Policy focus – 12 maggio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Il rapporto di Ispra “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi” in cui si afferma che, con le attuali politiche e anche con l’attuazione delle misure previste dal Pniec, l’Italia non sarà in grado di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni nei settori dei trasporti, del riscaldamento e delle piccole imprese, può essere commentato con la frase in chiusura di una dimostrazione matematica: Cvd (come volevasi dimostrare).Innanzi tutto, va ricordato che nel Pniec i consumi di energia al 2030 rimangono superiori agli obiettivi europei; sia di quella primaria (123 invece di 111 Mtep) che di quella finale (102 invece 93 Mtep). Per entrambi gli obiettivi il divario è infatti rilevante.Per quanto concerne il contributo del riscaldamento, secondo il rapporto 2024 dell’Enea sul parco immobiliare nazionale, In Italia vi sono 12,4 milioni di edifici residenziali, di cui oltre il 60% è stato costruito prima del 1976, anno di entrata in vigore della prima legge sul risparmio energetico. Ebbene, malgrado questi dati per nulla rassicuranti, il governo italiano ha deciso di non anticipare il recepimento della direttiva sulle case green (direttiva Epbd sull’efficientamento energetico degli edifici) rispetto alla scadenza ultima del 2026. Scelta accompagnata da una dichiarazione dell’ineffabile Salvini che ha criticato gli obblighi green e le possibili “patrimoniali nascoste” legate all’implementazione della direttiva, perché “la casa è un patrimonio economico, sociale e culturale degli italiani da difendere”.Non stupisce infine che, secondo Ispra, il settore dei trasporti sia quello “altamente problematico”, con le emissioni e i veicoli in circolazione in continuo aumento, cioè in controtendenza rispetto agli altri settori, dove, se pur in misura insufficiente, i gas serra diminuiscono. Infatti, nel Pniec “il contributo delle auto elettriche (è) fermo a quasi 6,5 milioni di veicoli al 2030 di cui circa 4,3 milioni di veicoli elettrici puri (Bev). A colmare il gap, more solito ci penseranno magicamente i biocarburanti” (v. Staffetta 05/07/24).

▪️In Italia, se volessimo far funzionare tutta la rete elettrica alimentandola con sole energie rinnovabili, tenuto conto del contributo rinnovabile dato dagli impianti idroelettrici, geotermici, a biomasse, fotovoltaici ed eolici già esistenti, dovremmo installare almeno 220 milioni di kW di picco di nuovi impianti fotovoltaici (nell’ipotesi semplificativa, che non toglie generalità alle considerazioni seguenti, di non aumentare gli impianti eolici).Anche ipotizzando che alcune centinaia di chilometri quadrati di tetti e adiacenze di infrastrutture (ferrovie, autostrade, aeroporti, parcheggi…) possano essere adibiti a generazione fotovoltaica, ci troviamo di fronte alla necessità di asservire a impianti fotovoltaici almeno 2.500 kmq, meno dell’1% della superficie nazionale. Percentuale bassa, ma non trascurabile: quasi un kmq di impianti fotovoltaici ogni 100 kmq si vede, eccome.

▪️La decisione di ieri del ministero dell’Ambiente di bandire una seconda asta per le rinnovabili innovative, senza includere l’eolico offshore (v. Staffetta 08/05), ha destato stupore in Emilia-Romagna, dove ci sono due dei tre progetti che potrebbero partecipare alle aste del Fer2 (v. Staffetta 14/03). Il presidente della Regione, Michele De Pascale, ha lamentato la “grande incertezza” provocata dalla decisione del Mase di “stralciare” dalla prossima asta l’eolico offshore, senza “nessun riferimento su quanto potranno uscire queste aste”. De Pascale ha ricordato che il decreto è stato “discusso tre anni fa in conferenza unificata con la possibilità di realizzare impianti eolici offshore” e che, nel frattempo, “diversi imprenditori hanno investito e ottenuto i permessi della commissione Via”.

▪️Dopo diverse sollecitazioni (v. Staffetta 05/05), il caso del punto di infiammabilità del gasolio (flash point) arriva in Parlamento. I deputati di Forza Italia Luca Squeri e Raffaele Nevi hanno presentato ieri un’interpellanza ai ministri dell’Economia, dell’Ambiente e delle Imprese per chiedere “iniziative anche di carattere normativo” per “rivedere i procedimenti di controllo della qualità dei carburanti”. Oggi, scrivono i deputati, “la semplice non conformità al flash point comporta automaticamente la segnalazione alle Procure, anche in presenza di documentazione completa e tracciabile”, mentre “in passato l’Amministrazione doganale aveva disciplinato la rimessa a norma di miscele accidentali come prassi amministrativa ordinaria”, in particolare con la circolare 160/D dell’11 agosto 2000. Per oltre due anni, si legge nell’interpellanza, le imputazioni “sono state mosse dagli organi di controllo contro decine di operatori, grandi e piccoli, con gravi accuse che sempre più frequentemente vengono archiviate o sono sfociate in assoluzioni per assenza del dolo, ossia della consapevolezza e volontarietà dell’illecito”. Procedimenti che tuttavia comportano “un rilevante impatto per le imprese: gravi danni economici, reputazionali e operativi, difficoltà con affidamenti bancari o rapporti con la PA, spese legali, fermi attività e tempi lunghi di definizione”. Per questo i deputati chiedono interventi per la “rimessa a norma nel caso di modesta alterazione del flash point” e la “corretta imputazione delle responsabilità nel caso si rilevi non solo un differente punto di infiammabilità ma l’alterazione di altri parametri, che presuppongono quindi comportamenti fraudolenti”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Il Parlamento europeo sembrerebbe intenzionato ad accelerare i tempi per l’uscita dal gas russo previsti dalla Commissione europea nella Roadmap pubblicata martedì, che prevede l’interruzione dei flussi con contratti spot entro il 2025 e con contratti a termine entro il 2027 (v. Staffetta 06/05).

▪️Garantire la competitività dell’industria anche attraverso un’energia accessibile, un approccio olistico e semplificazioni burocratiche. Sono i principali spunti emersi ieri dalla conferenza stampa congiunta del presidente francese Emmanuel Macron e del neo cancelliere tedesco Friedrich Merz, in occasione della visita di Stato di quest’ultimo a Parigi.Macron in particolare si è soffermato sulla questione energetica: “Garantiremo una maggiore competitività nell’industria attraverso una politica energetica sostenibile”, ha detto. “Vogliamo un’energia a basse emissioni di carbonio, ma anche più accessibile. Per quanto riguarda l’approvvigionamento di energia, faremo in modo che le fonti a basse emissioni di carbonio, come il nucleare e le rinnovabili, non siano più discriminate a livello europeo. Abbiamo bisogno di investimenti nelle reti e nelle infrastrutture transfrontaliere. Ogni nuovo obiettivo climatico sarà finanziato in modo credibile per garantire la nostra competitività e prevenire la delocalizzazione delle emissioni. Sosterremo – ha aggiunto – un programma di investimenti europeo per garantire la competitività, in particolare nelle tecnologie del futuro come l’intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica, la tecnologia pulita, la biotecnologia, lo spazio, i semiconduttori e la difesa. Insieme alla Germania elaboreremo delle roadmap per una strategia comune di ricerca e investimento nei singoli settori. In particolare, faremo in modo che la normativa venga semplificata”. Merz si è concentrato più sul tema della difesa: “l’Europa si trova ancora una volta ad affrontare sfide enormi. Soprattutto, deve diventare più sicura e più competitiva e, per fare ciò, deve diventare più unita. Potremo affrontare queste sfide solo se Francia e Germania saranno ancora più unite che in passato, ma troveranno anche compromessi e promuoveranno il progresso insieme ai nostri amici e vicini europei. Condivido i chiari riferimenti ai settori che vogliamo rafforzare insieme”, ha aggiunto il cancelliere. “L’obiettivo principale è quello di rafforzare ulteriormente la competitività e la localizzazione delle industrie. Per noi è fondamentale un’ulteriore semplificazione e una riduzione della burocrazia nell’Unione europea e anche nei nostri due Paesi. Dobbiamo diventare più innovativi e produttivi” e per fare questo “è necessario un approccio olistico che comprenda anche una crescita dei mercati dei capitali europei”. Merz ha infine citato i “rapporti sul rafforzamento della competitività e sull’ulteriore sviluppo del mercato interno europeo” redatti da Mario Draghi ed Enrico Letta.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Nel 2024 la flessione dei prezzi all’ingrosso degli idrocarburi ha pesato anche sul gettito delle royalty dalla produzione di petrolio e gas sul territorio italiano versate allo Stato, alle Regioni e ai Comuni che ospitano i giacimenti. In tutto, secondo i dati diffusi dal Mase, il Mef e gli enti locali hanno incassato 278 milioni di euro, 73,5 mln in meno che nel 2023 (-20,9%). La contrazione percentuale maggiore l’hanno vista le Regioni*, con un -23,4% a 134 mln di cui 120 mln alla sola Basilicata (-22,4%).

▪️Il parco veicolare italiano continua (v. Staffetta 06/10/23) a invecchiare e questo continua a essere un problema se si vogliono ridurre le emissioni nel settore dei trasporti. A certificarlo questa settimana sono stati sia Ispra che Aci.Presentando le “prime elaborazioni” relative al 2024, l’Ispra ha sottolineato che le emissioni del settore trasporti in Italia derivano per oltre il 90% dal trasporto stradale e sono aumentate di circa il 7% dal 1990. Ancora oggi il parco circolante è caratterizzato da mezzi ad alimentazione tradizionale (benzina e gasolio) e il numero dei mezzi su strada è cresciuto di oltre il 50%.

▪️Mercato internazionale. In un clima di forte instabilità, le quotazioni di greggi e prodotti sui mercati internazionali negli ultimi sette giorni hanno tentato un ribalzo, favorito anche dalle nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente e in India. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 62,09 dollari al barile (+0,21), il Light crude a 59,91 (+0,67), il Brent a 62,84 (+0,71). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è salita a 687,38 $/t (+14,88), del gasolio 10 ppm a 603,5 (+9,13), del risca 0,1% a 602,63 (+5,5) del Btz a 401,88 (+4,5), dell’Atza 396 (+5,25). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 603,75 ad un massimo di 604,25 dollari tonnellata, quelle della benzina da 703,75 a 704,25.Mercato interno. Forte volatilità dei prezzi d’acquisto nelle contrattazioni della settimana che ci siamo lasciati alle spalle. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina ha perso 2 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) 15, il gasolio risca 0,1 circa 13 e il denso Btz 17 euro per mille chili. Questa mattina la benzina ha perso 10 euro, i gasoli 11 e il denso Btz 1. Per lunedì la benzina rimbalzerà di 12 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 11, il risca di 10 e il denso Btz di 8. Forte ribasso della media settimanale del Gpl miscela (uso comb) per effetto della pubblicazione dei prezzi di contratto del Gpl Bethioua.

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