| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️La Regione Lombardia a guida Lega contro il decreto Bollette del governo Meloni: l’amministrazione regionale è infatti pronta a normare la “idro release” con un accordo tra le aziende energivore del territorio e i produttori idroelettrici con concessioni scadute; ma a condizione che non passi la disposizione sul taglio di Ets e oneri gas per il termoelettrico inserita da Palazzo Chigi nella bozza di DL Bollette. Lo comunica la Regione guidata dal leghista Attilio Fontana, rendendo noto che oggi si è riunito il tavolo sull’energia con gli assessori Massimo Sertori e Guido Guidesi, il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini e gli amministratori delegati di Edison Nicola Monti e di A2A Renato Mazzoncini, “le principali aziende produttrici di energia idroelettrica con concessioni già scadute in Lombardia”. ▪️ Da oggi 16 febbraio sarà possibile, per le imprese di vendita di elettricità, comunicare al Gse i dati funzionali al calcolo dei mix energetici relativi al 2025, come previsto dal decreto del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica del 14 luglio 2023, n. 224. Le comunicazioni, scrive il Gse, dovranno essere effettuate entro il 31 marzo 2026 esclusivamente attraverso il Portale Fuel Mix , secondo le modalità indicate nel Manuale Utente |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️I temi della competitività sono molti. Personalmente e a nome dell’Italia mi sono concentrata e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell’energia”. A dirlo ieri è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando con i cronisti prima di partecipare al vertice Ue informale sulla competitività al castello di Alden Biesen. “Su questo chiaramente – ha premesso – ci sono delle dinamiche e delle risposte che servono a livello nazionale. La prossima settimana porteremo in Consiglio dei ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell’energia, ma sono anche europee. Se noi non rimuoviamo i problemi che esistono anche a livello europeo, non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese, che è il tema dei costi dell’energia. Qui la questione è molto tecnica, ma dobbiamo partire da una profonda revisione del sistema degli Ets e particolarmente, diciamo, dal freno alla speculazione finanziaria che c’è intorno al sistema. E poi la direttiva Cbam, ma tante altre cose che sono molto tecniche”. ▪️ Arriva una nuova offerta per gli asset internazionali di Lukoil. Secondo Reuters, la saudita Midad Energy ha firmato un accordo non vincolante per acquisire le attività messe in vendita dalla compagnia russa dopo l’introduzione delle sanzioni internazionali per l’invasione dell’Ucraina. L’offerta, scrive Reuters, è in concorrenza con quella di Carlyle Group (v. Staffetta 29/01), entrambe subordinate all’approvazione dell’autorità di regolamentazione statunitense Ofac. L’accordo è stato firmato a fine gennaio e riguarda tutti gli asset e prevede un’offerta interamente in contanti. ▪️ L’amministrazione Usa ha dato il via libera a Eni e altre quattro compagnie petrolifere a riprendere le operazioni oil&gas in Venezuela. L’autorizzazione è arrivata oggi dall’Ofac, l’ufficio del Tesoro che si occupa delle attività economiche all’estero (la decisione è in allegato). Le altre quattro compagnie sono BP, Shell, Repsol e Chevron. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Mercato internazionale. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 68,06 dollari al barile (+1,06), il Light crude è sceso a 62,84 (-0,45), il Brent a 67,52 (-0,03), il Murban a 68,07 (-0,31). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è scivolata a 688 $/t (-1), del gasolio 10 ppm a 692,13 (-13,13), del risca 0,1% a 674,75 (-12,5) del Btz è salita a 387,38 (+1,38), dell’Atz è scesa a 370 (-0,25). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 671,25 ad un massimo di 671,75 dollari tonnellata, quelle della benzina da 686,75 a 687,25. ▪️ Mercato interno. Trend rialzista per le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo con le solite ripercussioni sui listini in extra-rete. La settimana è partita con due aumenti per benzina e gasoli e si è conclusa con un rincaro. I gasoli hanno registrato ieri e l’altro ieri due ribassi. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è rincarata di 12 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 5 il gasolio risca 0,1 di 8 e il denso Btz di 7 euro per mille chili. Questa mattina la benzina ha preso 1 euro, i gasoli autotrazione e agricolo 11, il risca 8 e il denso Btz 3. Lunedì la benzina e il risca dovrebbero scivolare di 13 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 14, il risca di 13 e il denso Btz di 10. Stabile la media settimanale del Gpl miscela. ▪️ Nell’Oil Market Report di febbraio, l’Aie corregge al ribasso le stime sulla domanda mondiale di petrolio, rispetto al mese precedente. Ora si stima che i consumi petroliferi mondiali da 104,02 milioni di barili giorno dell’anno scorso, aumentino a 104,87 mln b/g quest’anno, per una crescita dello 0,8%. In valori assoluti, l’Aie prevede che la domanda globale di petrolio aumenterà di 850.000 b/g nel 2026, rispetto ai 770.000 b/g dell’anno scorso. Come nel 2025, le economie non Ocse saranno responsabili dell’intero aumento, con la Cina in testa a livello nazionale. I prodotti petrolchimici rappresenteranno oltre la metà degli incrementi di quest’anno, rispetto a solo un terzo nel 2025, quando i carburanti per i trasporti dominavano la crescita. L’offerta mondiale di petrolio è crollata di 1,2 mln b/g a gennaio, attestandosi a 106,6 mln b/g, a causa delle rigide condizioni meteorologiche invernali che hanno interrotto le attività in Nord America, mentre le interruzioni e le limitazioni alle esportazioni hanno ridotto i flussi da Kazakistan, Russia e Venezuela. Dopo un aumento di quasi 3,1 mln b/g nel 2025, si prevede che la produzione mondiale di petrolio aumenterà di 2,4 mln b/g nel 2026, raggiungendo i 108,6 mln b/g, con una crescita pressoché equamente ripartita tra produttori non-OpecPlus e OpecPlus. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
