Policy focus – 15 gennaio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024 n. 207, art. 1, commi da 427 a 429) in tema di credito d’imposta “Transizione 5.0”, l’auspicio è che nel 2025 vi siano le condizioni per consentire alle imprese di perseguire la strada dell’innovazione e del risparmio energetico.Infatti, il legislatore ha previsto:- Una semplificazione delle procedure di calcolo dei consumi energetici, valorizzando il ruolo delle Esco e introducendo una procedura diretta per il riconoscimento dei benefici in caso di sostituzione di beni obsoleti;- La possibilità di cumulo con altri incentivi nazionali ed europei, incluso il credito di imposta Zes;- Una maggiorazione per i pannelli fotovoltaici realizzati in Europa, con la finalità di azzerare il divario di costo con moduli e celle prodotti fuori dall’Europa;- Un’aliquota unica per gli investimenti fino a 10 milioni di euro.

▪️L’obbligo per i venditori di metano auto di distribuire una quota di biometano è “l’ennesima mazzata” per un settore già in fortissima crisi; un colpo cui va ad aggiungersi l’esenzione dall’obbligo per il “concorrente” Gpl. La denuncia è di Federmetano che in una nota ricorda che dal 1° gennaio 2025, per effetto del “decreto biocarburanti” n. 107 del 16 marzo 2023 (v. Staffetta 10/01), è entrato in vigore per i distributori di metano autotrazione l’obbligo di immettere in consumo una quota crescente di biocarburanti per i trasporti. Per il settore, scrive l’associazione, “è l’ennesima mazzata”, che va ad aggiungersi alla “tempesta perfetta (dalla quale non siamo ancora usciti) che dall’ottobre 2021 – alimentata dalla guerra Russo-Ucraina – ha fatto lievitare il prezzo del gas fino al 360%”; alla “scellerata decisione europea, nell’ambito del pacchetto Fit for 55, che impone la trasformazione del trasporto su strada in elettrico/idrogeno”; alla delibera Arera 512/2021/R/GAS per il riassetto dei sistemi di misura del gas sulla rete di trasporto, i cui effetti economici e operativi alla fine si riverseranno quasi unicamente sugli 800 punti autotrazione (più di metà della rete) con un aggravio di costi, sanzioni e oneri burocratici; infine, alla mancata emanazione del decreto interministeriale attuativo del decreto-legge 76/2020, che avrebbe dovuto semplificare la vita a utenti e operatori nell’ambito del ricollaudo serbatoi.

▪️Il gruppo Renault, attraverso il marchio Mobilize, e Autostrade per l’Italia, tramite la sua controllata Free To X, hanno firmato un accordo quadro per sviluppare infrastrutture di ricarica rapida in Italia. E’ quanto annuncia una nota congiunta. Nell’ambito dell’accordo, Mobilize acquisirà una quota significativa di Free To X, società di Autostrade per l’Italia dedicata alla ricarica veloce.

▪️Enel ha attivato percorsi di formazione ad alta specializzazione tecnologica dedicati alla transizione energetica. Sono infatti stati avviati nuovi anni accademici delle Fondazioni Itsel di Civitavecchia e dell’ITS di Macomer, un’ulteriore opportunità per i tanti giovani che, al termine della scuola superiore, optano per una formazione didattica altamente aderente alle esigenze del mondo delle imprese e del lavoro.

▪️“Domani il ministro Urso dovrà rispondere in Parlamento alla nostra interrogazione sul caro energia e carburanti. Visto che la presidente Meloni è scappata dalla domanda in conferenza stampa, chiediamo al ministro Urso di rendere noto cosa stia facendo il governo per fermare il rialzo dei costi dell’energia per le famiglie e le imprese italiane”. Lo scrive in una nota il capogruppo PD in commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo, primo firmatario dell’interrogazione a risposta immediata sottoscritta anche dai deputati PD De Micheli, Di Sanzo, Gnassi, Pandolfo, Ferrari, Ghio, Casu, Fornaro.Nell’interrogazione, Peluffo, citando la notizia data ieri dalla Staffetta (v. Staffetta 13/01), ricorda che la benzina è al livello di inizio settembre 2024, il gasolio al livello di fine agosto.

▪️Siot, la società che gestisce l’Oleodotto Transalpino, nel 2024 ha raggiunto un traguardo importante, sbarcando oltre 40 milioni di tonnellate di greggio, un risultato che mancava dal 2019, prima della pandemia. Questo successo è stato ottenuto nonostante le sfide operative affrontate nel corso dell’anno, tra cui i lavori di manutenzione straordinaria delle strutture di ormeggio al Terminale Marino e altri progetti strategici come TAL Plus. 

▪️Ieri il dipartimento per il Programma di governo della Presidenza del Consiglio ha pubblicato la nona relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi aggiornata al 31 dicembre 2024. Dalla relazione emerge che il governo ha adottato 504 provvedimenti attuativi sugli 890 previsti, con un tasso di adozione del 56,6% ovvero 4 punti percentuali in più del trimestre precedente. La percentuale di provvedimenti autoapplicativi, che non necessitano di decreti attuativi, è aumentata dal 43 al 46% del totale. Dall’insediamento ad oggi, inoltre, il governo è passato da 376 a 136 decreti attuativi ancora da adottare previsti dai governi precedenti. Tra i provvedimenti attuativi più importanti del trimestre, la relazione cita il decreto per l’acquisto di beni strumentali per aziende nella zona economica speciale unica, quello per il reddito di libertà a favore delle donne vittime di violenza, quello per l’individuazione delle risorse finanziarie del Piano Mattei. Per quanto riguarda i singoli ministeri, nella relazione si legge che il ministero dell’Ambiente ha adottato il 37,9% dei 58 decreti previsti, quello delle Imprese il 60% dei 50 previsti e quello dei Trasporti il 49,4% degli 81 previsti.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Agli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea per il 2030 si accompagnerà, nei prossimi cinque anni, un’altra sfida tutt’altro che da sottovalutare: come soddisfare il consumo energetico dei data center e come gestirne gli impatti sull’adeguatezza del sistema elettrico e delle infrastrutture di trasmissione e distribuzione.La IEA nel recente rapporto Electricity 2024 (v. Staffetta 22/07/24), stima che il consumo di elettricità dei data center in Europa nel 2022 sia stato pari a 100 TWh (pari al 4% della domanda complessiva europea) e che tale fabbisogno è destinato a salire a 150 TWh nel 2026 (come dire poco meno di metà del totale dei consumi elettrici italiani).I data center sono impiegati per una molteplicità di applicazioni: per uso interno dalle imprese di piccole, medie e grandi dimensioni di diversi settori, nelle telecomunicazioni per fornire servizi di comunicazione e connessione internet su larga scala ai clienti finali, e dai fornitori di servizi di co-location. Senza considerare i molteplici impieghi nel settore energetico stesso dove sarà possibile un approccio sempre più predittivo e “smart” allo sviluppo delle infrastrutture di rete e alla gestione dei consumi. Nei prossimi anni, un ulteriore contributo alla crescita dei data center arriverà dall’intelligenza artificiale che richiede consumi energetici tanto maggiori quanto maggiore è il volume di dati da processare e la velocità e l’efficienza con cui l’elaborazione dei dati deve avvenire.I sistemi di processamento dati, il raffreddamento delle strutture IT e l’alimentazione dei sistemi di stoccaggio e di rete rappresentano la principale fonte di consumo energetico dei data center. In Europa, i data center sono concentrati oggi prevalentemente nelle principali piazze finanziarie di Francoforte, Londra, Amsterdam, Dublino e Parigi.E l’Italia? Secondo un rapporto dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, negli ultimi due anni 23 organizzazioni hanno annunciato la realizzazione di 83 nuove strutture per l’elaborazione dati per investimenti complessivi pari a circa 5 miliardi di euro.

▪️Oggi il Financial Times riporta la notizia che lo scorso anno i cantieri navali di Francia e Danimarca hanno dato un contributo fondamentale all’operatività delle esportazioni russe di Gnl, offrendo servizi di manutenzione specialistici e parti di ricambio alla flotta di metaniere che serve il maxi liquefattore di Yamal Lng. Il quotidiano, citando analisi sul traffico marittimo svolte dalla società di consulenza Kpler, indica in particolare i cantieri Damen di Brest, in Francia, e i cantieri Fayard A/S in Danimarca, come le strutture in cui 14 delle 15 metaniere abilitate a operare su Yamal, tutte di classe Arc7 – ossia con dispositivi rompighiaccio – hanno trovato sistematicamente ricovero e assistenza, in particolare in 8 casi per Damen e 9 per Fayard. Come più volte ricordato, le esportazioni di Gnl russo non sono finora state oggetto delle sanzioni occidentali e quindi sono proseguite in questi anni anche dopo l’aggressione russa all’Ucraina, anzi – come già visto (v. Staffetta 09/01) – nel 2024 secondo il rapporto Icis Lng Edge sono aumentate del 7% rispetto al 2023.

▪️ Un accordo di cooperazione tra Italia e Arabia Saudita su tutti i principali fronti della transizione e della sicurezza energetica: dalle rinnovabili alla riduzione delle emissioni di metano, dalle interconnessioni elettriche all’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni (con i derivati come l’ammoniaca), fino ai sistemi di cattura, stoccaggio e utilizzo della CO2. Lo hanno firmato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e il ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, Abdulaziz Bin Salman Al Saud, in occasione di un incontro oggi a Riad.

▪️ Si allunga e si intensifica il calo produttivo che dal 7 gennaio sta riducendo i flussi di gas azero per l’Europa, inclusi quelli che arrivano in Puglia via gasdotto Tap (v. Staffetta 10/01). La Agsc, jv tra Socar, BP, Lukoil e altri operatori che gestisce il giacimento azero Shah Deniz 2 ha comunicato oggi che l’indisponibilità non programmata delle apparecchiature produttive annunciata nei giorni scorsi si prolungherà fino al 19 gennaio anziché al 15, come detto la scorsa settimana. Inoltre da domani, 15 gennaio, la riduzione prevista della produzione salirà a 8,5 milioni di mc al giorno da 5,5.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Shell Energy Italia ha firmato un contratto Ppa decennale con Unicalce per la fornitura di energia rinnovabile. L’accordo, si legge in una nota, prevede che l’energia sia prodotta da un impianto fotovoltaico di Shell situato in Puglia, regione strategica per le attività di Unicalce vista la presenza del sito produttivo di Palagiano (TA), dedicato a calce e a materiali premiscelati per l’edilizia. Oltre alla fornitura di energia rinnovabile, Shell Energy Italia garantirà l’energia aggiuntiva necessaria per coprire l’intero fabbisogno energetico di Unicalce.

▪️Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del petrolio e dei prodotti petroliferi hanno messo il turbo all’indomani dell’annuncio delle nuove sanzioni petrolifere Usa contro la Russia. Il Brent è tornato sopra quota 80, livello che non vedeva da agosto scorso. Gli esperti calcolano che con questo nuovo round di sanzioni sia stato messo fuori uso circa un quarto della flotta ombra russa. Intanto a dare ulteriore spinta rialzista alle quotazioni di greggi e prodotti c’è anche l’indebolimento del dollaro sull’euro. Anche al Nymex, le recenti posizioni nette lunghe degli investitori non commerciali sono letteralmente schizzate (v. tabella), a dimostrazione del fatto che sta cambiando proprio la struttura della curva del mercato, passata in backwardation (greggio pronto che vale più di quello postdatato), seppure in un clima di forte instabilità. Bisogna ricordare che l’aumento delle quotazioni del barile ha come effetto collaterale quello di far aumentare le entrate dei paesi produttori di petrolio, tra cui c’è anche la Russia, sebbene sia sotto sanzioni Usa sempre più stringenti. A tale proposito in una nota, l’Unem “stima che le sanzioni vadano a colpire un volume di petrolio russo pari a circa 1,5 milioni di barili/giorno” trasportato dalla flotta ombra “principalmente verso Cina ed India” che ora si trova ad affrontare “costi e rischi molto maggiori oppure a reindirizzare i propri acquisti verso altre aree (medio-orientali ed africane in particolare) con costi di trasporto più alti per la maggiore distanza”, sottolinea l’Unem. Secondo l’Unione i riflessi dell’aumento dei prezzi del petrolio si sono già scaricati sulle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati (benzina e gasolio) “che dall’inizio dell’anno si sono apprezzati di circa 6 centesimi euro/litro, di cui circa 2 dovuti all’effetto cambio visto il progressivo indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro”. “Un effetto – prosegue la nota Unem – ancora più evidente se il confronto si fa con il gennaio del 2024 quando le quotazioni in dollari/tonnellata sia di benzina che gasolio erano molto più alte di quelle attuali ma inferiori in euro/litro di 3-4 centesimi grazie ad un cambio decisamente più favorevole (1,09 rispetto all’1,02 attuale)” .Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 81,72 dollari al barile (+3,78), il Light crude a 78,88 (+2,31), il Brent a 81,01 (+1,25). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è salita a 768 dollari alla tonnellata (+18,88), quella del gasolio 10 ppm a 759,68 (+20,68), del risca 0,1 a 744,75 (+19,5), del Btz a 495,25 (+7,25), l’Atz a 461,31 (+5,25). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 752/773 (731/752), gasoli 728/757 (708/736), Btz 481/495 (468/481), Atz 441/469 (429/456). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,0286.

▪️Il rialzo delle quotazioni petrolifere e dei prezzi dei carburanti è legato principalmente alle nuove sanzioni Usa sul petrolio russo (v. Staffetta 13/01). Lo sottolinea Unem in una nota. Le quotazioni del Brent sono sopra gli 81 dollari/barile, un livello che non si vedeva dalla fine dell’agosto scorso, scrive l’associazione. Una ripresa “in larga parte dovuta ai timori dei mercati per gli effetti dell’ultimissimo pacchetto di sanzioni del governo americano nei confronti della Russia, a detta di molti il più duro finora mai introdotto, che colpisce società come GazpromNeft e Surgutneftegaz, oltre una lista di 183 petroliere quasi tutte parte di quella flotta ombra che la Russia ha finora utilizzato per aggirare le sanzioni vigenti garantendosi introiti altissimi”.Unem stima che le nuove sanzioni colpiscano un volume di petrolio russo pari a circa 1,5 milioni di barili/giorno trasportato dalle “navi fantasma” principalmente verso Cina e India che ora si trovano ad affrontare costi e rischi molto maggiori oppure a reindirizzare i propri acquisti verso altre aree (medio-orientali e africane in particolare) con costi di trasporto più alti per la maggiore distanza. Inoltre, sottolinea Unem, i dati di una riduzione dell’output petrolifero a dicembre, sia dei Paesi Opec sia della Russia, contribuiscono a fornire ulteriori elementi di supporto per la crescita delle quotazioni del barile.I riflessi di queste tensioni, conclude Unem, si sono scaricati anche sulle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che dall’inizio dell’anno si sono apprezzate di circa 6 centesimi di euro/litro, di cui circa 2 dovuti all’effetto cambio visto il progressivo indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro. Un effetto ancora più evidente se il confronto si fa con il gennaio del 2024 quando le quotazioni in dollari/tonnellata sia di benzina che gasolio erano molto più alte di quelle attuali ma inferiori in euro/litro di 3-4 centesimi grazie ad un cambio decisamente più favorevole (1,09 rispetto all’1,02 attuale).


▪️Fincantieri e Gruppo Hera hanno annunciato ieri la costituzione di CircularYard srl, una joint venture volta a realizzare, negli otto cantieri italiani di Fincantieri, un innovativo sistema integrato di gestione dei rifiuti, finalizzato anche alla loro valorizzazione in ottica di economia circolare. In futuro le due società prevedono di allargare l’operatività della newco anche ad altri siti di Fincantieri localizzati all’estero. CircularYard, nata in seguito al memorandum d’intesa firmato a luglio 2024, “introdurrà soluzioni innovative e sostenibili, al fine di garantire maggiore controllo sui fornitori e promuovendo trasparenza, sicurezza e qualità lungo tutta la filiera. A regime, si prevede che la newco tratterà 100 mila tonnellate l’anno di scarti industriali”, si legge nella nota.

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