Policy focus – 12 dicembre 2024

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato oggi il decreto direttoriale “Approvazione delle Regole operative del DM 19 giugno 2024”, ovvero le regole operative del decreto Fer2 (v. Staffetta 30/10).

▪️Un documento sugli energivori da presentare a giorni in Europa; un piano automotive la prossima settimana; modifiche a Transizione 5.0 per “allargare le maglie” e la promessa di decisioni sull’energia nucleare che per garantire indipendenza e prezzi bassi “è l’unica fonte energetica possibile accanto all’energia rinnovabile”. Questi gli annunci del ministro delle Imprese Adolfo Urso che oggi ha presentato alle commissioni Attività e Industria di Camera e Senato (con invito esteso alle commissioni Bilancio) il Libro verde del made in Italy 2030, testo in consultazione fino alla fine dell’anno (v. Staffetta 09/12). Il documento dovrà diventare il Libro bianco del made in Italy “con gli strumenti di politica nazionale” nella “prima parte del prossimo anno”.Il governo, ha spiegato Urso, vuole realizzare “lo Stato stratega” e “una politica industriale assertiva”. Il primo passo saranno gli incontri con le parti sociali: “Venerdì avrò un incontro con Confindustria e, nella stessa giornata, anche con i sindacati per cercare di coinvolgere tutti gli attori del paese”. Intanto, ha anticipato, il servizio studi e le strutture tecniche hanno già avviato “incontri bilaterali” con imprese, rettori ed esperti.Inevitabile l’argomento Stellantis, che è sfociato nell’annuncio del Piano Automotive: “Noi avremo martedì 17 dicembre il tavolo Stellantis in cui verosimilmente riusciremo, finalmente, a definire un Piano Italia assertivo che dimostri come il nostro Paese sia tornato centrale negli assetti di sviluppo industriale di Stellantis”. In mattinata aveva detto di sperare che l’a.d., John Elkann, si presenti in Parlamento il prima possibile. “Il 17 faremo i compiti a casa, vedrete che compiti”, ha aggiunto rispondendo alle domande dei parlamentari. In quell’occasione sarà presentato un documento finale: “Ci sarà la piena responsabilità sociale di Stellantis di accompagnare alcune imprese a riconvertirsi all’elettrico”, oppure nel settore dell’aerospazio e della difesa. Il documento conterrà non solo i risultati del confronto con Stellantis ma anche le intenzioni di sostegno economico al settore: “Al di là dell’intesa con Stellantis, abbiamo l’impegno di presentare le intenzioni del governo. In quella sede riusciremo a dire che l’anno prossimo ci saranno risorse pari o superiori rispetto a quelle previste dal fondo automotive”, risorse che andranno interamente “sul fronte dell’offerta” perché “sul fronte della domanda è stato dimostrato che non stimolano le imprese a produrre”. Per gli incentivi all’acquisto il governo vuole invece un piano europeo.Sul fronte costi “dobbiamo avere un approccio non ideologico e di neutralità tecnologica” a partire “dal settore di decarbonizzazione dell’auto”. Il ministro prima dell’audizione ha partecipato all’assemblea dell’Anfia e ha citato il presidente dell’associazione e il suo riferimento ai regolamenti che riguardano l’auto: “Una pila di libri che sembravano un’enciclopedia”. Per questo dovrà agire “il principio di realtà”, ha detto senza fornire ulteriori dettagli.La vita delle imprese, ha detto il ministro, riguarda anche l’energia, e Urso ha parlato sia di domanda sia di offerta. Il governo metterà in campo, come accaduto a fine novembre per l’auto, un “non paper” per gli energivori da discutere al Consiglio Competitività: “Tra pochi giorni verrà proposto un analogo documento di indirizzo, a cominciare dalla revisione necessaria delle regole del Cbam”, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. All’inizio, ha anticipato, viene detto che la transizione digitale e green va affiancata alla transizione geopolitica. Il governo è riuscito poi a ottenere “l’allargamento delle maglie” delle misure Transizione 5.0: “La Commissione ci ha autorizzato a quattro modifiche importanti e tra poco daremo i procedimenti operativi e potremo illustrarli alle imprese”, in modo da avviare la distribuzione degli incentivi.Quanto ai costi dell’energia, “l’unico differenziale competitivo su cui ci dobbiamo confrontare con Francia e Germania è il costo dell’energia, ben sapendo che da qui a qualche decennio dovremo rinunciare al gas. Quali sono le fonti che consentiranno a noi e ai nostri figli di avere un costo dell’energia competitivo? A me sembra che l’unica fonte sia l’energia nucleare di nuova generazione”. E ancora: “Chi ci dice che qualcuno non faccia saldare un gasdotto? Mi sembra che sia già successo. Chi ci dice che qualcuno non tranci cavi che trasportino dati? Quindi che gli approvvigionamenti non si interrompano? Dobbiamo garantire l’autonomia, questo riguarda l’energia e il resto”. Il ministro ha detto che nell’auto bisognerà raggiungere l’elettrificazione “ma se non garantiamo che le materie prime siano prodotte in Europa, passeremmo dalla dipendenza dalla Russia a un’altra” e bisogna fare in modo “che le batterie e le materie critiche siano sotto controllo”. Ha infine auspicato che il parlamento partecipi alla consultazione sul Libro verde.A proposito di autonomia dal punto di vista energetico, Urso ha citato il caso degli Stati Uniti: l’11 settembre 2001 gli Usa hanno ricevuto una spinta a diventare energicamente indipendenti, dopo l’attentato delle Torri gemelle “realizzato, non vi sfugga, da un gruppo fondamentalista islamico. E il petrolio – ha aggiunto – era localizzato nelle aree islamiche”.

▪️Continua ad aumentare il numero di progetti eolici offshore nei mari italiani: l’aggiornamento al 2024 del rapporto Legacoop Agroalimentare ne conta 84, contro i 66 del 2023 (v. Staffetta 08/03). Da qui la protesta dell’associazione dei pescatori: “la pesca italiana – si legge in una nota che accompagna la nuova edizione del rapporto – si trova alle prese con una nuova questione: l’eolico offshore che porterebbe ad una riduzione del 21,6% delle capacità operative della pesca a strascico, oltre ad impatti non trascurabili ad altri segmenti professionali quali la pesca con i palangari e con reti fisse”.

▪️Il periodo per la verifica dell’assolvimento degli obblighi di cui all’articolo 7, comma 1, del DM n. 107 del 16 marzo 2023 sull’immissione al consumo di biocarburanti è stato posticipato dal mese di gennaio al mese di febbraio del 2025 (v. Staffetta 21/10 e 12/11). E’ quanto si legge in una circolare pubblicata ieri dal Mase, che spiega che la decisione è stata presa “in considerazione delle richieste di proroga pervenute da alcune aziende al GSE ed al fine di consentire agli stessi un congruo termine per gli adempimenti necessari al rispetto degli obblighi”. Nel corso di febbraio, rimarca pertanto il ministero, non saranno consentiti scambi di Certificati di Immissione in Consumo (Cic) e le eventuali transazioni dei Cic dovranno essere registrate all’interno dell’applicativo Biocar entro e non oltre il 31 gennaio 2025. 

▪️Il direttore Energia dell’Arera Massimo Ricci ha inserito anche la cattura e lo stoccaggio della CO2 (Ccs) tra le attività del coordinamento delle attività legate ai temi della decarbonizzazione dei consumi/mobilità elettrica e allo sviluppo della filiera dell’idrogeno e dei gas rinnovabili disciplinato a maggio con la determina 2/ENERGIA/2024 (v. Staffetta 20/05), e ha affidato inoltre a Marco La Cognata, funzionario dell’unità regolazione Infrastrutture nazionali della direzione Infrastrutture di Arera, la supervisione per i temi idrogeno, gas rinnovabili e appunto Ccs, accanto a Emanuele Regalini, cui già a maggio aveva affidato la supervisione dei temi decarbonizzazione dei consumi/mobilità elettrica.

▪️Con 141 voti favorevoli, 81 contrari e 3 astenuti, ieri nel tardo pomeriggio l’assemblea della Camera ha approvato in via definitiva il disegno di conversione in legge del DL 153/2024 Ambiente. Il governo aveva posto la questione di fiducia sull’approvazione. Il DL era stato modificato in Senato (v. Staffetta 05/12).

▪️È stato ieri in Consiglio regionale del Piemonte, con 28 voti favorevoli e 16 contrari, l’aggiornamento del Piano per la qualità dell’aria (qui il testo della delibera).
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La società elettrica di stato francese Edf ha rivisto nuovamente al rialzo le sue previsioni sulla produzione nucleare per il 2024 ora attesa tra 358 e 364 TWh contro l’ultima stima annunciata in settembre di una forchetta tra 340 e 360 (v. Staffetta 03/09). Quella annunciata oggi è la seconda revisione al rialzo, in quanto già la stima di settembre si confrontava con quella di inizio anno di 315-345 TWh. La revisione, gfa sapere Edf in una nota, “si basa sull’ottima performance produttiva della flotta nucleare grazie in particolare all’ottimizzazione dei fermi macchina, nonché sulla gestione industriale dei controlli e dei cantieri delle riparazioni legate alla tensocorrosione”. Le previsioni, puntualizza, non includono la produzione del nuovo gruppo Epr a Flamanville di cui il primo parallelo era stato annunciato da Edf per la fine dell’autunno.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Bene guardare alle curve di prezzo a termine che al momento mostrano assenza di incentivi a iniettare gas in stoccaggio la prossima estate ma attenti a non creare preoccupazioni artificiali. Lo ha detto il presidente di Arera, Stefano Besseghini, all’assemblea di Proxigas su un passaggio dell’intervento introduttivo del presidente Cristian Signoretto su possibili difficoltà a ri-riempire le scorte per l’inverno 2025-26. 

▪️La recente volatilità dei prezzi del gas riflette riflette l’incertezza dello scenario geopolitico, i ritardi nei nuovi progetti di sviluppo e il forte ricorso in avvio di inverno agli stoccaggi europei, più vuoti di 10 miliardi di mc rispetto a un anno fa, oltre alla maggiore esposizione alle dinamiche del mercato globale Gnl, che porterà ancora a due anni volatili prima che l’aumento di offerta di gas liquefatto stabilizzi il quadro. E’ la lettura delle imprese del gas riunite nell’associazione Proxigas che nella sua assemblea pubblica annuale oggi a Roma ha invitato, per rendere più stabile il mercato, ad “ancorare in Europa nuovi contratti a lungo termine” e a sviluppare le risorse nazionali.

▪️Il costo di un impianto fotovoltaico utility scale nel 2023 era pari a 660mila euro al MW (Iva inclusa). I costi sono così ripartiti: 200mila euro, in media, per i moduli; 70mila euro per gli inverter; 130mila euro per il resto dei materiali; 30mila euro per i lavori di installazione; 20mila euro per i trasporti dei materiali; 20mila euro per l’autorizzazione; 130mila euro di margine sul progetto; a cui si sommano 60mila euro di Iva al 10%. I costi (Iva esclusa) dei grandi progetti fotovoltaici in Italia mostrano una costante flessione, dai 2,8 milioni del 2011 ai 620mila euro del 2020, per poi risalire ai 710mila euro del 2021.

▪️Dopo alcuni giorni di ribassi (due per la benzina e tre per gasoli e oli combustibili neri), si riaffacciano prepotentemente i rialzi sui listini tra oggi e domani. Soprattutto per benzina e gasoli. Questa mattina la benzina ha preso in un colpo solo 13 euro per mille litri, i gasoli 12, mentre il denso Btz è arretrato di 1 euro per mille chili. Dalle forchette medie rilevate dalla Staffetta nelle tre macroaree di riferimento si può ricavare, in base alle variazioni indicate, il prezzo medio Siva della benzina, che si aggira intorno ai 1301 euro per mille litri al Nord, ai 1311 al Centro e ai 1325 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 10 euro e tra Centro e Sud e Isole di 14. Il prezzo medio Siva del gasolio autotrazione è di 1223 euro al Nord, di 1228 al Centro e di 1254 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 5 euro e tra Centro e Sud e Isole di 26. Il prezzo medio Siva del risca è di 974 euro al Nord, di 981 al Centro e di 1010 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 7 euro e tra Centro e Sud e Isole di 29. Sul Cif Med del 10 dicembre, convertito in euro al cambio di 1,0527 dollari, la benzina si è attestata a 509,75 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 541,42, il gasolio 0,1 a 529,98, il denso Btz a 469,98 euro per mille chili. Domani la benzina prenderà altri 8 euro, i gasoli 5 e il denso Btz 4. Nella tabella pubblichiamo la consueta panoramica delle quotazioni Siva all’acquisto praticate ai rivenditori per pagamento a trenta giorni.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI