Policy focus – 18 luglio 2025

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Eni ha presentato al Mase un progetto per realizzare la sua quarta bioraffineria in Italia presso la raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi con conversione di un impianto hydrocarcking esistente. Il progetto è stato presentato a fine giugno al dicastero con la richiesta di avviare l’iter di Valutazione di impatto ambientale e dovrebbe prevedere la conversione dell’attuale impianto HDC2 (Hydrocracking 2 v. Staffetta 12/07/22) e l’utilizzo della tecnologia proprietaria Ecofining, già impiegata nelle altre bioraffinerie italiane di Gela, Marghera e Livorno.

▪️Dopo l’entrata in vigore del decreto ministeriale del 16 maggio di modifica delle regole sull’incentivazione delle Comunità energetiche (v. Staffetta 26/06) (soglia innalzata a 50mila abitanti, più flessibilità su entrata in esercizio, anticipo fino al 30%, no riduzioni per persone fisiche in caso di cumulo), il ministero dell’Ambiente ha provveduto tra ieri e oggi ad aggiornare le regole operative e il bando Pnrr sulle Cer.In particolare, sono stati pubblicati il decreto n. 228/2025 di aggiornamento delle Regole Operative e il decreto n. 229/2025 di aggiornamento dell’“Avviso Pubblico per la presentazione di domande a sportello per la concessione di contributi da finanziare nell’ambito della Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2 del Pnrr”.

▪️Sono 230 i MW fotovoltaici autorizzati questa settimana tramite Pas, autorizzazioni uniche e Paur. Da segnalare giudizi di Via positivi per ulteriori 101 MW. Quanto all’eolico, autorizzazioni per 30 MW e giudizi di Via positivi per 58 MW.Sul biometano, Pas per 7 mln di metri/cubi anno.Da segnalare, inoltre, la Pas per un impianto di accumulo Bess da 50 MW.

▪️Terna ha aggiornato al 30 giugno 2025 il contatore degli impianti rinnovabili e dei sistemi di accumulo installati in Italia.Nei primi sei mesi del 2025, in Italia sono stati installati impianti rinnovabili per 3.099 MW e sistemi di accumulo per 1.140 MW. A giugno sono stati installati impianti rinnovabili per 448 MW e sistemi di accumulo per 86 MW.

▪️Ieri l’assemblea del Senato ha approvato definitivamente il disegno di conversione in legge del DL Infrastrutture 73/2025. Ricordiamo che il DL Infrastrutture conteneva, all’articolo 13, misure sulle aree di accelerazione per le rinnovabili e, all’articolo 5, il rinvio di un anno – inserito durante l’esame parlamentare – dello stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5.

▪️Stellantis ha annunciato ieri la decisione di interrompere il programma di sviluppo della tecnologia a celle a combustibile a idrogeno. “A causa della limitata disponibilità di infrastrutture per il rifornimento di idrogeno, degli elevati requisiti di capitale e della necessità di maggiori incentivi all’acquisto da parte dei consumatori – scrive l’azienda in una nota – l’azienda non prevede l’adozione di veicoli commerciali leggeri alimentati a idrogeno prima della fine del decennio”. Pertanto, quest’anno Stellantis non lancerà più la sua nuova gamma di veicoli Pro One alimentati a idrogeno. La produzione in serie avrebbe dovuto iniziare quest’estate a Hordain, in Francia (furgoni di medie dimensioni) e a Gliwice, in Polonia (furgoni di grandi dimensioni).

▪️L’importanza strategica del nucleare per un paese industriale; il confronto con le rinnovabili e il gas; ma anche un aggiornamento sulle misure del prossimo DL Energia, che accompagneranno il sistema industriale al 2030, frutto del confronto tra produttori e consumatori; non senza spunti polemici su partiti e associazioni contrari al nucleare. Ha spaziato ben oltre il nucleare l’intervento di Aurelio Regina, delegato energia di Confindustria, ieri in conclusione dell’evento organizzato dall’associazione alla Camera per presentare il rapporto realizzato con il supporto di Enea (v. Staffetta 16/07). “Non c’è parola migliore di responsabilità quando si parla del futuro di un grande paese industriale”, ha esordito Regina. “Dobbiamo costruire una politica energetica che sostenga questo sviluppo”. L’approccio “nazionale”, di sistema, emerge anche dalla scelta della sala per l’evento: “Lo abbiamo fatto qui perché è la casa degli italiani, dei rappresentanti del popolo”.L’accento è quindi sulla sicurezza energetica, che confina con l’autonomia: “solo due-tre anni fa i prezzi erano alle stelle. Ho affrontato situazioni giornaliere con i nostri associati che erano sull’orlo della chiusura degli stabilimenti e in alcuni casi li hanno chiusi. Posso svelare di aver lavorato assieme al governo a un piano di razionamento del gas (v. Staffetta 12/12/22). Si parlava di preparare il Paese a una potenziale mancanza di gas per lungo tempo. Uno scenario poi scongiurato dalle azioni del governo e dei nostri concessionari, in particolar modo Eni che ha fatto un lavoro straordinario di diversificazione”. Al tema della sicurezza, ha proseguito Regina, “ci dobbiamo abituare. Siamo una grande economia, le tensioni geopolitiche sono evidenti e purtroppo ci saranno anche in futuro. Quando si parla di nucleare si parla di sicurezza energetica. E questo non ha un prezzo. Quando si ragiona di costi, c’è un costo implicito che è la capacità del paese di generare energia in maniera autosufficiente. Questo è importantissimo e vale per le fonti rinnovabili e per il nucleare”.“Mi piacerebbe – ha detto ancora – arrivare a un mix simile a quello spagnolo, che ha una prevalenza di rinovabili e una componente nucleare che sostituisce il gas”. Perché, ha proseguito, “se deve essere in contrapposizione, lo è con il gas, non con le rinnovabili. L’alternativa al nucleare è tenerci le centrali termoelettriche, scelta che qualche operatore può auspicare”. Certo, si tratta di una fonte più economica “nella prospettiva che il gas riduca il costo, come ci dicono gli analisti, anche se ormai ci credo poco perché succede sempre qualcosa che tiene il prezzo alto”. Passando su un piano più squisitamente politico, Regina ha quindi punzecchiato quei partiti e movimenti che si oppongono all’atomo: “Ormai per gli ambientalisti il tema più importante del nucleare è il costo… ero rimasto che il tema importante era la decarbonizzazione o la riduzione dell’inquinamento. Adesso scopro che per la sinistra, il PD e Legambiente, il problema del costo è prevalente. Se abbiamo smarcato il tema che il nucleare è la produzione di energia più decarbonizzata che c’è, siamo un pezzo avanti”, ha chiosato. Quanto al costo, “c’è un aspetto che ogni tanto sfugge: le fonti rinnovabili in Italia sono state remunerate per un pezzo di produzione marginale 340 euro al MWh: e adesso ci spaventiamo per un intervallo tra 70 e 100 euro? Ad oggi hanno generato 170 miliardi di euro di costi per gli italiani, non per lo Stato ma sulle bollette”. Regina ha quindi ricordato che la Finlandia “ha aperto da poco una centrale nucleare, che ha avuto un costo significativo e più alto del previsto, ma il giorno dopo che ha iniziato a produrre, il prezzo dell’energia elettrica è crollato di 50 euro al MWh. Ci sono effetti indotti che durano nel tempo e stabilizzano i prezzi. E questo è un fattore fondamentale per la competitività”. La chiusura è stata dedicata ai lavori sul decreto Energia al momento a Palazzo Chigi (v. Staffetta 16/07): “in queste settimane abbiamo lavorato all’interno del sistema di Confindustria in maniera condivisa con i produttori di energia elettrica e di gas a un complesso di norme che ci accompagnerà da qui al 2030 a realizzare la valorizzazione delle fonti rinnovabili, permettendoci di prezzare le rinnovabili in maniera diversa dal mercato borsistico e di metterle a disposizione del sistema industriale a un prezzo definito. Questo – ha sottolineato – è un percorso quasi rivoluzionario, perché usciamo dal mercato elettrico come lo avevamo immaginato. Disaccoppiamo pezzi crescenti di energia e consegniamo alle imprese un mercato stabile, sostenibile e più competitivo, che se non ci permette ad arrivare al prezzo della Spagna, ci permette di avere certezze per chi deve investire”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️Dopo il tonfo della scorsa settimana, la Francia ha spinto in alto la media Ue di benzina e diesel, a fronte di un ribasso e stabilità dei “Prezzi Italia” sui suddetti prodotti. Il dato emerge dagli “Stacchi Italia” rilevati il 14 luglio. In base alla elaborazione Unem dei dati Ue, lo stacco positivo della benzina è sceso +5 a +1 millesimo con una variazione di 4 millesimi, lo stacco negativo del diesel è aumentato di 14 da -23 a -37 millesimi, lo stacco positivo del risca è sceso di 2 da +115 a +113 millesimi, lo stacco negativo del denso Btz si è ridotto di 2 da -53 a -51 millesimi. La media ponderata area euro della benzina è salita di 1 millesimo, quella del diesel di 14, quella del risca di 7 e quella del denso Btz di 5. Prendendo a riferimento i Paesi che, sulla base dei pesi aggiornati ai consumi 2023, hanno i valori percentuali più alti nella ponderazione delle medie Ue, in Italia e in Germania la benzina è diminuita di 3 millesimi, mentre in Francia è schizzata di 29. Invariata in Spagna. Nel caso del diesel, in Italia è rimasto invariato, mentre in Francia si è impennato di 43 millesimi, in Spagna e in Germania invece è salito di 5. Nel caso del risca, in Italia è salito di 5 millesimi, in Germania di 9 e in Belgio di 12. Nel caso infine del denso Btz, in Italia è aumentato di 7 millesimi e in Spagna di 9.

▪️Ieri la Commissione europea ha presentato il bilancio pluriennale 2028-2034. Nella proposta, il bilancio della Commissione è aumentato, rispetto al precedente, a quasi 2mila miliardi di euro, ovvero l’1,26% del Pil europeo. I fondi sono divisi in quattro aree di spesa, dotate di maggiore flessibilità per adattarsi alle esigenze che emergeranno: 1.062 miliardi sono dedicati alla politica agricola e di coesione, con i programmi gestiti a livello statale e non più regionale, e, in misura minore, a difesa e migrazione; 590 miliardi al fondo per la competitività (409 miliardi per, tra gli altri, difesa e transizione) e alla ricerca e all’innovazione (175 miliardi per Horizon Europe); 215 miliardi alla politica estera e, in particolare, all’Ucraina; 118 miliardi alle spese per l’amministrazione. L’aumento del bilancio è finanziato dall’Ets (9,6 miliardi l’anno), dai dazi Cbam (1,4 miliardi l’anno), da una tassa sui rifiuti elettronici non raccolti (15 miliardi l’anno) e sul tabacco (11,2 miliardi l’anno), da una tassa Core sulle grandi aziende (6,8 miliardi l’anno). La proposta di bilancio dovrà essere approvata da Consiglio e Parlamento europeo. Per ora, ha generato reazioni di scontento da parte dei gruppi politici a Strasburgo (che avrebbero voluto un bilancio più generoso), da parte di alcuni Stati membri come la Germania (che avrebbero voluto un bilancio più piccolo), da parte degli agricoltori (che ieri hanno protestato a Bruxelles contro il taglio della Pac) e da parte delle Regioni (che non gestiscono più direttamente i fondi di coesione).
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Prosegue la lieve tendenza al ribasso per i prezzi medi dei carburanti alla pompa. Nuovi tagli anche sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi, nonostante il rimbalzo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina. Per Tamoil registriamo un ribasso di due centesimi sul gasolio.Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 18mila impianti: benzina self service a 1,731 euro/litro (-1 millesimo, compagnie 1,736, pompe bianche 1,720), diesel self service a 1,668 euro/litro (-1, compagnie 1,673, pompe bianche 1,659). Benzina servito a 1,873 euro/litro (invariato, compagnie 1,915, pompe bianche 1,792), diesel servito a 1,810 euro/litro (invariato, compagnie 1,852, pompe bianche 1,730). Gpl servito a 0,702 euro/litro (-1, compagnie 0,712, pompe bianche 0,692), metano servito a 1,439 euro/kg (-1, compagnie 1,445, pompe bianche 1,434), Gnl 1,280 euro/kg (invariato, compagnie 1,276 euro/kg, pompe bianche 1,284 euro/kg).Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,826 euro/litro (servito 2,091), gasolio self service 1,779 euro/litro (servito 2,046), Gpl 0,839 euro/litro, metano 1,504 euro/kg, Gnl 1,364 euro/kg.Queste sono le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di ieri: benzina a 472 euro per mille litri (+6 valore arrotondato), diesel a 547 euro per mille litri (+16 valore arrotondato).Questi i valori comprensivi di accisa: benzina a 1185,48 euro per mille litri, diesel a 1179,18 euro per mille litri.

▪️In base alla chiusura Cif Med 17 luglio e all’andamento dell’euro i listini extra-rete dei prodotti petroliferi lunedì dovrebbero registrare in linea generale, rispetto ad oggi, le seguenti variazioni: 1. benzina 10ppm +6 euro per mille litri2. gasolio autotrazione 10ppm +163. gasolio agricolo +164. gasolio motopesca +165. gasolio risca 0,1 +156. o.c. denso Btz +3 euro per mille chiliEuro (chiusura Bce 17 luglio): 1,1579 dollari rispetto al precedente 1,1602Nota: salvo per quelle compagnie che applicano ai rivenditori la chiusura di ieri pomeriggio già in data odierna

▪️Il Gme ha prorogato al 24 luglio la scadenza per l’invio delle osservazioni al documento di consultazione 1/2025 relativo alla proposta di modello di funzionamento del mercato per la negoziazione dei contratti Ppa (MPpa) (v. Staffetta 02/07), al fine di favorire la più ampia partecipazione da parte dei soggetti interessati al processo consultivo. Lo ha fatto sapere lo stesso Gme in un comunicato.

▪️Sui circuiti elettronici internazionali, le quotazioni dei greggi e dei prodotti sono leggermente scese, con il Brent scivolato sotto quota 70. A mettere pressioni ribassiste sul prezzo del petrolio ci sono le incertezze sulla politica commerciale degli Stati Uniti, che ha inviato lettere di imposizione di dazi al 30% a partire dal prossimo primo agosto anche all’Unione europea, se non verranno negoziate alcune condizioni favorevoli agli Usa. In compenso però sono stati pubblicati alcuni dati macroeconomici sull’inflazione in Usa migliori del previsto, che potrebbero spingere la Fed a tagliare ancora i tassi nella riunione prevista per il prossimo settembre. I tassi più bassi significano dollaro più debole e quindi petrolio più conveniente sulla scala globale. Venendo invece ai dati Usa Eia sulle scorte petrolifere (v. tabella), quella di greggio sono diminuite di circa 3,9 milioni di barili a fronte di importazioni salite da 6 a 6,38 milioni di barili giorno. In calo anche il grado di utilizzo degli impianti, sceso dal 94,7% al 93,9%. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 69,93 dollari al barile (-0,46), il Light crude a 66,38 (-0,14), il Brent a 68,52 (-0,19), il Murban a 69,81 (-0,29). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è scivolata a 723,88 dollari alla tonnellata (-13,75), quella del gasolio 10 ppm a 729,13 (-15,13), del risca 0,1 a 717,38 (-15,38), del Btz è salita a 458,38 (+3,5), dell’Atz a 424 (+0,75). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 702/732 (605/631), gasoli 629/730 (542/629), Btz 426/473 (367/408), Atz 400/430 (345/371). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1602.

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