Policy focus – 15 giugno 2026

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️E’ stata presentata martedì scorso alla Camera un’interrogazione a risposta scritta al ministero dell’Ambiente sull’intervista pubblica fatta da un membro dell’Autorità indipendente di regolazione per l’energia Arera a leader del M5S Giuseppe Conte.
L’interrogazione è stata depositata da Fratelli d’Italia e riporta ampi brani dell’articolo con cui la Staffetta il giorno precedente aveva dato conto dell’insolita circostanza del commissario Arera Livio De Santoli che intervistava un leader politico facilitando un suo intervento in pubblico (v. Staffetta 08/06).


▪️ Si è allargato nelle scorse settimane il novero delle imprese associate di Energia Libera che si preparano a lasciare l’associazione di operatori indipendenti dell’energia. A quanto riferiscono alla Staffetta più fonti, la fase di riflessione avviatasi con la decisione di Axpo (v. Staffetta 11/02) di uscire dal prossimo anno con annesse dimissioni di Salvatore Pinto da presidente, si è conclusa con un’analoga scelta di altre associate: hanno dato infatti disdetta con decorrenza da gennaio 2027 anche altri soci come Edison, E.On, Sorgenia. Tirreno Power per parte sua nelle scorse settimane è entrata anche in Elettricità Futura, ma senza dare disdetta da Energia Libera, sottolinea un portavoce. 


▪️ Il Gse ha avviato la consultazione pubblica per il “perfezionamento” del meccanismo di garanzia di ultima istanza sui Power Purchase Agreement (Ppa), i contratti di lungo termine della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese. Il meccanismo è stato introdotto con l’articolo 4 del DL Bollette 21/2026 e l’obiettivo della consultazione è “acquisire contributi ai fini dell’attuazione” della norma, in particolare “riguardo ai compiti istituzionali del Gse come garante di ultima istanza e come soggetto facilitatore nel supporto alla stipula di Ppa”.


▪️ A partire dalle ore 12:00 di domani, venerdì 12 giugno, sarà operativa sul portale del Gse la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0 (Iperammortamento), a supporto degli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e impianti rinnovabili (v. Staffetta 05/05).
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Con la decisione di esecuzione UE 2026/1295 del 4 giugno 2026, il Consiglio UE ha autorizzato la Svezia ad applicare accisa su benzina e gasolio inferiori al minimo previsto dalla direttiva 2003/96/CE. La Svezia è stata autorizzata ad applicare una riduzione delle aliquote fino a 2,4 corone al litro (21 centesimi di euro) al di sotto dei livelli minimi, dal 1° luglio al 30 novembre 2026. 


▪️ Il Consiglio federale svizzero ha deciso oggi, per ragioni di sicurezza energetica, di chiedere al Parlamento di respingere due iniziative di modifica della costituzione che mirano a limitare fortemente la possibilità di realizzare impianti eolici in Svizzera. 


▪️ Volkswagen, Stellantis e Renault hanno scritto questa settimana al Parlamento europeo per chiedere una definizione netta di “made in Europe”: il 70% dei veicoli venduti nell’UE dovrebbe avere il 70% del proprio valore generato all’interno dei 27 Stati membri (più Islanda, Liechtenstein e Norvegia), lungo tutta la catena del valore, dall’ingegneria alla produzione. 
La lettera sottolinea come il mercato abbia perso tre milioni di auto all’anno rispetto al 2019, con le importazioni già al 26%. “Vogliamo offrire alla classe media europea auto pulite, accessibili e tecnologicamente avanzate”, hanno scritto i tre gruppi che hanno rivendicato di rappresentare circa il 60% della produzione automobilistica europea.
La stessa richiesta era stata anticipata pochi giorni prima da Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, sul palco dell’Automotive News Europe Congress di Bruxelles, dove aveva parlato di un quadro “made in Europe” solido per garantire parità di condizioni tra gli operatori e proteggere occupazione, produzione e filiera europea.
Sullo stesso palco, però, il ceo di Toyota Europe Yoshihiro Nakata aveva chiesto esattamente il contrario: estendere, non restringere, il perimetro “made in Europe” previsto dall’Industrial Accelerator Act, includendo componenti prodotti in Regno Unito, Giappone e Turchia – paesi dove Toyota, così come Jaguar Land Rover e Honda – ha stabilimenti che esportano verso l’UE. 
Per Toyota, che nel 2025 ha prodotto in Europa l’80% delle vetture vendute nella regione, una definizione troppo stretta rischierebbe di escludere partner strategici già integrati nella filiera, indebolendo investimenti, occupazione e trasferimento tecnologico verso il continente.
Il pacchetto automotive che il Parlamento europeo discuterà nei prossimi mesi dovrà tenere insieme queste tensioni. I grandi gruppi europei continuano a chiedere a Bruxelles protezione per compensare lo svantaggio competitivo piuttosto che provare a colmarlo: prima erano i target CO2 da rivedere per salvare posti di lavoro, ora sono le regole di filiera per arginare i produttori cinesi.
Le due richieste, però, raccontano due storie diverse. Se l’obiettivo è costruire una filiera europea di veicoli elettrici e batterie capace di competere con quella cinese, “made in Europe” potrebbe essere lo scudo che le serve per crescere senza essere spazzata via dai prezzi più bassi di Pechino: una protezione temporanea per un’industria nascente. 
Ma se, allo stesso tempo, si chiede di alleggerire i target CO2– più ibridi, più motori termici, meno pressione a investire in auto elettriche e batterie – quella filiera crescerà più lentamente, o rischia di non crescere affatto. In quel caso “made in Europe” finirebbe per proteggere non la transizione, ma la sua assenza: tenere fuori le auto elettriche cinesi a basso costo, mentre questi stessi gruppi continuano a vendere quello che sanno già fare. 
Il rafforzamento del “made in Europe” serve dunque a proteggere una filiera nascente p a evitare di metterla in piedi?


▪️La recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea C-386/2024 si è espressa con chiarezza sulle condizioni stabilite dalla normativa nazionale necessarie per l’ottenimento della licenza per l’esercizio di deposito fiscale di prodotti energetici, con specifico riferimento ai principio di proporzionalità.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Non si ferma la corsa degli autobus elettrici, arrivati nei primi cinque mesi dell’anno a insidiare il primato del gasolio. Quanto agli autocarri, stabile il metano, in calo la trazione elettrica. Sono i principali spunti che emergono dai dati relativi alle immatricolazioni di mezzi pesanti in maggio, elaborati da Anfia (v. Staffetta 29/05).
In maggio in Italia sono stati immatricolati 5 camion a Gnl contro i 1 di maggio 2025. Sono 17 i mezzi classificati “a metano” (20 un anno prima), zero ibridi (come un anno prima) e 19 gli elettrici (31 a maggio 2025). Stabile il diesel a 2.240 mezzi. In totale, le immatricolazioni di mezzi pesanti sono diminuite dello 0,5% a 2.481 mezzi. Nei primi cinque mesi dell’anno, i mezzi alimentati a gas naturale (Gnc e Gnl) sono 141 contro i 198 di un anno fa.


▪️Mercato internazionale. Un’altra settimana in altalena per le quotazioni del petrolio e dei prodotti petroliferi, mentre una riapertura dello stretto di Hormuz sembra sempre più difficile, nonostante le rassicurazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui nel w.e. si raggiungerà un accorso. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec è sceso a 98,07 dollari al barile (-5,67), il Light crude è sceso a 87,71 (-5,33), il Brent a 90,38 (-4,67), il Murban a 87,25 (-6,25). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è salita a 1047,63 $/t (+8,75), del gasolio 10 ppm è scivolato a 1060,63 (-29,13), del risca 0,1% a 1042,75 (-41,88) del Btz a 579,13 (-8,88), dell’Atz a 537,63 (-32,63). In Mediterraneo, la media degli ultimi cinque giorni del Jet fuel fob high è risultata pari a 1100,5 $/t. 


▪️ Mercato interno. Settimana di ribassi per i prezzi d’acquisto grazie alla flessione registrata sul mercato dei prodotti petroliferi del Mediterraneo. Il taglio dello sconto di accisa a 50 euro per mille litri, in vigore dal 7 giugno, sul gasolio autotrazione ha ridotto i benefici per i rivenditori. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina ha perso 11 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) 49, il gasolio risca 0,1 circa 55 e il denso Btz 23 euro per mille chili. Questa mattina, in base alle indicazioni del Cif Med, la benzina ha preso 17 euro, i gasoli 13 e il denso Btz 10. Per lunedì la benzina dovrebbe prendere 9 euro e il denso Btz 4. I gasoli scenderanno di 1 euro. Stabile la media settimanale del Gpl miscela (uso comb.).


▪️ Il Gse ha comunicato oggi che, nella sessione d’asta del 22 giugno 2026, saranno offerte agli operatori ammessi alle procedure concorrenziali 2.068.273 Garanzie d’Origine (GO) Gas relative alla produzione di biometano per il periodo decorrente dal mese di giugno 2025 al mese di marzo 2026

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI