| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Se nel Ddl di riforma della distribuzione carburanti saranno inserite disposizioni sui contratti “di difficile accettazione” come la riduzione della durata del comodato, Figisc e Anisa sono pronte a proclamare uno sciopero. Lo scrive l’associazione in una nota. ▪️Terna e Snam hanno elaborato delle note tecniche che illustrano le prospettive di sviluppo del settore energetico italiano al 2050, che tengono conto di quanto già previsto al 2040 nel Documento di Descrizione degli Scenari pubblicato un anno fa dai due Tso (v. Staffetta 02/10/24), di Pniec e Sen nonché delle normative UE, e si concentrano su alcune delle principali sfide che i diversi settori dovranno affrontare per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati al 2050. ▪️Se va bene, tra oggi e domani chiudiamo la questione sulle aree idonee e (il DL Energia, ndr) potrebbe andare in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Il Consiglio dei ministri ancora non è stato fissato, ma il decreto è praticamente completo”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, parlando all’evento “Sostenibilità al bivio” organizzato da Adnkronos a Roma. Il ministro ha aggiunto che il DL interverrà anche sulla saturazione virtuale della rete, sui data center e sul differenziale Ttf-Psv sul gas. Ieri il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, aveva detto che il decreto arriverà solo quando si avranno adeguate garanzie sulle aree idonee, per tutelare l’agricoltura (v. Staffetta 15/10). ▪️L’ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda è tornato a sollevare la questione della sovra remunerazione del Tso e dei distributori di elettricità, dopo lo scontro verbale di qualche giorno fa, a margine di un convegno di Coldiretti, con l’ad di Enel Flavio Cattaneo. Calenda ha presentato infatti un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, in cui chiede conto degli utili di Terna ed E-Distribuzione, che sarebbero molto superiori a quelli dei loro omologhi europei. Secondo i calcoli di Calenda, Terna addebita costi di rete superiori di quattro volte rispetto ai Tso tedeschi. E-Distribuzione, invece, ha chiuso il 2024 con un Ebit pari al 38% dei ricavi, un valore più del doppio rispetto al 17% Ebit-ricavi della francese Edf. ▪️Estendere il Conto termico al residenziale in condizioni di disagio economico per la parte relativa all’efficienza energetica; prolungare Transizione 5.0, almeno per le Pmi; introdurre le aste per i certificati bianchi per i processi industriali; promuovere la combinazione di elettrificazione e rinnovabili; potenziare e rilanciare il Fondo nazionale per l’efficienza energetica Fnee (con eventuale cessione del credito per interventi specifici); promuovere i sistemi di gestione dell’energia (Sge) e gli energy manager. Sono le proposte del Coordinamento Free in materia di efficienza illustrate ieri dal vice presidente Dario Di Santo in occasione del convegno organizzato alla Camera all’avvio della sessione di bilancio, ospite il deputato di FdI Massimo Milani. ▪️I progetti di rinnovabili e accumuli che Terna sta per connettere alla rete raggiungono la cifra tonda: (quasi) 10 GW di rinnovabili e 5 GW di accumuli. In attesa che il Consiglio dei ministri approvi il DL Energia con la riforma delle connessioni (v. Staffetta 15/10), aumentano anche i progetti con il nulla osta – quelli che dovrebbero conservare la priorità di connessione. ▪️E’ proseguita a settembre, anche se in forma meno pronunciata, la serie di ribassi dei consumi italiani di gas iniziata in luglio: secondo i dati di Snam Rete Gas, rispetto a settembre 2024 la domanda è diminuita di un 2,2% o di meno di 100 milioni di mc a 3.967,7 mln di mc (-9,6% rispetto alla media decennale 2015-24).Se si considerano anche le esportazioni, sempre in forte crescita sul 2024 a 101,6 mln mc (+1.401,9%, +235,2% rispetto alle medie decennali) il fabbisogno complessivo chiude appena sopra la parità con settembre 2024 (+0,2%) a 4.069,3 mln mc (-7,9% sulla media 2015-24).Guardando più nel dettaglio alla domanda per singolo settore di attività, la leggera frenata dei consumi è dovuta esclusivamente al termoelettrico con le centrali che hanno richiesto il 4,9% o circa 90 mln mc in meno a 1.817,1 mln mc (-12,7% sulla media decennale) risentendo, come già visto (v. Staffetta 13/10), di una moderata contrazione della produzione termoelettrica a gas a fronte di una leggera ripresa della domanda, con un parallelo incremento dell’apporto del solare e delle importazioni. ▪️”Ha perfettamente ragione il ministro Pichetto Fratin: non ha più senso applicare l’Emission Trading System alla generazione termoelettrica”. Lo ha detto oggi in una nota il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, che da tempo sostiene la necessità di intervenire sulla questione e che per questo ha salutato con soddisfazione una recente dichiarazione sullo stesso tema del direttore della divisione Energia di Arera, Massimo Ricci (v. Staffetta 14/10). “Le ragioni sono evidenti. L’Ets, avviato nel 2003, ha già raggiunto il suo obiettivo originario: penalizzare l’uso delle fonti fossili per stimolare lo sviluppo delle rinnovabili. Oggi, però, le tecnologie green hanno raggiunto una piena maturità e presentano economics assolutamente competitivi, in molti casi migliori, rispetto ai turbogas”, ha rilevato Gozzi. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Primo via libera dal Parlamento europeo allo stop alle importazioni di energia dalla Russia. Le commissioni Itre (energia e industria) e Into (commercio internazionale) hanno approvato la proposta di regolamento per vietare le importazioni di gas naturale russo, sia tramite gasdotto che tramite Gnl a partire dal 1° gennaio 2026, con limitate eccezioni per i contratti a breve termine esistenti (fino al 17 giugno 2026) e i contratti a lungo termine (fino al 1° gennaio 2027), a condizione che siano stati conclusi prima del 17 giugno 2025 e rimangano invariati (v. Staffetta 17/06). |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Gli analisti di Bank of America hanno avvertito gli investitori che la crescente offerta da parte dei membri dell’OpecPlus, in particolare Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti, ha creato un “surplus persistente che potrebbe far salire le scorte ai massimi del 2020”. La banca ha affermato che il Brent potrebbe attestarsi al di sotto dei 50 dollari se la domanda cinese dovesse indebolirsi ulteriormente o se Washington intensificasse i dazi su Pechino. L’ultimo avvertimento arriva mentre il presidente Donald Trump ha rinnovato le minacce di una “massiccia espansione tariffaria” sui prodotti cinesi, citando “pratiche sleali in ambito energetico e tecnologico”. L’annuncio ha scosso i mercati globali, già sotto pressione a causa dei deboli dati industriali provenienti dalla Cina e del rafforzamento del dollaro. Nel suo rapporto di ottobre sul mercato petrolifero, l’Agenzia internazionale per l’energia ha ridotto le sue previsioni di crescita della domanda a circa 700.000 barili al giorno sia per il 2025 che per il 2026 e ha aumentato le proiezioni sull’offerta, avvisando di un surplus maggiore del previsto. Le scorte globali osservate sono aumentate di 17,7 milioni di barili ad agosto, raggiungendo il massimo degli ultimi quattro anni di 7,909 miliardi, mentre le scorte galleggianti sono aumentate di 102 milioni di barili a settembre, con la crescita delle esportazioni dal Medio Oriente e dalle Americhe. A causa dello shutdown, i dati sulle scorte petrolifere in Usa relativi alla settimana terminata il 10 ottobre non sono ancora disponibili. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è rimasto invariato a 63,07 dollari al barile (+0,02), il Light crude a 58,27 (-0,43), il Brent a 61,91 (-0,48), il Murban a 63,55 (-0,46). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppmè salita a 704 dollari alla tonnellata (+11), quella del gasolio 10 ppm è scesa a 650,13 (-4,25), del risca 0,1 a 642,25 (-3,25), del Btz è salita a 404,13 (+3,88), dell’Atza 395,63 (+5,25). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 661/737 (569/562), gasoli 626/653 (539/562), Btz 383/408 (546/577), Atz 371/404 (319/348). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1622. ▪️Finisce l’estate, prosegue la corsa dell’elettrico sul mercato dei mezzi pesanti, nonostante il tentativo del Gnl di rialzare la testa. Nei primi nove mesi dell’anno calano tutte le alimentazioni con l’eccezione dell’elettrico, sia tra gli autocarri che tra gli autobus. In quest’ultimo comparto, a settembre l’elettrico ha più che doppiato i mezzi a metano. Sono i principali spunti che emergono dai dati relativi alle immatricolazioni di mezzi pesanti settembre, elaborati da Anfia (v. Staffetta 12/09). ▪️Gli analisti di Bank of America hanno avvertito gli investitori che la crescente offerta da parte dei membri dell’OpecPlus, in particolare Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti, ha creato un “surplus persistente che potrebbe far salire le scorte ai massimi del 2020”. La banca ha affermato che il Brent potrebbe attestarsi al di sotto dei 50 dollari se la domanda cinese dovesse indebolirsi ulteriormente o se Washington intensificasse i dazi su Pechino. L’ultimo avvertimento arriva mentre il presidente Donald Trump ha rinnovato le minacce di una “massiccia espansione tariffaria” sui prodotti cinesi, citando “pratiche sleali in ambito energetico e tecnologico”. L’annuncio ha scosso i mercati globali, già sotto pressione a causa dei deboli dati industriali provenienti dalla Cina e del rafforzamento del dollaro. Nel suo rapporto di ottobre sul mercato petrolifero, l’Agenzia internazionale per l’energia ha ridotto le sue previsioni di crescita della domanda a circa 700.000 barili al giorno sia per il 2025 che per il 2026 e ha aumentato le proiezioni sull’offerta, avvisando di un surplus maggiore del previsto. Le scorte globali osservate sono aumentate di 17,7 milioni di barili ad agosto, raggiungendo il massimo degli ultimi quattro anni di 7,909 miliardi, mentre le scorte galleggianti sono aumentate di 102 milioni di barili a settembre, con la crescita delle esportazioni dal Medio Oriente e dalle Americhe. A causa dello shutdown, i dati sulle scorte petrolifere in Usa relativi alla settimana terminata il 10 ottobre non sono ancora disponibili. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è rimasto invariato a 63,07 dollari al barile (+0,02), il Light crude a 58,27 (-0,43), il Brent a 61,91 (-0,48), il Murban a 63,55 (-0,46). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppmè salita a 704 dollari alla tonnellata (+11), quella del gasolio 10 ppm è scesa a 650,13 (-4,25), del risca 0,1 a 642,25 (-3,25), del Btz è salita a 404,13 (+3,88), dell’Atza 395,63 (+5,25). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 661/737 (569/562), gasoli 626/653 (539/562), Btz 383/408 (546/577), Atz 371/404 (319/348). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1622. ▪️I progetti di rinnovabili e accumuli che Terna sta per connettere alla rete raggiungono la cifra tonda: (quasi) 10 GW di rinnovabili e 5 GW di accumuli. In attesa che il Consiglio dei ministri approvi il DL Energia con la riforma delle connessioni (v. Staffetta 15/10), aumentano anche i progetti con il nulla osta – quelli che dovrebbero conservare la priorità di connessione. |
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