PALAZZO MONTECITORIO: una passeggiata tra le stanze della Camera dei Deputati

Palazzo Montecitorio

Il nostro tour culturale inizia alle ore 17.00 con Palazzo Montecitorio. La pietra miliare dell’edificazione del Palazzo viene posata nel 1653, quando papa Innocenzo X commissiona al noto architetto Gian Lorenzo Bernini la realizzazione di una residenza destinata ai Ludovisi, familiari del defunto papa Gregorio XV. 

Il maestro dello stile barocco, cultore delle forme armoniose e dei giochi di prospettive, imprime all’edificio il suo stile unico, la teatralità mista a elementi classici che contraddistinguono le sue opere, quali il baldacchino e la piazza della “Basilica di San Pietro”, la “Fontana della Barcaccia”, la “Fontana del Tritone”, le statue raffiguranti “Apollo e Dafne”, “Proserpina” e il “David”. L’estro di Bernini rivisita il classico donandogli plasticità e spettacolarità, come dimostra la facciata di palazzo Montecitorio, divisa in cinque partiture, delimitate da due ali laterali piegate a creare l’effetto di un palcoscenico. Quattro anni dopo il papa interrompe i lavori a causa dei dissidi con il cardinale Ludovico Ludovisi, il quale non faceva segreto della sua fedeltà alla Corona spagnola, in occasione della paventata visita alla corte pontificia dell’Ambasciatore del Portogallo.

I lavori ricominciano pochi anni dopo, a singhiozzo, sino a quando nel 1694 il papa Innocenzo XII incarica l’architetto Carlo Fontana, disegnatore della “Chiesa di Santa Maria dei Miracoli”, la “Basilica dei Santi XII Apostoli” e tombe dei papi Clemente XI e Innocenzo XII, site a San Pietro. Fontana in soli tre anni termina l’edificio che avrebbe dovuto ospitare la Curia Romana, da lì all’Unità d’Italia. Il palazzo poggia su quattro colonne doriche che incorniciano tre porte, su cui spiccano due tondi raffiguranti “Carità” e “Giustizia”. Una piccola curiosità: a partire dal 1743 il balcone diviene il palcoscenico dell’estrazione del Lotto, effettuata da un orfanello, malignamente chiamato “ruffianello”.

In seguito alla proclamazione dell’Unità d’Italia, il palazzo viene scelto come sede della Camera dei Deputati, destinazione che ricopre tutt’oggi. Tuttavia, il folto numero di deputati rende necessario un ampliamento dell’edificio, commissionato all’architetto Ernesto Basile, esponente di spicco dello stile liberty. L’architetto siciliano costruisce un edificio a sé situato dietro l’opera originale e delimitato da quattro torri angolari in travertino e mattoni rossi.  Qui sorge l’imponente Aula del Parlamento, un’ampia sala illuminata dal celebre “Velario” di Giovanni Beltrami, un lucernario in stile liberty, e arredata interamente in legno di quercia.

Dopo aver varcato il portale su Piazza di Montecitorio, si passa attraverso un triplice atrio, da cui si accede ad un ampio cortile, sormontato da un portico. Entrando nel complesso spicca il grandioso scalone monumentale, che termina nel corridoio dei busti, e la Sala della lupa, entrambi progettati da Bernini. La Sala della Lupa o Sala Aventino deve il suo nome alla statua bronzea raffigurante l’animale simbolo di Roma ed ha ospitato la protesta dei politici più critici verso il Regime Fascista, a seguito dell’assassinio di Matteotti nel 1924.

Il “Transatlantico” è il più celebre dei corridoi che conducono all’ “Aula del Parlamento”, così chiamato per il pavimento in marmo siciliano e il soffitto ligneo in stile liberty  che gli conferiscono il tipico aspetto di un salone delle monumentali navi di inizio ‘900.

Il Palazzo è corredato da arredi e mobilia di pregio, oltre a più di mille opere d’arte di ogni sorta, frutto di una grandiosa commistione di stili ed epoche: sculture, dipinti, stampe ed incisioni e reperti archeologici. 

All’interno della “Sala Aldo Moro”, ad esempio, è presenta una rappresentazione delle “Nozze di Cana” di Paolo Caliari; nell’Aula dei Gruppi Parlamentari spicca invece l’opera “Orme di Leggi”, realizzata dall’artista d’arte contemporanea Maria Lai.

17/04/2019