| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Dopo il via libera della Conferenza Unificata (v. Staffetta 27/11), il ministero dell’Ambiente ha approvato e pubblicato il decreto recante “Adozione dei modelli unici per le procedure di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, di cui al decreto legislativo 25 novembre 2024 n. 190” ▪️Un duro affondo sui carburanti gassosi (“estremamente incentivati, va fatta una riflessione”); parole di elogio per i trader, nuovi protagonisti della raffinazione in Italia; un invito a razionalizzare la rete di distribuzione anche solo con le norme che ci sono, e a sfruttare appieno il potenziale nazionale di produzione di gas e petrolio. Molto istruttiva, come ormai di consueto, la presentazione del preconsuntivo Unem, ieri nella sede dell’associazione a Roma, da parte del presidente Gianni Murano (v. Staffetta 11/12). Il 2025 è stato “un anno eccezionale”, ha esordito, in cui il costo dell’energia (a livello globale) “non è mai stato così basso” (ovviamente con l’eccezione dell’Europa e in particolare dell’Italia, per cui è “un miracolo” che i consumi non abbiano risentito dei prezzi).Per Murano si è trattato di “un anno significativo e storico”, con “un costo dell’energia a livello globale mai così basso”, con la domanda di energia e di petrolio che continua ad aumentare e le rinnovabili che “non coprono neanche l’aumento della domanda”.Ovviamente, “a livello europeo non abbiamo la stessa situazione”, ha detto, “anche per scelte europee”, mentre in Italia “abbiamo prezzi significativamente più alti di quelli europei”.Tra gli spunti internazionali sottolineati dal presidente, il fatto che la Russia“non perde così tanti volumi come ci si poteva immaginare” e che “chi guadagna quote sono gli Usa”, la cui produzione di grezzo “è stata maggiore di Arabia Saudita più Russia”.Quanto ai carburanti gassosi, il biometano “sorprende un po’, riuscendo a coprire solo una quota del metano usato nei trasporti”, pur essendo “ampiamente supportato a livello fiscale e da politiche di obbligo. Ci si aspettava di più”, ha aggiunto.Duro il giudizio anche sul Gpl, “fortemente supportato a livello fiscale ma sostanzialmente importato: supportiamo un prodotto che di base è di importazione”. Un prodotto, ha rincarato, “estremamente incentivato, su cui qualche riflessione andrebbe fatta”.Quanto al parco auto, detto che “il 58% dell’immatricolato è elettrificato”, quello dell’elettrificazione “è un processo più lento di quello che ci si poteva aspettare”.Murano ha poi espresso un “cauto ottimismo sul riconoscimento dei biocarburanti come vettore della transizione e della decarbonizzazione”, tornando sulla necessità di “libertà tecnologica”.Note critiche sulle politiche europee anche per quanto riguarda le sanzioni alla Russia: gran parte dell’importazione di jet fuel in Italia arriva da paesi che dal 26 gennaio saranno sanzionabili sulla base dei nuovi regolamenti europei, come Turchia e India. “Il mercato – ha detto – ha individuato immediatamente nei paesi che lavoravano grezzo russo dei fornitori importanti. Il rischio, se questo non sarà più possibile, è un boom dei prezzi e un corto delle forniture, che stiamo già vedendo”. Una circostanza che richiederà delle deroghe ad hoc, anche se Giovanni Perrella del Mase, presente alla conferenza stampa, ha ridimensionato l’allarme: “abbiamo avuto richieste di contatto da raffinerie indiane che volevano capire come agire nel post-sanzioni. Si stanno organizzando mettendo in piedi i requisiti richiesti dalla Commissione europea per continuare a esportare gasolio e jet fuel, attraverso la segregazione dei greggi russi dagli altri, e dei prodotti che non vengono raffinati da materia prima russa e quindi possono essere esportati” dalla parte destinata al consumo interno.Quanto al bunker, Murano ha sottolineato il calo dei consumi per via del naviglio più efficiente e dell’impatto dell’Ets, che porta gli operatori a ridurre le velocità, anche grazie al “lungo di naviglio”. Intanto sui biglietti dei traghetti già compare la voce di costo relativa all’Ets, anche se, ha suggerito Murano, “qualche maligno dice che le compagnie di navigazione stanno guadagnando su quella quota Ets sui biglietti”. Questa penalizzazione del trasporto navale ha portato ala conseguenza paradossale che il trasporto merci sta tornando su gomma: “le arance della Sicilia andavano via mare, ora vanno via gomma”, ha chiosato. Quanto alla raffinazione, Murano ha apprezzato la diversificazione delle forniture di grezzi da parte dei nuovi proprietari, ad esempio, di Saras: “i trader sono molto attenti a quello che succede sul mercato, e il risultato è una maggiore flessibilità che va a beneficio della raffineria. Gli operatori nuovi operano in maniera diversa e danno maggiore flessibilità al settore”.Nel frattempo, nel 2025 il numero delle raffinerie in funzione è sceso da 11 a 10, con la chiusura di Livorno per la trasformazione in bioraffineria. Quanto alla rete di distribuzione, il preconsuntivo dedica un interessante approfondimento alle “reti locali” e ai fattori di razionalizzazione sulla base della normativa regionale. “Milano ha già razionalizzato, con rimozione dei chioschi e rafforzamento delle stazioni di servizio. Anche Bologna, che è più estesa di Napoli, ha 112 punti vendita contro i 228 di Napoli, dove però il 60% sono ancora chioschi, mentre Bologna ha il 70% di stazioni di servizio. La razionalizzazione – ha proseguito – si può fare, con amministrazioni capaci, anche a normativa corrente. Se aiutata da un disegno di legge è meglio, ma si può già fare”.Memore delle polemiche sul ritorno dell’accisa piena dal primo gennaio 2023, Murano ha poi messo le mani avanti sull’allineamento in vista con il nuovo anno: “mi aspetto che non ci siano levate di scudi, nessun nuovo cartellone. Se aumenta l’accisa, aumenta il prezzo e avremo lo scavalco: dal primo gennaio il gasolio sarà più caro della benzina di tre centesimi al litro. E il nostro paese sarà sempre più leader delle accise sui prodotti finiti, un primato che non ci rende orgogliosi”.Infine anche un accenno all’upstream: “gas e petrolio esistono anche in Europa, sta a noi incoraggiarne l’estrazione”, ha detto Murano.Alessandro Fontana, direttore dle Centro Studi Confindustria, ha analizzato gli effetti dei nuovi scenari internazionali sulle economie dei vari PaesiEnnio Cascetta, coordinatore dell’Osservatorio Sunrise Most e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Caracciolo, ha illustrato una mole di dati sul parco circolante e sulle effettive percorrenze, evidenziando come molto spesso discorsi e politiche si basino su dati estremamente approssimativi (vedi slide allegate). Ha puntato poi il dito sulle “politiche confuse e contraddittorie dell’Unione Europea sulla mobilità”, per cui, anche se le cose andassero molto bene “non raggiungeremmo gli obiettivi”, anche perché è stata “sottovalutata la dimensione dello stock” circolante.Stephen Anderson, consigliere per gli affari economici dell’ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, ha centrato il proprio intervento sulla “corsa globale all’innovazione: abbiamo bisogno di innovazione ed Europa e Italia devono innovare insieme agli Stati Uniti. Per questo serve una abbondanza energetica, per alimentare l’AI, e vorremmo l’Italia come partner privilegiato, in particolare per l’Lng. Draghi – ha proseguito – ha avvertito l’Europa sul rischio di rimanere indietro sull’intelligenza artificiale. Noi – ha concluso – vogliamo vendere più energia ad amici e alleati”. ▪️“Sono certe le norme sulla saturazione virtuale, sui data center”, mentre per “la parte economica” si aspetta il “momento in cui si trova la soluzione con il ministero dell’Economia”. Così il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha risposto alla Staffetta a margine dell’evento di celebrazione del “bilancio” delle attività Gse nel 2025, a una domanda sulle disposizioni inserite nell’ultima bozza di DL Energia circolata ieri (v. Staffetta 10/12). ▪️La giunta regionale dell’Umbria “apprende con rammarico” dell’impugnazione da parte del governo dinanzi alla Corte Costituzionale della regge regionale sulle aree idonee (v. Staffetta 12/12). L’impugnativa, si legge in una nota a firma dell’assessore all’Ambiente e all’energia, Thomas De Luca, “giunge inaspettatamente, a conclusione di un lungo processo di confronto nel corso del quale la presidente aveva accolto tutte le osservazioni dei ministeri, ad eccezione della richiesta avanzata dal Mase di sopprimere l’articolo 4 che prevedeva l’individuazione di aree non idonee alla realizzazione di impianti da Fonti di Energia Rinnovabile (Fer)”., in merito alle decisioni adottate dal Governo Meloni. ▪️Nel Consiglio dei ministri di ieri, nel quale il governo ha impugnato il Ddl dell’Umbria sulle aree idonee (v. notizia a parte), è stato approvato il decreto-legge “Disposizioni urgenti in materia di termini normativi”. La bozza del DL Milleproroghe circolata nei giorni scorsi, ricordiamo, conteneva lo slittamento di un anno degli obblighi sulle rinnovabili termiche (v. Staffetta 10/12).Il governo ha inoltre espresso parere di valutazione ambientale positiva su 11 progetti fotovoltaici e agrivoltaici in Puglia. Il Cdm, ricordiamo, si esprime in caso di pareri contrastanti tra ministero dell’Ambiente e ministero della Cultura. In particolare, il governo ha sbloccato i progetti di Pacifico (22 MW a Troia), di Aquila Clean Energy (80 MW a Torremaggiore), di Lucky Wind (50 MW con 25 MW di accumulo a Manfredonia), della società veicolo Parco Solare Manfredonia (77 MW nel comune omonimo), di EN.IT (141 MW a Cerignola), di Kenergia (34 MW con 5 MW di accumulo a Castellaneta), della spv Solar Capital 3 (60 MW a Rignano Garganico), di Limes Renewable Energy (51 MW a Cerignola), di EF Solare (97 MW ad Ascoli Satriano), di Green Genius (38 MW a Foggia) e, infine, di Recurrent Energy (64 MW a Mesagne).Il Consiglio dei ministri, infine, su proposta del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e vista la richiesta del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha deliberato il collocamento fuori ruolo del ministro plenipotenziario, Fabrizio Lucentini, presso il Mase, quale consigliere diplomatico aggiunto e, dal 16 gennaio 2026, consigliere diplomatico. Lucentini sostituisce Giuseppe Manzo (v. Staffetta 25/11/22). ▪️Paolo Arlandini entra nel Cda di Erg al posto di Luca Bettonte, l’ex a.d del gruppo da 2012 al 2021 che ha lasciato l’incarico di consigliere di amministrazione lo scorso 16 novembre con effetto da giorno successivo per motivi personali. Arlandini subentra a Bettonte anche come membro del Comitato strategico e resterà in carica come consigliere non esecutivo fino alla prossima assemblea degli azionisti di Erg. Arlandini è membro del Cda della San Quirico, la holding delle famiglie Garrone e Mondini cui fa capo Erg ed in passato è stato Cfo della stessa Erg. ▪️È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 287 dell’11 dicembre il decreto interministeriale che avvia il riparto parziale del Fondo per la strategia di mobilità sostenibile. Il provvedimento destina 590 milioni di euro, riporta un comunicato del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, nel periodo 2027-2031, al rinnovo del parco veicolare delle imprese di autotrasporto iscritte al Registro elettronico nazionale (Ren) e all’Albo nazionale degli autotrasportatori. ▪️È martedì pomeriggio l’appuntamento in Parlamento per il nuovo collegio Arera. I componenti designati (il presidente Nicola dell’Acqua con Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini) sono infatti attesi prima in commissione Ambiente del Senato e poi alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera per l’audizione cui seguirà, nei giorni successivi, il prescritto parere. Le nomine dovranno poi essere ufficializzate con decreto del presidente della Repubblica. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️La Commissione europea ha pubblicato il pacchetto di infrazioni per dicembre. Nella nota, la Commissione fa sapere di aver inviato un parere motivato all’Italia e ad altri sette Stati membri per il mancato recepimento della direttiva (EU) 2023/2413 per promuovere le energie rinnovabili, la cosiddetta Red III. Il parere motivato fa seguito alla lettera di messa in mora di luglio 2025 (v. Staffetta 24/07). Ricordiamo che lo schema di decreto legislativo di recepimento è all’esame delle commissioni parlamentari competenti, e verrà esaminato la settimana prossima in Conferenza Unificata (v. Staffetta 11/12). ▪️Nell’editoriale dell’ultimo Oil Market Report, intitolato “mercati paralleli”, l’Aie spiega come mai il mercato è in surplus di prodotto anche se le scorte sono sottili. “Si è parlato molto dell’apparente disconnessione tra l’attuale surplus globale di petrolio da un lato e le scorte prossime ai minimi decennali presso i principali hub di determinazione dei prezzi dall’altro”, premette l’Aie. In effetti, nonostante i volumi record di petrolio accumulati in scorte galleggianti, i prezzi di riferimento del greggio sono diminuiti solo marginalmente a novembre.Le scorte globali di petrolio osservate sono aumentate di 424 milioni di barili da gennaio a novembre, ovvero 1,3 milioni di barili al giorno in media. In particolare, il greggio in acqua è aumentato di 213 milioni di barili da fine agosto, poiché i barili sanzionati hanno faticato a trovare acquirenti, le spedizioni record a lungo raggio dalle Americhe all’Asia hanno incrementato i volumi in transito e le esportazioni dai membri dell’OpecPlus in Medio Oriente sono aumentate grazie alle quote più elevate e alla domanda regionale stagionalmente più debole. Le scorte di greggio della Cina sono aumentate di 58 milioni di barili da gennaio a novembre, mentre i liquidi di gas statunitensi sono aumentati di 63 milioni di barili. Tuttavia, in netto contrasto con il quadro generale, le scorte di greggio e prodotti raffinati nei principali hub dei prezzi hanno registrato solo incrementi marginali.“Queste variazioni osservate nelle scorte sono in ritardo rispetto all’aumento di quasi 2 mb/g che i nostri bilanci implicano nei primi tre trimestri dell’anno e al surplus medio di 3,7 mb/g dal quarto trimestre del 2025 al 2026 – ammette l’Aie – Gran parte della discrepanza è spiegata dalle tendenze divergenti nei diversi mercati del greggio, dei gas di scarico e dei prodotti petroliferi, con il deterioramento della trasparenza del mercato che offusca ulteriormente il quadro”. ▪️Il 10 dicembre la Commissione europea non ha presentato il pacchetto automotive e appare alquanto nebulosa anche la data in cui lo farà (al momento non ci sono date ufficiali, anche si parla del 16 dicembre). Ciononostante, continuano a emergere sempre più indiscrezioni in base alle quali Bruxelles sarebbe pronta a un netto cambio di rotta sul piano delle politiche ambientali per il settore.Negli ultimi giorni sono arrivate soprattutto dalla Germania conferme in merito a un passo indietro della Commissione che sarebbe pronta a ritirare del tutto il divieto alla vendita di auto termiche e non a rimandarlo di 5 anni come si ipotizzava all’inizio della settimana. Un’accelerazione abbastanza improvvisa, forse favorita anche dall’appoggio parziale arrivato da Parigi.Il presidente del Partito Popolare Europeo, Manfred Weber, dopo una prima dichiarazione alla Bild, in conferenza stampa è apparso sicuro nell’annunciare che “martedì prossimo la Commissione europea presenterà una proposta chiara per abolire il divieto sui motori a combustione”. Weber ha spiegato che verrà proposta in alternativa una riduzione del 90% delle emissioni di CO2 a partire dal 2035 e che non ci sarà nessun rinvio del divieto al 2040.Il principale quotidiano economico tedesco Handelsblatt ha aggiunto che la Commissione europea è impegnata anche a rivedere gli obiettivi per il 2030. “Per l’industria, l’adeguamento degli obiettivi intermedi a breve termine è addirittura molto più importante del dibattito sul 2035”, ha sottolineato il quotidiano. Da Bruxelles nessuna conferma, ma anche nessuna smentita. Un dettaglio non di poco conto, visto che i commissari europei hanno sempre stroncato sul nascere le indiscrezioni su un eventuale cambio di rotta sul regolamento per l’automotive. Ecco perché la sua “revisione” sembra sempre più orientata a trasformarsi in una vera e propria rivoluzione. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Secondo la vulgata più diffusa, i data center si concentrano in Piemonte e in Lombardia perché, essendovi già presente una consolidata attività digitale, è facilitato l’accesso a infrastrutture di telecomunicazioni avanzate ed è garantita la vicinanza a grandi centri di consumo. Tutte condizioni effettivamente esistenti che, provocando concentrazioni elevate, rendono però progressivamente più difficile il permitting di nuove installazioni.In realtà, la forte attrazione per queste due regioni è giustificata anche dai dati dell’Osservatorio Idrico Permanente di Ispra, un ente pubblico vigilato dal Mase, che effettua ricerche sulla protezione dell’ambiente, la gestione del territorio e la conservazione della biodiversità. Secondo Ispra, il Distretto del Po (che include Piemonte e Lombardia) finora non ha presentato fenomeni permanenti di severità idrica, “conditio sine qua non” per installare data center, visto l’elevato consumo d’acqua richiesto per il loro raffreddamento. Lo conferma la dimensione del mercato globale dei sistemi di raffreddamento per data center, valutato 21,18 miliardi di dollari nel 2024, con la previsione che si quadruplichi da qui al 2034, quando dovrebbe raggiungere 91,68 miliardi, con un tasso di crescita annuale composto del 15,8% nel decennio preso in considerazione. ▪️A novembre il Pun Index GME sale a 117,09 €/MWh (+6,04 €/MWh o +5,4% su ottobre), in un contesto di rialzi delle quotazioni osservati anche sulle altre principali borse elettriche europee (+2/+17 €/MWh), lieve calo dei principali riferimenti di prezzo del gas, stabilmente sui minimi da maggio 2024 (IGI: 32,56 €/MWh, -0,42 €/MWh), un aumento degli acquisti e un calo dell’offerta (3,9%) e delle vendite rinnovabili. Risulta, invece, in aumento il saldo con l’estero. E’ quanto emerge dalla nota di sintesi sulla Newsletter del Gme. ▪️Mercato internazionale. Sui circuiti elettronici internazionali, negli ultimi sette giorni monitorati, le quotazioni del petrolio sono scese parecchio, complice una cascata di correzioni al ribasso delle previsioni sul Brent. Banche e case di rating vedono un eccesso di offerta sul mercato. L’avanzamento dei colloqui di pace per la guerra in Ucraina rappresenta un ulteriore fattore ribassista. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 61,28 dollari al barile (-1,99), il Light crude a 57,6 (-2,07), il Brent a 61,28 (-1,98), il Murban a 62,58 (-2,5). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è scivolata a 672,25 $/t (-33,75), del gasolio 10 ppm a 647,5 (-39,5), del risca 0,1% a 627 (-19,25) del Btz a 355,5 (-17,25), dell’Atz a 326 (-18,5). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 645 ad un massimo di 645,5 dollari tonnellata, quelle della benzina da 669,75 a 670,25.Mercato interno. Prezzi d’acquisto in forte discesa in scia ai ribassi messi a segno dal mercato dei prodotti petroliferi del Mediterraneo. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è scivolata di 14 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 7, il denso Btz di 18 euro per mille chili, mentre il gasolio risca 0,1 è salito di 4 euro. Questa mattina la benzina è arretrata di 1 euro e il denso Btz di 2. Il risca è salito di 5, mentre i gasoli autotrazione e agricolo sono rimasti invariati. Per lunedì la benzina, il gasolio autotrazione e l’agricolo scenderanno di altri 15 euro, il risca di 13 e il denso di 4. In leggero rialzo la media settimanale del Gpl miscela (uso comb). |
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