OSSERVAZIONI CNEL SU GREEN DEAL, PNRR E PNIEC

Il Presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), con lettera in data 26 gennaio 2021, ha trasmesso al Senato, un testo di osservazioni approvato all’unanimità dall’Assemblea del CNEL nella seduta del 17 dicembre 2020 e all’esito di un proprio ciclo di audizioni, sulle misure in materia di green new deal, Recovery fund e Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Il predetto documento è deferito alle Commissioni Bilancio, Ambiente e Politiche UE (Atto n. 704)
Di seguito i principali passaggi di interesse:

EFFICIENZA ENERGETICA
Gli ultimi interventi in ordine di tempo sono contenuti nel cosiddetto Superbonus 110%, l’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.. La certezza e la persistenza delle norme, rappresentano un fattore di stimolo a tali investimenti, tipicamente privati delle famiglie, per nuovi impianti di riscaldamento e raffrescamento, provvedimenti di coibentazione.TRASPORTOOccorre adeguata e specifica incentivazione per la rottamazione acquisto di veicoli a più bassa emissione di CO2 e particolati, ovvero ibrido o interamente elettrico. In merito si è osservato che la sostituzione prevista nel PNIEC è ottimistica: rinnovare ogni anno 500 mila autoveicoli sostituendoli con quelli elettrici non pare realistico e adeguato alle possibilità concrete del mercato. I rappresentanti di Unione Petrolifera, nel corso delle audizioni indette dal CNEL, hanno osservato in proposito che “La quota del trasporto stradale (6%) appare invece sovrastimata rispetto agli scenari di penetrazione dei veicoli elettrici (BEV-Battery Electric Vehicle e Plug-in), anche in considerazione di un possibile rallentamento nel ricambio del parco auto, legato all’aumento del costo medio delle vetture. La stima al 2030 di 6 milioni di veicoli elettrici circolanti presuppone che già da quest’anno il 25% delle nuove immatricolazioni (ovvero 500 mila dei 2 milioni di nuovi veicoli) rientri in questa tipologia (nei primi 9 mesi del 2019 il loro peso sulle nuove immatricolazioni è stato dello 0,9%) Si suggerisce, quindi, di rivedere il contributo del trasporto stradale elettrico sulla base di tali scenari di penetrazione. Obiettivi troppo ambiziosi richiederebbero forme di incentivazione difficilmente sostenibili per il bilancio dello Stato, a cui andrebbero sommati i costi per gli interventi infrastrutturali sulle reti di distribuzione, a carico di tutte le utenze elettriche e gli investimenti degli operatori per i punti di ricarica intelligenti”. Le regole europee dettate dalla Clean Vehicles Directive, impongono valori minimi di penetrazione nelle nuove immatricolazioni differenziando per tecnologia (al 2025: 45% alimentati da combustibili alternativi, con minimo 22,5% solo per l’elettrico; al 2030: 65% alimentati da combustibili alternativi, con minimo 32,5% solo per l’elettrico).

CARBURANTI
Alcuni enti e/o organizzazioni hanno osservato come l’obiettivo fissato dal PNIEC, qualora anche del tutto raggiunto, comporti pur sempre un elevato ricorso, nel 2030, ai combustibili tradizionali che permarrebbero in percentuale ancora significativa. Si sostiene, quindi, che è assai più opportuno mirare a combustibili di nuova generazione più puliti, in modo che la transizione utilizzi, comunque, le reti esistenti di vendita senza creare problemi di forte riconversione di un intero comparto con problemi sia ai lavoratori sia agli imprenditori del settore. Al riguardo va sottolineato che nel lungo periodo (2050), l’obiettivo della totale decarbonizzazione potrebbe fare riferimento all’idrogeno ottenuto da processi alimentati con fonti rinnovabili, che appare destinato ad assumere un ruolo determinante nel complessivo sistema energetico nazionale, specie nel trasporto pesante dove l’alternativa degli accumulatori elettrici incontra un limite nella (ad oggi) incomprimibile dimensione degli stessi. Il PNIEC assegna all’idrogeno un target pari all’1% delle risorse per le fonti rinnovabili nei trasporti, di cui lo 0, 8% da destinare all’immissione in rete miscelato a gas naturale e il restante 0,2% per il trasporto ferroviario e su strada.Il CNEL rileva una interessante accelerazione sul tema dell’idrogeno, affrontato a livello nazionale attraverso l’impegno diretto di alcuni operatori e auspica che il processo di ricerca e l’ampliamento delle sperimentazioni in atto possano tradursi in applicazioni su scala industriale. Ricerca scientifica e nuove tecnologie assumono al riguardo un ruolo importantissimo ed è dunque necessaria una consapevole finalizzazione, a questo scopo, anche delle risorse generali destinate alla Ricerca e Sviluppo. Produzione, immissione in rete, rifornimento e stoccaggio, ma anche la rimozione di ostacoli normativi e una adeguata incentivazione basata su criteri di analisi dei costi e dei benefici diretti e indotti, costituiscono i principali problemi da affrontare per la creazione di una filiera italiana dell’idrogeno. Nonostante i traguardi siano orientati al lungo periodo (2030 e 2050), la verifica dei modelli gestionali, la valutazione del fabbisogno infrastrutturale, l’eventuale progettazione e realizzazione di reti e la loro definitiva entrata in esercizio, richiedono tempi adeguati.

GAS
Nella transizione energetica il gas è considerato da molti il principale vettore da utilizzare nel processo di decarbonizzazione in sostituzione delle fonti da abbandonare. Il gas, pur contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni CO2 nel processo di transizione energetica, non è una fonte di energia rinnovabile.

BIOENERGIE
Il biometano costituisce una fonte rinnovabile per un’economia circolare, date le caratteristiche di rinnovabilità, sostenibilità, flessibilità, programmabilità ed efficienza. Esso è prodotto, infatti, da biomasse agricole, agro industriali, acque reflue e rifiuti urbani organici; può contribuire alla riduzione delle emissioni del settore agricolo, può sfruttare le infrastrutture esistenti di trasporto e stoccaggio ed è utilizzabile anche nell’ambito della generazione distribuita. Il relativo modello di business prevede, a oggi, aiuti per i singoli impianti e un potenziale incentivo aggiuntivo qualora il produttore di biometano investa in stazioni di CNG/LGN (stazioni di compressione/decompressione del gas naturale o biogas) e impianti SSLGN (Small Scale LGN – impianti di piccola taglia di Gas Naturale Liquefatto). Per contro sono state registrate forti obiezioni da parte delle Associazioni ambientaliste che sostengono la cancellazione nel PNIEC del mantenimento dei sussidi al gas naturale nel comparto trasporti e la necessità di fissare una data (2030) di stop per la vendita dei motori endotermici (in coerenza con quanto dichiarato dall’Italia a livello comunitario). E ciò in quanto le biomasse legnose non sarebbero vere energie rinnovabili e il loro uso causerebbe gravi effetti sulla salute.

ENERGIA
Nel corso delle audizioni molte parti, in rappresentanza delle imprese e delle parti sociali, e delle organizzazioni di difesa dei consumatori e quelle per l’ambiente, hanno voluto approfondire la necessità di un mercato dell’energia che nella fase di transizione garantisca la sicurezza di approvvigionamento attraverso investimenti adeguati e norme di regolazione al passo con i tempi. Come già segnalato, tuttavia, l’utilizzo di fonti rinnovabili, la promozione di nuove forme organizzative (autoconsumo, generazione distribuita, ecc…), gli obiettivi di decarbonizzazione e la continuità del servizio presuppongono l’impiego di risorse importanti ed un coordinamento generale, basato su criteri di efficacia ed efficienza.

PROPOSTE CNEL
– revisione al rialzo degli obiettivi e dei target fissati nel PNIEC; – costruzione di nuovi strumenti nel quadro della regolamentazione vigente, da affiancare ai preesistenti e volti al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica; – soluzione all’annosa questione della gestione e dello smaltimento dei rifiuti nel Centro/Sud Italia attraverso la riconversione a termovalorizzatore dei siti già usati nello smaltimento; – creazione di nuovi impianti (o la riconversione) a biomasse su aree con una disponibilità congrua del prodotto e di nuovi impianti a biogas per il riciclo degli scarti; – progressiva elettrificazione del trasporto urbano ed extraurbano, da realizzare con il potenziamento e la sostituzione delle reti elettriche obsolete e inquadrato in un “patto tra Governo, sindacati e impresa”;
– messa a frutto della professionalità e delle competenze maturate nel tempo dai grandi operatori di settore (Terna, Enel, Eni, Snam, ecc.), al fine di affiancarli per governare il trasferimento tecnologico lungo tutta la filiera, nonché per accompagnare i vari attori in termini di competenza e di fiscalità verso l’innovazione e lo sviluppo anche interni all’azienda; – il Governo deve valutare l’adozione di una strategia nazionale di supporto all’attuazione degli obiettivi del PNIEC per l’idrogeno, allo scopo di favorirne produzione ed utilizzo nei trasporti e nelle attività industriali. In particolare, la produzione va orientata all’idrogeno derivato interamente da fonti rinnovabili attraverso elettrolizzatori, con adeguati stanziamenti nazionali similari a quelli attuati da altri Paesi europei8 .

Link al provvedimento

05/02/2021