| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️ Assopetroli-Assoenergia ha partecipato oggi alla riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, illustrando le evidenze emerse dall’Osservatorio associativo sulle recenti dinamiche del mercato dei carburanti. “Dall’inizio della crisi – scrive l’associazione – permane un’anomalia particolarmente evidente tra Rete ed Extra-Rete che ha prodotto una situazione paradossale: in alcune giornate i grossisti si sono trovati a pagare il gasolio più di quanto venisse venduto in media al dettaglio nella rete distributiva. Una condizione – prosegue la nota – fuori dalla normale logica economica, che mette in forte difficoltà l’anello intermedio della filiera. Tale dinamica dei prezzi riflette le politiche di calmierazione selettiva messe in campo dalle majors petrolifere sulla Rete distributiva, dove il monitoraggio pubblico e l’attenzione mediatica risultano più forti”. In questo contesto, scrive ancora Assopetroli, “mentre gli aumenti alla pompa risultano parzialmente contenuti, si osserva invece un forte incremento (con punte oltre l’80%) degli spread sul Platts applicati ai rivenditori, ciò in rottura degli standard commerciali in vigore fino alla sera del 27 febbraio. Il risultato, al momento, è un mercato fortemente asimmetrico che scarica la pressione dei rincari soprattutto sull’Extra-Rete e la Rete indipendente, generando effetti distorsivi della concorrenza che arrivano fino a valle”. L’associazione ricorda che il comparto Extra-Rete rappresenta una componente essenziale del sistema energetico nazionale, che garantisce le forniture ai consumatori professionali: trasporto, agricoltura, industria, servizi. “Con oltre il 60% dei volumi mensili di prodotti petroliferi immessi in consumo nel Paese, questo canale è cruciale per il funzionamento dell’economia reale”. “Questa dinamica – sottolinea Assopetroli-Assoenergia – rischia di produrre un duplice effetto negativo: da un lato penalizza le impresedella rivendita (non integrate verticalmente), dall’altro trasferisce i rincari lungo la catena logistica, con inevitabili ripercussioni sui costi di trasporto e quindi sul prezzo finale dei beni”. In altre parole, un contenimento dei prezzi limitato solo alla rete, rischia di produrre un’illusione ottica. Mentre gli aumenti vengono assorbiti da altri segmenti della filiera e finiscono comunque per riflettersi sul sistema economico e sul carrello della spesa. Assopetroli-Assoenergia ha quindi chiesto al ministero un monitoraggio delle dinamiche di prezzo top down, affinché i necessari interventi di calmierazione non producano distorsioni concorrenziali e non compromettano la sostenibilità del comparto extra-rete. ▪️Il Mase ha pubblicato oggi il DM annuale sullo stoccaggio gas. Il decreto, datato 12 marzo, ricalca in larga parte quello del scorso anno (v. Staffetta 27/03/25) con quantitativi complessivi previsti leggermente superiori. ▪️ La commissione Attività produttive della Camera si è riunita ieri per un primo esame dei 474 emendamenti presentati al DL Bollette (v. Staffetta 10/03). Di questi, la presidenza ne ha dichiarati inammissibili, per estraneità di materia, ventisei. Sempre ieri, la presidenza ha valutato i ricorsi e ha confermato tutti i giudizi di inammissibilità. Ricordiamo che la commissione vorrebbe cominciare a votare gli emendamenti fra due settimane, dopo il referendum sulla riforma della giustizia (v. Staffetta 11/03). ▪️ Il ministero dell’Economia ha approvato un decreto attuativo del Dlgs di riforma delle accise (v. Staffetta 05/04/25), in particolare per quanto riguarda l’energia elettrica. Il provvedimento, firmato dal vice ministro Maurizio Leo, interviene sugli articoli dal 523 al 56-bis del Testo unico delle accise (Dlgs 504/1995). In gennaio è stato adottato analogo decreto per quanto riguarda il gas (v. Staffetta 07/01). |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Dopo aver disposto il rilascio d’emergenza sul mercato mondiale di 400 milioni di barili di greggio e prodotti petroliferi, nell’Oil market report di marzo l’Aie fa il punto sull’entità delle scorte e le modalità dell’operazione. “I paesi consumatori dispongono di ingenti quantità di petrolio in deposito per compensare perdite temporanee di approvvigionamento – premette l’Aie – Le scorte globali di greggio e derivati sono attualmente stimate a oltre 8,2 miliardi di barili, il livello più alto da febbraio 2021. Circa la metà di queste scorte è detenuta nei paesi Ocse, di cui 1,25 miliardi di barili dai governi per scopi di emergenza, con ulteriori 600 milioni di barili di scorte industriali detenute in base a obblighi governativi”. ▪️ In risposta alla crisi del Golfo Persico, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha autorizzato temporaneamente alcune operazioni relative a greggio e prodotti petroliferi di origine russa già caricati su navi. Con la General License 134 pubblicata il 12 marzo 2026, l’Office of Foreign Assets Control (Ofac) consente fino alle 00:01 dell’11 aprile 2026 tutte le transazioni “ordinariamente incidenti e necessarie” alla vendita, consegna o scarico di carichi caricati entro le 00:01 del 12 marzo. Già qualche giorno fa, l’Ofac ha disposto una deroga alle sanzioni sul greggio e i prodotti petroliferi, ma in riferimento soltanto all’India (v. Staffetta 06/03). |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Non c’è solo il calo delle quotazioni del gas (pre-guerra in Iran) alla base della flessione a doppia cifra dei prezzi dell’elettricità italiani di febbraio: molto hanno fatto anche le rinnovabili e in particolare gli effetti della forte crescita della capacità solare che, sommandosi a una ripresa dell’eolico e dell’idroelettrico (ma anche dell’import) hanno spiazzato la generazione a gas, anticipando fenomeni locali di azzeramento dei prezzi orari che fino allo scorso anno si vedevano solo in primavera. E’ quanto emerge dai dati Terna e Gme analizzati dalla Staffetta. ▪️“Eni venderà eccezionalmente al di sotto dei propri costi, investendo sul rapporto con i consumatori italiani, con l’obiettivo di fornire al Paese un contributo concreto per ripartire insieme”. Così il Cane a sei zampe annunciava, il 13 giugno del 2012, l’iniziativa “Riparti con Eni”, poi rapidamente ribattezzata “scontone”: un taglio dei prezzi di benzina e gasolio di venti centesimi al litro nei fine settimana, che sarebbe durato tutta l’estate. L’allora amministratore delegato Paolo Scaroni parlò di una “iniziativa unica che rappresenta un segnale forte di vicinanza ai cittadini, e in particolare alle famiglie italiane, da parte della prima azienda petrolifera del Paese” (v. Staffetta 14/06/12). ▪️ La transizione elettrica avanza ma le tempistiche continuano a non rispettare le previsioni. Questa settimana un rapporto di T&E ha fissato al 2030 la price parity tra Bev e auto termiche – da sempre considerata una condizione fondamentale per una domanda finalmente autosufficiente – a patto che i target CO2non vengano indeboliti. Una risposta indiretta ad Acea che la scorsa settimana invitava la Commissione a valutare una maggiore flessibilità nei target, ma che fa emergere di nuovo le discrepanze tra attese e realtà. Nel 2021 Bnef prevedeva la parità di prezzo entro il 2025-2027, e ancora nel 2024 la stimava raggiungibile nel 2026. In pratica, ad ogni aggiornamento, un rinvio. Non si tratta però di un arretramento tecnologico. Lo stesso studio ha sottolineato che i prezzi delle Bev nell’UE sono scesi per la prima volta dal 2020: -1.800 euro e -4% a 42.700 euro nel 2025, con il segmento delle utilitarie in calo del 13%; le batterie costano oggi 108 dollari/kWh, l’8% in meno rispetto all’anno precedente. Il problema è industriale e finanziario: T&E ha sottolineato come i costruttori abbiano deliberatamente concentrato l’offerta elettrica sui più profittevoli segmenti premium e sui Suv, posticipando l’arrivo di modelli accessibili nei segmenti A, B e C. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
