MITE: CINGOLANI ALLA CONFERENZA PER LA STRATEGIA SVILUPPO SOSTENIBILE

Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani è intervenuto nel corso della Conferenza Preparatoria, il primo degli appuntamenti pubblici dedicati al processo di revisione triennale della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. Una due giorni online, il 3 e il 4 marzo, dedicata al confronto, all’approfondimento e alla discussione delle sfide prioritarie da affrontare per rilanciare le politiche per lo sviluppo sostenibile in Italia.

Assopetroli-Assoenergia ha seguito la diretta, si riportano i principali passaggi di interesse dell’intervento del ministro Roberto Cingolani:

  • C’è un divide a livello planetario sul concetto di transizione energetica, la transizione va un po’ specializzata. In questo momento abbiamo da conciliare istanze diverse, la curva che dovremo seguire nei prossimi 10 anni sarebbe stata diversa se oggi fossimo in una situazione di partenza pre-Covid.
  • La transizione ci mette di fronte a un approccio né globale, né locale. Abbiamo un chiarissimo divide dal punto di vista dell’energia e in generale dell’economia. La transizione quindi va oltre il concetto consolidato di ecologia, è una transizione globale. Ormai l’ecologia va pensata non solo dal punto di vista dell’ambiente, ma in generale della società.
  • Sostenibilità ed ecologia sostenibile diventano concetti importanti per il futuro, anche i grandi investitori guardano alla sostenibilità come elemento essenziale per l’azienda. Si sta creando una società del debito, non solo economico ma anche ambientale.
  • Il cambiamento climatico è un obiettivo a cui tutti puntiamo. La sfida è enorme, abbiamo un dovere come Stato di fare la nostra parte. C’è poi un problema termodinamico: a fine secolo avremo un problema con il livello delle acque sulle coste, stiamo discutendo di misure importanti che hanno effetti sulle generazioni attuali, non su quelle che verranno.
  • Abbiamo poi una grande sfida sui trasporti, sull’elettrificazione, ammesso che questa non sia l’unica strada da percorrere.
  • C’è poi mezzo pianeta in cui l’impatto ambientale viene vissuto per via dell’housing, soprattutto nei grandi centri urbani. L’urbanizzazione è sicuramente una grande opportunità, ma è contenitore di problemi che va controllato.
  • Viviamo poi un’era capital intensive‘. C’è un processo di bioaccumulazione di diverse specie chimiche che sta diventando molto pesante, non solo sul fronte della plastica. Questo diventa un problema di public health, non solo di inquinamento.
  • Occorre poi tenere sotto osservazione il ciclo del rifiuto. I paesi ricchi esportano grandi quantità di materiale plastico che poi vengono sversati nei fiumi. Sul rifiuto bisogna fare molto attenzione anche dal punto di vista tecnico-scientifico.
  • La digitalizzazione non è energeticamente gratis, produce circa il 4% della Co2 totale. 
  • La biodiversità oggi vuol dire pressione globale e locale del cibo. Tutti i problemi di sostenibilità sono interconnessi tra di loro. 
  • Occorre iniziare a fare il risk assessment per fare una previsione dei rischi delle nostre scelte. Una nazione sicura deve essere in grado di prevedere, deve essere una nazione che abbia coscienza e conoscenza, deve essere una nazione in grado di poter trasferire tale consapevolezza anche ai paesi meno sensibili.
  • Mi sono dato alcuni mesi per lavorare agli indirizzi della transizione energetica affinché abbiano effetti duraturi negli anni a seguire.
03/03/2021