| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il decreto Fer2 incentiverà la realizzazione di 3,8 GW di nuova capacità eolica offshore. Potranno partecipare alle aste del Gse sia progetti a fondazioni fisse che galleggianti, a patto che siano in possesso almeno della valutazione d’impatto ambientale positiva. Ad oggi, 3 progetti per 1.180 MW hanno già ottenuto la Via positiva, e sono quindi papabili per le aste, mentre altri 8 progetti per 6,6 GW hanno intrapreso l’iter di Via. ▪️Conclusa la riorganizzazione, affidati ufficialmente gli incarichi, il capo dipartimento energia del Mase Federico Boschi ha aggiornato ieri la direttiva che assegna obiettivi e risorse per il 2024 alle quattro direzioni fonti energetiche e titoli abilitativi (Fta, guidata da Marilena Barbaro), mercati e infrastrutture energetiche (Mie, guidata da Alessandro Noce), domanda ed efficienza energetica (Dee, guidata da Andrea Maria Felici) e programmi e incentivi finanziari (Pif, guidata da Stefania Crotta). ▪️La Camera ha approvato ieri in via definitiva il disegno di legge di conversione del DL Agricoltura (decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, recante disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale), su cui il governo aveva posto la questione di fiducia. ▪️Si è tenuta oggi a Ravenna una conferenza stampa durante la quale il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, e l’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, sono intervenuti insieme per fare il punto sull’arrivo in città della nave rigassificatrice BW Singapore, acquistata da Snam nel luglio del 2022 e con una capacità di rigassificazione di 5 miliardi di metri cubi l’anno. ▪️La giunta esecutiva di Utilitalia ha eletto i sei vicepresidenti della Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche: saranno Domenico Laforgia di Acquedotto Pugliese (con delega sviluppo utilities del mezzogiorno), Roberto Mantovanelli di Acque Veronesi (delega coesione territoriale e rapporti associazioni regionali), Barbara Marinali di Acea (delega sviluppo settore idrico), Lorenzo Perra di Alia (delega economia circolare), Paolo Romano di Smat (delega assetti e governance) e Roberto Tasca di A2A (delega affari europei). Si completa così la squadra dopo le conferme del presidente Filippo Brandolini di Herambiente (delega per le politiche del lavoro) e di Luca Dal Fabbro di Iren nel ruolo di vicepresidente vicario (delega transizione energetica e politiche di sostenibilità).Per quanto riguarda i consigli direttivi, Monica Manto (Acquevenete) coordinerà il direttivo acqua, Bruno Manzi (Ama) quello sui rifiuti e Federico Testa (Agsm Aim) quello sull’energia. Il coordinatore del comitato in-house sarà Paolo Romano, quello del comitato quotate Barbara Marinali e Lorenzo Perra coordinerà il comitato miste. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus, promosso dalla Commissione europea, elabora i dati provenienti da otto satelliti, che effettuano un numero elevatissimo di osservazioni quotidiane, e da una rete globale di migliaia di sensori terrestri, aerei e marini. Copernicus è pertanto il maggior fornitore di dati spaziali al mondo, con una produzione attuale di 12 terabyte al giorno, che conferiscono una rilevante affidabilità alle sue elaborazioni. Ebbene, secondo Copernicus nel 2023 la temperatura media globale ha raggiunto il livello più alto (+1,48 °C) rispetto a quello preindustriale (1850-1900). L’accordo di Parigi, firmato da 194 paesi e dall’Ue, impegnava a limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2 °C e a proseguire gli sforzi per circoscriverlo a 1,5 °C, evitando le conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico: forti aumenti in intensità e frequenza delle ondate di calore, delle alluvioni e delle siccità. Siamo dunque prossimi al superamento del limite inferiore della forcella stabilita appena nove anni fa. ▪️Il netto rallentamento delle vendite di auto elettriche in Europa sta minando già in partenza la possibilità per le aziende europee di cercare di recuperare terreno alle concorrenti cinesi, in netto vantaggio sia in termini di costi che dal punto di vista tecnologico. Secondo i dati di Acea nei primi 5 mesi del 2024 sono state vendute solo il 2% di auto elettriche in più rispetto a un anno prima – poco più di 550mila unità – e molte case automobilistiche stanno rivedendo a ribasso i piani (questa settimana è stato il turno di Mercedes, mentre Volkswagen annuncia la chiusura di una fabbrica in Europa). Questo sta inevitabilmente avendo un impatto sulle aziende europee che sviluppano e producono batterie per i motori elettrici. Il Financial Times ha sottolineato che queste società hanno già cancellato piani di investimento per circa 158 gigawattora di produzione prevista in Europa dall’inizio del 2024, progetti in grado di costruire batterie per circa 2 milioni di auto elettriche ogni anno. Sempre il quotidiano londinese ha evidenziato che circa la metà delle fabbriche di batterie annunciate in Europa (per una produzione complessiva di 1.280 GWh) è ad alto rischio di essere sottoutilizzata o di non essere costruita affatto entro il 2030. ▪️Il documento di posizione ACER-CEER sulle sfide del futuro sistema elettrico, pubblicato oggi, invita la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo a dare priorità a cinque sfide chiave per l’elettricità e le infrastrutture nel corso del processo legislativo del loro prossimo mandato. In breve, il documento evidenzia l’urgente necessità per l’Europa di facilitare la diffusione di un maggior numero di fonti rinnovabili intermittenti e di sbloccare un settore elettrico resiliente, flessibile ed efficiente in termini di costo, un approccio integrato e paneuropeo alla sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, con la flessibilità al centro. Il tutto migliorando le reti di distribuzione dell’energia elettrica e dando potere ai consumatori in mercati decarbonizzati. Procedendo più rapidamente verso lo sviluppo dell’infrastruttura di trasmissione dell’elettricità con una migliore valutazione a livello paneuropeo, riconoscendo e condividendo i costi e i benefici. E applicando il principio “Efficiency First” anche alle reti e alla generazione esistenti, potenziando la capacità di ciò che già abbiamo. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Mercato internazionale. Negli ultimi sette giorni monitorati, le quotazioni del barile hanno perso quota dopo gli aumenti delle settimane precedenti. Si allentano le tensioni in Medio Oriente e ci sono speranze di un ritorno alla normalità dei traffici marittimi internazionali. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 85,40 dollari al barile (-82,03), il Light crude a 82,62 (-1,26), il Brent a 85,40 (-2,03). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è scivolata a 870 $/t (-25,75), del gasolio 10 ppm a 791,63 (-27,63), del risca 0,1% a 766,5 (-36,75) del Btz a 522,75 (-22,5), dell’Atz a 500 (-23). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 788,25 ad un massimo di 788,75 dollari tonnellata, quelle della benzina da 881,25 a 881,75. ▪️Mercato interno. Si è arrestato il trend rialzista che ha caratterizzato i listini in extra-rete nelle ultime settimane. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è arretrata di 10 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 19, il gasolio risca 0,1 di 23 e il denso Btz di 25 euro per mille chili. Questa mattina la benzina ha preso 2 euro, i gasoli autotrazione e agricolo 1, a fronte di un ribasso del denso Btz di 3. Il risca è rimasto pressoché invariato. Lunedì la benzina dovrebbe ripiegare di 1 euro, insieme al denso Btz e ai gasoli autotrazione e agricolo. Il risca invece recupererà 1 euro. Non si registrano variazioni nella media settimanale del Gpl miscela (uso comb). ▪️Per produrre i 7,5 milioni di tonnellate di idrogeno verde necessari a industria (di cui il 77% per quella hard-to-abate) e trasporto pesante servirebbero 250 GW aggiuntivi di rinnovabili, cioè tre volte gli obiettivi di fotovoltaico al 2030. La stima è di Energy&Strategy – Politecnico di Milano che ieri ha presentato l’Hydrogen Innovation Report 2024. Il Polimi parla di “uno sforzo enorme ma necessario”. Ai 7,5 mln t, scrive E&S in una nota, “se ne aggiungerebbero altri 7,7 se si volesse anche soddisfare il fabbisogno civile di riscaldamento”. |
