Policy focus – 18 giugno 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Arera illustrerà a fine giugno, in un rapporto finale, le risultanze dell’indagine avviata in ottobre sui mercati elettrici a pronti, ma in generale avverte che nell’attuale fase di mercato, in cui fonti diverse hanno costi-opportunità molto differenti, è necessario rafforzare il monitoraggio e saper dare agli operatori i giusti segnali, anche sanzionatori. Lo ha detto oggi il presidente del regolatore Stefano Besseghini, nella sua relazione annuale al Parlamento, l’ultima del settennato dell’attuale Collegio, in carica dal 2018 e in scadenza e inizio agosto. Besseghini ha annunciato “tra qualche giorno, come previsto dalla relativa delibera, la pubblicazione di un rapporto finale”, che “si concentrerà sugli esiti dell’analisi del mercato del giorno prima che ha richiesto ulteriori significativi approfondimenti a valle delle risultanze della prima fase completata alla fine del mese di marzo”. Un primo rapporto, su Mgp e MI, era stato annunciato dalla stessa authority per il 31 marzo ma, come già spiegato da Arera alla Staffetta (v. Staffetta 12/06), c’è stata l’esigenza di ulteriori approfondimenti istruttori.

▪️A quanto risulta alla Staffetta, il Mase ha inviato alla Conferenza Unificata per il parere di competenza lo schema di DM correttivo del regolamento 226 del 2011 sui criteri di gara per il servizio di distribuzione gas, che contiene inoltre versioni interamente riscritte del disciplinare tipo e del bando tipo.

▪️Per far decollare i consumi di Gnl e biognl nel settore marittimo servono flessibilità e chiarezza delle regole, in modo da compensare il sovraccosto della molecola che l’Italia sconta rispetto a Spagna e Francia; per il trasporto pesante su gomma è necessario invece un intervento sul costo di acquisto del gas, oltre che sull’asfittico mercato delle garanzie di origine; infine, quanto alla produzione di biometano, la tecnologia è ancora fragile e il mercato del feedstock non ha sufficiente liquidità. Sono i principali problemi che frenano la ripresa del Gnl small scale in Italia, emersi ieri dal confronto organizzato da Assogasliquidi in occasione della presentazione del rapporto Bip sul settore (v. Staffetta 16/06). Un settore che, dopo la crisi dei prezzi, guarda soprattutto al mondo degli armatori, dove le alternative per la decarbonizzare sono meno, mentre per il trasporto su gomma i conti continuano a non tornare.

▪️Nelle sedute di ieri, le commissioni Ambiente e Trasporti della Camera hanno svolto l’esame di ammissibilità sugli emendamenti presentati al DL Infrastrutture (v. Staffetta 13/06). Sono stati dichiarati inammissibili, e non riammessi dopo i ricorsi, gli emendamenti identici 17.01 Mazzetti (FI) e 17.02 Iaia (Fdi), che recavano “Procedimento unico per il rilascio delle autorizzazioni ai progetti di centri dati”, e il 13.020 Bof (Lega), che interviene sulle gare per le piccole concessioni idroelettriche. Per quanto riguarda l’articolo 13 sulle zone di accelerazione, sono inammissibili, tra le altre, le modifiche 13.22 Carloni (Lega), che esclude dalla valutazione di incidenza gli impianti agrivoltaici che rispettano le linee guida Mase, 13.27 Cortelazzo (FI), 13.28 Cortelazzo (FI) e 13.34 Mazzetti (FI), sul funzionamento delle commissioni tecniche di valutazione ambientale, 13.015 Squeri (FI), sulle materie prime critiche, e 13.016 Pizzimenti (Lega), sugli enti di governo dell’ambito ottimale del servizio idrico. Sono invece ammissibili gli emendamenti 5.12 Squeri (FI) e 5.15 Molinari (Lega), con le norme per il rinvio degli stop alle auto diesel.

▪️È disponibile da ieri il servizio di caricamento di autobotti criogeniche (truckloading) al terminale Gnl di Panigaglia. Le autobotti utilizzeranno il traghetto elettrico Greenwave di Snam, che le caricherà dal porto di La Spezia (dall’area dedicata in località Fossamastra/Pagliari) per portarle al terminale di rigassificazione.

▪️Nei primi quattro mesi del 2025 il gettito da accise sull’energia è salito sopra 9,2 miliardi di euro, in aumento del 5,4%, ovvero 471 milioni, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto risulta dai dati consuntivi sulle entrate tributarie del Mef, contenuti nell’appendice statistica al bollettino n. 278, ed elaborati da Staffetta. Nel mese di aprile, sono entrate nelle casse dello stato grazie alle accise sull’energia 2 miliardi 515 milioni, in aumento del 3,8% (92 milioni di euro) rispetto allo stesso mese del 2024.

▪️“L’Italia crede molto nell’efficacia dei biocarburanti e riteniamo che tale potenziale sia uno dei punti fermi della nostra strategia climatica per l’abbattimento delle emissioni anche nei trasporti stradali”. Lo ha detto ieri a Lussemburgo, intervenendo al Consiglio Energia, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto. “Ci auguriamo – ha detto Pichetto – che la nostra visione sui biocarburanti, basata su un approccio scientifico e rigoroso e sul ruolo che essi possono svolgere anche in futuro, venga condivisa dalla Commissione europea”. Il ministro italiano ha evidenziato la disponibilità del governo “a confrontarci sugli strumenti più efficaci, anche per garantire il rispetto della legalità lungo tutta la filiera dei biocarburanti”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️”Il sistema non aveva sufficienti capacità di controllo della tensione”. Lo ha detto oggi la ministro dell’Energia spagnola Sara Aagesen in una conferenza stampa a Madrid illustrando le conclusioni dell’indagine ufficiale delle autorità spagnole sulle cause del maxiblackout del 28 aprile che ha lasciato al buio Spagna e Portogallo per quasi un giorno.La causa di questo stato di cose è che le risorse per il controllo della tensione, pur esistenti, “non erano sufficientemente programmate, o perché quelle programmate non operavano adeguatamente secondo quanto richiesto dalle norme, o una combinazione di entrambe le cause”, ha affermato il ministero in una nota pubblicata poco dopoLa ricostruzione indica la causa del blackout in un problema di picco di tensione provocato da “più fattori” ma che che la rete non è stata in grado di assorbire e ciò ha innescato una cascata di disconnessioni della generazione.Dal resoconto del ministero emerge che il gestore di rete non aveva abbastanza centrali termoelettriche accese quando l’aumento di tensione ha causato una reazione a catena che ha portato all’interruzione di corrente, ha affermato Aagesen.Il gestore di rete Ree “ci ha detto che avevano fatto i loro calcoli e stimato che (accendere più impianti termici) non fosse necessario in quel momento. L’avevano impostati solo per le prime ore del giorno, non per le ore centrali”, ha detto Aagesen in conferenza stampa secondo quanto riporta Reuters.Le centrali elettriche “avrebbero dovuto controllare la tensione e, inoltre, molte di esse erano economicamente remunerate per farlo”, ha affermato Aagesen, ma non è successo nella misura necessaria, anzi.

▪️Facendo seguito alla roadmap per interrompere tutte le importazioni di energia dalla Russia entro il 2027, resa nota il mese scorso(v. Staffetta 06/05), oggi la Commissione europea ha pubblicato la proposta di regolamento che vieta l’importazione di gas via tubo e via nave dalla Russia, con nuovi contratti, a partire dal 1° gennaio del 2026. Nel caso di accordi firmati prima del 17 giugno 2025, il divieto si applicherà a partire dal 17 giugno 2026 per i contratti a breve termine (eccetto per i Paesi che non hanno sbocco sul mare), e a partire dal 1° gennaio 2028 per i contratti di lunga durata. 

▪️Enel, che in Italia punta a salvare le grandi concessioni idroelettriche dalle gare, ha provato ad aggiudicarsene all’estero, ricevendo lo stop dai rispettivi tribunali. Lo ha raccontato oggi Salvatore Bernabei, responsabile di Enel Green Power e Thermal Generation, nel corso dell’audizione in commissione Ambiente, sull’affare assegnato “Promozione delle energie rinnovabili e aumento della loro quota nel mix energetico”.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Nell’Oil Market report appena diffuso, l’Aie prevede che la domanda mondiale di petrolio nel 2025 crescerà meno di quanto previsto lo scorso mese: se in maggio si stimava una domanda media annuale pari a 103,9 milioni di barili giorno, ora l’Aie prevede i consumi mondiali saranno pari a 103,76 milioni barili giorno, “le deboli consegne del secondo trimestre del 2025 negli Stati Uniti e in Cina hanno minato la resilienza altrove”. Pessimismo anche sulla crescita nel 2026, pari a +740 mila a 104,5 mln barili al giorno, “frenata da prospettive economiche difficili e dall’adozione di tecnologie per l’energia pulita”.L’offerta globale di petrolio è aumentata di 330.000 b/g a maggio, raggiungendo i 105 mln b/g, 1,8 mln b/g in più rispetto all’anno precedente. Gli incrementi mensili sono stati equamente ripartiti tra i paesi non-OpecPlus e OpecPlus, poiché l’alleanza dei produttori ha iniziato a ridurre alcuni tagli volontari alla produzione. L’Aie prevede che l’offerta mondiale di petrolio aumenterà di 1,8 mln b/g, raggiungendo i 104,9 mln b/g nel 2025 e di 1,1 mln b/g nel 2026, trainata dagli incrementi dei paesi non-OpecPlus, rispettivamente di 1,4 mln b/g e 840.000 b/g.L’Aie prevede inoltre che la produzione di raffineria aumenterà di circa 460 mila barili al giorno sia nel 2025 che nel 2026, raggiungendo una media rispettivamente di 83,3 e 83,7 milioni barili al giorno. A maggio, i margini di raffinazione hanno raggiunto i livelli più alti dal primo trimestre del 2024. Tuttavia, l’impennata dei prezzi del greggio all’inizio di giugno ha compresso i livelli di redditività, con l’indebolimento dei crack di benzina, nafta e olio combustibile.Le esportazioni russe di greggio e prodotti petroliferi sono diminuite di 230.000 barili al mese (su mese), attestandosi a 7,3 milioni di barili al giorno a maggio, in calo di 380.000 barili al giorno su base annua. Con il calo dei prezzi del petrolio, i ricavi sono diminuiti di 480 milioni di dollari al mese, attestandosi a 12,6 miliardi di dollari, con un calo di 4 miliardi di dollari su base annua. I ricavi delle esportazioni di greggio di maggio hanno raggiunto il livello più basso da febbraio 2021 e quelli dei prodotti petroliferi il livello più basso da giugno 2023.Le scorte globali di petrolio sono aumentate per il terzo mese consecutivo, di 32,1 milioni di barili ad aprile, raggiungendo quota 7 miliardi 717 milioni di barili, trainate dall’aumento delle scorte di greggio nei paesi non Ocse. Sebbene le scorte globali siano aumentate in media di 1 milione di barili al giorno da febbraio, le scorte totali rimangono inferiori di 90 milioni di barili su base annua. Le scorte del settore Ocse sono diminuite di 9 milioni di barili, attestandosi a 97 milioni di barili in meno rispetto a un anno fa. I dati preliminari mostrano un’impennata delle scorte globali di petrolio a maggio.”I mercati petroliferi globali sono stati sconvolti da una rapida escalation delle tensioni geopolitiche dopo che Israele ha lanciato una serie di attacchi aerei contro obiettivi in ??Iran il 13 giugno e Teheran ha reagito – si legge nell’editoriale – I due Paesi combattono una guerra ombra da decenni, ma il conflitto attuale è il più grave, con anche le infrastrutture energetiche prese di mira per la prima volta. Sebbene al momento della stesura di questo articolo non vi sia stato alcun impatto sui flussi di petrolio iraniano, i timori di un’espansione delle interruzioni regionali al traffico petrolifero attraverso il cruciale Stretto di Hormuz hanno spinto al rialzo i prezzi del petrolio, con i future sul greggio Brent che hanno raggiunto il massimo degli ultimi sei mesi a 74 dollari al barile”.L’Iran produce attualmente circa 4,8 milioni di barili al giorno di greggio, condensati e gas di scarico, con esportazioni totali di petrolio pari a circa 2,6 milioni di barili al giorno – prosegue l’Aie – Sebbene l’amministrazione statunitense abbia recentemente intensificato le sanzioni contro gli acquirenti di petrolio iraniano, le esportazioni iraniane di greggio e condensati sono rimaste invariate, attestandosi in media intorno a 1,7 milioni di barili al giorno dall’inizio dell’anno, con la maggior parte destinata alla Cina. L’Iran è anche un importante esportatore di prodotti petroliferi, con spedizioni di olio combustibile, Gpl e nafta che hanno raggiunto una media di quasi 800 mila barili al giorno da gennaio, ricorda l’Aie.L’Iran ha sospeso parzialmente la produzione del più grande giacimento di gas naturale del mondo, South Pars, dopo che un attacco israeliano ha causato un incendio in quello che sarebbe il primo attacco israeliano al settore petrolifero e del gas iraniano. Non è ancora chiaro se la produzione di condensato e Gnl del giacimento South Pars Fase 14 sia stata interessata. Ha una capacità di 2 miliardi di piedi cubi/giorno di gas, 75 mila barili/giorno di condensato e all’incirca la stessa quantità di etano e Gpl. Anche il deposito di petrolio e la raffineria di Shahran, vicino a Teheran, sono stati presi di mira, ma a quanto pare non si sono verificati danni gravi. Nel frattempo, Israele ha interrotto oltre il 60% della sua capacità di produzione di gas naturale, incluso il giacimento offshore Leviathan, per problemi di sicurezza, e ha riferito che gli attacchi iraniani hanno danneggiato la sua raffineria di Haifa.L’Iran ha ripetutamente minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz, un importante punto di accesso, in caso di attacco. La chiusura dello Stretto, anche per un periodo limitato, avrebbe un impatto significativo sui mercati globali del petrolio e del gas. Lo Stretto rappresenta la via di uscita dal Golfo per circa il 25% della fornitura mondiale di petrolio, inclusi Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Iraq e Iran, e per la maggior parte della capacità produttiva inutilizzata del mondo.Tuttavia, “in assenza di una grave perturbazione, i mercati petroliferi nel 2025 sembrano ben forniti”. Con un’offerta superiore alla domanda, le scorte di petrolio globali osservate sono aumentate in media di 1 mln b/g da febbraio e di ben 93 mln b nel solo mese di maggio, secondo i dati preliminari disponibili. Tuttavia, sebbene il mercato appaia ora ampiamente rifornito, i recenti eventi evidenziano chiaramente i significativi rischi geopolitici per la sicurezza dell’approvvigionamento petrolifero. L’Aie rimane profondamente impegnata a collaborare con i produttori e i consumatori di energia per salvaguardare la sicurezza energetica.

▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni del barile hanno avviato la settimana in calo, dopo i forti rialzi dei giorni precedenti. A raffreddare la corsa del Brent che è arrivato a oltrepassare quota 74 dollari, le previsioni dell’Aie di una domanda meno forte del previsto e l’attesa per la riunione della Fed di domani, che potrebbe decidere di tagliare i tassi di interesse in Usa. La sensazione generale è che i funzionari della Federal Reserve mantengano i tassi di interesse fermi all’attuale intervallo del 4,25%-4,50%. Eppure secondo gli analisti, con il lento raffreddamento dell’inflazione e la tenuta del mercato del lavoro, la banca centrale americana potrebbe anche fare una manovra a sorpresa. Intanto, sul fronte geopolitico, le evoluzioni più recenti suggeriscono che il conflitto tra Iran e Israele rimanga confinato a livello regionale. Lunedì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 73,15 dollari al barile (-0,19), il Light crude a 71,77 (-0,46), il Brent a 73,23 (-1). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di lunedì della benzina 10 ppm è scivolata a 751,38 dollari alla tonnellata (-10,88), quella del gasolio 10 ppm a 702,88 (-0,63), del risca 0,1 è salita a 693,75 (+0,5), del Btz è scesa a 473,75 (-7), l’Atz rimasta stabile a 454,38. Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di lunedì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 726/766 (627/622), gasoli 673/704 (581/608), Btz 448/480 (387/415), Atz 429/461 (371/398). Cambio euro/dollaro di lunedì a 1,1574. 

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