Policy focus – 13 dicembre 2024

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Dopo il via libera del ministero dell’Ambiente alle Regole operative (v. Staffetta 11/12), il Gse ha pubblicato il bando per l’accesso agli incentivi per gli impianti del Gruppo A alimentati da biogas e biomasse, con un contingente di 10 MW. 

▪️L’assemblea di Elettricità Futura, riunita oggi presso la sede della Luiss Business School a Roma, ha eletto Gianni Vittorio Armani nuovo presidente dell’associazione, per il periodo dal 2025 al 2029. Laureato in ingegneria elettronica, Armani è attualmente Direttore Enel Grids and Innovability. In precedenza, ha ricoperto ruoli apicali nell’industria energetica, come Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, Direttore Strategia, Regolatorio e Business Development di A2A e Amministratore Delegato di Terna Rete Italia, oltre a aver guidato, da Presidente e Amministratore Delegato, l’ingresso di Anas nel Gruppo Ferrovie dello Stato.

▪️La sala stampa del ministero dell’Ambiente ha ospitato questa mattina un brindisi “a margine” delle festività natalizie tra il ministro Gilberto Pichetto e i giornalisti. Evento inedito che ha offerto al ministro l’occasione per fare il punto sui lavori in corso al Mase. Anche in senso letterale: nell’immobile, un prosaico palazzone sulla via Cristoforo Colombo subito fuori le Mura Aureliane, sono in corso lavori di ristrutturazione profonda. La prima metà dell’edificio – quella verso sud, che confina con gli uffici Pwc e guarda verso la redazione di Repubblica – è pronta e lì, la prossima settimana, sarà spostato l’ufficio del ministro, al civico 70.

▪️Sono stati depositati in commissione Bilancio della Camera gli emendamenti dei relatori al disegno di legge di bilancio. Segnaliamo, tra gli altri, la proposta 80.0104 per semplificare l’installazione di impianti rinnovabili connessi all’infrastruttura ferroviaria. L’emendamento è analogo a un altro presentato al DL Ambiente e poi non approvato.Il termine per i subemendamenti agli emendamenti dei relatori scade domani alle 10. Sono attesi per domani anche gli emendamenti del governo.Intanto, il governo ha fatto pervenire i pareri riferiti agli emendamenti agli articoli dal 17 al 30. Tra gli emendamenti agli articoli dal 17 al 30 non ci sono proposte d’interesse per il settore.

▪️Con 77 voti favorevoli, 40 contrari e nessun astenuto, oggi l’assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023. Tra le modifiche introdotte nel corso dell’esame parlamentare, ricordiamo l’articolo 24, voluto dalla Lega, che consente ai clienti domestici vulnerabili di passare al servizio a tutele graduali entro il 30 giugno del 2025. Arera dovrà stabilire, entro 30 giorni, le modalità di attuazione della norma (v. Staffetta 21/11). 

▪️Ieri in commissione Attività produttive della Camera, la vice ministra all’Ambiente, Vannia Gava, ha risposto a un’interrogazione dell’onorevole Francesca Ghirra dell’Alleanza verdi-sinistra. In merito all’esplosione nel deposito di Calenzano (v. Staffetta 10/12), la deputata chiedeva al Mase se Eni operasse nel rispetto della normativa di sicurezza e se avesse effettuato le dovute ispezioni e i controlli sull’impianto. Gava ha detto che Eni era tenuta a notificare le specificità della propria attività, i rischi e le misure di prevenzione, così come ha fatto con una comunicazione a Ispra del 27 ottobre 2023, approvata dall’Istituto. L’azienda aveva inoltre depositato il Piano di emergenza esterna, approvato dalla prefettura di Firenze il 26 ottobre 2021. Infine, Arpa Toscana ha comunicato che a Calenzano ci sono state tre ispezioni del comitato tecnico regionale nel 2017, 2020 e 2023, nel rispetto della periodicità prevista. 

▪️Un documento sugli energivori da presentare a giorni in Europa; un piano automotive la prossima settimana; modifiche a Transizione 5.0 per “allargare le maglie” e la promessa di decisioni sull’energia nucleare che per garantire indipendenza e prezzi bassi “è l’unica fonte energetica possibile accanto all’energia rinnovabile”. Questi gli annunci del ministro delle Imprese Adolfo Urso che oggi ha presentato alle commissioni Attività e Industria di Camera e Senato (con invito esteso alle commissioni Bilancio) il Libro verde del made in Italy 2030, testo in consultazione fino alla fine dell’anno (v. Staffetta 09/12). Il documento dovrà diventare il Libro bianco del made in Italy “con gli strumenti di politica nazionale” nella “prima parte del prossimo anno”.Il governo, ha spiegato Urso, vuole realizzare “lo Stato stratega” e “una politica industriale assertiva”. Il primo passo saranno gli incontri con le parti sociali: “Venerdì avrò un incontro con Confindustria e, nella stessa giornata, anche con i sindacati per cercare di coinvolgere tutti gli attori del paese”. Intanto, ha anticipato, il servizio studi e le strutture tecniche hanno già avviato “incontri bilaterali” con imprese, rettori ed esperti.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La nuova Commissione europea, che si è insediata il 1° dicembre del 2024, ha promesso di presentare nei primi 100 giorni di governo un “Clean Industrial Deal”, un programma per una transizione energetica che preservi la competitività dell’industria UE. Un primo abbozzo del programma è stato offerto dal commissario al Clima, Wopke Hoekstra, incaricato di redigere il piano, intervenuto alla Conferenza sull’EnerGreenDeal oggi a Bruxelles.Gli europei, ha esordito Hoekstra, sono allo stesso tempo preoccupati del cambiamento climatico e dei costi della transizione. La transizione, ha detto, può essere però un motore di crescita economica, e questo è lo spirito del Clean Industrial Deal. Il piano, che la Commissione presenterà presentare entro marzo 2025, si articolerà in quattro parti: accesso alla finanza, costi dell’energia, azioni mirate in settori specifici e gestione sostenibile della CO2.Per quanto riguarda l’accesso alla finanza, Hoekstra ha citato la tassa Ets sulle emissioni e i dazi Cbam sulla CO2 come fondamento di un’industria europea decarbonizzata e competitiva. Come dimostra però l’Innovation Fund, che ha sempre richieste che eccedono i finanziamenti, servono più risorse per la transizione – e il Clean Industrial Deal deve “sbloccare” queste risorse. Bisogna ridurre il rischio dei progetti attraverso una varietà di strumenti finanziari e attingere anche a capitali privati, ha spiegato.Il commissario ha detto che i costi energetici rappresentano un ostacolo alla competitività europea. Dipendiamo ancora troppo dalle fonti fossili d’importazione, perciò dobbiamo sviluppare rapidamente le rinnovabili. Il Clean Industrial Deal punterà sui contratti Ppa e sui contratti di lungo periodo. Bisogna investire anche nelle reti: questo è infatti – ha detto Hoekstra – il principale collo di bottiglia per l’integrazione delle infrastrutture di ricarica e delle Fer. Serve un mercato unico e investimenti comuni sulle infrastrutture.Il Clean Industrial Deal, ha detto Hoekstra, deve identificare settori prioritari dell’industria hard to abate su cui concentrare gli incentivi nazionali ed europei. Bisogna stimolare la domanda di prodotti verdi, creando un sistema di certificazione che garantisca il prodotto agli occhi dei consumatori.Infine, Hoekstra ha ricordato che l’“elettrificazione è molto importante”, ma che alcuni settori continueranno a emettere CO2. Per questo, bisogna superare la strategia sulla gestione della CO2 nell’industria, pubblicata a febbraio del 2024, migliorando le regole e incoraggiando la Ccs. C’è bisogno poi di sviluppare una rete di trasporto della CO2 e di completare il quadro giuridico sulle soluzioni di assorbimento basate sulla natura.Il commissario ha aggiunto che la nuova strategia europea sull’industria verde deve assicurare una concorrenza giusta all’interno dell’Europa e tra Europa e resto del mondo. Non c’è concorrenza, ha detto, se l’industria viene pesantemente sussidiata dagli Stati.

▪️Come garantire che i mezzi con motore endotermico alimentati con carburanti alternativi siano veramente a zero emissioni nette? Sulla base della difficoltà di questa operazione, la Commissione von der Leyen 1 ha escluso i biocarburanti tra le possibili soluzioni per ridurre le emissioni del trasporto leggero dopo il 2035, aprendo uno spiraglio solo per gli e-fuel, ovvero i carburanti prodotti da idrogeno verde e CO2 “riciclata” (v. Staffetta 27/03/23).In vista della revisione delle regole Ue in materia – i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni dal 2025 e lo stop alla vendita di auto con motore termico nel 2035 – la filiera ha messo a punto, nell’ambito del “Working group on monitoring methodologies of CO2 neutral fuels”, un documento con undici soluzioni per dimostrare che è possibile ottenere e monitorare le emissioni zero anche con i motori termici. Al gruppo di lavoro partecipano l’industria auto, quella dei componenti e le società produttrici e distributrici di carburanti. Lo scopo, si legge nel documento, è dimostrare e monitorare l’uso di carburanti neutri in termini di CO2 nei nuovi veicoli e contribuire all’impegno della Commissione europea di presentare una metodologia per l’immatricolazione dei veicoli alimentati con carburanti neutri in termini di emissioni di CO2. Il monitoraggio implica la tracciabilità del carburante dal punto di produzione all’uso finale.Il gruppo di lavoro è stato istituito dopo l’accordo tra la Commissione e il governo tedesco sulla revisione del regolamento sulle emissioni auto, nel marzo del 2023, quando, su spinta del Partito popolare, il responsabile del Green Deal Frans Timmermans aprì alla possibilità di includere le auto con motore termico alimentate con e-fuel tra quelle a zero emissioni (v. Staffetta 27/03/23), quindi esentate dal ban del 2035. Un approccio che escludeva i biocarburanti e imponeva di ridurre del 100% le emissioni di gas serra sulla base dell’analisi del ciclo di vita del carburante (Lca). Un che secondo il Wgmm è “tecnicamente molto difficile da raggiungere e incoerente con gli obiettivi net zero del Green Deal”. La proposta presentata ieri “mira a correggere questa incoerenza e propone una definizione alternativa”.Secondo il gruppo di lavoro, per “combustibile neutro in termini di emissioni di CO2” si devono intendere tutti i carburanti definiti dalla direttiva Red II 2018/2001, a condizione che soddisfino i criteri di sostenibilità della direttiva e dei relativi atti delegati, nella cui produzione è incorporata la stessa quantità di CO2 proveniente dalla biomassa, dall’aria ambiente o da fonti di carbonio riciclate rilasciata durante la combustione nella fase di utilizzo. In questa definizione rientrerebbero i carburanti rinnovabili e/o sintetici, quali i biocarburanti, il biogas, i combustibili da biomassa, i carburanti rinnovabili liquidi e gassosi di origine non biologica e i carburanti derivanti da carbonio riciclato.L’inclusione di tali prodotti, si legge nel rapporto, “non indebolisce gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli, ma sarebbe invece un complemento ai veicoli a batteria e a idrogeno, con il potenziale di accelerare la decarbonizzazione del trasporto su strada”.Il rapporto individua due potenziali approcci e 11 opzioni tecnologiche per monitorare l’utilizzo effettivo di carburanti neutri in termini di CO2.

▪️Il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia dell’UE per la cooperazione tra i regolatori dell’energia (Acer) ha esteso il mandato dell’attuale direttore, il signor Christian Zinglersen, per altri cinque anni, con effetto dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2029 (v. Staffetta 26/09/19). Lo fa sapere la stessa Agenzia in una nota.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Prezzi all’ingrosso in flessione in questo scrocio di settimana: il Ttf front month (contratto di gennaio), dopo aver chiuso ieri in calo a 44,7 €/MWh dai 45,6 del giorno precedente, oggi a ridosso della chiusura si scambiava a meno di 42,7. Permane la condizione di backwardation con il differenziale positivo tra prezzi dell’estate 2025 (41,7 oggi a fine giornata) e quelli dell’inverno 2025-26 (39,4) che si aggira ora a poco più di 2 €/MWh. I prezzi si raffreddano nettamente anche in Italia, con l’IG Index Gme che cede oggi circa 2,4 € scendendo nella rilevazione per domani a 47,77 €/MWh, tornando sotto la soglia dei 50 € per la prima volta dopo una settimana e mezza.

▪️La Piattaforma unica nazionale del ministero dell’Ambiente, che mappa i punti di ricarica presenti in Italia (v. Staffetta 01/08), si arricchirà “prossimamente” coi prezzi praticati dai gestori delle colonnine elettriche. Il ministero delle Imprese ha già avviato, in via sperimentale, un monitoraggio analogo a quello usato coi distributori di carburante. L’obiettivo è di rilevare il prezzo delle ricariche sia a consumo sia in abbonamento, ed eventuali differenze per fasce orarie. Lo ha detto ieri la vice ministra dell’Ambiente, Vannia Gava, rispondendo a una interrogazione dell’onorevole M5S, Emma Pavanelli, in commissione Attività produttive della Camera. Gava ha poi aggiunto che “è allo studio del Governo la proposta di Arera su eventuali agevolazioni da rivolgere direttamente agli automobilisti, quindi non in relazione con le tariffe elettriche pagate dai gestori dei punti di ricarica. Si tratterebbe pertanto di incentivi mirati per coloro che trovano barriere all’acquisto di un veicolo elettrico, di natura socio-economica o legati ad altri aspetti, quali l’indisponibilità di punti di ricarica privati”.

▪️Decisa frenata anno su anno del numero di titoli di efficienza energetica (Tee) rilasciati dal Gse: -18,5% a 721.455 totali, circa il livello dell’analogo periodo del 2022 (712.212), anche se con un mix di tipologie sensibilmente mutato.

▪️secondo il report sui risultati di AggregateEU, pubblicato senza annunci ufficiali il mese scorso dalla Commissione UE, il meccanismo di acquisti congiunti di gas messo a punto dal Bruxelles durante la crisi energetica del 2022 ha portato a volumi effettivamente contrattualizzati confermati per soli 0,77 miliardi di metri cubi via tubo.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI