| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️La Commissione X della Camera ha ultimato l’esame degli emendamenti al DL Bollette e ha dato mandato ai relatori a riferire in Aula, dove nel frattempo l’approdo del Ddl è slittato dall’11 al 14 aprile, come deciso sempre oggi dai capigruppo. Nella mattinata di lunedì 14 aprile è dunque in programma la discussione generale con votazioni non prima delle 14. Martedì ci saranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia alle 12.20 e quindi la votazione per appello nominale dalle 14. Guardando più nel dettaglio agli emendamenti approvati, sono passate le identiche riformulazioni dei 3.029 (Marattin), 3.30 (Squeri, Casasco), 3.032 (Peluffo ed altri), 3.033 (Del Barba), 3.034 (Zucconi), 3.035 (Toccalini ed altri), 3.074 (Cavo) e 3.036 (Ghirra e Bonelli) che, modificando l’art. 16-bis del DL 17/2022, introducono un meccanismo volontario per l’assoggettamento della produzione di impianti Fer non altrimenti incentivati a Cfd quinquennali col Gse e un parallelo meccanismo per la stipula di corrispondenti contratti differenziali con imprese consumatrici, il tutto con un sistema di garanzie finanziato congiuntamente dai produttori e dai consumatori coinvolti nel meccanismo.Via libera anche alle identiche riformulazioni dei 4.012 (Del Barba), 4.013 (Cappelletti e altri), 4.014 (Toccalini e altri), 4.015 (Ghirra e Bonelli), 4.016 (Zucconi) e 4.017 (Peluffo e altri) che cancella la decurtazione degli incentivi prevista dal DL 76/2020 per i repowering di impianti da rinnovabili se l’intervento determina un incremento di potenza di almeno il 20%. In questo caso l’incentivo si applicherà al 95% della produzione. Via libera alla riformulazione del 4.040 (Toccalini e altri) che, tra le tipologie di impianti a cui viene data priorità ai fini dell’esame delle richieste di Via di competenza statale relative ai progetti attuativi del Pniec, aggiunge quelle definite alla sezione II dell’Allegato C del Testo Unico Rinnovabili (Dlgs 190/2024), tra cui i pompaggi e diverse tipologie di impianti di taglia più grande.Nel pomeriggio di oggi sono passati anche tre emendamenti dei relatori con precisazioni in tema finanziario e sulle coperture, su richiesta della commissione Bilancio. Si tratta in particolare dell’1.20 che chiarisce che le risorse per il bonus di 200 euro alle famiglie con Isee fino a 25mila euro sono quelle disponibili “al netto” di quelle necessarie per il taglio dell’Asos alle Pmi e il 3.85 che, viceversa, definisce queste ultime risorse come quelle disponibili al netto delle prime. Sempre su richiesta della Bilancio il 4.25 stabilisce che il DM sulla sterilizzazione dell’Iva sul gas – che come visto dovrà ora essere emanato dal Mef entro 90 giorni – dovrà essere trasmesso alle Camere per il parere per materia e profili finanziari.Approvati gli emendamenti 1.011 nuova formulazione sull’entrata in esercizio di impianti Fer asserviti a comunità energetiche prima della costituzione delle stessa (Gadda e altri); il 2.15 nuova formulazione (Gusmeroli e altri) che chiarisce che i clienti domestici vulnerabili in servizio di tutele graduali alla scadenza di questo tornano in maggior tutela o, se attivo, in servizio di vulnerabilità; gli identici 3.53 e 3.58 di Antoniozzi e Milani, 3.59 Milani Zucconi e 3.60 (Zucconi) nuove formulazioni, che intervengono sulla norma sul trasferimento dei codici Ateco al Sii; e il 5.07 (Giorgianni) che introduce la figura del consulente alla vendita di servizi energetici.Approvate, ancora, le nuove formulazioni dell’1.12 (Giovine e Zucconi) sullo smaltimento elettrodomestici e del 3.054 (Comaroli e altri), che destina risorse a investimenti per la transizione energetica in istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza.Un approfondimento ulteriore ha richiesto una proposta dei relatori per aumentare di 10 milioni le risorse a supporto della spesa energetica della piscinedi società sportive dilettantistiche, su cui è stato riaperto il termine per la presentazione dei subemendamenti. Nel tardo pomeriggio è stato infine approvato anche quest’ultimo emendamento anche questo emendamento ed è stato conferito il mandato ai relatori a riferire in Aula. Durante la seduta di ieri, la commissione aveva già approvato gli emendamenti – su cui martedì il governo e i relatori avevano espresso parere positivo (v. Staffetta 09/04) – Tenerini 3.055 (FI), che, nella versione riformulata, modifica le regole sull’autoconsumo, la proposta Pavanelli 4.6 (M5S), che fissa un termine di 90 giorni per la pubblicazione del decreto ministeriale che deve accertare le maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi del gas, gli emendamenti riformulati Pietrella 4.7 (Fdi) e Zucconi 4.8 (Fdi), che intervengono ancora sulle maggiori entrate Iva, e le proposte identiche Peluffo 5.1 (PD) e Cappelletti 5.2 (M5S), che danno più tempo ad Arera per varare le misure di trasparenza sulle offerte di energia. La commissione ha approvato anche gli emendamenti riformulati Gusmeroli 5.16 (Lega) e Giorgianni 5.18 (Fdi), che introducono misure di trasparenza sulle modifiche dei contratti ai clienti finali domestici sul mercato libero.Durante la seduta, la viceministra all’Ambiente, Vannia Gava, ha accennato a un decreto correttivo al Testo unico Fer, molto criticato dagli operatori delle rinnovabili (v. Staffetta 23/12/24). Spiegando i motivi del parere negativo sulla proposta 3.023, Gava ha aggiunto: “n ogni caso, l’eventuale revisione della disciplina dei regimi amministrativi per la produzione di energia da Fer potrà essere valutata in sede di decreto legislativo correttivo al decreto legislativo n. 190 del 2024”. Anche il sottosegretario Claudio Barbaro si era detto aperto a un’eventuale modifica del Dlgs (v. Staffetta 05/02). ▪️Arera giudica opportuno rendere più flessibili gli obiettivi europei di riempimento degli stoccaggi gas e i tempi per il loro conseguimento, come suggerito da recenti proposte del Consiglio UE sulla revisione del regolamento comunitario in materia (v. Staffetta 09/04). E’ quanto si legge nella memoria del regolatore per l’audizione di oggi in Commissione Politiche UE della Camera sulla Proposta di Regolamento che modifica il Regolamento UE 2017/1938. ▪️Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Veneto n. 1 del 10/02/2025, recante “Modifiche alla legge regionale 3 luglio 2020, n. 27 “Disposizioni in materia di concessioni idrauliche e di derivazioni a scopo idroelettrico” in materia di piccole e grandi derivazioni a scopo idroelettrico”, “in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale ed europea in materia di tutela della concorrenza, violano gli articoli 11 e 117, primo comma e secondo comma, lettera e), della Costituzione”. La legge regionale consente di prorogare le concessioni delle piccole derivazioni idroelettriche e “la prosecuzione temporanea” delle grandi concessioni (con potenza nominale media superiore ai 3 MW). E’ pubblicata sul Bollettino della regione Veneto n. 23 del 14 febbraio (v. Staffetta 20/02). Nelle motivazioni all’impugnazione si legge che la disposizione regionale impugnata delinea una specifica ipotesi di rinnovo che “esula dai principi concorrenziali, consentendo al concessionario uscente di beneficiare di una proroga della concessione originaria, in quanto la durata della stessa viene slegata dal suo originario termine contrattuale”. ▪️L’assemblea di Italgas ha approvato oggi la proposta di aumento di capitale da 1,02 miliardi di euro a servizio dell’acquisizione di 2i Rete Gas, mediante emissione di azioni ordinarie. Lo fa sapere Italgas in una nota. L’aumento consentirà di ridurre l’indebitamento finanziario netto del gruppo coerentemente con l’attuale livello di rating. L’assemblea ha anche approvato il piano di azionariato diffuso “IGrant” 2025-2027 riservato a dipendenti, nonché il piano di Stock grant riservato a dipendenti volto a riconoscere ai soggetti che hanno contribuito in maniera rilevante all’operazione di poter beneficiare di una parte dell’incremento del valore derivante dalla stessa. Infine, l’assemblea ha approvato la proposta di aumentare gratuitamente il capitale sociale, in una o più tranche, per un importo di nominali massimi 558.000 euro, con emissione di non oltre 450.000 di azioni ordinarie da riservare ai beneficiari del piano Stock Grant. ▪️Resterà la foto simbolo dell’Omc del 2025: il ministro Gilberto Pichetto Fratin seduto a fianco del ministro del Petrolio e delle risorse naturali dell’Egitto, Karim Bodawi, al ministro dell’Energia algerino, Mohamed Arkab, e all’amministratore dell’Eni, Claudio Descalzi. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che inizialmente non era in programma, ha inviato un video, annunciando che presto andrà in visita in Egitto: “Vogliamo fare leva su tutte le risorse disponibili, penso all’idrogeno, che è al centro di una strategia con il Nord Africa, o al nucleare riconosciuto come energia pulita dall’Ue. Il nostro è un approccio pragmatico. Penso anche al GNL, alla CCS, tecnologie in cui le nostre imprese sono all’avanguardia. Tra poco tornerò in Egitto”. Per Pichetto l’Italia deve essere “il trait d’union: dobbiamo fare un ragionamento di aree”. Tutti gli interlocutori hanno espresso la loro intenzione di mantenere una forte partnership in futuro. Arkab ha specificato che l’Algeria, attualmente primo paese esportatore di metano verso l’Italia, ha tutte le intenzioni di aumentare la sua quota: “L’Algeria punta a rafforzare il suo ruolo di partner energetico affidabile sulla scena internazionale e abbiamo in programma di effettuare ingenti investimenti nel settore degli idrocarburi, per oltre 60 miliardi di dollari”, tra le finalità “aumentare la nostra capacità di produzione di gas a oltre 200 miliardi di metri cubi (la produzione 2024 è stata di poco meno di 100 ndr) all’anno nei prossimi anni, con una quota sostanziale destinata all’esportazione”. Il ministro ha chiarito che l’ambizione è diventare un hub energico che unisca Africa ed Europa, puntando anche sulle infrastrutture a sostegno anche “attraverso lo sviluppo del gasdotto trans-sahariano TSGP. Questo importante progetto continentale mira a trasportare gas naturale dalla Nigeria, attraverso il Niger, all’Algeria per l’esportazione verso i mercati europei e oltre” e “il programma MedLink”, un’opportunità sul fronte elettrico “per cui abbiamo avviato i passaggi perché venga riconosciuto dall’Unione europea progetto di mutuo interesse”. ▪️È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 83 del 9 aprile l’avviso del ministero dell’Ambiente relativo all’adozione del decreto direttoriale n. 12 del 1° aprile 2025 “Progressione temporale del contingente obiettivo e metodologia di calcolo del contingente di potenza obiettivo, minimo e massimo ai sensi del decreto 30 dicembre 2024 – FerX transitorio”, con cui si dà attuazione delle previsioni di cui all’art. 6, del decreto FerX transitorio (DM Mase 30 dicembre 2024) (v. Staffetta 01/04). |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Da qui al 2030 la domanda di elettricità dei data center in tutto il mondo più che raddoppierà raggiungendo circa 945 TWh, poco più dell’intero consumo elettrico del Giappone e l’AI sarà il motore più significativo di questo aumento, con una domanda di elettricità da parte dei data center ottimizzati per l’intelligenza artificiale che dovrebbe più che quadruplicarsi entro il 2030. E’ uno degli spunti che emergono dal rapporto speciale “Energia e IA” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), pubblicato oggi. L’aumento della domanda di energia per i data center rappresenterà meno del 10% della crescita globale della domanda, tuttavia in alcune regioni l’incidenza sarà maggiore: negli Stati Uniti ad esempio rappresenteranno quasi la metà della crescita e in Giappone più della metà. Secondo il report, trainata dall’uso dell’intelligenza artificiale, l’economia statunitense è destinata a consumare più elettricità nel 2030 per l’elaborazione dei dati rispetto alla produzione di tutti i beni ad alta intensità energetica, inclusi alluminio, acciaio, cemento e prodotti chimici. ▪️L’infrastruttura gas europea dovrebbe riuscire ad assicurare il riempimento degli stoccaggi in preparazione della stagione invernale 2025-26. Tuttavia, visto il basso livello di riempimento al 1° aprile 2025 (34%), servirà anche una fornitura di Gnl più alta rispetto agli altri anni. In particolare, volumi ulteriori potrebbero essere necessari per rimpiazzare le forniture russe soprattutto verso l’Europa sudorientale. Per evitare tagli alla domanda nell’inverno 2025-26 – ribadisce EntsoG nel rapporto annuale sugli scenari gas per l’estate 2025 e l’inverno 2025-26 pubblicato oggi – gli stoccaggi devono essere riempiti il prima possibile. Nel caso di un’interruzione delle residue forniture dalla Russia (quelle da Sud via TurkStream) e di una domanda alta in linea coi cinque anni 2017-2021, potrebbero essere necessarie ulteriori misure per non arrivare alla fine del prossimo inverno con gli stoccaggi vuoti. ▪️Ridurre di almeno 5 centesimi al kWh, ai livelli minimi previsti dall’UE, le tasse sull’elettricità per famiglie e imprese, fissare un tetto alle tariffe di rete, estendere e rendere strutturali gli sgravi per gli energivori, tagliare le tasse sulle bollette gas, costruire fino a 20 GW di nuove centrali a gas entro il 2030, con una revisione “tecnologicamente neutrale” delle politiche energetiche, un pacchetto legislativo, da approvare subito, per agevolare la cattura della CO2, in particolare da parte delle aziende, il mantenimento degli obiettivi di neutralità climatica al 2045 e del meccanismo di tassazione delle emissioni, i cui proventi devono essere ripartiti tra cittadini e imprese. Sono i punti principali –per quanto riguarda l’energia – dell’accordo del nuovo governo tedesco, che sarà guidato da Friedrich Merz, presentato ieri dai firmatari del contratto, i partiti tedeschi Cdu/Csu e Spd. Il nuovo governo Merz si insedierà a inizio maggio. Tra i punti del programma, c’è anche che il ministero dell’Economia e dell’Energia andrà ai cristiano democratici. ▪️Mentre gli occhi di tutto il mondo sono puntati sui dazi, in politica interna il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a portare avanti il suo programma per “liberare l’energia americana” (v. Staffetta 24/01). L’8 aprile ha firmato tre ordini esecutivi che mirano a spianare la strada alle fonti fossili e a ridimensionare le iniziative dei singoli Stati federati in materia ambientale. “Mai usare la parola ‘carbone’ a meno che non sia preceduta da ‘bello’ e ‘pulito’”. Con questa frase ha introdotto il primo dei tre atti, finalizzato a “rinvigorire” l’industria del carbone americana per assicurare la prosperità economica e la sicurezza nazionale, ridurre il costo della vita e rispondere all’aumento della domanda di energia dovuto alle tecnologie emergenti. Tra i vantaggi del carbone, Trump ha sottolineato la sua abbondanza sul territorio statunitense, il fatto che sia più conveniente di altre fonti e che possa essere impiegato a prescindere dalle condizioni meteo. Secondo il presidente, supportare questa industria domestica rimuovendo ostacoli e barriere regolatorie che limitano la produzione, incoraggiando l’uso del carbone a livello interno e incrementandone l’esportazione, dovrebbe essere una priorità nazionale. La politica federale, si legge nel provvedimento, non dovrebbe discriminare né la produzione di carbone né la generazione di elettricità da questa fonte. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Terzo mese consecutivo di calo per il mercato dei mezzi pesanti, con immatricolazioni in aumento solo per elettrico, Gnl e metano. Discorso analogo per gli autobus, dove l’elettrico è stabile e il metano in aumento. Sono i principali spunti che emergono dai dati relativi alle immatricolazioni di mezzi pesanti in marzo, elaborati da Anfia (v. Staffetta 11/03). In marzo in Italia sono stati immatricolati 43 camion a Gnl contro i 14 di marzo 2024. Sono 11 i mezzi classificati “a metano” (2 un anno prima), zero ibridi (come un anno prima) e 85 gli elettrici (15 a marzo 2024). In calo il diesel (-16,3% a 2.154 mezzi). In totale, le immatricolazioni di mezzi pesanti sono diminuite dello 11,9% a 2.293 mezzi. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio hanno messo a segno un bel rimbalzo, con guadagni superiori ai due dollari e mezzo, all’indomani dell’annuncio di Donald Trump di mettere in pausa i dazi commerciali per tutti i paesi, esclusa la Cina. Ad ogni modo, i dazi di ritorsione applicati dalla Cina in risposta alle azioni degli Stati Uniti hanno intensificato la situazione di stallo economico, provocando notevoli perturbazioni nei mercati globali delle materie prime. Tra gli operatori persistono timori di recessione e di eccesso di offerta nel contesto della guerra commerciale in corso. Gli analisti avvertono che le persistenti tensioni commerciali, unite agli aumenti della produzione dell’OpecPlus e all’indebolimento dei consumi cinesi, potrebbero portare a ulteriori cali dei prezzi del petrolio. Intanto, secondo i dati settimanali del Doe, le scorte di greggio in Usa sono aumentate a 442,3 milioni (v. tabella), a fronte di importazioni scese da 6,4 a 6,18 milioni di barili giorno e a un tasso di utilizzo delle raffinerie salito dall’86 all’86,7%. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è scivolato a 63,4 dollari al barile (-3,14), il Light crude è salito a 62,35 (+2,77), il Brent a 65,48 (+2,66). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è scivolata a 633,75 dollari alla tonnellata (-39), quella del gasolio 10 ppm a 581,63 (-33,25), del risca 0,1 a 585 (-30), del Btz a 375 (-28,75), dell’Atz a 374,88 (-17,75). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 600/654 (543/592), gasoli 567/58 (513/533), Btz362/381 (328/345), Atz 352/381 (319/345). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1045. ▪️Si è conclusa con l’assegnazione di tutta la capacità offerta anche l’ultima asta per la capacità di prevista dal DM annuale sullo stoccaggio gas. Si tratta come annunciato della procedura Stogit per il servizio fast cycle, in cui è stata assegnata l’intera capacità di circa 125 milioni di mc a fronte di una richiesta di quasi sei volte tanto. Piuttosto elevato anche il prezzo medio di assegnazione, pari a poco più di 1,2 €/MWh. Il premio giacenza, si ricorda, era in questo caso di quasi 1,92 €/MWh per un premio complessivo quindi di quasi 2,7 milioni di euro. Il totale dei premi giacenza a carico del sistema che ha incentivato la sottoscrizione di capacità per il prossimo anno – pari come detto a quasi tutta la capacità offerta, con l’eccezione di 1,2 miliardi di mc di servizio di modulazione uniforme – ammonta quindi complessivamente a poco meno di 185 milioni (v. Staffetta 09/04). |
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