PNRR: IL MINISTRO FRANCO FA IL PUNTO

Il ministro dell’Economia e delle finanze, Daniele Franco, audito dalle commissioni Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato in merito all’esame della relazione sullo stato di attuazione del Pnrr riferita al 2021 ha osservato quanto segue:

  • risultati previsti per l’attuazione del Pnrr nel 2021 sono stati raggiunti, e abbiamo inviato la prima richiesta alla Commissione europea per 24 miliardi di euro. Ci aspettiamo che il pagamento avvenga nelle prossime settimane in favore del Tesoro.
  • Dobbiamo realizzare tutti gli obiettivi qualitativi del Pnrr però serve avere consapevolezza che è altrettanto importante quello che sta dentro agli investimenti e alle riforme. Le spese che effettuiamo devono essere efficienti.
  • Dei 191,5 miliardi di euro del Pnrr, cui si aggiungono i 30 miliardi del fondo complementare, ci aspettiamo che a giugno le risorse a disposizione per l’Italia siano ridotte di circa 200 milioni. Si pone il problema di questi 200 milioni, ma troveremo una soluzione perché si tratta di una entità relativamente limitata.
  • Ovviamente vi è molta incertezza su quanto a lungo il prezzo dell’energia resterà elevato e sull’andamento della dinamica del costo delle materie prime. Credo che sia presto adesso per avere delle quantificazioni specifiche però dobbiamo essere consapevoli che vi è un problema rilevante e dobbiamo essere pronti a vedere come questo problema debba essere affrontato. La normativa Ue prevede una procedura di revisione dei contenuti del piano ove sopravvengano fattori che rimettono in discussione gli obiettivi. Bisogna essere consapevoli anche per intervenire nei prossimi mesi, ma al momento credo sia difficile una quantificazione.
  • Per il 2022 abbiamo nel complesso 100 obiettivi nei due semestri, cui è legata l’erogazione di quasi 46 miliardi. Rispetto allo scorso anno, cresce il numero degli obiettivi quantitativi, che erano due nel 2021 e diventano 17 nel 2022.
  • Sul lato della spesa pubblica vi è l’impegno a intraprendere una revisione annuale per il 2023-2025 con un potenziamento degli strumenti di analisi del Mef. Si prevede che ai ministeri vengano attribuiti per il triennio 2023-2025 degli obiettivi di spesa con un Dpcm entro il 31 maggio prossimo, e che poi a dicembre si produca una relazione sui risultati.
  • Il ruolo del Parlamento nelle diverse fasi del Pnrr resterà fondamentale. Questo é un piano in cui vi sono molteplici progetti di investimento, con “moltissime sfaccettature e che esige un lavoro continuo.
  • Sul Pnrr serve uno sforzo anche del sistema produttivo. Il Piano cerca di riavviare la crescita del paese e può avere successo se il sistema è coinvolto e prende gli aspetti positivi del Piano per investire e innovare.
  • Al momento se guardiamo l’avanzamento del Piano abbiamo sostenuto finora spese per 5,3 miliardi, 2,5 miliardi riguardano il settore ferroviario. Questi fondi finora erogati riguardano progetti preesistenti al Piano, che stavano nella legislazione precedente il Piano e che esso provvede a finanziare. Anche nel 2022 finanzieremo soprattutto questo tipo di progetti. Il piano finanzia progetti di questo tipo per 51 miliardi.
  • I bandi e gli avvisi finora avviati sono 149 per quasi 56 miliardi. Di questi 65 bandi sono ancora aperti per circa 40 miliardi.
  • Il piano va, come dire, seguito e monitorato, adattato. Ogni ostacolo che ci troviamo davanti dobbiamo capirlo e trovare delle soluzioni.
  • L’inflazione può avere effetti molto importanti, siamo in una situazione di incertezza circa la durata di questo processo. Fino a tutta l’estate e l’autunno scorso era un aspetto non atteso.  Se la questione dell’inflazione diventasse un ostacolo su molte linee di progetto dovremo intervenire. Lo dovremo fare nei prossimi mesi quando capiremo quale sarà il tasso di inflazione.
  • Non è detto che realizzare molte opere pubbliche porti necessariamente ad avere una spesa corrente più alta. Porta senz’altro a una ricomposizione della spesa corrente. Non sono sicuro che, nel complesso, la spesa corrente nel 2026-2027 debba essere più alta di quanto sia adesso.
  • Stiamo stanziando molte risorse per opere pubbliche anche a livello nazionale. È importante che il settore delle costruzioni si consolidi, acquisti un numero di imprese di dimensioni in grado stabilmente di effettuare un volume di lavoro più elevato degli anni passati. Veniamo da una lunga fase in cui l’attività del settore delle costruzioni si era ridotta, ovviamente vi è una pressione che viene dal privato, con le ristrutturazioni che sono importantissime ed è importante dare un segnale al settore che anche dopo il Piano la programmazione delle infrastrutture proseguirà.
  • Se ci fosse stato più tempo forse si potevano fare le cose pensandole meglio, anche con più coinvolgimento degli enti e della società. Tuttavia le risorse sono state offerte a livello europeo con determinati tempi e quindi l’alternativa era non fare. Capisco che non tutte le scelte – magari data la velocità con cui sono state fatte – sono state ottimali ma l’alternativa forse era non fare.
  • Molto importante è rassicurare gli enti attuatori – Comuni ma non solo – che devono sapere che nel caso di un processo di inflazione con revisione dei prezzi si adottino in futuro delle soluzioni che consentano di completare le opere.
  • Credo che le amministrazioni commissariate possano concorrere come le altre. Ovviamente una gestione commissariale può avere meno pressione, meno incentivi, essere meno nella propensione. Adesso dobbiamo vedere e cercare, se possibile, delle soluzioni. Penso ad un Comune rimasto tagliato fuori perché c’è una cogestione commissariale che in quel momento non si è sentita di avanzare progetti, dobbiamo tornarci su.
25/02/2022

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