| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha firmato il decreto che introduce modifiche alla disciplina per l’incentivazione delle comunità energetiche rinnovabili e delle configurazioni di autoconsumo (v. Staffetta 09/04). ▪️Con nota n. 278536 del 15 maggio 2025 l’Agenzia delle Dogane fornisce istruzione a seguito della pubblicazione del decreto 14 maggio 2025 (v. Staffetta 15/05) – adottato d’intesa dal ministro dell’Ambiente e dal ministro dell’Economia e del ministro delle infrastrutture e del ministro dell’Agricoltura – che modificato le aliquote di accisa di benzine e gasolio autotrazione. A decorrere dal 15 maggio 2025, le aliquote di accisa sono rideterminatenelle seguenti misure:1) benzina: euro 713,40 per mille litri;2) gasolio usato come carburante: euro 632,40 per mille litri.Restano invariate le seguenti aliquote di accisa:1) impieghi in lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella silvicoltura e piscicoltura e nella florovivaistica: 22 per cento di 617,40 euro per mille litri;2) produzione di forza motrice con motori fissi, azionati con prodotti energetici diversi dal gas naturale e utilizzati all’interno di delimitati stabilimenti industriali, agricolo-industriali, laboratori, cantieri di ricerche di idrocarburi e di forze endogene e cantieri di costruzione e azionamento di macchine impiegate nei porti, non ammesse alla circolazione su strada, destinate alla movimentazione di merci per operazioni di trasbordo: 30 per cento di 617,40 euro per mille litri.Il comma 4 dell’articolo 3, prevede che l’aliquota di accisa sul gasolio impiegato come carburante, al biodiesel e ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento (HVO), immessi in consumo tal quali per essere impiegati come carburanti, si applica, ai sensi dell’articolo 16 della direttiva 2003/96/CE del Consiglio del 27 ottobre 2003, un’aliquota di accisa ridotta pari a euro 617,40 per mille litri; tale aliquota trova applicazione per un periodo quinquennale decorrente dal 15 maggio 2025, data di entrata in vigore del decreto interministeriale 14 maggio 2025. Ai fini della fruizione della predetta aliquota ridotta i biocarburanti devono soddisfare le condizioni previste dall’articolo 44, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014. ▪️Per spiegare il ridotto sviluppo delle rinnovabili in Italia rispetto alla Spagna, la tesi più diffusa cita la maggiore disponibilità, nella penisola iberica, di aree a bassa concentrazione demografica e le migliori condizioni di insolazione. Sono due dati inconfutabili, che non tengono però conto di un terzo: diversamente dalla penisola iberica, in diversi siti del Mezzogiorno, della Sicilia e della Sardegna si verifica la coincidenza tra i più appropriati regimi del vento e un elevato irraggiamento solare. ▪️Aumentano i progetti che Terna sta per connettere alla rete, che hanno il contratto di connessione e sono quindi già autorizzati, sia sul fronte delle rinnovabili sia su quello degli accumuli. La crescita è trainata probabilmente dalle aste del FerX transitorio e del Macse, con gli operatori che non connettono i progetti alla rete in attesa degli incentivi. Rispetto all’ultimo aggiornamento (v. Staffetta 14/04), al 30 aprile il portale Econnextion di Terna contava 213 progetti di impianti rinnovabili per 8,57 GW e 50 progetti di sistemi di accumulo per 3,14 GW pronti a partire (a marzo erano, rispettivamente, 8,4 e 2,83 GW). ▪️Per garantire la gestione del sistema elettrico entro i limiti di sicurezza operativa, Terna ha ridotto a zero domani tra le 9 e le 18 Terna i diritti di trasmissione in importazione di lungo periodo (Lttr) su quasi tutte le frontiere. E’ quanto si legge in una serie di avvisi pubblicati oggi dal gestore di rete sulla piattaforma europea per l’allocazione della capacità di trasmissione. In particolare a partire dall’ora 9-10 fino all’ora 17-18 scendono a 0 i Lttr in importazione dalla Francia, dalla Svizzera, dall’Austria e dalla Slovenia, oltre che dalla Grecia, dove come già visto i transiti sono interrotti dal 23 febbraio. Si tratta della più rilevante azione di riduzione dei diritti di import effettuata da Terna da diversi mesi a questa parte e arriva in una fase in cui – come già detto (v. Staffetta 07/05) – l’avvicinarsi della bella stagione sta ponendo le consuete sfide stagionali alla gestione della rete, con l’intensificarsi delle situazioni di overgeneration delle fonti rinnovabili nelle ore calde, in particolare nei giorni di minor domanda come nelle feste e nei fine settimana. ▪️Di fronte alle incertezze del mercato italiano delle rinnovabili, c’è chi, come Enel e A2a, sposta il baricentro sulle reti; chi cerca di trasformare le minacce in opportunità; chi ormai è abituato alle dispersioni di energia del sistema Italia e continua tuttavia a considerare attrattivo il nostro Paese per gli investimenti in rinnovabili. Infine, c’è chi cerca di puntare lo sguardo oltre l’orizzonte e, pur occupandosi di reti, un’eccellenza italiana ed europea, si pone il problema di come non perdere la sovranità anche sulla rete elettrica, come già successo su alcune tecnologie cruciali per la transizione. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Alle 12:33 del 28 aprile scorso si è verificato nella penisola Iberica uno dei più gravi blackout della storia dell’industria elettrica. La fornitura di elettricità attraverso le reti di Spagna e Portogallo si è completamente interrotta, lasciando più di 50 milioni di persone senza luce, connessione internet, trasporti pubblici per oltre 10 ore e provocando danni economici stimati tra 2 e 5 miliardi di euro.Sono passate oltre due settimane e, a dispetto dell’intenso dibattito in corso, le cause dell’incidente non sono ancora chiarite. Le autorità competenti, nazionali ed europee, stanno conducendo indagini approfondite che richiederanno diverse settimane per sfociare in rapporti puntuali.Nel frattempo vale la pena di ricapitolare ciò che finora è noto, partendo da quanto comunicato dal gestore di rete spagnolo REE nelle ore successive all’incidente, dalla cronologia preliminare fornita il 9 maggio dall’organismo di coordinamento dei gestori di rete europei, ENTSO-E, e da ultimo dalle dichiarazioni in Parlamento della ministra spagnola dell’Energia, Sara Aagesen, il 14 maggio.Un primo fatto rilevante è che, nella mezz’ora precedente l’incidente, sono stati osservati due periodi di oscillazione, ossia sbalzi di potenza e di frequenza, nell’area sincrona dell’Europa continentale, rispettivamente tra le 12:03 e le 12:07 e tra le 12:19 e le 12:21. L’origine della seconda oscillazione è stata identificata nella regione centro-sud-occidentale della Penisola Iberica. I gestori dei sistemi di trasmissione di Spagna (REE) e Francia (RTE) hanno adottato misure per mitigare tali oscillazioni. ENTSO-E sottolinea nel contempo che al momento dell’incidente non si sono invece verificate oscillazioni e le variabili del sistema elettrico rientravano nel normale intervallo di funzionamento.Prima dell’incidente, i programmi di scambio internazionale della Spagna erano pari a circa 1.000 MW verso la Francia, 2.000 MW verso il Portogallo e 800 MW verso il Marocco, tutti destinati all’esportazione. Al momento dell’incidente la domanda era di circa 25,1 GW con 3 GW di consumo da impianti di pompaggio.Venendo al momento critico, a partire dalle 12:32:57 e nei 20 secondi successivi si è registrata una serie di interruzioni di generazione nel sud della Spagna, per un totale stimato di 2200 MW. Nessuna interruzione di generazione è stata osservata in Portogallo e Francia.La ministra Aagesen ha detto che la prima delle interruzioni è avvenuta presso una stazione elettrica di Granada (12:32:57), seguita a breve distanza da eventi analoghi a Bajadoz in Estremadura (12:33:16) e a Siviglia (12:33:17). A seguito di questi eventi, la frequenza è diminuita e si è osservato un aumento di tensione in Spagna e Portogallo.Tra le 12:33:18 e le 12:33:21 la frequenza del sistema elettrico della Penisola Iberica ha continuato a diminuire, scendendo infine molto al di sotto dello scostamento massimo consentito (±2%) dal valore normale di 50 Hz. Sono stati quindi attivati i piani di difesa con distacco automatico del carico di Spagna e Portogallo e scollegamento delle linee con la Francia (12:33:21).Più in dettaglio Red Electrica e la ministra Aagesen hanno parlato di una perdita massiva e “a cascata” di capacità di generazione, con caduta brusca della frequenza. Un primo livello di distacco del carico in risposta alla caduta della frequenza è avvenuto alle 12:33:20 dopo che la frequenza era scesa a 49,5 Hz in seguito ai primi tre eventi di perdita di generazione. Nei successivi tre secondi sono però scattati automaticamente sei ulteriori livelli di distacco del carico, l’ultimo dei quali alle 12:33:22, via via che l’ulteriore perdita di generazione faceva scendere la frequenza, che secondo Entso-E è scesa fino a 48 Hz. Col proseguire delle perdite di generazione, però, i distacchi del carico non sono bastati a evitare il totale collasso del sistema elettrico iberico, che secondo Entso-E si è infine verificato alle 12:33:24.Le attività per il ripristino delle reti di trasmissione di Spagna e Portogallo sono iniziate alle 12:44 con la riattivazione di una linea da 400 kV tra Francia e Spagna e poco dopo le 13 della linea tra Marocco e Spagna, nel frattempo venivano movimentate le centrali idroelettriche spagnole dotate di capacità di blackstart (avvio senza alimentazione esterna). Nelle ore successive la progressiva rialimentazione dei due Paesi è stata sostenuta con apporti dall’estero, dal parco idroelettrico e da quello termoelettrico a gas. Secondo ENTSO-E il ripristino della rete di trasmissione era completo in Portogallo alle 0:22 del 29 aprile, in Spagna alle 4 del mattino e nella prima mattinata REE comunicava che il 99,5% delle utenze spagnole era di nuovo alimentata.Questo in sintesi è quanto finora noto. Molti sono nel contempo gli elementi che ancora restano da chiarire, a cominciare da quali siano stati gli impianti interessati dai primi eventi di perdita di generazione, se tali eventi siano collegati fra loro e, prima ancora, se ci sia un collegamento con le oscillazioni registrate nella mezz’ora precedente l’incidente. ▪️Il Belgio ha abbandonato i piani per l’eliminazione graduale dell’energia nucleare: il Parlamento ha votato oggi per annullare un impegno assunto una ventina di anni fa a chiudere le centrali esistenti. I deputati, con 102 voti favorevoli, 8 contrari e 31 astenuti hanno approvato una proposta del governo che prevede al contrario un rilancio dell’industria nucleare. Il nuovo governo conservatore già nei mesi scorsi aveva indicato l’intenzione di tornare sulla decisione di chiudere gli ultimi due reattori del paese tra 10 anni. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Nel 2024 il parco auto italiano è salito a 41.340.516 unità, l’1,04% in più rispetto al 2023, con una crescita in termini assoluti di poco più di 425mila unità. Per quanto riguarda il comparto autobus, l’aumento è stato dell’1,22% (1.225 unità in più), mentre il numero di autocarri in circolazione in Italia è salito del 2,08% rispetto all’anno precedente (93.236). Complessivamente il numero di questi veicoli sulle strade italiane ha superato i 46milioni. In questi dieci anni, sia le auto che i veicoli in generali circolanti in Italia sono cresciuti dell’11%. Sono alcuni dei numeri emersi da un’elaborazione dei dati pubblicati da Aci sul parco circolante in Italia. ▪️Mercato internazionale. Mercati nervosi e forte volatilità dei benchmark sui circuiti elettronici internazionali per la questione dei dazi Usa che preoccupa il mercato della finanza, per le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e tra India e Pakistan, nonché sull’incertezza sulla durata dell’aumento produttivo di 411.000 barili al giorno annunciato pochi giorni fa da OpecPlus. Secondo Goldman Sachs probabilmente durerà solo un paio di mesi (giugno e luglio), anziché quattro come originariamente ipotizzato. Nella settimana monitorata il Brent di luglio è salito a 64,53 $/b (+1,69 rispetto a giovedì scorso). Il Wti di giugno ha guadagnato 1,71 $, portandosi a 61,62 $/b. Il Paniere Opec sul mercato fisico ha toccato quota 63,62 $/b, incamerando 1,53 $. Rispetto alla settimana scorsa in Mediterraneo la media delle quotazioni Cif della benzina 10ppm si è attestata a 703,13 dollari a tonnellata (+15,75), quella del diesel 10ppm a 634,75 (+31,25), del gasolio 0,1 a 629,00 (+26,38), dell’o.c. Btz a 409,00 (+7,13) e dell’o.c. Atz a 411,25 (+15,25).Mercato interno. La corsa delle quotazioni del Mediterraneo è stata surclassata dal decreto 14 maggio che, in piena notte, ha ribassato di 15 euro per mille litri l’accisa sulla benzina e rincarando della stessa cifra quella sul gasolio autotrazione. Innescando ieri una “Babele” sulla logistica petrolifera, come avvenne il 6 dicembre 2011 con il Governo Monti. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è schizzata di 37 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 44, il gasolio risca 0,1 di 40 e il denso Btz di 22 euro per mille chili. Questa mattina la benzina è arretrata di 5 euro, il risca di 1 e il denso Btz di 8. Stabili i gasoli autotrazione e agricolo. Lunedì la benzina cederà altri 6 euro, il gasolio autotrazione, l’agricolo e il denso Btz 4, il risca 5. Leggero ritocco all’ingiù della media settimanale del Gpl miscela (uso comb). ▪️Dato che le trattative di pace tra Russia e Ucraina sono ferme per colpa di Mosca, l’Unione europea farà pressioni sulla Russia con un nuovo pacchetto di sanzioni. La Commissione europea – ha spiegato oggi la presidente Ursula von der Leyen – “sta lavorando a un nuovo pacchetto di sanzioni che includerà, per esempio, sanzioni sul Nord Stream 1 e il Nord Stream 2; l’inserimento di nuove navi nell’elenco della flotta fantasma russa; l’abbassamento del price cap sul petrolio; infine, nuove sanzioni al settore finanziario in Russia”. Ricordiamo che il Nord Stream 1, così come uno dei due tubi del Nord Stream 2, sono danneggiati e non possono trasportare gas. È ancora utilizzabile, sebbene non sia mai stato utilizzato, il secondo dei due tubi del Nord Stream 2. Negli ultimi mesi si è parlato dell’ipotesi – piuttosto remota – di mettere in funzione questo secondo tubo tra Russia e Germania con l’avallo degli Stati Uniti (v. Staffetta 03/03).Ricordiamo inoltre che il price cap sul petrolio impedisce agli operatori europei di trasportare petrolio russo verso Paesi terzi (in Europa non si può più importare da fine 2022) a un prezzo superiore ai 60 dollari al barile. Un valore non lontanissimo dalle attuali quotazioni del petrolio sui mercati internazionali, spinte al ribasso dai dazi statunitensi e dall’aumento dell’offerta da parte dei Paesi Opec (v. Staffetta 15/05). |
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