| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Unem ha pubblicato l’edizione 2025 del Data Book, storica pubblicazione che offre un’ampia gamma di informazioni statistiche su energia, petrolio e ambiente in Italia, in Europa e nel Mondo, raccolte in oltre 100 tavole divise in sezioni tematiche. Tra i numeri di interesse, l’aumento dei punti vendita carburanti in Italia dopo due anni di stasi: la stima totale passa da 21.700 a 21.750. Ad aumentare sono i punti vendita dei maggiori operatori (campione composto da Eni, Esso, Ies, IP, Q8, Lukoil, Q8, Tamoil e San Marco Petroli), che passano da 15.049 a fine 2022 a 15.215 a fine 2023. Secondo la stima Unem, le “pompe bianche” sono invece diminuite da 6.651 a 6.535 punti vendita. ▪️Il Tar Lazio, con sentenza di merito pubblicata oggi, ha respinto il ricorso di jEnergy contro la decisione del Gse di non assegnarle circa mille certificati di immissione in consumo (CIC) di biocarburanti in purezza per l’anno 2023. La società chiedeva anche l’annullamento delle regole applicative del DM 107/2023 nella parte in cui il Gestore stabilisce che, dall’entrata in vigore del decreto 343 dello stesso anno, l’utilizzo in purezza dei biocarburanti immessi in purezza va comprovato documentalmente (v. Staffetta 21/10/24). ▪️Le commissioni Finanze e Bilancio di Camera e Senato hanno tempo fino al 20 gennaio per esprimere il parere sullo schema di decreto legislativo per la revisione delle disposizioni in materia di accise (v. Staffetta 07/01). Intanto ieri, in commissione Finanze del Senato, il relatore Antonio Trevisi di Forza Italia ha illustrato la propria proposta di parere favorevole. La votazione sul testo, in attesa dei chiarimenti richiesti al governo, è stata rimandata. Nella proposta, il relatore chiede al governo di valutare la proroga a gennaio 2026 dei termini per il recepimento delle nuove norme, di includere tra i soggetti accreditati Soac quelli che operano nel settore dei bitumi e degli oli lubrificanti, di allineare i requisiti Soac a quelli europei per la certificazione Aeo, di rivedere le norme sull’esonero dalle garanzie per le spedizioni in sospensione di accisa, di considerare infine modifiche alle norme sui depositi e gli impianti di distribuzione di Gpl. ▪️Due domande sul Piano Mattei, una sulle bollette (senza risposta) e una dichiarazione su Transizione 5.0 su 41 quesiti: questo il “bilancio energetico” della conferenza stampa della presidente del consiglio Giorgia Meloni organizzata oggi dall’Ordine dei giornalisti, appuntamento annuale con la stampa che si è svolto al Palazzo dei gruppi di Montecitorio. In primo luogo, la presidente ha anticipato che il governo vuole ampliare il raggio d’azione del Piano Mattei. Meloni si è detta “fiera che il nostro piano Mattei sta raccogliendo sempre maggiore interesse e consenso, fiera della concretezza che il piano sta dimostrando” e ha aggiunto che “i progetti dei primi paesi sono tutti già avviati”, senza specificare che alcuni erano già presenti anche prima che il Piano stesso esistesse. I prossimi sviluppi mirano a “internazionalizzare ed europeizzare il Piano”, mentre la seconda sfida sarà appunto includere nuovi paesi e sono già stati individuati “Angola, Ghana, Mauritania, Tanzania e Senegal”. Successivamente, Meloni si è focalizzata sulla questione libica: “Siamo molto concentrati sulla Libia, sia sul monitoraggio che sulla diplomazia. La Russia aveva una forte presenza in Siria e aveva la sua flotta sul Mediterraneo, ora è ragionevole che cerchi altri sbocchi e che uno di questi possa essere la Cirenaica. Stiamo monitorando la situazione a tutti i livelli. Una stabilizzazione definitiva della Libia è una delle questioni più complesse che mi sia trovata ad affrontare”.Riguardo ai costi dell’energia e alle bollette, la premier si è invece si è rifiutata di rispondere: “Perché in Italia l’energia costa il 30% in più e l’Arera annuncia nuovi rincari delle bollette?”, le hanno chiesto, e la replica è stata: “Non è una questione su cui si può rispondere in 20 secondi, e quindi per rispetto ai colleghi mi fermo qui”. Più avanti, dopo una domanda sulle imprese dal Sole24Ore, Meloni ha ricordato che sono stati messi in campo gli incentivi di Transizione 5.0, “i 12 miliardi di euro che abbiamo liberato nella revisione del Pnrr per concentrarci sulle aziende e su uno dei grandi problemi che ha l’Italia, che è il costo dell’energia. E quindi per favorire la possibilità per le aziende di produrre energia a costi più ragionevoli”. E ha concluso: “C’è un problema di burocrazia, che è una delle grandi questioni che bisogna affrontare adesso. Quindi strategia, contesto, incentivi, sostegno per quello che si può fare” saranno i punti su cui vuole lavorare l’esecutivo. ▪️Sui 225 milioni di euro disponibili per il bando Pnrr del 2021 per i progetti di Green Ports (v. Staffetta 26/08/21) ne sono stati concessi alle autorità portuali circa 170 e circa 10 sono stati revocati per rinuncia, per cui ne restano ancora 65 mln. Per questo il Mase ha deciso di riaprire il bando per raccogliere nuovi progetti candidati al finanziamento, che potranno essere presentati entro 30 giorni da oggi, si legge sul sito del ministero. ▪️“Il governo non deve avallare il piano di dismissione di Eni-Versalis” (v. Staffetta 13/12/24). Così Marco Falcinelli e Giuseppe Gesmundo, rispettivamente segretario generale della Filctem Cgil e segretario nazionale Cgil, al termine dell’incontro di stamane al ministero delle Imprese e del made in Italy per l’area industriale di Brindisi. “La scelta di Eni-Versalis – si legge in una nota sindacale – mette una pietra tombale sulle produzioni della chimica di base e condanna il Paese ad un’ulteriore drammatica dipendenza da altri. Si sta decidendo di distruggere una parte strategica dell’industria del nostro paese: l’80% dei prodotti della chimica vengono utilizzati da altri settori industriali. Si rischia di mettere in ginocchio l’intera industria del Paese mentre in Europa, a partire dai contenuti del documento Draghi, si afferma la centralità dell’industria per la sopravvivenza economica dell’Europa stessa”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️ Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del barile hanno avviato il 2025 all’insegna dell’instabilità, in attesa dell’insediamento alla Casa Bianca del presidente eletto, Donald Trump, previsto per il 20 gennaio. Trump non ha fatto mistero di voler aumentare le sanzioni petrolifere nei confronti dell’Iran, riducendo di circa 1 milione di barili giorno l’offerta disponibile. Altri fattori, come il rallentamento della crescita della produzione di petrolio nel bacino di shale oil di Permian, la stabilizzazione della domanda cinese e i tagli alla produzione dell’OpecPlus, stanno rafforzando il sentiment rialzista nel mercato del petrolio, i cui fondamentali al momento restano solidi. Intanto, secondo gli ultimi dati del Doe, le scorte di greggio in Usa sono diminuite nell’ultima settimana monitorata (v. tabella), mentre sono aumentate quelle di prodotti. A loro volta, le importazioni di greggio sono scese da 6,9 a 6,4 milioni di barili giorno, mentre il tasso di utilizzo degli impianti di raffinazione è salito dal 92,7 al 93,3%. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 76,93 dollari al barile (+0,86), il Light crude è sceso a 73,32 (-0,93), il Brent a 76,16 (-0,89). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è scivolata a 732,25 dollari alla tonnellata (-8,63), quella del gasolio 10 ppm a 699 (-9,63), del risca 0,1 a 689,13 (-9,88), del Btz a 472,25 (-2,5), dell’Atz è salita a 438,13 (+0,25). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 717/738 (697/717), gasoli 676/697 (657/678), Btz458/473 (445/460), Atz 417/446 (405/434). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,0286. ▪️Dopo la relazione alla Commissione europea in merito agli impegni presi con il Pnrr e quella al Parlamento e al Cite (v. Staffetta 08/01), Nella sesta edizione, che riporta dati relativi al 2022, sono stati eliminati 6 sussidi tra terminati ed esclusi dal monitoraggio e aggiunti 21 sussidi selezionati dal Rapporto spese fiscali del Mef 2021, dalla Legge di bilancio per l’anno 2022 e dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura. Il totale delle misure per l’anno 2022 e quindi di 183 sussidi e include per lo più le misure pregresse a regime.Il Catalogo ospita un’appendice su “I sussidi nei decreti di emergenza”, con le misure adottate contro il caro energia tra la fine del 2021 e l’inizio del 2023. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️A fronte di consumi complessivi di gas in linea con quelli del 2023, nel 2024 l’Europa ha importato 22 milioni di tonnellate di Gnl in meno, pari a circa 28 miliardi di mc di gas (-18%), con un totale di 100,8 mln t contro i 122,9 mln t dell’anno precedente. E’ quanto emerge dal report trimestrale Icis Lng Edge di Icis Heren. ▪️Nel 2024 i consumi elettrici italiani sono tornati a salire per la prima volta dal 2021 e addirittura dal 2018 se si esclude il rimbalzo post-pandemico. La maggiore domanda non si è nel contempo tradotta in un aumento dei prezzi che, pur restando su livelli elevati, si sono ridotti beneficiando della flessione delle quotazioni di gas e CO2 e della maggiore offerta di idroelettrico e solare. E’ quanto emerge dai dati preliminari disponibili. ▪️Acema, storica società marchigiana attiva nella distribuzione carburanti (v. Staffetta 16/11/18), passa di mano, con il controllo acquisito dal Gruppo Cristella. Il management di Acema e Cristella Investments (Gruppo Cristella) annunciano con una nota la conclusione di un accordo vincolante avente ad oggetto la cessione da parte dei soci delle azioni rappresentative il 100% del capitale sociale di Acema al Gruppo Cristella. L’operazione dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2025. ▪️Nel mese di dicembre i margini alla pompa sui carburanti sono si sono mossi in modo contrastato: la media mensile della benzina è diminuita di 6 millesimi da 0,212 a 0,206 euro/litro, quella del diesel è salita di 12 millesimi da 0,175 a 0,187 euro/litro. La media del 2024 della benzina è salita di 5 millesimi a 0,204, da 0,199 calcolato per il 2023 (v. Staffetta 05/01/24), quella del gasolio è rimasta stabile a 0,198 euro/litro sia l’anno scorso che quello precedente.Benzina. Nel mese di dicembre la media mensile dei margini sulla benzina è – come detto – diminuita di 6 millesimi a 0,206. Al contempo la media degli ultimi 12 mesi è salita di 2 millesimi a 0,204 euro/litro rispetto al mese precedente. Nei cinque lunedì di dicembre scorso, le quotazioni Cif Med si sono mosse così: da 0,490 euro/litro della prima rilevazione di dicembre, si è saliti a 0,502 il lunedì successivo (+12), di altri 11 millesimi a 0,513 il 16 dicembre, scesi di 6 millesimi a 0,507 nella rilevazione successiva, saliti a 0,515 nell’ultima rilevazione del mese (+8 millesimi). Per un aumento complessivo di 25 millesimi. A sua volta il “prezzo Italia” Sif/Siva ha avuto questo andamento: da 0,717 euro/litro della prima rilevazione di dicembre, è sceso di 5 millesimi a 0,712 il 9 dicembre, di 6 millesimi a 0,706 la volta successiva, salito di 4 millesimi a 0,710 il 23 dicembre e a 0,712 nell’ultimo lunedì del mese (+2). Per un calo complessivo di 5 millesimi. Da cui sono derivati questi margini: da 0,227 euro/litro della prima rilevazione di dicembre, il margine è sceso di 17 millesimi a 0,210 euro/litro il 9 dicembre, sceso di altri 17 millesimi a 0,193 la volta dopo, salito di 10 millesimi a 0,203 il 23 dicembre, sceso di 6 millesimi a 0,197 nell’ultima rilevazione del mese.Gasolio. La media mensile dei margini del gasolio è salita di 12 millesimi, da 0,175 euro litro a 0,187, quella degli ultimi 12 mesi è scesa di un millesimo a 0,198 euro/litro, rispetto al mese precedente. Nei cinque lunedì di dicembre la quotazione Cif Med ha avuto questo andamento: dai 0,546 euro/litro della prima rilevazione del mese, si è scivolati il 9 dicembre a 0,537 (-9 millesimi), saliti a 0,561 il 16 dicembre (+24), scesi a 0,552 il 23 dicembre (-10), aumentati a 0,566 nell’ultima rilevazione del mese (+14). Per un aumento complessivo di 20 millesimi. Il “prezzo Italia” ha avviato dicembre a 0,745 euro/litro, sceso a 0,740 il 9 dicembre (-5), a 0,733 il 16 dicembre (-7), salito a 0,738 il 23 (+4), a 0,740 nell’ultima rilevazione del mese (+2). Per un calo complessivo di 5 millesimi. Da cui è derivato questo andamento del margine lordo del diesel in dicembre: dai 0,199 euro/litro della prima rilevazione del mese, il margine è salito il 9 dicembre a 0,203 (+4), sceso a 0,172 la volta successiva (-31), salito a 0,186 il 23 dicembre (+15), scivolato a 0,174 nell’ultima rilevazione del mese (-12).Medie. In dicembre in Mediterraneo la media delle quotazioni spot dei cinque lunedì considerati è risultata pari a 702 $/t per la benzina, in calo dello 0,2% rispetto alla media di novembre, e a 685 $/t per il gasolio, in calo dell’1,1%. Nel periodo in esame, l’euro si è posizionato attorno a 1,1048 dollari, rispetto a 1,0651 di novembre (-1,6%). Quanto alle medie dei “prezzi Italia” rilevate dal Mase, in dicembre quella della benzina risulta, al netto delle imposte, a 0,711 euro/litro (in linea con novembre) e quella del gasolio è a 0,739 euro/litro (+2% rispetto a novembre). |
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