PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA: I PRINCIPALI PASSAGGI DI INTERESSE DELLE AUDIZIONI TENUTE FINORA SU ENERGIA E AUTOMOTIVE

La Commissione Bilancio della Camera in sede referente e le altre Commissioni parlamentari in sede consultiva hanno avviato un ciclo di audizioni sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). 
Assopetroli-Assoenergia ha seguito in diretta i principali passaggi di interesse. 

Si riportano di seguito i punti nodali delle audizioni che si sono tenute finora in ambito energetico ed automotive: UNEM, FEDERMETANO, MOTUS-E, ENEA, ANFIA, UNRAE, FEDERAUTO, SNAM, ENEL, ELETTRICITA’ FUTURA, ASSOESCO, CONSORZIO ITALIANO BIOGAS.

MEMORIA: UNEM

  • In tutto il piano non c’è mai un riferimento alla low carbon liquid fuels, nemmeno al metano e altri carburanti alternativi. Se le tecnologie che coprono il 92% del fabbisogno dei trasporti vengono ignorate c’è qualcosa che non funziona e va indicata la prospettiva strategica.
  • Non siamo preoccupato dell’esclusione o inclusione del singolo progetto, perché ancora non è chiaro come verranno valutati, ma dalla mancanza di interesse per il settore che scoraggia gli investimenti.
  • Nel resto d’Europa (come, ad esempio, in Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania e Regno Unito), le grandi compagnie internazionali sono incoraggiate e sostenute dai Governi ad investire su progetti per lo sviluppo di biocarburantiimpianti ‘waste/plastic to fuels’, cattura della CO2, impianti pilota per gli e-fuel e produzione idrogeno ‘verde’ e ‘blu’.
  • C’è il rischio di una fortissima delocalizzazione del settore, per questo si chiede che il documento sia integrato con chiari riferimenti al settore.  

MEMORIA: FEDERMETANO

  • Mentre nel Pniec il biometano era molto presente, nel Pnrr non viene mai menzionato, mentre sarebbero molteplici i punti di sostegno che potrebbe dare.
  • Il biometano potrebbe trovare spazio nella missione ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’, componente ‘Agricoltura sostenibile ed economia circolare’, poiché il biometano da filiera agricola è utilizzabile come carburante per la logistica del comparto agroalimentare e come prodotto di valorizzazione della Forsu metropolitana per alimentare le flotte tpl. Inoltre il biometano può essere impiegato come fonte rinnovabile per la produzione di energia e come soluzione green nelle misure di rafforzamento industria trasporti e relative filiere nazionali.
  • Un possibile impiego potrebbe essere anche nella missione ‘Infrastrutture per la mobilità sostenibile’ componente ‘Intermodalità e logistica integrata -Progetto integrato porti d’Italia’ come implementazione dell’lng e del bioLng nelle aree portuali per il rifornimento di mezzi pesanti su gomma e di imbarcazioni.
  • Secondo l’associazione, i consumi annui di biometano attesi al 2030 ammontano a 8 miliardi di Sm3 e il 15% del parco circolante sarà a bioCng. 

MEMORIA: MOTUS-E

  • Il Recovery Plan nazionale pensiamo vada rimodulato per un motivo abbastanza semplice: manca il tema della mobilità. Si è lanciato il cuore oltre l’ostacolo giocando su cose irrealizzabili nei tempi previsti dal Piano.
  • Ricordiamo che prevede investimenti da compiere e da essere finanziati entro il 2026. Inoltre, il Pniec non viene affatto rispettato.
  • Non è stato affrontato anche il tema delle infrastrutture elettriche di ricarica e il Governo ha dichiarato di voler realizzare 100mila stazioni al 2030.
  • Di tutto questo non c’è traccia, salvo che alcune infrastrutture nelle pompe di benzina, ma significa non aver capito il cambio di paradigma che porta un’auto elettrica.

MEMORIA: ENEA

  • Realizzare un centro di competenza di supercalcolo nel settore energia, permettendo di accelerare la transizione. Ciò richiede lo sviluppo di una nuova generazione di applicazioni che siano in grado di sfruttare e trattare una quantità elevata di dati. Inoltre, tali tecnologie permettono la simulazione realistica di fenomeni naturali, garantendo altresì la possibilità di un’ottimizzazione dei processi aziendali (mediante strumenti adattivi e predittivi), promuovendo la crescita sostenibile.
  • Favorire l‘efficientamento dei processi produttivi, in particolare di quelli energivori, nonché la specializzazione intelligente del Paese e del Made in italy, accrescendo la resilienza delle aziende italiane e la capacità di queste di adattarsi al mutamento dello scenario socioeconomico. In particolare, la progressiva decarbonizzazione dell’economia italiana richiede la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie per l’impiego sicuro ed efficiente delle fonti rinnovabili.
  • Costruire un sistema energetico più efficiente e resiliente, in grado di integrare in misura sempre crescente le rinnovabili e garantire al contempo la necessaria flessibilità e sicurezza di approvvigionamento. In tal senso, l’idrogeno green può contribuire in modo significativo a processi industriali più sostenibili e puliti, alla realizzazione di una mobilità a zero emissioni, alla riduzione delle emissioni generate dal riscaldamento domestico e a garantire la sicurezza e la flessibilità del sistema energetico, grazie alla sua capacità di agire come elemento di congiunzione tra il settore gas e quello elettrico.
  • Favorire una filiera nazionale per le batterie innovative e la sostenibilità dei relativi cicli di utilizzo, con ricadute in termini di formazione di nuove competenze di figure professionali e risvolti occupazionali, contribuendo allo stesso tempo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione nel settore energetico, ma anche alla preservazione e valorizzazione delle risorse economiche, naturali e sociali. Per far ciò è necessario supportare le filiere produttive nazionali nella fase di sviluppo industriale, anche mediante un advanced factory lab nazionale per l’intero processo, fino al fine vita.
  • n tema di mobilità sostenibile, produrre sistemi ad impatto climatico nullo o estremamente ridotto (mobilità elettrica). 

MEMORIA: ANFIA

  • Necessità di prevedere incentivi/strumenti efficaci per stimolare le aziende produttive ad un cambio nel sistema di produzione;
  • Prevedere infrastrutture di ricarica: sia in ambito autostradale, che a livello domestico (Vehicle-to-grid);
  • Sul rinnovo del parco: inserimento di una misura strutturale per dare supporto al settore attraverso la proroga dell’ecobonus.
  • Necessario intervenire su politiche industriali: sostenere la riconversione produttiva e l’innalzamento qualitativo della produzione di autobus in Italia (da accompagnare con misure in ricerca e sviluppo, da implementare anche al centro-nord).
  • Per quanto riguarda l’autotrasporto e logistica, Anfia ha sottolineato le necessità di introdurre misure per incentivare gli investimenti per lo sviluppo di componenti per veicoli elettrici e idrogeno, incluso anche l’immissione del biometano e dei biocarburanti (specificità italiana).
  • Prevedere progetti per l’erogazione e il rifornimento dei veicoli commerciali leggeri (oltre che per l’idrogeno per i mezzi pesanti).
  • Rinnovare il parco circolante (diesel) con alimentazioni alternative (Gas naturale, elettrico, ibrido); mentre dal 2024 bisognerà introdurre misure d’incentivazione per l’acquisto di mezzi ad idrogeno.


MEMORIA: UNRAE

  • Il Recovery Plan Italiano come motore per lo sviluppo del settore dell’automotive, ritenendo apprezzabili gli interventi relative al settore delle infrastrutture e dei trasporti.
  • L’importanza di svecchiare sia il quadro normativo vigente (obsoleto rispetto alle nuove tecnologie) che – ovviamente – il parco circolante italiano, tra i più vetusti e “pericolosi” d’Europa (è stato rimarcato l’impatto del tasso di mortalità in Italia, sopra alla media europea).
  • UNRAE, prima di procedere alle proposte progettuali specifiche ha ribadito l’importanza dell’automotive per il sistema Paese, sottolineandone gli aspetti principali: R&S, tenere alto il livello economico del paese, sostenibilità ambientale, sicurezza, gettito erariale.
  • Sulla questione delle ricariche elettriche ha chiarito la necessità che ci siano anche sui circuiti stradali, autostradali (negli autogrill). 

MEMORIA: FEDERAUTO

  • Criticità per la filiera dell’automotive derivanti dalla crisi epidemiologica. Ha peraltro sottolineato che l’emendamento Benamati alla legge di Bilancio ha permesso da ultimo un “rilancio” del settore (rispetto alle chiusure degli altri mercati europei, pur con un calo di circa l’11% rispetto al gennaio precedente) mediante gli incentivi ivi previsti, auspicando altresì una proroga per suddette linee di incentivazione, sottolineando peraltro che la “parte del leone” delle vendite si sarebbe tenuta sui segmenti meno cari rispetto a elettrico ed ibrido.
  • misure focalizzate su tecnologie alternative a quelle endotermiche, mirando però al contempo alla neutralità tecnologica (si mira quindi alla riduzione delle emissioni, ma a prescindere dalla tecnologia – “tradizionale” a basse emissioni, ibrida, elettrica, idrogeno, ecc. – utilizzata). Inoltre, ha sottolineato l’importanza dell’implementazione delle infrastrutture di ricarica per tutte le tecnologie (chiaramente al di là dei carburanti, già radicata sul territorio).

MEMORIA: SNAM

  • Si identificano molte progettualità coerenti con il Piano, per circa 1 miliardo di euro di investimenti, con particolare riferimento alla componente del Piano su energia rinnovabileidrogeno mobilità sostenibile. Tali investimenti sono passibili, per SNAM, di generare 5 miliardi di PIL – anche per effetto moltiplicatore – nonché 800 milioni di maggiori imposte e oltre 10 mila nuovi occupati stabili.
  • Sottolineate le attività di SNAM in tema di efficienza energeticabiometano, porti, mobilità sostenibile, in coerenza con gli obiettivi del PNRR. In particolare, si sottolinea come il biometano sia una risorsa ambientalmente ed economicamente sostenibile ed implementabile, per andare a ridurre significativamente le emissioni, contribuendo quindi alla decarbonizzazione dei settori trasporti (in particolare il settore dei trasporti pesanti).
  • SNAM ha avviato una strategia di transizione già prima del PNRR, la cui implementazione richiede schemi di supporto funzionali a rendere economicamente e finanziariamente sostenibili gli investimenti, nonché un framework normativo adeguato.
  • La compatibilità di trasporto idrogeno/biometano è pari al 70% ed i costi sono sostenibili. 

MEMORIA: ENEL

  • Il piano industriale per il 2021-23 ha visto un incremento degli investimenti attesi nel paese. Grazie alle leve del PNRR si potrebbe arrivare a altri 25 mld di investimenti in energia e ambiente.
  • Le attività da finanziare nel PNRR fanno parte di 3 filoni: decarbonizzazione (chiusura impianti a carbone e creazione di impianti rinnovabili, di accumulo e gas), reti di distribuzione (adeguamento tecnologico delle reti), elettrificazione dei consumi finali (facilitare elettrificazione e risparmio energetico, utilizzando leve come la mobilità elettrica).
  • Economia circolare: accelerazione della riconversione delle centrali a carbone (tra cui anche Brindisi e La Spezia), repowering wind.
  • Rinnovabili e storage: rilanciare la ripresa del Paese, investendo in nuovi impianti rinnovabili coerentemente con il PNIEC e procedendo al phase out degli impianti a carbone. I sistemi di accumulo elettrochimico e lo storage rappresenterebbero la naturale innovazione tecnologica in grado di abilitare le rinnovabili.
  • Manifatturiero: rilanciare il manifatturiero del fotovoltaico con la costruzione di una giga factory in Sicilia.
  • Idrogeno: per Enel può essere solo verde. Per implementare l’idrogeno, c’è necessità di meccanismi che supportino la riduzione dei costi della risorsa.
  • Reti di distribuzione: investire massivamente sulle reti con un focus sulla resilienza e rinnovabili.
  • Elettrificazione: per ENEL è legata principalmente a mobilità elettrica e porti verdi (investendo sulle infrastrutture di ricarica e elettrificazione delle aree portuali), nonché efficienza energetica (promozione delle soluzioni per le città a livello industriale e residenziale, passando per l’efficientamento energetico della PA e la creazione di comunità energetiche rinnovabili).  

MEMORIA: ELETTRICITA’ FUTURA

  • Sul PNRR evidenziata un’incongruenza in merito al principale obiettivo, ovvero quello della decarbonizzazione al 50% nel 2030. Per fare ciò, ha ricordato l’audito, occorre un rapido aggiornamento del Pniec 2019 che prevedeva il 40% di decarbonizzazione al 2030. Questo processo, ha ricordato il Presidente Re Rebaudengo, sarebbe in grado di generare benefici importanti e significativi, soprattutto se si pensa che mediamente la bolletta energetica dell’Italia ammonta a circa 45 mld all’anno da importazione (se si considera la media degli ultimi 10 anni), abbiamo calcolato un risparmio di 21 mld all’anno.
  • Criticata la forte ed eccessiva compressione dei tempi per l’approvazione dei progetti interni al Next Generation Eu, e per la loro “messa a terra” entro il 2026, pertanto ha ricordato le principali criticità che l’associazione ha fatto presente, oltre a quelle mosse da Confindustria.
  • Problema della governance: Elettricità Futura si sarebbe attesa un maggior confronto prospettico con gli stakeholders nella fase preparatoria del Piano.
  • Il PNRR fa riferimento al Pniec 2019, ma ciò non è adeguato perché il Pniec prevede obiettivi di decarbonizzazione al 40%, pertanto è necessaria un’attualizzazione rispetto agli standard attuali.
  • Non vengono menzionate iniziative su fotovoltaicobuoni energiageotermiaeolico on-shore,

MEMORIA: ASSOESCO

  • L’efficienza energetica rappresenta un pilastro del processo di decarbonizzazione costituisce un fattore di rilancio della competitività, essendo in grado di coinvolgere migliaia di imprese e generare un indotto enorme. Contribuisce, inoltre, a migliorare il benessere sociale, rendendo gli immobili più sicuri, puliti e sani.
  • E’ condivisibile l’individuazione delle aree prioritarie dei dispositivi europei, che definiscono livelli minimi per le risorse da destinare alla transizione verde (37%) e alla digitalizzazione (20%), ritenendosi tuttavia fondamentale che tali risorse siano destinate in misura sostanziale allo stimolo di iniziative del settore privato ed assegnate secondo criteri di trasparenza e piena concorrenzialità, anche mediante un articolato processo di semplificazione.
  • Occorre, nello specifico, da un lato rivitalizzare e potenziare il meccanismo dei certificati bianchi, favorendo il ripristino di condizioni di sostanziale equilibrio nel mercato dei titoli e, dall’altro, includere tra gli interventi assimilabili ai benefici i progetti a gas naturale con elevata efficienza. Si ritiene necessario altresì introdurre specifici meccanismi incentivanti per le imprese energivore.
  • Per quanto concerne il settore residenziale, occorre:
    o stabilizzare il meccanismo del superbonus;
    o introdurre forti semplificazioni alle procedure burocratiche concernenti l’ottenimento del superbonus;
    o mantenere impregiudicate le opzioni di cessione del credito ovvero dello sconto in fattura. 

CONSORZIO ITALIANO BIOGAS

  • Il Pnrr è una grande opportunità per riconoscere un ruolo alla produzione di biometano e per dare un inquadramento generale delle risorse. La Strategia energetica nazionale (Sen) già individuava un potenziale pari a 8 miliardi per il 2030, e nel Piano Energia e Clima (Pniec)era già stato previsto un obiettivo nei trasporti di oltre un miliardo di metri cubi, che potrebbe essere superato. In tal senso, il Pnrr potrebbe rappresentare l’occasione per valorizzare le infrastrutture esistenti nell’ottica di renderle più efficienti e sostenibili.
  • Inoltre, nell’ambito del Recovery Plan nazionale, per il settore del biogas, non ci sarà solo il tema delle risorse, ma bisognerà pensare anche a una riorganizzazione della normativa complessiva, che dia al settore quelle prospettive di medio-lungo periodo che permettano alle aziende piccole di pianificare gli investimenti e alle aziende industriali di dare risposte in termini efficaci. Gli operatori del settore, in particolare, sono ancora in attesa di un chiarimento sulle biomasse utilizzabili per produrre biocarburanti avanzati. Serve poi valorizzare gli investimenti effettuati nelle infrastrutture di biogas all’interno delle aziende agricole per produrre biometano per i diversi mercati, una risorsa energetica flessibile, che può essere indirizzata sia per la programmabilità elettrica che per gli usi di difficile elettrificazione.
  • Nell’ambito del Recovery Plan nazionale, per il settore del biogas, si potrebbero comprendere non solo gli investimenti nelle infrastrutture energetiche, ma anche per la riconversione del parco macchine. Le aziende agricole, infatti, sono poco energivore, in senso di energia elettrica, e molto energivore in termini di carburanti. Questo elemento potrebbe rappresentare un’opportunità per immaginare una transizione graduale per ridurre gli incentivi all’uso di fonti fossili e incrementarli per un rinnovo del parco macchine: importanti industrie italiane si stanno proponendo sul mercato con motorizzazioni a biometano, infatti, e questa sarebbe una grande opportunità per le imprese italiane.
05/02/2021