| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️”In ogni zona del Paese si stanno moltiplicando i ricorsi al giudice da parte di nostri colleghi, ormai stremati ed esausti, non solo e non tanto dal lavoro quotidiano sempre più spesso precario e mal retribuito, quanto dal clima di sopruso e prepotenza ormai intollerabile”. Con queste parole le associazioni dei gestori Faib, Fegica e Figisc hanno inviato oggi ai propri iscritti un documento che illustra e commenta la sentenza del tribunale di Torino che ha accolto il ricorso di un benzinaio contro il passaggio da un contratto di comodato a un contratto di appalto (v. Staffetta 04/02).Le associazioni sottolineano che “questa sentenza costituisce uno strumento formidabile nelle mani di ciascuno di voi e della categoria nel suo complesso. Dei gestori, per potere difendersi dalle pressioni su di essi esercitate per costringerli ad accettare la trasformazione della natura contrattuale del loro rapporto. Degli appaltisti, perché siano consapevoli delle caratteristiche che configurano la natura illegittima, ora conclamata dal giudice, del contratto a cui sono stati sottoposti: natura illegittima che può essere fatta valere di fronte al giudice in ogni momento, da qui in avanti, persino dopo la conclusione del contratto”.Sentenze come quella di Torino, concludono le tre sigle, “sono esse stesse strumento politico che, oltre a dare giustizia (e restituire dignità) al singolo, verranno utilizzate sul piano collettivo per convincere le nostre controparti, a cominciare da quelle che al momento si mostrano più cieche ed efferate, a rientrare nei confini delle regole e della buona fede, per poter ricostruire un rapporto leale e collaborativo”. ▪️Martedì alle 9, e poi alle 14 e alle 20, la commissione Affari costituzionali del Senato prosegue l’esame del DL Milleproroghe. Alle 10, e poi alle 13, la commissione Affari esteri della Camera svolge audizioni sullo schema di programmazione 2024-2026 della politica di cooperazione allo sviluppo. Alle 11 l’assemblea della Camera svolge interpellanze e interrogazioni. Alle 12 le commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera ascoltano Arera sui lavoratori dei call center. Alle 14 la commissione Industria del Senato svolge audizioni sul DL Ilva. Alle 15:15 riprende l’esame del DL. Alle 14:30 la commissione Politiche UE del Senato esamina il Ddl delega UE. Alle 16:30 l’assemblea del Senato ha in programma l’esame del DL Milleproroghe, nonché le mozioni sul caro energia e sull’idroelettrico. Al termine delle votazioni pomeridiane in assemblea, le commissioni Bilancio e Ambiente della Camera riprendono l’esame, con votazioni, del DL Emergenze.Mercoledì alle 8:30 la commissione Affari esteri della Camera ascolta il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli sullo schema di programmazione 2024-2026 della politica di cooperazione allo sviluppo. Alle 9, e poi alle 14, la commissione Affari costituzionali del Senato prosegue l’esame del DL Milleproroghe. Alle 13:45 la commissione Ambiente della Camera svolge interrogazioni su questioni di competenza Mase. Alle 14:30 le commissioni Bilancio e Ambiente della Camera esaminano, con votazioni, il DL Emergenze. Alle 15 l’assemblea della Camera svolge le interrogazioni a risposta immediata. Sempre alle 15, la commissione Finanze della Camera svolge interrogazioni su questioni di competenza Mef. Alle 15:10 la commissione Attività produttive della Camera svolge interrogazioni su questioni di competenza Mimit. Alle 15:40 la commissione Attività produttive della Camera discute la risoluzione M5S per la modifica dei bandi Pnrr sulle comunità energetiche Giovedì l’assemblea del Senato svolge gli atti di sindacato ispettivo e, alle 15, le interrogazioni a risposta immediata. Alle 8:30 la commissione Affari esteri della Camera esamina lo schema di programmazione 2024-2026 della politica di cooperazione allo sviluppo. Sono previste votazioni. Sempre alle 8:30, la commissione parlamentare Ecomafie ascolta il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto sulla Terra dei fuochi. Alle 13:30 la commissione ascolta, sul medesimo argomento, il vicepresidente della Campania con delega all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola. Alle 13:30 le commissioni Bilancio e Ambiente della Camera esaminano, con votazioni, il DL Emergenze.Venerdì alle 9:30 l’assemblea della Camera ha in calendario l’esame del DL Emergenze. ▪️Dalle incertezze sul rigassificatore di Piombino, al no all’inceneritore di Roma, passando dal giudizio di Giorgia Meloni su Matteo Salvini in merito al dossier accise, fino all’ammissione del viceministro Edmondo Cirielli sull’atteggiamento che è meglio che tenga la premier sull’energia nucleare: il tema è “complesso sul piano tecnico e ostico sul piano politico”, e se Meloni dovrà rispondere a una domanda diretta dovrà cavarsela “con una supercazzola”. Sono i principali spunti “energetici” che emergono dalle conversazioni whatsapp tra i parlamentari di Fratelli d’Italia contenute nel libro del giornalista del Fatto Quotidiano, Giacomo Salvini, “Fratelli di chat”, pubblicato lo scorso 7 febbraio. Un intero capitolo del volume è dedicato alla questione energetico-ambientale: “L’altro voltafaccia: conservare l’ambiente (per inquinarlo)”.Nel libro trova spazio anche l’intervista al vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ottenuta dalla Staffetta Quotidiana (Nucleare, Rampelli (FdI): “in Italia non si farà mai più”) e che, si scopre, ha creato un caso politico nell’apparentemente compatta falange meloniana. Andiamo con ordine.Le trivelleIl libro raccoglie tre chat dei gruppi parlamentari dal 2018 al 2024, due della passata legislatura, e l’ultima di quella in corso, con un range da 65 a 150 partecipanti. Nel capitolo in questione il primo tema affrontato è quello delle trivelle. Mentre l’esecutivo ha cercato di riavviare la produzione di metano italiano, il ministro Francesco Lollobrigida, nel 2019, scriveva: “Sulle trivelle, al di là degli intimi convincimenti, votandosi in Abruzzo e Basilicata eviterei di uscire a favore degli impianti”. Anche Meloni, si legge, “si dice d’accordo”.Si passa poi al termovalorizzatore di Roma. Sul punto interviene il laziale Rampelli il 16 maggio 2022: “La nostra storica posizione NON è a favore”. Il responsabile organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, e il presidente della commissione Finanze, Marco Osnato, non sono d’accordo. Quando si parla del rigassificatore di Piombino, sono i toscani a mostrarsi tra i meno entusiasti. Il capogruppo al Senato, Lucio Malan, il 3 agosto 2022, lancia il dibattito: “Scusate! Calenda e i suoi attaccano continuamente sul rigassificatore di Piombino. Qual è la nostra posizione?”. Il deputato Patrizio La Pietra (pistoiese) dice che il sindaco di Fdi, contrario, “sta facendo il suo lavoro”, nonostante il partito sia per il sì. Della stessa posizione Riccardo Zucconi, oggi responsabile energia alla Camera. A quel punto interviene Meloni: “Io penso che sia necessario ottenere le compensazioni ma attenzione a dire che non si può mettere perché non sono certa che esistano alternative reali”. E poi: “Prudenza”. A quel punto arriva l’opinione del presidente dell’Abruzzo, Marco Marsilio: “Alcune soluzioni vanno fatte ma non annunciate”. Il problema si presenta anche a Ravenna – dove il rigassificatore sarà avviato e a breve – e qui arriva puntuale Galeazzo Bignami, deputato dell’Emilia Romagna e oggi capogruppo: “Anche a Ravenna iniziano a esserci scricchiolii”. Il ministro Adolfo Urso è l’unico a non avere tentennamenti: “I rigassificatori vanno fatti assolutamente”, con un’aggiunta: “Poi si potrebbe attivare Gioia Tauro”. A breve il partito sarà messo alla prova con la mozione della Lega che chiede di andare avanti sul progetto (v. Staffetta 05/02).Donzelli, toscano, che era per l’inceneritore in Lazio, nella propria regione ha più dubbi: “Non esistono alternative a Piombino?”. E la posizione ufficiale di Meloni rispecchierà tutte le incertezze interne: i rigassificatori “vanno fatti, ma non per forza a Piombino”. Fazzolari ammette in chat: “Non è facile avere una posizione definitiva”.Le acciseIl direttore del Fatto, Marco Travaglio, nell’introduzione, commenta: “Le discussioni sulle posizioni da prendere e da evitare sono frequenti e veraci, specie quando si tratta di ingranare la retromarcia da posizioni che si consideravano consolidate e indiscutibili”, e i primi esempi sono proprio quelli del settore energetico: “dal No alle trivelle, agli inceneritori, dal nucleare, ai rigassificatori”. A questi si aggiungerà presto il tema delle accise, visto che il ministero dell’Economia retto da Giorgetti ha stabilito di aumentare l’aliquota sul gasolio. Nel 2018 Meloni, quando si parlò di una proroga dell’addizionale regionale sulla benzina per la ricostruzione del ponte Morandi da autorizzare in Parlamento (a maggioranza gialloverde, con FdI all’opposizione) (v. Staffetta 30/10/18), ebbe gioco facile a prendersela con il leader della Lega: “Comunque sulla cosa delle accise Salvini dovrebbe andare a nascondersi”. Un cauto Lollobrigida avvertiva i suoi 7 anni fa: “Sulle accise in Liguria per cortesia nessuno esca né a favore né contro”. È di appena un anno dopo, del 2019, il video della premier alla pompa di benzina, in cui definisce il tributo “una vergogna”, proponendone l’eliminazione. Un capitolo che va a riaprirsi, non senza imbarazzi (v. Staffetta 24/01). ▪️Ancora attesa per le votazioni sul decreto Milleproroghe in commissione Affari Costituzionali al Senato. Lo scontro è stato anche interno alla maggioranza con la rottamazione quater e la presentazione di un emendamento dei relatori e la richiesta informale alla Lega di ritirare l’unico emendamento a tema presentato dal partito di Matteo Salvini.Arriva intanto dai relatori un emendamento (11.1000) che proroga di un anno, per tutto il 2025, la possibilità di contabilizzazione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa prodotti a partire da olio di palma, Pfad e fasci di frutti di palma vuoti ai fini del raggiungimento degli obiettivi dettati dalla direttiva.Tornando allo scontro politico, nel pomeriggio, per cercare di avviare comunque i lavori, il ministro Luca Ciriani, il presidente delle commissione, Alberto Balboni, e i relatori hanno avviato una riunione con le opposizioni, ma Andrea Giorgis, del Pd, uscendo dalla riunione, ha spiegato: “Non ci sono le condizioni per cominciare. Abbiamo proposto un emendamento sulla Web tax, un emendamento che porta risorse, e invece non hanno voluto ascoltarci, e si arriva oggi con un emendamento senza relazione tecnica, senza bollinatura, con un nuovo concordato fiscale: abbiamo chiesto qual è la platea. Inoltre, più di cento emendamenti sono senza parere”.Daniele Manca, sempre del Pd, aggiunge: “Il tema è il fisco, se non lo tolgono dal tavolo non si può discutere. I relatori tra di loro non si capisce se sono o no d’accordo. Il governo ha la delega fiscale e potrebbe intervenire con un provvedimento ad hoc. In ogni caso resta il messaggio devastante. Noi invece avevamo proposto la web tax, una misura con cui sicuramente abbiamo a favore i piccoli ma non i grandi. Con questo governo facciamo la proroga delle concessioni dell’Enel – una cosa fatta male perché non negozia gli investimenti – e non chiediamo niente sul fronte web”. L’emendamento su cui spinge il Pd è il 3.143 testo 2. Tino Magni, Avs, ha annunciato: “Ci riuniremo domani alle 12. Abbiamo chiesto di ritirare l’emendamento, per quanto mi riguarda è necessario”. ▪️Definire soluzioni strategiche e condivise per rendere il Polo industriale di Siracusa un modello di riconversione sostenibile a partire dai settori della raffinazione, dell’energia e della petrolchimica.Questo, scrive il Mimit in una nota, l’obiettivo della riunione convocata dal ministro Adolfo Urso e svoltasi venerdì a Palazzo Piacentini con le aziende della zona industriale siciliana.Presenti all’incontro Confindustria, Confindustria Siracusa, Unem, Sonatrach, Isab, Versalis, B2G Sicily, Sasol Italy, Air Liquide Italia, Buzzi e The European House – Ambrosetti che ha presentato “uno studio strategico sulla necessità di un approccio integrato per la trasformazione industriale dell’area”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Le tre principali istituzioni europee parleranno per lo più di difesa ed esteri. La Commissione europea parteciperà in numero alla Munich Security Conference. La vicepresidente della Commissione Teresa Ribera parlerà a Monaco di Baviera anche diclean tech. Unico altro appuntamento sull’energia dell’esecutivo europeo quello di oggi tra il commissario all’Industria Stéphane Séjourné e Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aia) (Link).In generale, i commissari europei passeranno molto tempo in Germania, Francia e Polonia. Da segnalare comunque l’incontro di oggi a Roma sui Balcani occidentali, a cui parteciperà anche l’alta rappresentante agli Affari esteri Kaja Kallas (Link).Probabile anche la presentazione da parte dell’esecutivo del suo piano di lavoro per il 2025. La Commissione ha organizzato due appuntamenti per esperti sull’energia: un seminario giovedì sulla rendicontazione ambientale (Link) e un webinar, sempre giovedì, sulla legislazione secondaria del Net-Zero (Link).Il Parlamento europeo parlerà di Russia, Stati Uniti, Medio Oriente e accordo UE-Mercosur (Link). Unici momenti di discussioni sull’energia e sul clima, i primi due dibattiti nel pomeriggio di mercoledì: quello sulla “necessità di un sostegno mirato alle regioni dell’UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina”, a seguire quello sul ritiro degli Stati Uniti dagli accordi di Parigi e (Link). Il Consiglio non ha in programma incontri ufficiali dei ministri europei (Link). La presidenza polacca ha però organizzato a Varsavia un incontro informale oggi e domani sulle politiche per lo sviluppo e l’assistenza umanitaria (Link).Da ricordare poi che, mercoledì, sono in programma il Coreper I (Link) e il Coreper II (Link). Il presidente del Consiglio incontra, tra gli altri, il primo ministro canadese Justin Trudeau. All’incontro di mercoledì parteciperà anche la presidente della Commissione Ursula von der Leyen (Link). ▪️Sabato le reti elettriche di Estonia, Lettonia e Lituania si sono desincronizzate dall’area di frequenza di Russia e Bielorussia e domenica le reti si sono sincronizzate con la rete elettrica europea. I Paesi Baltici – annuncia una nota della Commissione UE – sono ora completamente indipendenti dai sistemi elettrici russo e bielorusso e sono integrate, con successo, nel mercato energetico dell’Unione mediante un collegamento con la Polonia. Il progetto per sincronizzare le reti dei Paesi Baltici è partito 15 anni fa. Il progetto è stato finanziato con 1,23 miliardi di euro di fondi europei Cef, che hanno coperto il 75% dei costi, a cui si sommano gli investimenti nel rafforzamento delle reti inclusi nei Piani di ripresa di Lettonia e Lituania. La sincronizzazione è stata completata con 10 mesi d’anticipo rispetto al programma. L’integrazione tra la rete elettrica europea e quella dei Paesi Baltici proseguirà con altri progetti nei prossimi anni, tra cui l’interconnector Harmony Link da 700 MW che, entro il 2030, collegherà la Lituania con la Polonia. La sincronizzazione con la rete UE è stata festeggiata in un “Energy Independence Day”, a cui hanno partecipato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e i commissari europei Dan Jorgensen e Andrius Kubilius. ▪️Su Petrostrategies di questa settimana si fa il punto sulla strategia geopolitica di Trump nel settore oil&gas. Nell’articolo di apertura, intitolato “I difficili calcoli di Trump: petrolio, geopolitica ed economia mondiale”, si legge una ricostruzione degli obiettivi del presidente degli Usa. “Il signor Trump considera il petrolio un prodotto strategico sotto ogni aspetto, e ha espresso il suo pensiero sull’argomento in diversi modi – si legge – Lui vuole vedere un aumento dell’offerta mondiale di petrolio, un aumento della produzione statunitense, affinché i prezzi del petrolio rimangano sufficientemente bassi da scongiurare l’inflazione negli Stati Uniti, mantenendo così felici i suoi cittadini amanti dell’automobile. Per questo Trump sta “progettando di intensificare le sanzioni (almeno temporaneamente) contro i paesi non alleati, Stati sui quali intende esercitare pressioni. Questi includono Russia, Iran e Venezuela. Inoltre, vuole usare i dazi come arma costringere i suoi partner commerciali ad acquistare più prodotti americani (in particolare Gnl per Europa e Asia). Infine, Trump sta cercando di rafforzare la domanda di petrolio statunitense e mondiale permettendo di trovare petrolio in abbondanza e sbocchi sufficienti. Senza un’economia globale dinamica, le sue ambizioni non saranno mai realizzate. Il signor Trump ha il suo bel da fare, ma vale la pena sottolineare che tutti i suoi obiettivi dichiarati non sono necessariamente compatibili tra loro”. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️La francese TotalEnergies Lubrifiants e la tedesca Mayer & Cie hanno stretto un accordo per la vendita di lubrificanti attraverso una gamma di prodotti co brandizzati Tixo Stainless. E quanto annuncia un comunicato congiunto. TotalEnergies Lubrificants è uno dei principali fornitori mondiali di oli per macchine da maglieria. La sua gamma di prodotti Tixo è appositamente progettata per soddisfare i requisiti di queste macchine per la lubrificazione di aghi, letti d’ago, platine e camme di maglieria. Inoltre, è compatibile con tutti i tipi di filati. Gli oli per maglieria Tixo sono stati sviluppati per garantire la massima lavabilità a basse, medie e alte temperature di lavaggio, senza compromettere le prestazioni meccaniche. ▪️Dvp Solar, società internazionale specializzata nello sviluppo di progetti agrivoltaici e sistemi di accumulo di energia a batteria (Bess) in Europa e America Latina, ha incrementato nel 2024 il proprio portafoglio in Italia del 45%. La capacità dei progetti in gestione, in fase di sviluppo, è passata da 1 GW alla fine del 2023 a 1,45 GW attuali. Inoltre, si legge in una nota, sempre nel 2024 la società ha consolidato una posizione primaria in Italia per numero di progetti presentati per autorizzazione. Nel 2024 Dvp Solar ha presentato 11 richieste di autorizzazione amministrativa, per un totale di 370 MWp di progetti agrivoltaici e 150 MW di Bess. Già nel 2023 Dvp Solar si era affermata come lo sviluppatore italiano con il maggior numero di progetti presentati alle autorità competenti, secondo la classifica stilata da Elemens. ▪️Secondo leggero rialzo consecutivo per le quotazioni dei prodotti raffinati, mentre continuano a scendere i prezzi praticati alla pompa, con l’eccezione del Gpl e del metano auto.Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 e Tamoil hanno ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per IP registriamo un ribasso di due centesimi sul gasolio.Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1,822 euro/litro (-2 millesimi, compagnie 1,828, pompe bianche 1,809), diesel self service a 1,728 euro/litro (-3, compagnie 1,734, pompe bianche 1,716). Benzina servito a 1,962 euro/litro (-2, compagnie 2,007, pompe bianche 1,877), diesel servito a 1,869 euro/litro (-2, compagnie 1,912, pompe bianche 1,784). Gpl servito a 0,740 euro/litro (+1, compagnie 0,749, pompe bianche 0,730), metano servito a 1,511 euro/kg (+6, compagnie 1,505, pompe bianche 1,515), Gnl 1,499 euro/kg (+8, compagnie 1,501 euro/kg, pompe bianche 1,497 euro/kg).Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,920 euro/litro (servito 2,182), gasolio self service 1,843 euro/litro (servito 2,109), Gpl 0,870 euro/litro, metano 1,530 euro/kg, Gnl 1,629 euro/kg.Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di venerdì: benzina a 547 euro per mille litri (+3 valore arrotondato), diesel a 583 euro per mille litri (+5 valore arrotondato).Questi i valori comprensivi di accisa: benzina a 1275,71 euro per mille litri, diesel a 1200,64 euro per mille litri. ▪️Prosegue la corsa del prezzo del gas al Ttf, dopo che nel fine settimana il tasso di riempimento degli stoccaggi europei è sceso sotto il 50%. Dopo aver chiuso la scorsa settimana a un passo da 57 €/MWh, il contratto di marzo al Ttf ha aperto stamani su Ice poco sotto 58 euro, oscillando poi per tutto il giorno al di sopra di questa soglia. A ridosso della chiusura delle contrattazioni era a 58,2 dopo aver toccato 58,6 nella mattinata. Anche l’IG Index Gme tocca nuovi record da metà 2023, chiudendo per domani a 61,14 €/MWh da 57,46 della rilevazione per oggi. |
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