| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️È pubblicato nel bollettino ufficiale della regione Umbria il bando per la presentazione delle domande relative al “Progetto Bandiera”, iniziativa volta a promuovere la produzione di idrogeno verde e bio-idrogeno in aree industriali dismesse. ▪️Il Comitato Ets2 del ministero dell’Ambiente ha pubblicato le regole per l’aggiornamento del Piano di monitoraggio delle emissioni per modifiche significative e non significative. La nuova istanza Var disponibile sul Portale Ets2, si legge in una nota, permette di comunicare ogni modifica al Piano di monitoraggio (Pdm) ritenuta significativa ai sensi delle relative norme unionali (art. 75 ter del Regolamento di esecuzione (UE) 2018/2066). Ai sensi dell’art. 42-sexies, comma 2 lettera b), tali modifiche significative al Pdm comportano la modifica dell’autorizzazione ad emettere. ▪️Potrebbe arrivare a gennaio un nuovo pacchetto di misure del governo in tema di energia, con possibile ritorno in pista di norme del DL Energia – es. saturazione rete, delta Psv-Ttf, data center, gas release – ma con l’aggiunta anche di ulteriori misure attualmente sul tavolo dell’esecutivo: tra queste un taglio da 5 miliardi all’anno nel 2026-30 attraverso una cartolarizzazione della componente Asos degli oneri di sistema, risoluzione anticipata delle covenzioni per gli impianti in Conto energia e loro ripotenziamento; uno sgravio sull’Asos da 1 miliardo per Pmi (750 milioni) e famiglie vulnerabili (250 mln); una riduzione progressiva degli incentivi alla generazione elettrica a biogas, biomasse e bioliquidi fino a un azzeramento dal 1 gennaio 2031; e un divieto di traslare il costo delle Garanzie di Origine nei Bpa nel biometano con clienti industriali hard to abate. Di seguito uno scheda con le principali novità. Un primo articolo prevede di utilizzare 1 miliardo di euro di giacenze attuali sui conti della Cassa dei servizi energetici Csea per finanziare un contributo una tantum di 55 euro nel 2026 alle famiglie vulnerabili con Isee fino 15.000 euro (costo stimato 250 milioni) e un taglio di circa un 25% della componente Asos per le Pmi per tutto il 2026 (costo stimato 750 mln per un beneficio atteso di 11,5 €/MWh).Un secondo articolo prevede una cartolarizzazione della Asos per ottenere uno sgravio massimo di 5 miliardi annui nel quinquennio dal 2026 al 2030. A emettere obbligazioni sarebbe la Cassa depositi e prestiti trasferendo le risorse alla Csea per tagliare la componente. Gli interessi sulle obbligazioni verrebbero nel contempo restituiti attraverso la medesima componente Asos negli anni a venire. La norma prevede quindi la facoltà per i proprietari di impianti in Conto Energia (dal I al IV) di chiedere un’uscita anticipata dal meccanismo da esercitare entro fine 2026 con decorrenza al 1° gennaio 2028 per una potenza massima di 10 GW. Chi esercita la facoltà si obbliga però anche a ripotenziare gli impianti in modo da garantire una produzione almeno doppia rispetto a quella degli ultimi anni dell’impianto (nel caso di impianti in aree agricole il ripotenziamento non potrebbe occupare più spazio di quello attuale, quindi la maggior produzione dovrebbe essere solo di almeno il 40%). Almeno metà dell’energia risultante dai rifacimenti dovrà poi essere contrattualizzata sulla nuova piattaforma Ppa del Gme prevista dall’art. 28 del Dlgs 199/2021 mentre la restante metà con meccanismi di Cfd disciplinati dagli arti. 6, 7 o 7-bis del medesimo Dlgs. Una terza ipotesi di articolo espande lo strumento della Piattaforma Ppa del Gme di cui al citato art. 28 del Dlgs 199/2021, anche con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai Ppa per le Pmi. In particolare, si introduce la possibilità di negoziare contratti direttamente sulla piattaforma, sia in forma libera sia con garanzia del Gse, attraverso procedure organizzate dal Gme. L’obiettivo è creare un mercato più trasparente e accessibile, riducendo le barriere di ingresso per le Pmi.Un quarto articolo prevede una phase out al 1 gennaio 2031 per gli incentivi a biogas, biomasse e bioliquidi per la generazione elettrica. Con un percorso di riduzione progressiva nel prossimo quinquennio affidato ad Arera la norma prevedrebbe che l’onere sulla componente Asos degli oneri di sistema elettrici non superi gli 1,2 mld nel 2026, 1 mld nel 2027, 750 mln nel 2028, 500 mln nel 2029 e 250 mln nel 2030, per azzerarsi quindi del tutto dall’anno successivo. La norma creerebbe un risparmio complessivo nel quinquennio di 7 mld tenuto conto che solo gli incentivi a biomasse e biogas sono attesi in aumento nello stesso periodo da quasi 700 mln nel 2026 fino a quasi 1,5 mld nel 2030, onere che si somma a 1 mld circa dei sussidi a bioliquidi sempre a legislazione vigente.Quinta norma: vendita dei 2,1 mld mc di gas acquistato da Gse e Snam per lo stoccaggio di ultima istanza nel 2022, per un ricavo stimato in complessivi 650 mln di euro, destinando poi 450 mln di questi a ridurre la bolletta del gas delle utenze industriali (oneri e tariffe di rete) con maggiore intensità dell’aiuto per le Pmi (stimati 7,5 €/MWh di beneficio per una Pmi sotto 200mila mc/anno allacciata alla distribuzione, solo 2,5 € per un’impresa sopra i 200mila allacciata al trasporto).Sesta norma: taglio del delta Psv-Ttf attraverso il servizio di liquidità già prefigurato in prevedenti bozze del DL Energia. Nell’attuale versione della norma si prevede che i 200 mln di euro derivanti dalla vendita del gas stoccato di ultima istanza e non utilizzati per la norma descritta sopra vengano utilizzati per coprire eventuali oneri derivanti dalla misura. L’effetto stimato sui prezzi del Psv sarebbe di -2 €/MWh per un beneficio atteso di 800 mln per i consumatori gas e di ulteriori 800 mln per i consumatori elettrici grazie ai minori costi di generazione termoelettrica. La relazione tecnica puntualizza in proposito che “qualora invece la misura non riuscisse ad azzerare lo spread tra il prezzo al Ttf e quello al Psv, ad esempio poiché le quantità contrattualizzate con il meccanismo di liquidità si rilevassero minori di quelle necessarie a riportare i prezzi allo stesso livello, il gas ceduto in applicazione della misura sarebbe venduto a prezzi più elevati di quelli previsti contrattualmente (Ttf)” con utilizzo dei maggiori proventi per ridurre gli oneri di trasporto. Settima norma: divieto di traslare i costi delle GO biometano sugli acquirenti energivori. Il testo della bozza modifica l’art. 5-bis del DL 63/2024 stabilendo che “non è consentita, in ogni caso, la traslazione, anche indiretta, del valore delle garanzie d’origine sulle altre voci di costo del contratto”. La norma attuale, si ricorda, stabilisce che i consumatori dei settori hard to abate che stipulano un accordo di autoconsumo con un produttore di biometano ricevano le GO a prezzo nullo ma i contratti attualmente negoziati privatamente tra proprietari e consumatori incorporano spesso costi aggiuntivi che compensano questo vantaggio. La norma affida a Arera e Gse di definire clausole contrattuali standard per evitarlo e incarica il Gse di vigilare.Infine un ottavo gruppo di norme va sotto la noce “Norme DL Reti” e include la norma sulla saturazione delle reti, quella sui data center, quella sulla gas releasee la norma sulla Ccus già contenute nelle bozze di DL Energia pubblicate in precedenza dalla Staffetta. ▪️Slitta di un ulteriore anno l’aumento dell’obbligo di fornire energia rinnovabile termica nelle forniture di energia (Oiert); un anno in più per le semplificazioni dell’installazione di impianti da fonte rinnovabile nelle strutture turistiche o termali; un anno in più per la stabilizzazione del personale non dirigenziale appartenente all’Area dei funzionari, assunto dal ministero dell’Ambiente. ▪️La battaglia sul disegno di legge delega sull’energia nucleare, appena arrivato in parlamento, è partita prima ancora dell’avvio dell’iter. La commissione Attività produttive della Camera, che dovrà avviare l’esame prossimamente, durante l’Ufficio di presidenza di oggi ha dovuto rinviare il voto già in calendario sul documento conclusivo sull’indagine in materia: Alleanza verdi e sinistra ha presentato un documento con dieci osservazioni che riprendono puntualmente alcune delle audizioni, ma a differenza del testo già approntato aggiungono delle note con delle conclusioni. La più incisiva all’osservazione 4 sulla messa in funzione di nuove centrali: “Che questo possa avvenire in un tempo compatibile con gli impegni di decarbonizzazione assunti in sede europea, con tutte le fasi da percorrere per l’attuazione (decisione, progettazione, scelta del sito, contrattazione della fornitura di Uranio, prevedibile opposizione delle popolazioni locali, costruzione, collaudo, identificazione dei siti di stoccaggio a fine vita) appare una pura illusione”. ▪️Il gruppo 5 della centrale a olio combustibile A2A di San Filippo del Mela in Sicilia è stato autorizzato dal Mase alla dismissione a partire dal 1° gennaio 2026 e sarà conseguentemente dequalificato dai mercati elettrici e dismesso a partire da tale data. Lo ha fatto sapere la stessa A2A Energie Future uin una avviso sulla piattaforma delle informazioni privilegiate del Gme. Il gruppo da circa 280 MW, uno dei quattro della storica centrale in provincia di Messina, era di fatto ferma da oltre un anno, essendo entrato in funzione l’ultima volta nel novembre 2024. ▪️È stato presentato oggi a Roma, nella sede di Confcommercio, il Rapporto annuale Cer sulla transizione energetica, che fotografa una situazione sempre più segnata da un assetto tripolare – Stati Uniti, UE e Cina – e mette a fuoco la posizione dell’Italia tra accelerazioni importanti e segnali di rallentamento. In particolare, dal Rapporto emerge che: l’UE continua a ridurre le emissioni in modo strutturale, mentre Stati Uniti e Cina privilegiano sicurezza energetica e sviluppo industriale; nel 2025 le emissioni italiane tornerebbero a salire, fino a 371,7 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente (+0,2%), con un calo della quota rinnovabile al 21,7% e un aumento dell’uso di gas (+2,1%), dovuto sostanzialmente al calo della produzione idroelettrica, non compensato dal pur forte aumento della produzione fotovoltaica e dal segno “più” dell’eolico; nel 2026 le emissioni potrebbero però tornare a ridursi, mentre nel 2027 il calo diventerebbe più significativo (-1,6%), fino a 363,9 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, a condizione però che si sblocchino gli iter autorizzativi; il credito diventa più selettivo, con le imprese prive di strategie di transizione che rischiano un minore accesso a finanziamenti; la Cina guida la capacità rinnovabile mondiale (oltre 260 GW installati nel 2024) e domina le filiere delle tecnologie pulite, perseguendo un difficile equilibrio con le esigenze dello sviluppo industriale, tanto che le emissioni restano in crescita e raggiungono i 15,5 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Mentre arriva la conferma dello slittamento della presentazione da parte della Commissione europea della revisione della normativa sulle emissioni di auto e furgoni prevista per oggi (la data fissata è ora martedì 16 dicembre), Italia e Germania si schierano a favore dell’eliminazione del bando dei motori a combustione dal 2035.In occasione del secondo Forum italo-tedesco, i ministri Urso e Reiche hanno chiesto alla UE “decisioni tempestive e coraggiose per auto, siderurgia e imprese energivore”.Nel dettaglio, quanto all’auto, nella dichiarazione congiunta i ministri chiedono “che gli obiettivi previsti dal regolamento sulle flotte in materia di CO2 siano rivisti alla luce delle mutate condizioni di mercato e che, nel rispetto della suddetta neutralità tecnologica, veicoli non esclusivamente elettrici quali ibridi plug-in, extended-range e motori a combustione interna ad alta efficienza, alimentati con carburanti a basse o zero emissioni possano essere commercializzati oltre il 2035, compensando eventuali emissioni residue. Auspichiamo – prosegue la dichiarazione – come richiesto da diversi altri Stati membri, che il settore delle flotte aziendali non venga gravato da ulteriori oneri derivanti da obiettivi vincolanti che comporterebbero duplicazioni regolatorie e un incremento dei costi per imprese e consumatori”. ▪️La Commissione UE ha presentato oggi come previsto il pacchetto “Reti europee” insieme all’iniziativa “Autostrade dell’energia”, con l’obiettivo di favorire i flussi transfrontalieri di energia, l’integrazione di energia pulita più economica e l’elettrificazione. Il pacchetto, si legge in una nota, mira a definire un nuovo approccio nella pianificazione delle infrastrutture, accelerando le procedure di autorizzazione e garantendo una più equa ripartizione dei costi transfrontalieri. La proposta della Commissione apre la strada anche a ulteriori modalità di finanziamento. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️ExxonMobil ha annunciato ieri di aver rivisto al rialzo i propri piani al 2030: la società prevede maggiori utili e flussi di cassa, pur mantenendo invariato il livello di spesa in capitale rispetto al piano precedente. Le maggiori prospettive di utili e flussi di cassa del piano riflettono maggiori contributi da parte di asset avvantaggiati, un mix aziendale più redditizio e costi operativi inferiori; il tutto guidato dall’esclusivo insieme di vantaggi competitivi duraturi dell’azienda e dalla sua trasformazione pluriennale di successo. Al contempo Exxon ha deciso di ridurre del 33% gli investimenti in progetti “low Carbon”, abbandonando anche grandi progetti, come un impianto a idrogeno. ▪️In calo i prezzi medi settimanali dei carburanti liquidi e del metano, stabile il Gpl. Questo l’andamento delle medie settimanali dei prezzi praticati alla pompa: benzina self service a 1,721 euro/litro (-8 millesimi, valori arrotondati), servito a 1,862 euro/litro (-7). Diesel rispettivamente a 1,690 euro/litro (-14) e 1,830 euro/litro (-14). Gpl servito a 0,689 euro/litro (invariato), metano a 1,397 euro/kg (-3).In netto calo lo “sconto” pompe bianche: sulla benzina siamo a 1,8 centesimi sul self e a 12,6 cent sul servito; sul gasolio rispettivamente a 1,6 e 12,4.In lieve calo il sovrapprezzo per chi fa il pieno in autostrada rispetto alla rete ordinaria: 9,7 cent/litro per la benzina self e 9,5 per il gasolio self, 21,8 per la benzina servito e 22,2 per il gasolio servito.Andamento contrastato per i margini lordi: in calo sulla benzina a 21,9 cent/litro (-1,5 cent, media 12 mesi a 22,1 cent), ancora in forte rialzo sul gasolio e vicino ai massimi dell’anno a 23,9 cent (+1,6, media dei 12 mesi a 20 cent). ▪️Il gestore di asset Eos Investment Management Group ha annunciato il lancio di Lexham Power, nuova società Ipp (Independent Power Producer) con base in Italia. La piattaforma, si legge in una nota, nasce con più di un GW di progetti in portafoglio e oltre 500 MW di impianti agrivoltaici già autorizzati. Lexham Power è promossa e interamente controllata da Eos ReNew Infrastructure Fund II, fondo di infrastrutture sostenibili gestito da Eos IM. Lexham Power sviluppa, costruisce e gestisce internamente progetti solari, agrivoltaici e sistemi di accumulo. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
