SQ – PIÙ ELETTRICO, MENO BIOFUEL: LA RICETTA MIMS PER IL TRASPORTO LEGGERO

Articolo di Staffetta Quotidiano del 22 aprile 2022

Il rapporto Stemi: con l’elettrificazione si dimezzano le emissioni anche con l’attuale mix, con i biocarburanti vantaggi marginali

Decarbonizzare il settore dei trasporti è imprescindibile per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 previsto dal pacchetto europeo Fit for 55. In Italia i trasporti erano responsabili nel 2019 (ultimo anno pre-Covid) del 25,2% delle emissioni totali di gas a effetto serra e del 30,7% delle emissioni totali di CO2. Di queste, il 92,6% sono causate dal trasporto stradale, responsabile inoltre dell’emissione di particolato. Secondo le rilevazioni del gruppo di lavoro Stemi (Struttura per la transizione ecologica della mobilità e delle infrastrutture) del Mims, l’elettrificazione dei veicoli è la soluzione più efficiente per raggiungere la decarbonizzazione, anche con il mix elettrico attuale: le auto elettriche, infatti, sono fino al 300% più efficienti dei mezzi meno efficienti e più inquinanti. La sostituzione dei veicoli a combustione interna con veicoli elettrici comporterebbe per l’Italia, secondo le rilevazioni di Stemi, una riduzione delle emissioni del trasporto stradale leggero del 50%.

Secondo Stemi, i biocarburanti non costituiscono quindi una soluzione, almeno per il trasporto su strada: nel rapporto si legge che “la parziale sostituzione dei combustibili convenzionali con biocombustibili porta a vantaggi marginali in termini di riduzione delle emissioni, in quanto il profilo di emissioni dei biocombustibili, anche di seconda generazione, è comunque alto e comporta basse efficienze e notevoli costi energetici”. Per il gruppo di ricerca, infatti, l’elettrificazione è la scelta migliore anche per quanto riguarda i furgoni commerciali, gli autobus e i camion. Secondo le analisi contenute nel rapporto, condotte con il metodo del ciclo di vita, i camion elettrici possono conseguire risparmi fino al 70% delle emissioni, ma le condizioni per una loro diffusione sono la presenza di punti di ricarica ad altissima potenza (1 MW) o di scambio delle batterie (battery swap). L’idrogeno verde viene considerato da Stemi una valida alternativa solo in determinati casi, da adottare ad esempio nei distretti dove la produzione di idrogeno sia utile anche per decarbonizzare settori industriali hard-to-abate.

Per quanto riguarda il settore ferroviario, già molto elettrificato, il rapporto consiglia, nei casi in cui l’elettrificazione non sia possibile, la sostituzione dei treni a gasolio con mezzi a batteria, ibridi o, in alcuni contesti, a idrogeno verde.

I biocombustibili o i combustibili sintetici sono invece considerati una soluzione alternativa all’elettrificazione (possibile solo sulle tratte brevi) per il trasporto marittimo e aereo. Il rapporto rileva come si tratti di combustibili alternativi ancora in fase sperimentale e sia pertanto “fondamentale investire in ricerca e sviluppo per accelerarne l’adozione”. Per questi due settori, navale e aereo, la decarbonizzazione richiede soprattutto, secondo Stemi, l’efficientamento dei mezzi.

22/04/2022

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