| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che apporta correzioni e integrazioni al testo unico Fer, il provvedimento che punta ad accelerare la costruzione e l’esercizio di impianti a fonti rinnovabili, di accumuli, opere e infrastrutture connesse. Si tratta del Testo unico sulle rinnovabili, di cui era stata annunciata a più riprese la revisione (v. Staffetta 13/06). Lo fa sapere il ministero dell’Ambiente con una nota. ▪️L’asta del FerX transitorio costruita secondo i criteri del Net Zero Industry Act, che incentiverà la realizzazione di 1,6 GW di nuovi impianti fotovoltaici con componenti non cinesi, si terrà “i primissimi di ottobre”, e sarà “aperta per 45 giorni”. Anche perché, essendo stata approvata nell’ambito del quadro temporaneo degli aiuti di Stato, gli esiti devono essere comunicati entro la fine dell’anno. Lo ha detto il presidente del Gse, Paolo Arrigoni, rispondendo a una domanda della Staffetta a margine del convegno “La finanza per l’efficienza energetica”, organizzato oggi da Federesco presso l’auditorium Gse a Roma. Ricordiamo che le manifestazioni d’interesse per l’asta detta “anti-Cina” possono essere presentate dal 16 al 26 settembre sul portale Gse (v. Staffetta 05/09). ▪️In vista dell’asta Macse con anno di consegna 2028, in programma pe ril 30 settembre, Terna ha reso noti ieri sera il contingente nazionale e per ciascuna area, il contingente minimo e il contingente massimo, i cui valori coincidono con quelli di fabbisogno, pubblicati da Terna lo scorso 7 marzo (v. Staffetta 07/03). In particolare il contingente nazionale è pari a 10 GWh. Il contingente minimo è zero nelle aree Centro Sud e Sud e Calabria, mentre è 0,5 GWh in Sicilia e Sardegna. Il contingente massimo è rispettivamente 3 GWh al Centro Sud, 7 GWh al Sud e Calabria, 1,5 in Sicilia e 1 in Sardegna ▪️Dopo due anni dall’ultimo aggiornamento, il Mase è tornato a pubblicare il decreto direttoriale con l’elenco completo dei gasdotti in esercizio e in progetto inclusi nella Rete Nazionale. L’elenco, datato 9 settembre e aggiornato al 1° gennaio 2025, recepisce le novità derivanti dalle richieste di inserimento presentate dai gestori delle infrastrutture nel corso del 2023 e del 2024. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Nessun futuro per l’eolico offshore negli Usa; tutte le fonti energetiche dovranno competere sul mercato, senza sussidi; la vera minaccia non è un grado di aumento delle temperature ma non avere energia per vincere oggi la gara dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale, o avere energia troppo cara e quindi non attirare i capitali necessari. Così ieri alla fiera Gastech di Milano (v. Staffetta 10/09) il segretario agli Interni degli Stati Uniti Doug Burgum e il segretario all’Energia Chris Wright hanno illustrato la nuova politica energetica a stelle e strisce. Una ventina di minuti in una sala stracolma di giornalisti, a metà tra una convention politica Maga (Make America Great Again) e una conferenza stampa. Al centro, ovviamente, il gas, la fonte, ha sottolineato Wright, che è cresciuta di più negli ultimi 15 anni e su cui gli Stati Uniti intendono coprire il buco nelle forniture europee lasciato dalla Russia. Una fonte di cui Wright è molto esperto, avendo guidato Liberty Energy, una delle aziende più importanti della rivoluzione shale basata sul fracking. ▪️Dopo anni di lento declino, la domanda petrolifera Ocse torna a fare parlare di sé crescendo più del previsto: secondo gli ultimi dati riferiti dall’Oil Market Report di settembre compilato dall’Aie, la crescita di 80.000 b/g anno su anno nel primo semestre del 2025 della domanda Ocse ha superato le aspettative, sostenuta dai prezzi del petrolio più bassi. Ma l’Aie prevede anche che la stessa si contrarrà nel resto dell’anno, lasciando il consumo annuo di petrolio nel 2025 sostanzialmente invariato. Più in generale, l’Aie prevede che la domanda mondiale di petrolio aumenterà di 740.000 b/g anno su anno nel 2025, raggiungendo 103,87 mln b/g. Una previsione in leggero aumento rispetto al rapporto del mese scorso, “con consegne resilienti nelle economie avanzate in contrasto con i consumi relativamente moderati nelle economie emergenti”. Nel 2026 la domanda salirà a 104,57 mln b/g. ▪️Il consorzio composto da Baku Steel e dal fondo sovrano azero ha annunciato ai commissari straordinari che non parteciperà alla nuova gara per l’acquisto del gruppo ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia. Le offerte vincolanti devono essere presentate entro il 15 settembre. In lizza restano la società indiana Jindal Steel International e il fondo statunitense Bedrock Industries, più alcune società italiane che potrebbero confermare le offerte per singoli asset del gruppo. Lo riporta il Sole 24 Ore. Il quotidiano economico spiega che Baku Steel ha deciso di uscire dalla trattativa dopo l’ormai scontata cancellazione del piano per costruire un rigassificatore nel porto di Taranto data l’opposizione del comune (v. Staffetta 25/08). Il governo – prosegue − pensa a un sistema di garanzie statali, tra 800 milioni e un miliardo di euro, per sostenere chi comprerà l’ex Ilva. Secondo il Sole è invece “in dirittura d’arrivo” l’altra operazione che coinvolge gli azeri in Italia, e cioè l’acquisizione della maggioranza di Api IP da parte del gruppo Socar (v. Staffetta 11/06). ▪️La Corte di giustizia Ue annulla su impugnazione dell’Austria la sentenza emessa dal Tribunale dell’Unione europea nonché la decisione della Commissione europea che ha approvato l’aiuto dell’Ungheria per lo sviluppo di due nuovi reattori nucleari sul sito della centrale nucleare di Paks. Poiché la costruzione dei due reattori faceva parte dell’oggetto dell’aiuto e l’attribuzione diretta dell’appalto per la costruzione ad un’impresa russa era indissolubilmente connessa a tale oggetto, la Commissione avrebbe dovuto verificare se tale attribuzione diretta, senza previa procedura di gara pubblica, fosse conforme alle norme dell’Unione in materia di appalti pubblici. ▪️Il colosso petrolifero statunitense Chevron ha presentato un’offerta per l’esplorazione di gas naturale in quattro blocchi al largo della Grecia, in consorzio con la greca Helleniq Energy, ha dichiarato ieri il ministro dell’Energia greco, Stavros Papastavrou. Il Paese ha lanciato la gara quest’anno dopo che Chevron e la raffineria di petrolio Helleniq Energy hanno espresso interesse per quattro blocchi in acque profonde al largo della penisola del Peloponneso e dell’isola di Creta. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Olt Offshore Lng Toscana, società proprietaria e gestore del terminale di Gnl galleggiante di Livorno, sta per avviare l’offerta di servizi small scale, dopo aver completato il collaudo lo scorso giugno (v. Staffetta 23/06). Lo riferisce una fonte industriale a margine della conferenza Gastech di Milano, spiegando in particolare che la procedura di allocazione dovrebbe essere lanciata il mese prossimo. ▪️Va verso una composizione negoziata la crisi Europam (v. Staffetta 23/07). Dopo i problemi di approvvigionamento dei mesi scorsi e la presentazione, lo scorso 21 luglio, dell’istanza di composizione negoziata della crisi, mercoledì scorso il tribunale di Genova ha confermato le misure protettive che resteranno in vigore fino al 21 novembre. In questo modo, sarà garantita la continuità delle operazioni in vista della composizione della crisi. ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio hanno messo a segno un bel rimbalzo, di circa un dollaro al barile, nel giorno in cui, da un lato, Israele ha attaccato Doha, dall’altro, la Polonia ha attivato la procedura prevista dall’articolo 4 del Trattato Nato, per violazione dello spazio aereo da parte di droni russi. I venti di guerra hanno dunque spinto al rialzo le quotazioni di greggi e prodotti, con il benchmark asiatico Murban che ha riagganciato quota 70. In uno scenario di guerra, naturalmente, un aumento senza limiti delle scorte di greggio sarebbe il primo passo da fare per ogni superpotenza. A proposito di scorte, secondo gli ultimi dati Doe, in Usa sono aumentate sia quelle di greggio (+3,9 milioni di barili), sia quelle di prodotti (v. tabella), a fronte di importazioni di greggio scese da 6,7 a 6,3 milioni di barili giorno e a un tasso di utilizzo degli impianti di raffinazione salito dal 94,3 al 94,9%. Secondo indiscrezioni, l’Aie starebbe rivedendo le proprie stime sui consumi mondiali di gas naturale e petrolio, posticipando le previsioni per il raggiungimento del picco della domanda. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 70,43 dollari al barile (+0,55), il Light crude a 63,67 (+1,04), il Brent a 67,49 (+1,1), il Murban a 70,99 (+1,44). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è aumentata a 760 dollari alla tonnellata (+4,38), quella del gasolio 10 ppm a 742 (+27,75), del risca 0,1è scesa a 700,44 (-1,81), del Btz a 415,38 (-11,75), dell’Atz a 384,63 (-0,25). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 738/772 (630/659),gasoli 675/713 (577/609), Btz 406/423 (347/361), Atz 364/389 (311/332). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1707. ▪️La Banca europea per gli investimenti ha annunciato oggi un’iniziativa di finanziamento da 17,5 miliardi di euro per l’efficienza energetica nelle piccole e medie imprese. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
