| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️DL Bollette su cui il governo sta lavorando e che dovrebbe essere esaminato a breve dal Consiglio dei ministri. Di seguito una scheda con in principali contenuti. Il governo aveva fatto circolare una precedente bozza a dicembre con la prospettiva di un varo a gennaio che non c’è stato (v. Staffetta 10/12/25). Venerdì scorso la premier Giorgia Meloni ha annunciato il varo dell’atteso provvedimento entro due settimane (v. Staffetta 06/02). Ieri il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha annunciato il varo per la prossima settimana (v. Staffetta 11/02). Art. 1 Contributo da 90 euro per il 2026 ai titolari di bonus sociale, copertura pari a 315 milioni di euro a valere sullo stato di previsione del Mase. Inoltre per il 2026 e 2027 contributo volontario dei venditori di energia ai clienti domestici non titolari di bonus, pari alle PE dei primi due mesi dell’anno, con pubblicazione delle imprese che aderiranno. Art. 2 Spalmaincentivi con riduzione delle tariffe del 15% o del 30% per un anno e mezzo da luglio 2026 a dicembre 2027 oppure estinzione anticipata delle convenzioni con liquidazione al 90%, entrambe le cose su base volontaria, come confermato ieri da Pichetto, per i titolari di impianti solari in Conto energia sopra i 20 kW. I minori oneri Asos vanno a beneficio delle imprese di tutte le tensioni, purché non già iscritte nell’elenco energivori. Art. 3 Potenziamento della garanzia pubblica Gse sui Ppa su fonti rinnovabili non già incentivate e servizio di aggregazione della domanda da parte di AU. I Consorzi per le Aree di Sviluppo industriale possono individuare aree per la realizzazione di nuovi impianti Fer da contrattualizzare. Art. 4 Riduzione degli incentivi alle bioenergie, con stop al 2030, pur con alcune eccezioni fino al 2037. Previsto tra le altre cose un décalage della spesa annua per i prezzi minimi garantiti dei bioliquidi da 700 mln nel 2026 a 537 mln nel 2027, 331 per il 2028, 208 per il 2029 e 100 mln per il 2030; per il biogas si va invece in rialzo progressivo da un taglio a 110 mln per il 2026, a 183 mln per il 2027, 353 mln per il 2028, 427 mln per il 2029 per poi ridiscendere a 77 mln per il 2030; per le biomasse infine l’andamento atteso è più stabile (469 nel 2026, 474 nel 2027, 505 nel 2028, 512 nel 2029 e 484 mln nel 2030). Art. 5 Riduzione dei costi del gas per i produttori termoelettrici, con taglio della voce Ets e di altre voci. Indicazione ad Arera a intervenire su condotte di trattenimento economico (v. notizia a parte). Art. 6 Norma contro la saturazione virtuale delle reti che include sia trasmissione che distribuzione, con previsione di procedure non discriminatorie con cui Terna alloca la capacità disponibile, allocandola definitivamente agli assegnatari che abbiano anche il titolo autorizzativo, anche non in ordine cronologico. Terna pianifica soluzioni di connessione che tengono conto della massima capacità per porzione di rete. I distributori potranno disporre la decadenza delle soluzioni di connessione in caso di mancata autorizzazione o mancato rispetto di termini (es. presentazione dell’istanza di autorizzazione entro 90 giorni dall’accettazione della soluzione di connessione). Art.7 Procedimento unico per l’autorizzazione dei data center. Art. 8 Proroga a tutto il 2027 del meccanismo degli interconnector per energivori, con diritto per le industrie a continuare a ricevere benefici anticipatori per la quota di capacità fisica non ancora realizzata e solo con riferimento alla frontiera Germania. Art. 9 Vendita del gas stoccato da Gse e Snam nel 2022 nell’ambito del servizio di riempimento di ultima istanza e utilizzo del ricavato per ridurre i costi di approvvigionamento del gas per alle industrie sopra 80.000 mc di consumi all’anno. Art. 10 Taglio del delta di prezzo gas tra Ttf e Psv attraverso un servizio di liquidità, come già definito nella bozza circolata in dicembre: per la copertura dei relativi costi, 200 mln verranno dai ricavi di vendita del gas stoccato di cui al precedente art. 9. Art. 11 Norma sulla gas release da volumi provenienti da produzioni nazionali con alcuni aggiustamenti rispetto alla norma originaria del 2022, più norme sulla Ccus. ▪️Tra i documenti depositati nell’ambito dell’attività conoscitiva in corso alla Camera sul Ddl delega sul nucleare, meritano una menzione quelli di Anci e Gse. L’associazione dei Comuni ha chiesto di sottoporre il programma nucleare a Vas, “dal momento che la valutazione del Pniec non ha contemplato gli aspetti ambientali inerenti impianti e fonte nucleare”. In più, le compensazioni ambientali e territoriali per gli enti locali e le Regioni sedi di impianto “devono essere subito previste nel disegno di legge e poi definite nel dettaglio con successivo decreto ministeriale, sia nel calcolo che nella natura (necessariamente anche di natura monetaria). Le misure devono essere correlate – come avviene per le fonti rinnovabili sia per l’autorizzazione unica che per la Pas – al rilascio dei titoli abilitativi”. Quanto al Gse, il documento inviato illustra le esperienze estere di modelli per ridurre i rischi per gli investitori privati, dato l’alto costo iniziale, e i lunghi tempi di costruzione degli impianti. Quattro i modelli individuati: il Rab del Regno Unito (i consumatori pagano un contributo direttamente nella bolletta elettrica durante la fase di costruzione, contributo che dal 1° gennaio 2026 è stimata intorno a 3,93 £/MWh); i contratti per differenza, adottati in Regno Unito e Polonia, su cui il Gse osserva che “il rischio di costruzione (ritardi e costi extra) ricade sullo sviluppatore”, per cui, nel caso del progetto britannico Hinkley Point C, si è arrivati a “uno strike price elevato di circa 150 €/MWh per compensare l’alto rischio assunto dai privati; il prestito statale agevolato in combinazione con Cfd adottato in Francia, per cui lo Stato eroga prestiti a tassi agevolati per coprire il 50% dei costi di costruzione (stimati nel 2026 in circa 73 miliardi di euro per i primi 6 reattori) e in fase operativa è previsto un Cfd con prezzo strike di circa 100 €/MWh; il modello Mankala della Finlandia che però, scrive il Gse, è difficilmente replicabile perché richiede che gli azionisti (industrie e comuni) abbiano complessivamente una capacità finanziaria enorme e una visione a lunghissimo termine (30-50 anni). ▪️ Il gruppo Movimento 5 stelle ha chiesto di svolgere un’indagine conoscitiva sull’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio in Italia al 2030. L’ufficio di presidenza della commissione Attività produttive prenderà contatti con l’omologo della commissione Ambiente per verificare l’interesse a svolgere l’indagine. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Via libera del Parlamento europeo all’obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% al 2040 rispetto al livello del 1990. La plenaria ha approvato la versione del regolamento concordata con il Consiglio con 413 voti favorevoli, 226 contrari e 12 astensioni. ▪️L’amministratore delegato di TotalEnergies, Patrick Pouyanné, ha detto ieri che il divieto UE alle importazioni di gas naturale liquefatto russo, che scatterà da inizio 2027, potrebbe costringerla a interrompere le esportazioni di gas dal maxi impianto Yamal in Siberia, di cui detiene un 20%, anche verso paesi non-UE. Pouyanné ha affermato ieri che le “ambiguità” relative all’applicazione del divieto UE potrebbero comportare la cessazione di tutte le spedizioni da Yamal. ▪️ “Dobbiamo modernizzare drasticamente la nostra tassazione energetica. Mentre i costi dell’energia diminuiscono, le tasse nazionali sull’energia stanno aumentando. E le tasse che l’industria paga sull’elettricità sono 15 volte superiori a quelle sul gas. Questo è semplicemente sbagliato. Quindi stiamo lavorando con i governi nazionali per ridurre il carico fiscale e abbassare i prezzi”. È uno degli argomenti toccati ieri dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel discorso di apertura del vertice dell’industria europea svoltosi ad Anversa (Antwerp European Industry Summit). “Dobbiamo fare un maggiore uso dei Ppa e dei contratti per differenza”, ha detto von der Leyen parlando degli aspetti energetici della questione industriale. Un’energia “affidabile e accessibile”, ha detto ancora, “è centrale per sostenere la competitività dell’economia europea, specialmente per i settori ad alta intensità energetica. I prezzi sono ancora troppo alti e troppo volatili”. E il motivo è che “i prezzi del gas fanno salire i prezzi dell’energia, quelli delle rinnovabili e del nucleare fanno scendere i prezzi”. Lo scorso anno, ha detto ancora VdL, “il prezzo del gas in Europa era, in media, di 100 euro per MWh. Il prezzo delle rinnovabili era, in media, di 34 euro per MWh. E il prezzo del nucleare era tra 50 e 60 euro per MWh”. Per far scendere i prezzi, ha detto ancora, “abbiamo bisogno dell’infrastruttura per una vera Unione Energetica, perché i picchi di prezzo in un paese si potrebbero evitare se l’energia potesse attraversare il confine”. Il Pacchetto reti serve proprio “per affrontare questa situazione. L’energia pulita deve fluire liberamente in tutta l’Unione, affinché l’energia più economica possa arrivare dove è necessaria, quando serve”. Von der Leyen è intervenuta ieri anche al dibattito in plenaria al parlamento europeo sulla competitività e il Rapporto Draghi, esponendo, per quanto riguarda l’energia, gli stessi argomenti, tranne quello della fiscalità. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni di greggi e prodotti sono aumentate, rispondendo così all’indebolimento del dollaro rispetto all’euro. Intanto, in Usa le scorte di petrolio grezzo sono aumentate di 8,5 milioni di barili nella settimana conclusasi il 6 febbraio (v. tabella), secondo i nuovi dati dell’Energy Information Administration (Eia). L’aumento porta le scorte commerciali a 428,8 milioni di barili, comunque inferiori del 3% rispetto alla media quinquennale per questo periodo dell’anno. Per quanto riguarda la benzina per autotrazione totale, l’Eia ha riportato un aumento delle scorte di 1,2 milioni di barili, dopo aver guadagnato 700.000 barili nella settimana precedente. I dati più recenti hanno mostrato un aumento della produzione media giornaliera di benzina a 9,1 milioni di barili. Per i distillati medi, le scorte sono diminuite di 2,7 milioni di barili, con una produzione in aumento di 45.000 barili al giorno, raggiungendo una media di 4,9 milioni di barili al giorno. Le importazioni di grezzo nella stessa settimana sono salite da 6,2 a 6,8 milioni di barili giorno. Il tasso di utilizzo degli impianti di raffinazione è invece sceso dal 90,5% all’89,4%. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 68,52 dollari al barile (+0,66), il Light crude a 64,63 (+0,57), il Brent a 69,4 (+0,6), il Murban a 69,6 (+0,58). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è aumentata a 708,88 dollari alla tonnellata (+3), quella del gasolio 10 ppm a 713,38 (+16,63), del risca 0,1 a 694 (+13,38), del Btz a 400,13 (+3,75), dell’Atz a 381,38 (+3,38). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 690/712 (580/598),gasoli 660/718 (555/603), Btz 371/398 (312/334), Atz352/390 (296/328). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,19. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
