Sono queste le misure cardine del pacchetto cultura presentato dal governo e approvato alla Camera. Arrivano anche 15 milioni l’anno per il prossimo triennio per il finanziamento da destinare all’Istituto nazionale di fisica nucleare. Integrato nel pacchetto cultura è anche il finanziamento di 500 milioni del Fondo per la realizzazione di un programma straordinario di riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie dei Comuni. Previsti anche nuovi fondi per la tutela del patrimonio culturale.

5. Rai: canone in bolletta, 100 euro in dieci rate

Canone Rai in bolletta, ma da luglio dell’anno prossimo. La legge di stabilità conferma la misura che punta a ridurre l’evasione della “tassa” sul servizio radiotelevisivo e la riduzione dell’importo del canone che passa da 113,50 a 100 euro. Il pagamento avverrà dunque con addebito sulle fatture emesse dalle aziende di distribuzione di energia elettrica e sarà diviso in 10 rate mensili tra gennaio e ottobre. La norma in manovra prevede anche che per gli anni dal 2016 al 2018 le maggiori entrate saranno destinate prioritariamente ad aumentare a 8mila euro (dagli attuali 6.713,98) la soglia di reddito per l’esenzione del canone Rai per gli over 75. Il passaggio a Montecitorio ha poi cancellato la possibilità di presentare la denuncia di cessazione di abbonamento televisivo per «suggellamento» (che consiste nel rendere inutilizzabili, in genere mediante chiusura in appositi involucri, tutti gli apparecchi detenuti dal titolare del canone tv e dagli appartenenti al nucleo familiare). Infine, una parte delle maggiori entrate confluirà nel «Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione» sulle reti radiofoniche e televisive locali, di nuova istituzione presso il ministero dello Sviluppo economico, in cui confluiranno anche le risorse relative ai contributi per le emittenti radiofoniche e televisive locali, ferma restando l’assegnazione alla Rai della restante quota delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone.

6. Sanità: al Ssn 111 miliardi nel 2016

Tra le novità del passaggio della manovra alla Camera lo sblocco delle assunzioni nella sanità. Arriva infatti il piano per tamponare l’emergenza orari di lavoro e turni di riposo di medici e infermieri sul modello imposto dall’Europa. In particolare il piano consente 6mila tra nuove assunzioni e stabilizzazioni di medici e infermieri. Resta confermato il budget del Ssn per il 2016. La legge di stabilità ridetermina in riduzione il fabbisogno sanitario nazionale standard fissandolo in 111 miliardi di euro. Per asl e ospedali dunque si tratta di una sottrazione di oltre 2 miliardi: il livello del finanziamento del Ssn fissato dalla precedente legge di stabilità era infatti a quota 113 miliardi e 97 milioni.
Arrivano anche nuove norme sulla responsabilità professionale del personale sanitario. Mentre per gli ospedali con i conti in rosso sono previsti piani di rientro dal disavanzo al massimo triennali. Revisione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria con un incremento di spesa non superiore a 800 milioni di euro annui. E c’è anche un giro di vite sempre più deciso per l’acquisto di beni e servizi del Servizio sanitario nazionale: tutti gli enti dovranno rivolgersi «esclusivamente» alle centrali regionali e alla Consip.

7. Infrastrutture: un miliardo in più per scuole e periferie

Le ultime novità in fatto di investimenti pubblici hanno lo stesso segno positivo che contraddistingue la manovra nel suo complesso: arriva un altro miliardo nelle pieghe del pacchetto sicurezza, 500 milioni all’edilizia scolastica e 500 milioni al risanamento delle periferie. Si rafforza anche la strada verso una prima forma di autonomia finanziaria dell’Anas, ma qui siamo lontani dalla proposta discussa nel governo (e poi non entrata nel disegno di legge) di un sistema di tariffe ombra che sia capace di garantire, tramite il prelievo dell’accisa sui carburanti, una dotazione stabile e certa di risorse per la società stradale.
Si consolidano, intanto, le novità che fin dall’inizio sono entrate nella manovra: crescono per la prima volta dopo 7-8 anni gli stanziamenti in favore del settore infrastrutturale, i fondi per Anas e Fs sono comunque stabilizzati per il triennio, si supera (almeno parzialmente) il patto di stabilità interno per i comuni che aveva frenato pesantemente gli investimenti locali degli ultimi cinque anni e soprattutto si utilizza la clausola di flessibilità europea sugli investimenti per accelerare la spesa in conto capitale. La clausola vale 0,3%, quindi un po’ meno di 5 miliardi ma l’effetto leva porta a una spesa complessiva “liberata” per 11,8 miliardi nel corso del 2016.

8. Fisco: restyling per i tempi degli accertamenti

Arriva una revisione complessiva della durata dei tempi a disposizione del fisco per effettuare i controlli sui contribuenti. Con l’emendamento introdotto in commissione Bilancio alla Camera è destinato a uscire di scena il raddoppio dei termini in presenza di una violazione tributaria che costituisce anche un illecito penalmente rilevante. Un punto su cui era già intervenuto uno dei decreti attuativi per contestualizzare le condizioni che facevano scattare i tempi supplementari degli accertamenti. Ora la Stabilità prevede la cancellazione del raddoppio per le imposte sui redditi e l’Iva a partire dagli avvisi relativi al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016, quindi a quelli emessi in relazione alle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017. A questo però fa da contraltare l’allungamento dei termini ordinari di accertamento: da quattro a cinque anni se è stata presentata la dichiarazione, da cinque a sette anni se la dichiarazione è stata omessa.
Un’altra novità introdotta alla Camera sul fronte controlli prevede che, in caso di violazioni penali (anche comuni) da cui possa derivare un provento illecito, gli inquirenti dovranno informare immediatamente l’agenzia delle Entrate affinché proceda all’accertamento tributario.

9. Banche: fondo di solidarietà per i risparmiatori danneggiati

Un Fondo di solidarietà che potrà essere attivato a favore degli obbligazionisti subordinati che hanno perso i loro risparmi con il salvataggio delle quattro banche del centro-Italia (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti). Lo strumento, contenuto nel decreto legge del governo inglobato nella “Stabilità” sarà alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi con una dotazione fino a un massimo di 100 milioni di euro. Sarà poi un regolamento, da emanare entro 90 giorni, a definire come sarà gestito il Fondo, nonché le modalità e le condizioni di accesso alle risorse, ma anche i termini per presentare l’istanza e le procedure da seguire che potranno anche essere di natura arbitrale. A tal proposito, la norma affida a un Dpcm, sentite le commissioni parlamentari competenti, la nomina degli arbitri cui sarà affidato tale iter. Come si ricorderà, però, nei giorni scorsi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha espresso la volontà che gli arbitrati siano gestiti dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone.

10. Sud: un credito d’imposta con tetti agli investimenti

Limitatamente a Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo viene introdotto un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, anche tramite leasing, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, differenziato in base alle dimensioni aziendali: 20 per cento per le piccole imprese, 15% per le medie, 10 per le grandi.
Viene fissato un limite massimo per ciascun investimento agevolabile: 1,5 milioni per le piccole, 5 per le medie e 15 per le grandi. Sempre per il Mezzogiorno si prevede l’estensione della decontribuzione alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2017, ma solo previa autorizzazione Ue e dopo ricognizione delle risorse necessarie. Fissata inoltre, a favore delle regioni meridionali, una quota del Fondo di garanzia Pmi pari ad almeno il 20%. Al contrario, però, si stabilisce che le risorse residue del programma zone franche urbane dovranno andare esclusivamente alle aree del Centro-Nord già definite nel 2009 dal Cipe, escludendo quelle dell’obiettivo “Convergenza”.

11. Beni strumentali: superammortamenti fino al 2016

Per imprese e professionisti la Stabilità dispone ai fini delle imposte sui redditi l’ammortamento del 140% per beni materiali strumentali nuovi acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016. La maggiorazione del 40% dei limiti per la deduzione delle quote di ammortamento vale anche per mezzi di trasporto, come auto o scooter, non utilizzati esclusivamente come beni nell’attività di impresa. L’agevolazione, ispirata al superammortamento varato in precedenza dalla Francia con la legge Macron, non può essere utilizzata ai fini degli acconti dovuti per 2015 e 2016. L’ammortamento maggiorato del 40% non si applica agli acquisti di fabbricati e di costruzioni, nonché agli acquisti di beni legati a grandi infrastrutture come, ad esempio, le condutture utilizzate dalle industrie manifatturiere alimentari per l’imbottigliamento delle acque minerali, le condutture delle reti urbane per il gas o quelle degli stabilimenti balneari e termali, o ancora il materiale rotabile, ferroviario e tramviario.

12. Proprietà intellettuale: effetto moltiplicato per il «patent box»

Alla Camera sono arrivati anche ritocchi per il «patent box», il regime di detassazione dei redditi derivanti da beni immateriali come brevetti, marchi, know how. Un emendamento ha stabilito che – se più intangibles agevolabili sono collegati da vincoli di complementarietà e vengono utilizzati congiuntamente per la realizzazione di un prodotto o di un processo – possono costituire un solo bene immateriale ai fini del riconoscimento del «patent box». Inoltre, come peraltro già delineato dal precedente decreto attuativo (il patent box è stato varato dalla legge di stabilità dello scorso anno), si specifica che i software ammissibili al regime devono essere protetti da copyright.
Per inciso, va ricordato che la detassazione del reddito ai fini Ires o Irpef e del valore della produzione netta ai fini Irap, connessa all’utilizzo diretto ed indiretto di alcuni beni immateriali, è vincolata allo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo collegate agli stessi beni.

13. Previdenza: no-tax area estesa a 8mila euro

C’è l’anticipo già nel 2016 della no-tax area estesa da 7.500 a 8.000 euro per gli over 75 e da 7.500 a 7.750 per chi non supera i 75 anni e c’è la garanzia che anche se la variazione dei prezzi utilizzata come riferimento per la rivalutazione degli importi previdenziali sarà negativa, gli assegni non potranno diminuire. Altra novità introdotta alla camera al pacchetto previdenza riguarda «opzione donna»: verrà monitorata la spesa per questa forma di anticipo pensioistico con penalizzazione e se ci saranno risparmi si potrà pensare a una sua estensione. Con il via libera alla stabilità arriva la sperimentazione del part-time volontario per i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione di vecchaiia entro fine 2018. Potrenno chiedere una riduzione dell’orario di lavoro tra il 40 e il 60% con integrazione della busta paga da parte dell’azienda e copertura dei contibuti mancanti da larte della fiscalità generale. Tra le misure minori, infine, il congelamento al 27% per l’anno prossimo dell’aliquota contributiva a carico degli iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps.

14. Decontribuzione: assunzioni stabili, incentivo anche nel 2016

L’esonero contributivo per le assunzioni stabili proseguirà anche nel 2016, ma sarà più “light”. Oggi, e fino a tutto dicembre, per l’impresa che firma un contratto a tempo indeterminato scatta uno sconto fino a 8.060 euro l’anno per tre anni. Con le misure previste nel ddl Stabilità 2016 gli importi si riducono: lo sgravio per l’impresa consiste nell’esonero dal versamento del 40% dei complessivi contributi previdenziali (con esclusione di premi e contributi Inail) nel limite però 3.250 euro su base annua e per un periodo massimo di 24 mesi. Per il Mezzogiorno questo “sconto” potrebbe allungarsi anche ai contratti a tempo indeterminato firmati nel 2017 (risorse Pac ed Europa, permettendo). Da quanto si apprende, a beneficiare dell’incentivo dovrebbero essere i datori di lavoro privati operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sicilia. Dovrà essere un Dpcm a dettagliare l’intervento (risorse permettendo) che potrà premiare un pò di più l’occupazione femminile.

15. Fisco e immobili: cancellata la Tasi

Con l’approvazione della legge di Stabilità arriva al traguardo una delle disposizioni manifesto della manovra di quest’anno. Si tratta dell’abolizione della Tasi per la prima casa. In questo modo viene cancellata la tassazione sull’abitazione principale (tranne che per le abitazioni “di lusso”).
La legge, inoltre, è stata l’occasione per risolvere una serie di questioni aperte. Dalla completa assimilazione all’abitazione principale della casa assegnata al coniuge separato per arrivare alla scelta di considerare come prima casa le unità non locate dei dipendenti delle Forze armate. Sempre sul fronte di Imu e Tasi, poi, la legge di Stabilità introduce una serie di faciltazioni per chi possiede terreni agricoli e risolve, forse una volta per tutte, la delicata questione dei macchinari di impresa imbullonati.
Resta il problema delle delibere tardive di questa estate. Dopo un balletto di interventi sono state fatte salve le delibere decise il 31 luglio. Con la necessità di chiarire ora le conseguenze di questo intervento per i contribuenti.

16. Bonus lavori: lo sconto resta al massimo

Anche nel 2016 i contribuenti potranno usufruire degli sconti sulle spese per le ristrutturazioni e per gli interventi sul risparmio energetico, rispettivamente, al 50 e al 65 per cento. In questo modo per il 2016 lo sconto non scende alla misura a regime, fissata ormai stabilmente al 36 per cento.
A questa previsione, che prolunga per un altro anno gli sconti maggiorati, si aggiunge la possibilità per il condòmino incapiente (che, cioè, non ha reddito suficiente per avvalersi degli sconti) di cedere la propria quota di sconto fiscale a chi esegue i lavori di risparmio energetico.
Prorogato anche il bonus mobili, che prevede una detrazione fiscale del 50% sull’acquisto di arredi collegato a una ristrutturazione edilizia, solo per le abitazioni. Il tetto di spesa è di diecimila euro. E ne è prevista l’estensione alle coppie under 35, svincolato dalla ristrutturazione ma legato all’acquisto della prima casa, con tetto di spesa a 16mila euro.

17. Contante: tetto dei mille euro per i money transfer

Dal prossimo 1° gennaio sarà possibile pagare in contanti fino a 2.999,99 euro. Si alza così il tetto per l’utilizzo del denaro cash, la cui soglia attuale è a 999,99 dopo la stretta imposta dal Governo Monti con la manovra salva-Italia del dicembre 2011. Nel passaggio in Senato della manovra è stato previsto, però, che il limite dei mille euro resti per chi esercita il servizio di rimessa di denaro con l’estero, più comunemente conosciuti come money transfer. Mentre alla Camera mantiene fermo per le pubbliche amministrazioni l’obbligo di procedere al pagamento degli emolumenti (erogati a qualsiasi titolo) superiori a mille euro esclusivamente con l’utilizzo di strumenti telematici. Sempre in tema di pagamenti elettronici, viene esteso l’obbligo per i commercianti e i professionisti di accettare pagamenti anche mediante carte di credito, oltre che di debito, tranne nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. Dal 1° luglio 2016 l’obbligo di accettare pagamenti con moneta elettronica riguarderà anche i dispositivi di controllo di durata della sosta.

Pubblicato da Il Sole24Ore il 22 dicembre 2015

23/12/2015