| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Con 99 voti favorevoli e 56 contrari, stamattina il Senato ha approvato il ddl di conversione in legge del DL Fiscale 38/2026 (A.S. 1852). Il governo, ricordiamo, aveva posto la questione di fiducia sull’approvazione del DL. Martedì il decreto dovrebbe approdare in aula alla Camera. ▪️ Il governo Meloni ha “posto fine alla speculazione sui terreni agricoli incentivata dallo Stato”, vietando il fotovoltaico sui terreni agricoli e incentivando, piuttosto, l’installazione di pannelli solari sui tetti delle aziende agricole. Lo ha rivendicato oggi il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo a un’interrogazione del compagno di partito, Luca De Carlo, in Senato. Lollobrigida ha annunciato inoltre di voler cercare nuovi fondi per finanziare tutte le richieste dell’ultimo bando del parco agrisolare (v. Staffetta 25/02). ▪️Sul disegno di legge delega sull’energia nucleare le commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera procedono a tappe forzate. Dopo che ieri la premier Giorgia Meloni ha rilanciato con forza l’approvazione della delega entro l’estate, i presidenti delle commissioni Attività produttive e Ambiente hanno ritenuto che il contingentamento dei tempi non fosse abbastanza e, per chiudere il prima possibile, hanno deciso di raggruppare gli emendamenti omogenei per principio riguardanti la “Revisione della disciplina relativa alla localizzazione del deposito dei rifiuti radioattivi che prevedano esclusione del territorio”, per poi respingerli in blocco. Così le proposte da 2.74 a 2.180 non saranno direttamente votate. Le proposte avevano un testo identico tranne per l’indicazione della provincia di cui si indicava l’esclusione dal novero di quelle disponibili a ospitare il deposito. ▪️ Ridurre il costo dell’elettricità per favorire tecnologie efficienti come le pompe di calore, rendere cittadini e imprese protagonisti della flessibilità energetica, contrastare la povertà energetica con interventi strutturali, valorizzare la cogenerazione ad alto rendimento e introdurre standard stringenti per i data center legati all’IA. Sono i principali messaggi contenuti nel documento presentato da Fire – Federazione Italiana per l’uso razionale dell’energia – in occasione dell’audizione all’Arera. Per Fire il rafforzamento dell’efficienza energetica è una leva centrale per la transizione energetica ma anche per la competitività del Paese e la stabilità del sistema energetico. Tuttavia, “l’attuale struttura tariffaria e fiscale può rendere meno conveniente l’uso di tecnologie elettriche efficienti, come le pompe di calore, rispetto a quelle tradizionali che impiegano combustibili fossili. Ciò accade a causa della struttura delle imposte e degli oneri di sistema, che pesano di più per l’elettricità”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per i veicoli commerciali leggeri del 30% entro il 2030 (invece del 40% proposto dalla Commissione) e dell’80% entro il 2035 (invece del 90%), mentre per le autovetture, obiettivo invariato del 90% al 2035 ma con un aumento delle misure di flessibilità: introduzione di una nuova categoria di veicoli a zero emissioni comprendente i motori a combustione interna alimentati esclusivamente da carburanti sostenibili (Veef), tra cui i biocarburanti; aumento dal 3% al 10% del contributo dei carburanti rinnovabili nei meccanismi di riduzione delle emissioni di CO2; anticipo della valorizzazione delle compensazioni derivanti dai carburanti rinnovabili e dall’acciaio a basse emissioni, rendendole operative sin dall’entrata in vigore del regolamento anziché solo dal 2035. Sono i punti qualificanti della bozza di relazione sulla proposta di revisione del regolamento (UE) 2019/631 sulle emissioni di CO2 di auto e veicoli commerciali leggeri. La proposta di revisione messa a punto dalla Commissione europea è all’esame in sede referente della commissione Envi del Parlamento europeo. Il relatore, che ha messo a punto la bozza di relazione con una serie di emendamenti alla proposta di Bruxelles, è Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia che, nel Parlamento UE, siede nel Partito popolare europeo (v. Staffetta 21/01). La relazione (draft report, in allegato) dovrà ora essere discussa in commissione e poi approdare in plenaria. ▪️ Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del petrolio sono poche mosse mentre a Pechino è in corso la storica visita ufficiale di Donald Trump in Cina, con sul tavolo anche il dossier riguardante la riapertura dello stretto di Hormuz. Una nota della Casa bianca diffusa da poco sottolinea il buon clima in cui si è svolto l’incontro tra i due leader, con le parti che hanno discusso modi per rafforzare la cooperazione economica, inclusa l’espansione dell’accesso al mercato cinese delle società americane e l’aumento degli investimenti cinesi negli Stati Uniti. “Le due parti ritengono che lo stretto di Hormuz debba rimanere aperto per supportare il libero flusso di energia – si legge – il presidente Xi ha inoltre chiarito la contrarietà della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di stabilire un pedaggio per il suo utilizzo, esprimendo inoltre l’interesse all’acquisto di più petrolio americano per ridurre la dipendenza dallo Stretto in futuro. Entrambi i paesi ritengono che l’Iran non potrà mai avere l’arma nucleare”. Intanto, secondo i nuovi dati pubblicati mercoledì dall’Agenzia statunitense per l’informazione energetica (Eia), le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 4,3 milioni di barili nella settimana terminata l’8 maggio. Tale diminuzione porta le scorte commerciali a 452,9 milioni di barili, secondo i dati governativi, un valore inferiore dello 0,3% rispetto alla media quinquennale per questo periodo dell’anno. Per quanto riguarda la benzina per autotrazione, l’Eia ha segnalato una diminuzione delle scorte di 4,1 milioni di barili, dopo un calo di 2,5 milioni di barili nella settimana precedente. I dati più recenti mostrano un aumento della produzione media giornaliera di benzina, che ha raggiunto i 9,8 milioni di barili. Per i distillati medi, le scorte sono aumentate di 200.000 barili, mentre la produzione è diminuita, attestandosi a una media di 4,8 milioni di barili al giorno. Le scorte di distillati sono attualmente inferiori del 9% rispetto alla media quinquennale. Nella settimana considerata le importazioni di greggio in Usa sono aumentate da 5,4 a 5,9 milioni di barili al girono. ▪️ Il Consiglio dei Ministri tedesco ha adottato ieri il progetto di legge del ministero dell’Economia e dell’Energia (BMWi) sulla garanzia della sicurezza dell’approvvigionamento e sulla creazione di nuove capacità (StromVKG). La legge, che dovrà ora essere esaminata dal Parlamento federale, prevede l’istituzione di un nuovo mercato della capacità con orizzonte 2031 che prenderà l’avvio quest’anno con l’approvvigionamento di 11 GW di nuova capacità programmabile in gran parte (9 GW) termoelettrica. La scorsa settimana il progetto di legge era stato criticato dal Bundeskartellamt, l’antitrust tedesco, secondo cui impone limiti troppo stringenti alle batterie favorendo i grandi operatori. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Pun Index GME mostra un deciso calo, portandosi a 119,47 €/MWh (-23,93 €/MWh o -16,7% come già visto v. Staffetta 12/05), dinamica in linea con quanto osservato anche sulle altre principali borse elettriche europee. La flessione del prezzo italiano si registra in corrispondenza di un significativo calo dei principali riferimenti di prezzo del gas (IGI: 45,99 €/MWh, -6,13 €/MWh), a cui si affianca un calo degli acquisti e una crescita dei volumi rinnovabili. Mostra un calo, invece, il saldo con l’estero. Il calo del Pun Index GME è osservabile in tutti i gruppi di ore ma risulta più intensa al picco (-31,05 €/MWh), invertendo il rapporto picco/baseload che torna sotto l’unità, attestandosi a 0,97. Infine, si registrano minimi del Pun Index di 0 €/MWh in tre quarti d’ora tra il 5 e il 6 aprile. ▪️ Nel suo ultimo Monthly Oil Market Report di maggio, l’Opec non lo dice apertamente, ma il messaggio del “feature article” dedicato all’offerta dei Paesi non-OpecPlus è piuttosto chiaro: il grande ciclo espansivo dello shale oil statunitense potrebbe essere vicino a una fase di esaurimento. L’analisi dell’organizzazione si concentra quasi ossessivamente sugli Stati Uniti e in particolare sul Permian Basin, che ormai rappresenta il cuore della crescita produttiva americana. Secondo il report, nel 2025 gli Usa contribuiranno per circa 0,5 milioni di barili al giorno all’aumento dell’offerta non-OpecPlus, ma gran parte di questa crescita arriverà dagli Ngl, i liquidi, e non dal greggio convenzionale. Il dato forse più significativo riguarda infatti il crude oil vero e proprio. L’Opec prevede che la produzione americana di crude e condensati inizierà a diminuire già nel 2026, con un calo stimato di circa 80 mila barili al giorno, seguito da un’ulteriore flessione nel 2027. A sostenere i volumi complessivi saranno soprattutto i natural gas liquids, favoriti dalla crescita del gas associato. Nel report emerge anche un altro elemento: la crescita dello shale continua non grazie a una nuova corsa agli investimenti, ma attraverso guadagni di efficienza. Il numero di trivelle petrolifere negli Stati Uniti è diminuito nel 2025 di 47 unità rispetto all’anno precedente, mentre gli investimenti upstream risultano in calo del 7%, con un’ulteriore riduzione prevista nel 2026. Per l’Opec, quindi, lo shale americano resta centrale per gli equilibri del mercato petrolifero mondiale, ma appare sempre meno in grado di replicare le accelerazioni produttive viste tra il 2017 e il 2023. Non a caso il report indica Brasile, Canada, Argentina e Qatar come i futuri principali motori della crescita dell’offerta non-OpecPlus. Più che una fine improvvisa, l’Opec sembra descrivere l’ingresso dello shale oil nell’età della maturità. Quanto all’uscita degli Emirati dall’organizzazione, annunciata al momento unilateralmente da Abu Dhabi, nel rapporto non c’è alcun cenno. Peraltro, il greggio degli Emirati Murban continua a fare parte del paniere Opec. ▪️ Snam ha completato con successo la fase 1 della gara per la cessione delle attività di produzione del biometano e si prepara alla fase due per firmare “entro l’anno”. Lo ha dichiarato ieri il direttore finanziario Luca Passa illustrando i conti trimestrali agli analisti. Secondo il manager, riporta l’agenzia Ansa, si è registrato un “interesse di mercato molto significativo”. Ora il gruppo sta passando alla “seconda fase” con l’obiettivo di “firmare entro fine anno, classificando l’attività come ‘held for sale’ (destinate alla vendita, ndr), e completare l’operazione all’inizio del prossimo anno”. Nei giorni scorsi A2A aveva fatto sapere di aver presentato una manifestazione di interesse non vincolante nell’ambito della prima fase della gara (v. Staffetta 06/05). ▪️Burckhardt Compression ha siglato un accordo per l’acquisizione di Fornovo Gas, azienda italiana con sede a Traversetolo, in provincia di Parma. Fondata nel 1969, Fornovo Gas è attiva nel settore della compressione del gas e ha sviluppato soluzioni per applicazioni nel settore del gas naturale, del biogas, della CO2, dell’idrogeno e dei gas tecnici, supportando clienti in diversi settori energetici e industriali. Fondata nel 1844 come officina meccanica, Burckhardt Compression opera nel mercato dei sistemi di compressione alternativi e offre una gamma completa di tecnologie e servizi per la compressione alternativa. Nell’esercizio 2024, Burckhardt Compression ha superato per la prima volta 1 miliardo di franchi svizzeri di fatturato. Ha sede a Winterthur, in Svizzera, ed è quotata alla SIX Swiss Exchange dal 2006. Il completamento dell’acquisizione è previsto entro i prossimi due mesi. Ulteriori dettagli saranno forniti da Burckhardt Compression durante la sua Conferenza annuale per media e analisti il 4 giugno 2026 |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
