Policy Focus – 11 gennaio

ITALIA 
🌐 Dopo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ora anche l’Antitrust ha chiesto uno scambio alla Guardia di Finanza sull’aumento dei prezzi dei carburanti. In una nota si legge che il presidente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, Roberto Rustichelli, “ha scritto al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, chiedendo la collaborazione del Corpo al fine di acquisire la documentazione inerente ai recenti controlli effettuati sui prezzi dei carburanti, con particolare riferimento alle violazioni accertate”. 
A fine anno il vertice dell’Antitrust ha deliberato una nuova struttura organizzativa, operativa dal 1° gennaio 2023, un assetto organizzativo completamente nuovo basato su nove dipartimenti, di cui due propriamente antitrust, e 25 direzioni.
A dirigere la relativa direzione nell’ambito del dipartimento Concorrenza (guidato da Laura Grenga) arriva Elisabetta Freni, che prende il posto di Alessandro Noce. La direzione trasporti, energia e ambiente del dipartimento Tutela del Consumatore passa invece da Iacopo Berti (che diventa responsabile del dipartimento) a Rosella Creatini.
Elisabetta Freni (in Agcm dal 1997) dal dicembre 2021 al 31 dicembre 2022 ha ricoperto il ruolo di Esperta nell’ambito della struttura di missione “Unità per la razionalizzazione e il miglioramento della regolazione” istituita presso la Presidenza del Consiglio. Dal 1° giugno 2021 al 31 dicembre 2022 è stata responsabile della direzione per gli Affari Giuridici e il Contenzioso.
Rosella Creatini (anch’essa dal 1997 in Antitrust), fino al 5 dicembre era responsabile area coordinamento della direzione Comunicazioni, finanza, assicurazioni, posta e immobiliare nell’ambito della DG Tutela del consumatore.
I settori di competenza delle due DG sono: trasporti e infrastrutture dei trasporti, logistica e magazzinaggio, noleggio dei mezzi di trasporto; industria estrattiva, minerali non metalliferi, industria petrolifera; energia elettrica e gas; acqua; riciclaggio e smaltimento dei rifiuti.
🌐 Il 29 dicembre il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato l’aggiornamento alla scheda “A che punto siamo”, relativa all’avanzamento degli interventi previsti dal Piano di ripresa e di propria competenza. La scheda contiene anche il riepilogo degli obiettivi per il primo e il secondo trimestre del 2023 e lo stato di avanzamento sulle riforme e gli investimenti di competenza. 
Nel secondo trimestre, il ministero deve aggiudicare gli appalti pubblici per la realizzazione di 2.500 colonnine di ricarica rapida in autostrade e di altre 4.000 in zone urbane. Il decreto ministeriale che definisce gli incentivi, che valgono 0,74 mld di euro, è “in corso di adozione”.
🌐 Le polemiche sui prezzi dei carburanti hanno raggiunto un nuovo picco. Poco dopo le 20 dell’altro ieri Palazzo Chigi ha diramato una nota in cui parla di “speculazioni in atto” sui prezzi dei carburanti e annuncia un incontro della premier Meloni con il ministro Giorgetti e il comandante generale della Guardia di Finanza Zafarana.“Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti – si legge nel comunicato – incontreranno a Palazzo Chigi il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. Giuseppe Zafarana, per fare il punto e valutare ogni possibile ulteriore azione di contrasto alle speculazioni in atto sui prezzi dei carburanti”.
🌐 Da marzo 2022, riferisce la nota, la GdF ha “implementato il sistema di vigilanza degli impianti di distribuzione stradale di carburante e dei depositi commerciali”. Le Fiamme Gialle hanno eseguito 5.187 interventi rilevando 2.809 violazioni. Di queste, 717 riguardavano la mancata esposizione o la difformità dei prezzi praticati, e 2.092 l’omessa comunicazione dei prezzi al ministero dello Sviluppo economico. Con il ritorno dell’accisa piena, a fine anno “il ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato incarico al corpo di intensificare i controlli in tema di prezzi carburante, avendo particolare riguardo alla rete di distribuzione autostradale e a contesti territoriali sensibili”. 
EUROPA 
🇪🇺 Da una parte l’Europa che cerca di liberarsi dal gas russo, dall’altra la Cina che vuole passare dal carbone al gas meno inquinante, e in mezzo il Qatar che espande i suoi giacimenti e gli Stati Uniti che costruiscono nuovi impianti di liquefazione: per tutte queste ragioni, il 2022 ha segnato un record di vendite di nuove navi per il trasporto di Gnl in tutto il mondo. Secondo i dati Refinitiv pubblicati dal Financial Times, infatti, l’anno scorso sono state vendute 163 metaniere, più del doppio del 2021 e il dato più alto della serie storica. 
Ad aprile erano in attività 641 metaniere in tutto il mondo, con le navi varate in Corea del Sud che rappresentavano il 70% del totale. L’articolo del quotidiano economico britannico sottolinea che i produttori sudcoreani hanno ricevuto 105 nuovi ordini nel 2022, esaurendo la capacità produttiva per i prossimi tre anni. Così, si fanno avanti gli armatori cinesi, che sono già passati da 11 contratti per nuove navi nel 2021 a 57 nel 2022, e che producono navi leggermente un po’ costose rispetto a quelle dei competitor sudcoreani.
🇪🇺 La più grande economia dell’Ue ha resistito a lungo alla proposta di tetto massimo del prezzo del gas europea, spinto con insistenza da una coalizione di 15 paesi europei. La Germania, che l’anno scorso ha perso le sue forniture di gas russo a buon mercato in seguito alla guerra in Ucraina, temeva che la proposta dell’Ue avrebbe limitato la capacità delle compagnie tedesche di trovare forniture alternative sul mercato globale del gas.
Invece, Berlino voleva che l’Unione Europea finanziasse l’esplorazione di “nuovi giacimenti di gas” all’estero e accelerasse la diffusione delle energie rinnovabili. Con il finanziamento di nuovi progetti sul gas che si è rivelato un fallimento, il cancelliere Olaf Scholz alla fine ha ceduto alle pressioni sul tetto massimo del prezzo del gas europeo. Ma ha anche ottenuto alcune concessioni in cambio. 
Quando i 27 ministri dell’energia hanno concordato il prezzo massimo al Consiglio Energia di dicembre, hanno anche dato il via libera a una proposta della Commissione europea per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili. E su richiesta della Germania, anche le reti elettriche sono state incluse nelle norme rivedute sui permessi di emergenza dell’Ue, secondo quanto rivela Euractiv.
🇪🇺 Poco prima della pausa per il periodo festivo è stato raggiunto il tanto agognato traguardo relativamente alle nuove definizioni della riforma Ets: le emissioni nei settori sottoposti al meccanismo dovranno essere tagliate del 62% entro il 2030 rispetto al 2005. Per ottenere questo risultato vi sarà una riduzione del cap delle emissioni pari a 90 milioni di tonnellate nel 2024 e a 27 milioni nel 2026, congiuntamente a un tasso di riduzione annuale delle allocazioni gratuite pari al 4,3% nel periodo 2024-2027 e del 4,4% per il 2028-2030.
Un meccanismo di Ets II sarà istituito per i settori del trasporto su strada e gli edifici a partire dal 2027, un anno dopo rispetto a quanto proposto dalla Commissione e, qualora i prezzi energetici dovessero mantenersi eccezionalmente alti, l’avvio dell’Ets II potrebbe essere posticipato al 2028. Un ulteriore meccanismo di protezione stabilisce che, se il prezzo del permesso nell’Ets II salisse sopra i 45 €, saranno rilasciati 20 milioni di permessi aggiuntivi.
Giro di boa per quanto riguarda la presidenza del Consiglio Europeo, che dal 1° gennaio scorso è passata alla Svezia. Le quattro priorità fissate dal Paese sono sicurezza, competitività, transizione energetica e valori democratici. Alcuni esperti prevedono che il Governo di estrema destra potrà influenzare la presidenza Ue su diversi temi, compresa la policy climatica.
MERCATI
📈 Tutti in calo i “prezzi Italia nella prima rilevazione del 2023, tranne il fluido in leggero aumento. Con le accise tornate ai livelli del marzo scorso prima degli sconti varate dal governo Draghi. Con la differenza in più del diesel sulla benzina scesa a 157 euro per mille litri, in calo di 6,26 euro. È quanto emerge dalla rilevazione del 9 gennaio da parte del ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase ex Mite), confrontata con quella del 31 dicembre 2022
📈 Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio hanno ricominciato a salire, dopo il tonfo di inizio anno, ma la stabilità del mercato è ancora lontana. Il Brent è risalito poco al di sotto di quota 80, il Wti poco sotto i 75, mentre proprio oggi Goldman Sachs ha diffuso un rapporto secondo cui il Brent risalirà sopra quota 100 entro la fine dell’anno a causa di una domanda cinese più forte del previsto. In particolare, la casa d’affari si aspetta che, passata l’ondata di Covid in Cina, la domanda di petrolio torni fortissima, come del resto conferma il fatto che Pechino abbia assegnato ampie quote d’importazione di greggio alle raffinerie private nei giorni scorsi. Secondo Goldman Sachs, quanto salirà il prezzo del petrolio dipenderà, alla fine, dalla decisione dell’OpecPlus, che potrebbe in giugno aumentare la produzione o lasciarla invariata. Se la lascerà invariata, il prezzo del Brent potrebbe salire anche molto al di sopra dei 100 dollari al barile.
📈 “Dato il difficile contesto macroeconomico evidenziamo un ribasso di 15-25 dollari al barile nelle nostre previsioni se il crollo dell’attività manifatturiera globale dovesse peggiorare in modo simile al 2008-2009” e ciò “implicherebbe un ribasso di 1-2 milioni di barili al giorno per il nostro stime della domanda”. È quanto si legge in una nota di Barclays che vedrebbe, dunque, un taglio rispetto alle attuali previsioni sul prezzo del Brent a 98 dollari al barile per il 2023.”Le tendenze cicliche della domanda di petrolio puntano a sud, ma le tendenze strutturali dal lato dell’offerta – il rallentamento della crescita della produzione statunitense, un’OPEC+ proattiva e l’effetto delle sanzioni sulle forniture russe – hanno mantenuto i prezzi sostenuti significativamente al di sopra dei livelli pre-COVID-19″, ha detto la banca.La banca stima un calo di 700.000 barili al giorno dal quarto al quarto trimestre della produzione di liquidi della Russia nel 2023.Barclays ha anche osservato che mentre la riapertura della Cina ha avuto un “inizio scoppiettante”, non ha scontato il potenziale aumento della domanda da parte del paese dato il “massiccio cambiamento nella funzione di risposta Covid-19 di recente” e ha previsto che la domanda di petrolio cinese aumenterà di 1,1 milioni di barili al giorno nel 2023.

📈 Una buona notizia, quella arrivata l’altroieri nel tardo pomeriggio, alle 17:31, dell’accordo per l’acquisizione entro la fine di marzo della Isab “uno dei più grandi siti industriali d’Europa” che combina impianti di raffinazione, gassificazione e cogenerazione di energia elettrica e che oggi conta su tre siti produttivi interconnessi, ubicati a Priolo Gargallo in Sicilia.
📈 “Se i prezzi dell’elettricità (PUN) dovessero rimanere ai livelli attuali fino a fine gennaio, imprese e aggregatori che hanno aderito all’Energy Release si troverebbero nella condizione di dover trasferire liquidità al GSE invece di riceverla. Insomma, siamo di fronte a un vero e proprio paradosso che rende la situazione delle imprese ancora più difficile a fronte della necessità di essere competitive anche sul piano internazionale. È necessario pertanto abbassare il tetto della tariffa fissato a 210 euro per MWh per l’acquisto di energia a prezzo calmierato, visto che la scorsa settimana il prezzo medio dell’energia è stato pari a 180,35 megawattora e nella giornata di ieri si era attestato a 157,64. Solo in questo modo si verrebbe incontro alle esigenze delle aziende che da mesi sono alle prese con rincari energetici folli che ne stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.