| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️È pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il Testo unico Fer, il decreto legislativo che definisce i regimi amministrativi per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (v. Staffetta 26/11). Rispetto alla bozza che abbiamo pubblicato il 26 novembre l’articolo sulle zone di accelerazione a cui abbiamo dedicato a suo tempo un approfondimento (v. Staffetta 26/11) – cambia di numero da 11bis a 12. ▪️La giunta regionale della Toscana ha pubblicato la proposta di legge numero 2 del 2 dicembre 2024 per l’individuazione delle aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici. La proposta, che ora dovrà essere approvata dal Consiglio regionale, ▪️Domanda nazionale di energia stabile rispetto al 2023 ma ancora in calo rispetto al 2019; petrolio prima fonte e in aumento, gas seconda e in calo, rinnovabili in terza posizione e in forte crescita grazie a idroelettrico e fotovoltaico, mentre il carbone è al minimo storico con l’1% nel mix elettrico; emissioni energetiche in calo del 15% nel periodo 2019-2024 a fronte di una riduzione della domanda dell’8,7%; parco auto in aumento e di conseguenza i consumi di carburanti, mentre la decarbonizzazione dei trasporti sembra spinta più dai biocarburanti che dall’elettrificazione, il cui passo è più lento dell’ampliamento del circolate. Il tutto in un contesto internazionale in cui i mercati petroliferi hanno mostrato una notevole capacità di adattamento e assorbimento degli shock e delle tensioni. Sono alcuni degli spunti emersi dal preconsuntivo petrolifero presentato oggi a Roma da Unem. Di seguito i principali dati illustrati dal presidente Gianni Murano nella sua relazione. Nel 2024 la domanda di energia si stima sullo stesso livello dello scorso anno (144,3 Mtep), ma inferiore dell’8,7% rispetto al 2019. Il petrolio in progresso dell’1,7% si conferma per il secondo anno consecutivo prima fonte di energia con un peso di circa il 39%, lo stesso del 2011 prima di essere scalzato dal gas naturale che nel 2024 è sceso sotto la soglia del 35%. Progresso del 12% per le rinnovabili, che includono i biocarburanti, grazie alla ripresa dell’idroelettrico (+35%) e del fotovoltaico (+31%). Il carbone con un meno 63% tocca il suo minimo storico, con un peso nella generazione di energia elettrica sceso all’1% dal 5% del 2023. Nel periodo 2019-2024 le emissioni di CO2 collegate alla domanda di energia sono diminuite del 15%, a fronte di una riduzione della domanda energetica dell’8,7%. Crescono i consumi petroliferi (+1,7%), trainati dai prodotti per la mobilità che hanno rappresentato il 72% delle vendite totali. I soli carburanti per i trasporti (benzina, gasolio, gpl, jet fuel e bunker) crescono del 3,7% per effetto dell’aumento della domanda di mobilità. L’Italia è stata l’unica tra i principali Paesi europei ad evidenziare un aumento nelle vendite dei carburanti sia rispetto al 2019 che al 2023. In conseguenza del calo delle lavorazioni delle raffinerie (-4,1%) sono scese le importazioni di greggi, con un accresciuto peso dell’Africa. In calo del 19% le importazioni di biocarburanti a fronte di un aumento del 15% nella produzione. I prezzi dei carburanti alla pompa ad ottobre hanno toccato i minimi degli ultimi 24 mesi, consentendo nel 2024 un risparmio per gli automobilisti di circa 2,7 miliardi di euro verso l’anno passato, cioè 103 euro a famiglia. La fattura energetica diminuisce di 18,6 miliardi di euro (-28%) rispetto al 2023, mentre quella petrolifera di 7,6 miliardi (-26%). Cresce il gettito fiscale derivante dalle accise (+700 milioni di euro) per l’aumento dei volumi, ma cala quello dell’Iva (-300 milioni di euro) per la riduzione dei prezzi.L’auto privata, sottolinea Unem, resta la scelta dominante, considerato che il 63% degli spostamenti complessivi sono soddisfatti dalle quattro ruote. Le nuove auto a emissioni zero allo scarico non hanno ancora contribuito a decarbonizzare un parco che continua a crescere con incrementi che superano le nuove immatricolazioni di auto full-electric (Bev). La decarbonizzazione, scrive Unem, viene invece supportata dalla penetrazione dei carburanti liquidi e gassosi low carbon che nel 2024, in potere energetico hanno rappresentato il 12,5% dei carburanti consumati.In flessione le esportazioni di prodotti raffinati ammontate nel complesso a 26,1 milioni di tonnellate (-8%), con accresciuto peso dell’Africa e rafforzamento della Libia e di diversi altri Stati africani destinatari dei prodotti italiani (24 in totale). Abbastanza stabile il ruolo dell’Europa che è la principale area di sbocco (la Spagna si conferma prima destinazione assoluta), mentre si riducono di un quarto le esportazioni sia negli Stati Uniti che nel Medio Oriente che contano sempre di più su una propria capacità di raffinazione in continuo sviluppo. Crescono invece del 2,5% le importazioni di prodotti finiti, ammontate a circa 15,4 milioni di tonnellate. Rallentano le importazioni dai Paesi del Medio Oriente e dell’Asia che nel 2024 hanno risentito delle difficoltà nell’area del Mar Rosso, con cali più evidenti per Paesi come India ed Emirati Arabi. In crescita gli arrivi di gasolio dall’Arabia Saudita e dalle rotte più “sicure”, come quelle da Paesi europei (Grecia e Turchia in particolare). In calo del 19% le importazioni di biocarburanti a fronte di un aumento del 15% nella produzione.In ripresa gli investimenti sugli asset della raffinazione, sia per la graduale trasformazione alla produzione di low carbon fuels, sia per continuare a garantire l’efficienza e la sicurezza degli impianti tradizionali. Quanto alla distribuzione carburanti, continua a crescere il numero dei marchi, passati dai 210 del 2019 ai 310 attuali. Una rete, ha detto Murano, sempre più polverizzata e inefficiente, considerato che il 20% circa ha un erogato inferiore ai 400.000 litri/anno di prodotto e solo il 3% ha erogati in linea con la media europea. ▪️È cominciato stamattina in commissione Bilancio della Camera l’esame dei 600 emendamenti segnalati al disegno di legge di Bilancio (v. Staffetta 19/11 e v. Staffetta 20/11). Il Ddl dovrebbe approdare in aula il 16 dicembre. In particolare, il governo ha invitato a ritirare, e le commissioni hanno accantonato, diverse proposte di modifica agli articoli 7 e 8 relativi all’energia, l’acqua e i rifiuti. La seduta è stata sospesa e riprenderà dopo l’ufficio di presidenza.Segnaliamo che il governo ha chiesto di ritirare l’emendamento 7.3 M5S per la rimodulazione dei fringe benefit per le auto aziendali e il 7.08 Avs per il taglio dei Sad, mentre è stato accantonato il 7.22 Fdi, che chiarisce che l’agevolazione Iva per la gestione dei rifiuti mira a promuovere l’economia circolare e il rispetto della gerarchia dei rifiuti.Sono state inoltre accantonate le proposte identiche 8.20 FI, 8.21 M5S e 8.22 Fdi, che escludono gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili dalle detrazioni fiscali per gli anni 2025, 2026 e 2027. Il governo ha invitato a ritirare gli identici 8.15 Lega, 8.16 M5S, 8.17 PD, 8.18 FI e 8.36 M5S sul Superbonus. Ha poi chiesto di ritirare l’8.38 PD e l’8.39 Lega sull’efficienza energetica nel terzo settore. Invito a ritirare anche per l’8.47 Avs 8.47 che limita le detrazioni per le pompe di calore con l’esclusione delle caldaie a gas.È stata poi accantonata la proposta 8.044 Lega per incentivi per l’acquisto di grandi elettrodomestici ad elevata efficienza energetica con contestuale riciclo degli apparecchi obsoleti.Il governo, infine, ha chiesto il ritiro delle proposte 8.0131 M5S, che introduce un fondo per le rinnovabili con un prelievo sui ricavi delle banche, e 8.0133 M5S, che istituisce un fondo per l’efficienza dell’illuminazione e degli edifici pubblici. ▪️Il fronte ambientalista si compatta e si lancia nella battaglia contro il nucleare, in attesa che il governo presenti il ddl delega: “Lanciamo una sfida ai nuclearisti sul loro terreno, quello dei costi: la verità è che non sono accettabili per un paese e per l’industria”, ha detto Dante Caserta del Wwf. Loro, Greenpeace, Legambiente, il Kyoto Club e la Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, questa mattina hanno presentato all’Hotel Nazionale, accanto alla Camera dei deputati, il rapporto “I costi del nucleare”, firmato da tecnici delle associazioni e dall’esperto indipendente Giovanni Battista Zorzoli. ▪️Una nube di vapore e una scintilla durante le caricazioni delle autobotti di benzina o kerosene è tra le ipotesi sull’esplosione nel deposito Eni di Calenzano (v. Staffetta 09/12). ▪️Novembre all’insegna del calo per tutte le alimentazioni dei mezzi pesanti, mentre per gli autobus si registrano le notevoli eccezioni di elettrico, Gnl, metano e idrogeno. Quest’ultima alimentazione compare per la prima volta nelle statistiche Anfia con 23 mezzi (v. Staffetta 14/11).In novembre in Italia sono stati immatricolati 8 camion a Gnl contro i 12 di novembre 2023. Sono 8 i mezzi classificati “a metano” (20 un anno prima), zero ibridi (6 un anno prima) e 12 gli elettrici (22 a novembre 2023). In calo anche il diesel (-23,4% a 1.957 mezzi). In totale, le immatricolazioni di mezzi pesanti sono diminuite del 24,1% a 1.985 mezzi.In calo anche le immatricolazioni di autobus (-5,5% a 432 mezzi), con il metano che sale da 86 a 91 mezzi, il Gnl da zero a 16 mezzi, l’ibrido gasolio/elettrico in calo da 67 a 26 mezzi, l’ibrido metano/elettrico a uno e l’exploit dell’elettrico in aumento da 55 a 133 mezzi. Per la prima volta compare l’idrogeno nelle statistiche sulle immatricolazioni, con 23 mezzi. Il diesel cala del 39,8% a 142 mezzi. Negli undici mesi l’elettrico supera l’ibrido (754 a 734 mezzi) al terzo posto dietro diesel (2.776) e metano (1.303). |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️L’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) e l’Ufficio Brevetti Europeo (Epo) hanno pubblicato un nuovo studio sui brevetti delle reti elettriche intelligenti. Il report, dal titolo “Patents for enhanced electricity grids”, rileva un picco inedito della brevettazione di soluzioni per le reti elettriche tra il 2009 e il 2013, un trend di cui si continua a registrare la crescita a ritmo costante. In questo periodo, i brevetti internazionali (IPFs) sono aumentati del 30% ogni anno, ben oltre la crescita media del 12% delle tecnologie a bassa emissione di carbonio e del 4% di tutte le tecnologie. Mentre il numero dei brevetti delle smart grids è aumentato di otto volte dal 2001 al 2022, a fronte di un raddoppio delle domande di brevetto per tutte le altre tecnologie. ▪️Si è riunito oggi il consiglio Economia dell’Unione europea, che riunisce i ministri delle Finanze degli Stati membri. Il consiglio non ha raggiunto un accordo sulla direttiva per la tassazione dei prodotti energetici. Ricordiamo che la direttiva accise è l’unica proposta del pacchetto Fit for 55 su cui Consiglio e Parlamento UE non hanno ancora raggiunto un accordo. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Non ha ricevuto offerte il primo round dell’asta danese – senza incentivi – per assegnare tre zone del Mare del Nord per la realizzazione di impianti eolici offshore con una potenza di almeno 3 GW. Il termine per la presentazione delle offerte per il primo round dell’asta è scaduto giovedì scorso. ▪️Con riferimento alla attuazione delle disposizioni di cui al nuovo testo integrato del dispacciamento (Tide), il GME, d’intesa con Terna, ha informato oggi gli operatori che il go live è confermato al 1° gennaio 2025 e che per consentire l’adeguamento delle piattaforme e delle procedure di mercato al nuovo quadro regolatorio e garantire al contempo la massima sicurezza operativa, la programmazione delle sessioni e delle attività di mercato nei giorni 30 e 31 dicembre 2024 subirà le modifiche indicate in un apposito Piano di switching Gme Terna. ▪️L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato Hera per 1.984.736 euro e ComoCalor (gruppo A2A) per 286.600 euro per l’applicazione di prezzi eccessivamente gravosi nel settore del teleriscaldamento. Sotto la lente dell’Antitrust sono le reti di Ferrara (gestita da Hera) e quella di Como (gestita da ComoCalor). Nessuna violazione è stata riscontrata invece nelle reti di Parma e Piacenza, gestite da Iren Energia. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, i prezzi del petrolio sono saliti a inizio settimana dopo che la Cina ha svelato i piani per adottare la sua prima politica monetaria accomodante dal 2010, nel tentativo di stimolare la crescita economica. “L’allentamento della politica monetaria in Cina è probabilmente il motore della ripresa del prezzo del petrolio, sostenendo il sentiment di rischio”, ha affermato l’analista di Ubs Giovanni Staunovo. Pechino ha in programma di adottare una politica monetaria “moderatamente accomodante”, aumentando l’offerta di moneta, abbassando dei tassi di interesse e attuando stimoli fiscali, tutti volti a stimolare l’attività economica. Inoltre, gli sviluppi in Siria hanno aggiunto un nuovo livello di incertezza politica in Medio Oriente, fornendo un certo sostegno ai prezzi del petrolio. Tuttavia, le riduzioni dei prezzi dell’Arabia Saudita e la politica di contenimento della produzione OpecPlus annunciata la scorsa settimana fanno presagire una domanda asiatica debole. La scorsa settimana, l’OpecPlus ha posticipato di tre mesi il suo aumento di produzione pianificato ad aprile 2025 e ha esteso la completa riduzione dei tagli alla produzione di un anno fino alla fine del 2026. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 71,96 dollari al barile (+0,29), il Light crude a 68,37 (+1,17), il Brent a 72,14 (+72,14). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è salita a 706,5 dollari alla tonnellata (+18), quella del gasolio 10 ppm a 670,63 (+13,63), del risca 0,1 a 654,63 (è13,88), del Btz è scesa a 483,75 (-2,25), l’Atz è salita a 422 (+4,38). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 685/711 (648/673),gasoli 636/672 (437/467), Btz 460/493 (435/467), Atz 408/428 (386/400). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,0568. |
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