Venerdì 24 Dicembre, la Commissione europea ha annunciato di aver concluso positivamente la valutazione della revisione del Piano di ripresa italiano, con l’introduzione del capitolo RepowerEU, chiesta dal governo Meloni a luglio 2023. La Commissione ha perciò pubblicato una proposta di decisione del Consiglio per modificare il Piano di ripresa italiano presentato dal governo Draghi nel 2021. In allegato alla proposta di decisione c’è il nuovo Piano di ripresa italiano, con tutte le scadenze e gli obiettivi modificati, ma anche con tutti i dettagli e gli obiettivi su riforme e investimenti che fanno parte del capitolo RepowerEU. La Staffetta ha provato a fare il punto sulle modifiche d’interesse per il settore dell’energia.
Il documento della Commissione aggiunge molti dettagli sulle riforme incluse nel capitolo RepowerEU. In particolare, si legge che il governo presenterà tre strumenti per semplificare le autorizzazioni degli impianti rinnovabili: il DM Aree idonee, che dovrà entrare in vigore entro fine 2024; il testo unico per le rinnovabili, che dovrà entrare in vigore entro il secondo trimestre del 2025, e che conterrà anche delle “regole-tetto” per evitare che le Regioni approvino regole più stringenti di quelle nazionali sugli iter autorizzativi; la piattaforma unica per le autorizzazioni rinnovabili, che dovrà essere operativa entro la fine del 2025.
Il documento aggiunge dei dettagli sul percorso di eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi: il ministero dell’Ambiente dovrà pubblicare un rapporto sui Sad entro la fine del 2024 e poi, entro la fine del 2025, dovrà indicare due miliardi di Sad da tagliare entro il 2026 e 3,5 miliardi di Sad da tagliare entro il 2030.
Sul fronte del biometano, il governo prevede di approvare, entro il terzo trimestre 2025, una riforma per ridurre i costi di connessione e sostenere gli investimenti nelle reti, con l’obiettivo di “trasferire i costi dai produttori di biometano all’intera comunità”. Per quanto riguarda la riconversione degli impianti a biogas, il Piano procede lentamente: l’obiettivo intermedio di 600mila mc di capacità addizionale dovrà essere raggiunto non più alla fine di quest’anno, ma entro il secondo trimestre 2025. Nella formulazione della misura sulla riconversione degli impianti, si specifica che sono ammessi anche gli impianti a biogas da frazione organica dei rifiuti.
Il RepowerEU prevede inoltre una riforma per mitigare i rischi finanziari nella stipula di contratti Ppa. Nel documento si legge in particolare che il meccanismo da un lato prevedrà l’obbligo per le controparti di prestare garanzie a parziale copertura del controvalore del Ppa, utilizzando gli strumenti di garanzia offerti dal mercato elettrico; per limitare il rischio di inadempimento contrattuale, per i bidder saranno previsti inoltre obblighi e limitazioni e anche “sanzioni regolatorie” in caso di default del produttore. Nel contempo però lo schema prevede un ruolo di acquirente o venditore di ultima istanza per un “soggetto pubblico”, che sarà chiamato a subentrare negli obblighi della controparte non più in grado di adempiere al contratto, presumibilmente quindi anche con una socializzazione dei relativi oneri.
Passando invece agli investimenti previsti dal RepowerEU, il documento approvato esplicita alcuni obiettivi e scadenze. Nell’investimento sulle smart grid, l’obiettivo, che si aggiunge a quello del Pnrr, è di coinvolgere altre 230mila utenze, arrivando a 1,7 milioni di utenze connesse su reti intelligenti. Allo stesso modo, sulla resilienza delle reti, si aggiungono altri 648 chilometri di reti resilienti all’obiettivo Pnrr per arrivare a 4.648 chilometri complessivi. Sulle hydrogen valleys si passa da 10 a 12 progetti di produzione di idrogeno in aree industriali dismesse.
Il documento contiene poi il cronoprogramma degli investimenti del Tyrrhenian Link: entro il terzo trimestre del 2024, Terna dovrà chiudere tutti i bandi per la realizzazione dei 514 chilometri tra Caracoli (PA) ed Eboli (SA); entro il secondo trimestre 2026, il cavo Caracoli-Eboli dovrà essere completato e dovrà assicurare una capacità di connessione di 500 MW. Le stesse scansioni temporali si ripetono per gli altri elettrodotti: Terna chiuderà i bandi del Sacoi entro il quarto trimestre 2024, e il cavo sarà operativo entro il secondo trimestre 2026; chiuderà bandi dell’elettrodotto Italia-Austria entro il terzo trimestre 2025, e il cavo sarà operativo entro il secondo trimestre 2026; Terna assegnerà le gare bandi degli elettrodotti Italia-Slovenia entro il secondo trimestre 2025, con l’operatività prevista per il quarto trimestre 2025.
Il documento contiene anche gli obiettivi previsti per gli investimenti RepowerEU sui gasdotti. Per quanto riguarda la linea Adriatica, le valutazioni ambientali dovranno concludersi entro il primo trimestre 2024. La stazione di compressione di Sulmona e il gasdotto Sestino-Minerbio saranno completate entro il 31 agosto 2026 e aumenteranno la capacità di trasporto gas di 14 milioni di metri cubi al giorno. Per quanto riguarda invece il gasdotto Italia-Austria, i bandi per i lavori sulla stazione di compressione di Poggio Renatico dovranno essere assegnati entro il secondo semestre 2024. La capacità di export da Tarvisio aumenterà di 8 miliardi di metri cubi l’anno.
Il Piano modifica poi una serie di scadenze del Pnrr. Cambiano gli obiettivi della misura sul “Parco agrisolare”: entro la fine di quest’anno, bisognerà assegnare non più il 50 bensì il 32% delle risorse disponibili. Resta fisso l’obiettivo di completare l’assegnazione delle risorse entro il quarto trimestre del 2024. L’obiettivo di installato passa da 375 a 1.383 MW a metà 2026. Inoltre, si riduce a 900 da 1.040 MW l’obiettivo di installato per il bando agrovoltaico, e viene eliminato l’obiettivo di produzione (1.300 GWh l’anno). Si riduce a 1.730 MW da 2.000 MW l’obiettivo di installato per le comunità energetiche nei piccoli Comuni, con l’eliminazione dell’obiettivo di produzione (2.500 GWh l’anno). La formulazione della misura è leggermente cambiata: l’incentivo non è più basato su “prestiti a interesse zero fino al 100% dei costi ammissibili” bensì su “sovvenzioni a fondo perduto”.
Gli obiettivi sulle colonnine di ricarica sono stati rivisti in più punti. Visto l’insuccesso dei bandi per i punti di ricarica sulle superstrade, il governo ha rivisto al rialzo l’obiettivo per le aree urbane (da 13.000 a 13.755) e alcuni obiettivi intermedi. In particolare, il governo ha posticipato gli obiettivi intermedi di 2.500 colonnine in funzione sulle superstrade e 4.700 colonnine in funzione nelle aree urbane, con il paradosso che la scadenza per gli obiettivi intermedi – il quarto trimestre 2025 – viene a coincidere con la scadenza per il completamento degli obiettivi di 7.500 colonnine in funzione sulle superstrade e 13.755 colonnine in funzione nelle aree urbane.
Vengono modificati inoltre gli obiettivi sulle gigafactory di pannelli fotovoltaici e batterie. La gestione della misura viene affidata a Invitalia: entro la fine del 2024, il governo e Invitalia firmeranno un accordo di attuazione e lo Stato trasferirà a Invitalia un miliardo per l’attuazione della misura; entro la fine del 2025, Invitalia chiuderà gli accordi di finanziamento con i beneficiari dei fondi per un obiettivo di 2,4 GW l’anno su eolico e fotovoltaico e di 13 GW l’anno sulle batterie.
Aumenta da 4 a 10 il numero di progetti obiettivo della misura su ricerca e sviluppo sull’idrogeno. C’è anche una modifica nella formulazione dei bandi per la produzione di idrogeno nei settori hard-to-abate: si dovranno escludere dai nuovi bandi le attività che ricadono nel sistema Ets e che prevedono emissioni di gas serra non inferiori ai parametri di riferimento stabiliti per l’allocazione delle quote Ets gratuite.
La modifica elimina poi gli interventi del Sismabonus e aumenta gli obiettivi di riqualificazione del Superbonus.
ALLEGATI
Capitolo RepowerEU,
Vecchia e la Nuova versione della missione 2 dedicata all’energia.
