| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato prima sui social e poi a Rete 4 che il ministro Giancarlo Giorgetti sta lavorando all’attuazione dell’accisa mobile, ovvero il taglio delle aliquote grazie al ritorno della maggiore Iva incassata a seguito dei rialzi dei prezzi dei carburanti: “è già allo studio da qualche giorno da parte ministero dell’Economia”. Il messaggio, ribadito due volte in ventiquattr’ore, è arrivato dopo che la segretaria del PD Elly Schlein ha chiesto apertamente la misura, e Meloni ha ricordato ogni volta che anche l’opposizione sarebbe d’accordo. La preoccupazione tuttavia riguarda i prezzi dell’energia in generale, e Meloni ha prefigurato una nuova tassa sugli extraprofitti come accadde in epoca Draghi (v. Staffetta 22/03/22). Già oggi, ha annunciato la premier, dovrebbero esserci “i primi report per monitorare il prezzo dell’energia” prodotti dalla “task force” dell’Autorità per l’energia su elettricità e gas (v. Staffetta 05/03). I report sono iniziati giovedì scorso e sul sito internet di Arera ne sono già disponibili quattro (in allegato quello di ieri). “Per evitare che la speculazione faccia esplodere i prezzi”, ha spiegato, e ha lanciato un avvertimento: “siamo determinati a combattere la speculazione, e ne approfitto per ribadire che consiglio a tutti prudenza perché io non escludo, quando dovessimo avere evidenza di atteggiamenti speculativi, di aumentare le tasse alle aziende che ne fossero responsabili e rimettere i soldi sulle bollette in particolare”. ▪️Ci saranno anche i servizi segreti alla riunione della cabina di regia della Commissione di allerta rapida sui prezzi dei carburanti convocata “d’urgenza” oggi pomeriggio da “Mister prezzi” su impulso del ministro delle Imprese Adolfo Urso. La Commissione, ricordiamo, si è riunita venerdì mattina con le associazioni della filiera petrolifera per fare il punto su prezzi dei carburanti (v. Staffetta 06/03). ▪️ È scaduto oggi alle 14 il termine per la presentazione in commissione Bilancio alla Camera delle proposte emendative al disegno di legge C. 2807, di conversione in legge del decreto-legge n. 19 del 2026, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (DL Pnrr). Alle 18 scade invece il termine per la presentazione, in commissione Attività produttive, degli emendamenti al disegno di legge C. 2809 Governo di conversione in legge del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, recante misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico (DL Bollette). Martedì alle 16:30 il Senato vota il disegno di legge 1737 “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2025”, già approvato dalla Camera. Alle 14 in commissione Esteri del Senato audizione degli ambasciatori dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo Persico e del Regno di Giordania. Giovedì alle 9:00 audizione di attivisti della comunità iraniana in Italia. Alle 13 in commissione Industria del Senato audizioni sugli atti UE COM(2025) 759 definitivo e COM(2025) 760 definitivo (Fondo carbone e acciaio) di Federacciai, Astedis, Cnr e Direzione generale dell’internazionalizzazione del ministero dell’Università e della ricerca. Mercoledì 11 alle 15 è in programma alla Camera la discussione sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. In commissione Finanze alla Camera interrogazioni su questioni di competenza del ministero dell’Economia. La commissione Attività produttive delibera un’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Domani la Commissione europeapresenterà il Pacchetto Energia. Tre gli elementi che la vicepresidente Teresa Ribera dovrebbe presentare in Plenaria al Parlamento: piccoli reattori modulari in Europa, strategia di investimento nell’energia pulita, pacchetto energia per i cittadini(Link) . Nel mentre la Commissione europea mantiene il suo focus su esteri e difesa. La presidente Ursula von der Leyenparla alla conferenza annuale degli ambasciatori dell’UE oggi a Bruxelles, per poi intervenire domani al Nuclear Energy Summit. Mercoledì interverrà in Plenaria per parlare degli attacchi militari statunitensi e israeliani in Medio Oriente. Da segnalare poi gli incontri del commissario al Clima Wopke Hoekstra a Strasburgo in occasione della Plenaria, tra cui quello di domani con l’europarlamentare Pierfrancesco Maran (Link) . Questa settimana si capirà meglio la posizione europea sull’attacco statunitense e israeliano all’Iran: molte discussioni e molti incontri si focalizzeranno infatti su difesa ed energia. Ne parlerà anche il Parlamento europeo, in Plenaria da oggi a giovedì, anche se la terminologia usata per l’ordine del giorno dal Parlamento non sembra totalmente neutrale (stesso discorso comunque per altre istituzioni europee (Link) ). Non è invece in programma un dibattito sugli attacchi israeliani in Libano e territori palestinesi. Domani, come già ricordato, gli europarlamentari parleranno del Pacchetto Energia che la Commissione dovrebbe proprio presentare in Parlamento. Mercoledì poi gli europarlamentari parleranno anche delle opzioni per energie rinnovabili nel Mar del Nord (Link) e (Link) . Passando al Consiglio da rilevare prima di tutto che gli attacchi statunitensi, israeliani e anche britannici contro l’Iran, insieme ai contrattacchi iraniani nella regione, stanno rendendo complessa la presidenza cipriota del Consiglio, vista la prossimità geografica del Paese e viste le basi militari sull’isola. Molti incontri informali, in programma a Cipro, sono infatti stati cancellati (Link) o posticipati (Link) . Rimangono calendarizzati invece il Consiglio Politica socialedi oggi, il Consiglio Economia e finanza di domani e il Consiglio Affari esteri di settimana prossima (Link) . Il presidente del Consiglio Antonio Costa parla con i leader del Medio Oriente oggi, per poi andare mercoledì a Baku per parlare con il presidente azero Ilham Aliyev (Link) . Focus sull’energia (Link) . In programma anche Coreper I mercoledì (Link) e venerdì (Link) e Coreper II mercoledì (Link) e venerdì (Link) . Da mercoledì a venerdì poi l’incontro del Consiglio sulle materie prime critiche (Link) . In campo energetico da ricordare poi il tavolo di lavoro (working party) sull’energia del Consiglio sul regolamento TEN-E (Link) . ▪️ Il fine settimana è stato segnato da una rapida escalation militare nel Golfo Persico con impatti diretti sui flussi petroliferi globali. Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transitano normalmente circa 20-21 milioni b/g di greggio e condensati e oltre 20% del Gnl mondiale, è rimasto di fatto quasi paralizzato: il traffico commerciale è crollato e i passaggi sono limitati a poche unità legate all’Iran o a traffici ritenuti a basso rischio. Intanto il Brent ha sfondato quota 100 e si sta dirigendo a gran velocità verso il record registrato l’8 marzo del 2022, quando la Russia invase l’Ucraina, a quota 127 dollari barile. La situazione sta generando una crescente interruzione logistica per gli esportatori del Golfo. Nel fine settimana, Kuwait Petroleum Corporation (Kpc) ha annunciato una riduzione precauzionale della produzione e dei throughput di raffinazione nell’ambito delle misure di continuità operativa dopo minacce iraniane alla navigazione e attacchi con droni contro infrastrutture nel Paese. In Iraq la produzione nel sud del Paese sarebbe crollata fino al 70%, scendendo a circa 1,3 milioni di barili giorni, a causa della saturazione degli stoccaggi e delle difficoltà di esportazione. ▪️Nessuna decisione sul rilascio di scorte strategiche è stata ancora presa dai paesi G7, ma è chiaramente una possibilità sul tavolo, che può essere utilizzata per calmierare i mercati del petrolio, visto che l’Aie dispone complessivamente di 1,2 miliardi di barili. L’Aie conferma l’indiscrezione di questa mattina pubblicata dal Financial Timese e dopo una giornata in forte rialzo, con punta massime superiori ai 120 dollari al barile, il Brent ha ritracciato sotto quota 100. Con una dichiarazione diffusa oggi dal direttore esecutivo dell’International Energy Agency, Fatih Birol, dopo una riunione con i ministri delle Finanze del G7, si è sottolineato con forza il ruolo dell’Aie nel coordinamento di questo tipo di misure. ▪️Il flusso di greggio attraverso l’oleodotto Druzhba potrebbe riprendere entro circa sei settimane. È quanto riferisce il settimanale francese specializzato Petrostrategies, citando dichiarazioni delle autorità ucraine. Secondo quanto riportato dalla testata, una sezione dell’infrastruttura che attraversa il territorio ucraino è stata danneggiata alla fine di gennaio (v. Staffetta 23/02) a seguito di un attacco russo, che ha provocato un incendio in alcune installazioni strategiche del sistema di transito. L’incidente ha costretto a interrompere temporaneamente le forniture verso diversi paesi dell’Europa centrale. La sezione danneggiata del ramo meridionale dell’oleodotto ha una portata di circa 300-400.000 b/g. Tra i principali paesi interessati figurano Ungheria e Slovacchia, due Stati membri dell’Unione europea che continuano a dipendere in parte dal greggio russo trasportato tramite Druzhba. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indicato che gli interventi tecnici in corso potrebbero consentire la ripresa dei flussi entro circa un mese e mezzo, anche se alcune componenti dell’infrastruttura potrebbero restare danneggiate più a lungo e richiedere soluzioni temporanee. La sospensione delle consegne ha riacceso le tensioni tra Kiev e alcune capitali dell’Europa centrale, in particolare Budapest e Bratislava, che hanno espresso preoccupazione per la durata dei lavori. Nonostante la strategia europea di ridurre progressivamente la dipendenza dal petrolio russo, osserva Petrostrategies, l’oleodotto Druzhba continua a rappresentare un collegamento logistico cruciale per diverse raffinerie dell’Europa centrale, soprattutto nei paesi senza accesso diretto al mare e con limitate alternative di approvvigionamento. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Nel giorno in cui il Brent ha sfondato quota 100 sulle crescenti preoccupazioni per l’escalation militare nel Golfo, anche il gas ha vissuto una nuova giornata di passione. Il Ttf front month ha aperto questa mattina a 68,6 €/MWh contro la chiusura di 53,4 di venerdì. Per il resto della giornata ha poi ripiegato, ma a fine giornata si attestava comunque poco sotto i 56 €/MWh, ossia sui massimi da inizio febbraio 2023. Anche per l’Italia l’IG Index Gme ha chiuso in forte rialzo a 56,05 € per domani, ai massimi da febbraio 2025, contro i 51,03 della valutazione di venerdì per la giornata di oggi. Il riflesso sui prezzi dell’energia elettrica non si è fatto attendere: 168,54 €/MWh il Pun Index di oggi per domani, il massimo da metà 2025 e in deciso rialzo sui 156,18 degli scambi per la giornata di oggi. ▪️Offshore Lng Toscana, la controllata di Snam che gestisce il termine di rigassificazione offshore di Livorno, ha effettuato in queste ore la prima operazione nell’ambito del nuovo servizio di Gnl small scale (Sslng). La mini metaniera Green Zeebrugge, operata da Axpo, ha caricato dal rigassificatore 4.000 mc di gas liquefatto e li ha utilizzati per effettuare un’operazione di bunkeraggio, ossia rifornimento di carburante per una seconda imbarcazione, alimentata a Gnl. Olt non ha comunicato chi sia stato il destinatario dell’operazione ma questa mattina la Green Zeebrugge stava uscendo al porto di Genova dove sono all’ancora due nuovi traghetti GNV (gruppo Msc) alimentati a Gnl, la GNV Aurora e la GNV Virgo. ▪️ dopo gli attacchi israeliani sui depositi di carburanti in Iran hanno ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali. Questa mattina, all’apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, per sfiorare poi i 119 e assestarsi poco sopra i 108 mentre scriviamo: non superava i 100 dollari da luglio 2022. Le quotazioni dei prodotti raffinati hanno continuato a salire venerdì, con il gasolio al massimo dal 16 novembre 2022 e la benzina dal 12 luglio 2024, complice anche l’indebolimento dell’euro sul dollaro. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
