| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Ancora tira e molla sulla Raffineria Isab di Priolo. Il tribunale di Siracusa ha emesso un’ordinanza cautelare con cui ha sancito la legittimità dell’operatività di Lukoil e il suo diritto a riprendere le caricazioni presso Isab. Il tribunale, a quanto si apprende, ha tuttavia confermato anche l’obbligo per Lukoil di operare, in alternativa alla prestazione di una garanzia (strada al momento sbarrata dalle sanzioni internazionali), attraverso pagamenti anticipati delle forniture e con l’assistenza di un deposito cauzionale di dieci milioni. La compagnia controllata dal colosso russo ha comunicato ieri mattina ai propri clienti di avere “già sottoposto a Isab soluzioni operative immediate e pienamente affidabili, tra cui pagamenti anticipati delle forniture e, in via subordinata, pagamenti anticipati assistiti da deposito cauzionale, in linea con quanto previsto dall’Ordinanza”. Misure, prosegue, “concrete che dimostrano la nostra piena disponibilità a garantire continuità e sicurezza operativa sin dalla ripresa. Il nostro obiettivo – scrive ancora Lukoil – è chiaro: tornare operativi rapidamente e supportarvi in una fase di mercato particolarmente delicata”. ▪️ Parlando oggi al Biogas Italy, il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha confermato che stasera il Consiglio dei ministri si riunirà per esaminare un decreto-legge sui carburanti, come anticipato dal vice premier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini (v. Staffetta 18/03). Il decreto, ha spiegato Pichetto, conterrà anche le misure per mantenere in “riserva fredda” le centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia, se servissero nel caso di un’emergenza gas (v. Staffetta 04/03). Parlando dal palco, Pichetto ha spiegato: “abbiamo avuto una convocazione del Consiglio dei ministri straordinaria, fatta un’ora fa, per stasera alle 7 e stiamo valutando una serie di provvedimenti”, tra cui il DL sui carburanti annunciato da Salvini. Il DL, ha detto Pichetto parlando coi giornalisti, “è ancora da chiudere. Certamente c’è la questione carburante, ma è competenza del ministero delle Imprese e dell’Economia”. Alla domanda se il decreto conterrà l’accisa mobile o un tetto al prezzo dei carburanti ‒ misure ipotizzate da Salvini ‒ Pichetto ha risposto: “non lo so dire, perché non è competenza mia. Non lo so dire”. Il ministro ha poi aggiunto che nel DL, “probabilmente, io ci metto dentro la salvaguardia delle centrali a carbone, lo uso come veicolo”. “Altro”, ha aggiunto, “in questo momento no”. ▪️ una bozza del DL Carburanti che sarà esaminato questa sera alle 19 dal Consiglio dei ministri. La bozza sembra ancora molto preliminare e presenta tre articoli: uno sui controlli della Guardia di finanza sui prezzi; uno sul credito di imposta del 28% per gli acquisti di carburanti da parte delle sociuetà di autotrasporto; un terzo sull’aumento dei fondi per la carta “Dedicata a te” o Social card. Mancano ancora invece le misure sulle accise annunciate dal vice premier Salvini. All’ordine del giorno del Consiglio dei ministri c’è solo il decreto-legge “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”. ▪️ “Stiamo lavorando, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, per intervenire già stasera con un primo sostanziale e sostanzioso taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa di benzina già nelle prossime ore”, ha detto il vice premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, in un punto stampa al termine della riunione con la filiera petrolifera in prefettura a Milano. “Mi sembra – ha aggiunto – che le compagnie petrolifere abbiano capito che gli italiani, le famiglie e le imprese, non possono continuare a pagare gasolio e benzina quello che stanno pagando”. “Parliamo di diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale di un mese e la riduzione non sarà di pochi centesimi”, ha detto ancora. “L’obiettivo è tornare sotto i due euro al litro, possibilmente sotto 1,90”, ha aggiunto. Il ministro ha spiegato che il governo chiederà anche “ai petrolieri un prezzo medio massimo” e “ai concessionari autostradali di tagliare una parte dei loro profitti”. Quanto alla durata della misura, Salvini ha detto: “vedremo nel primo mese cosa succede in Medio Oriente, in Iran e nello stretto di Hormuz”, avvertendo che “il problema emerso al tavolo è che, se la guerra andasse avanti a lungo, non è tanto quanto costa il carburante: il rischio è che non ci sia proprio carburante”. Quanto al confronto con la filiera, “sono soddisfatto”, ha detto Salvini, “mi sembra che abbiano capito che famiglie e imprese non possono continuare a pagare benzina e gasolio a questi livelli”. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Quattro impianti di trattamento del gas del maxigiacimento South Pars nel sud dell’Iran sono stati danneggiati da attacchi di droni statunitensi e israeliani e le autorità iraniane hanno indicato l’intenzione di rispondere colpendo altre infrastrutture energetiche nella regione. Le notizie hanno innescato nuovi rialzi per il Brent, che nel pomeriggio si scambiava a 109,7 contro i 106 di questa mattina, e per il gas, con il Ttf front month a un soffio da 56 €/MWh contro l’apertura di poco meno di 51. Si tratta del secondo colpo subito dalle infrastrutture energetiche iraniane downstream dall’inizio dell’attacco Usa-israeliano, il 28 febbraio. Secondo i media statali del Paese citati da Argus, in particolare, droni statunitensi e israeliani hanno colpito gli impianti di trattamento del gas ad Assaluyeh, che trattano il gas acido proveniente dalle fasi 3, 4, 5 e 6 del giacimento offshore di South Pars. Il governatore di Assaluyeh, Eskandar Pasalar, ha dichiarato che gli impianti sono stati “disattivati” per controllare e prevenire la propagazione dell’incendio. Ciò avrà probabilmente comportato anche una riduzione della produzione dalle piattaforme offshore collegate a tali impianti, ma le autorità non hanno reso nota l’entità di tale riduzione. Il giacimento di South Pars, condiviso dall’Iran con il Qatar, è il più grande giacimento di gas al mondo, con 24 fasi di sviluppo. È in produzione dal 2002 e rappresenta tra il 70% e il 75% della produzione iraniana di gas. Il giacimento fornisce inoltre una quota significativa di materie prime per la produzione petrolchimica e di benzina del Paese. L’Iran è anche un importante fornitore di gas via gasdotto alla Turchia, che se venissero meno le forniture dovrà rimpiazzarle con altri volumi, potenzialmente accrescendo la pressione sul mercato internazionale del Gnl. ▪️La Commissione europea ha pubblicato un aggiornamento delle linee guida per l’attuazione del regolamento REPowerEU Gas sullo stop alle importazioni di gas dalla Russia, in vigore da oggi (v. Staffetta 02/02). Il documento, si legge in una nota, chiarisce alcuni dettagli procedurali relativi all’autorizzazione preventiva delle importazioni di gas non russo. Da oggi, scrive la Commissione, sono vietate le importazioni di Gnl nell’ambito di contratti a breve o lungo termine conclusi o modificati dopo il 17 giugno 2025. ▪️ La Spagna ha approvato il rilascio di un massimo di 11,5 milioni di barili di riserve petrolifere in 90 giorni per contrastare la carenza di approvvigionamento causata dalla chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato martedì ai giornalisti il Ministro dell’Energia Sara Aagesen. Il rilascio, in linea con i piani dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di liberare fino a 400 milioni di barili, avverrà in fasi, la prima delle quali dovrebbe iniziare entro 15 giorni, ha aggiunto Aagesen. ▪️ La crisi dello stretto di Hormuz sta avendo un impatto inaspettato sul mercato del petrolio: si sta aprendo una frattura sempre più evidente perché non tutti i greggi si muovono nella stessa direzione e, soprattutto, il prezzo del petrolio “fisico” si sta progressivamente disallineando da quello “finanziario”. Una dinamica che emerge con forza dalle analisi di Reuters e dalle indiscrezioni riportate dal Financial Times, e che interessa da vicino anche le raffinerie del Mediterraneo, particolarmente esposte ai flussi dal Caspio. Secondo Reuters, il mercato dei futures continua a incorporare una narrativa relativamente ottimista sulla capacità del sistema di assorbire lo shock geopolitico legato al conflitto con l’Iran. I prezzi del Brent, pur volatili, restano ancorati a livelli che riflettono l’idea di una crisi gestibile. Ma nel mercato fisico la situazione è ben diversa: i premi sui carichi reali sono esplosi, segnalando tensioni acute sulla disponibilità immediata di greggio e prodotti raffinati. La divergenza è particolarmente evidente nei benchmark mediorientali, dove il differenziale tra greggio fisico e derivati ha raggiunto livelli record, segno di una catena di approvvigionamento sotto stress. In altre parole, mentre il mercato “cartaceo” continua a prezzare aspettative, quello fisico sta già scontando una scarsità concreta di barili disponibili. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Ancora un salto per le medie settimanali dei prezzi di tutti i carburanti. Questo l’andamento delle medie settimanali dei prezzi praticati alla pompa: benzina self service a 1,832 euro/litro (+64 millesimi, valori arrotondati), servito a 1,966 euro/litro (+63). Diesel rispettivamente a 2,058 euro/litro (+130) e 2,189 euro/litro (+134). Gpl servito a 0,705 euro/litro (+5), metano a 1,499 euro/kg (+36). A picco lo “sconto” pompe bianche: sulla benzina a 0,9 centesimi sul self service e a 10,9 centesimi sul servito; sul gasolio è negativo di 0,2 centesimi sul self e positivo di 9,6 sul servito. Ancora in calo e sui minimi storici il sovrapprezzo per chi fa il pieno in autostrada rispetto alla rete ordinaria: 8,7 cent/litro per la benzina self e 6,2 per il gasolio self, 20,6 per la benzina servito e 18,3 per il gasolio servito. Margini lordi in calo: sulla benzina a 21,7 cent/litro (-4,3 cent, media 12 mesi a 22,8 cent), sul gasolio a 17,4 cent (-4,7, media dei 12 mesi a 20,8 cent). Dall’inizio della crisi il prezzo della benzina alla pompa è aumentato di 18 centesimi al litro, quello del gasolio di 36, a fronte di aumenti delle quotazioni, rispettivamente, di 23 e 35 centesimi. ▪️ Eni ha approvato le Decisioni Finali di Investimento (Fid) per quattro giacimenti di gas in Indonesia (Gendalo, Gandang, Geng North e Gehem), sviluppati in due hub offshore (North Hub e South Hub). I progetti si trovano in acque profonde al largo dell’East Kalimantan e puntano a entrare in produzione nel 2028, raggiungendo il picco nel 2029. A regime, produrranno fino a 56,5 milioni di m³ di gas al giorno e 90.000 barili/giorno di condensati. ▪️ Suez ha ceduto il 4% della propria partecipazione in Acea, scendendo al 19,3%. La vendita avviene “nell’ambito di un’operazione di gestione del bilancio realizzata in un contesto di mercato favorevole”. La decisione, scrive Suez, si inserisce nella positiva performance del titolo Acea, cresciuto di circa il 35% negli ultimi dodici mesi e di circa il 10% dall’inizio dell’anno. In questo contesto, Suez ha proceduto a una valorizzazione parziale della partecipazione, realizzando una plusvalenza contabile. |
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