| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️L’assessore regionale all’ambiente e all’energia della Regione Umbria, Thomas De Luca, “esprime forte preoccupazione sulla bozza del DL Energia, diffusa da alcune testate giornalistiche, in relazione alle disposizioni del governo che disciplinano l’individuazione delle aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili” (v. Staffetta 12/11). “La nostra legge regionale ‘Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro’ – dichiara l’assessore in una nota – recentemente approvata dall’assemblea legislativa, è nata con l’intento di bilanciare la diffusione degli impianti a fonti energetiche rinnovabili con la salvaguardia del patrimonio paesaggistico regionale. Tuttavia, se il testo del decreto-legge fosse confermato in sede di Consiglio dei ministri, l’intero territorio dell’Umbria sarebbe di fatto qualificato come area non idonea, bloccando la transizione e rendendo impossibile il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pniec. Ricordiamo che l’obiettivo di potenza aggiuntiva per l’Umbria entro il 2030 è pari a 1.756 MW”, scrive De Luca. ▪️Dopo mesi di crescita debole, in attesa delle aste del FerX transitorio, nel mese di ottobre sono stati allacciati alla rete ben 923 MW di nuova capacità rinnovabile (oltre il doppio dei 437 MW di settembre v. Staffetta 09/10). L’aumento è trainato dal fotovoltaico (+736 MW nell’ultimo mese), con un balzo degli impianti in alta e in altissima tensione (+283 MW). ▪️Terna ha pubblicato oggi per la consultazione dei soggetti interessati una nuova proposta di aggiornamento del Codice di Rete volta principalmente a definire la partecipazione alla Piattaforma per la riserva automatica per il ripristino della frequenza (aFRR) da parte delle Uvaz, nuova tipologia di unità virtuali abilitate prevista dal Tide. La consultazione riguarda inoltre la gestione operativa delle unità volontariamente abilitate, e la modellizzazione degli assetti e delle fasce delle Uas e UnAP miste. Nell’ambito della medesima consultazione sono proposte anche alcune “modifiche di fine tuning” relative ad elementi già attualmente in vigore. Nello specifico, modifiche al Capitolo 4 del Codice – Regole per il Dispacciamento, al Capitolo 7– Regolazione delle partite economiche relative al servizio di dispacciamento e al servizio di trasmissione, all’Allegato A.22 – Procedura di selezione delle risorse su MSD all’A.23 – Procedura per la selezione delle risorse per MB (Mercato di Bilanciamento) all’A.34 – Sistema comandi: formato messaggi e all’A.60 – Dati tecnici delle UAS, UVAN, UVAZ e UnAP valevoli ai fini del mercato elettrico, nonché al . ▪️L’attuale sistema di finanziamento della gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici non incentivati in Conto energia rischia di rivelarsi insostenibile: il contributo unitario versato oggi dai produttori per ciascun pannello immesso sul mercato non è sufficiente a coprire tutti i costi di gestione, dal trasporto alla rimozione delle sostanze inquinanti, fino ad arrivare al riciclo. Lo denuncia un comunicato di Erion Weee, che riprende lo studio “La gestione del rifiuto fotovoltaico non incentivato in Italia: un nuovo modello di finanziamento”, realizzato dal Laboratorio Ref Ricerche e pubblicato venerdì scorso. L’analisi – scrive il consorzio – impone una riflessione sulle modalità di finanziamento del fine vita dei pannelli fotovoltaici non incentivati, proprio ora che si può cogliere l’opportunità della legge di delegazione europea 2024, che chiede al governo di riordinare la disciplina nazionale relativa alla gestione dei pannelli fotovoltaici a fine vita e di adeguare il sistema di finanziamento alla normativa Ue. ▪️Non si placa l’agitazione dei dipendenti di EG Italia, dopo l’annuncio dell’11 agosto della vendita a Pad Multienergy, Vega Carburanti, Toil, Dilella Invest e Giap (v. Staffetta 16/09). ▪️Rimborsi delle bollette come fringe benefit; specifiche sulle compensazioni fiscali; rifinanziamento del reddito energetico; comunicazioni sulle accise alle Entrate su energia elettrica prodotta, autoconsumata e ceduta; ammissione degli investimenti connessi a combustibili fossili in Transizione 5.0; esenzione oneri di sistema agli impianti di accumulo termico; norme per la geotermia a emissioni zero; un miliardo per l’azzeramento della componente Asos per i primi sei mesi 2026 per i clienti non domestici in bassa tensione; revamping e repowering Fer consentiti anche se su aree di demanio civico in assenza di sdemanializzazione e autorizzazione paesaggistica.Sono i temi dei principali emendamenti al disegno di legge di bilancio firmati da senatori della maggioranza, mentre dall’opposizione arrivano soprattutto proposte di copertura tramite proroga delle norme sugli extraprofitti e modifica dei Sad.In particolare, le proposte 2.36 Ambrogio (FdI), 4.43 Bergesio (Lega), 5.0.3 Gelmetti, 45.0.94 Ambrogio (FdI) e 96.0.124 Paroli (FI) prevedono di estendere i fringe benefit al pagamento delle bollette; la 5.0.2 Lotito (FI) per l’acquisto di energia dedicata alla ricarica degli autoveicoli elettrificati; la 6.50 Bergesio (Lega) modifica il DL Agricoltura sul termine per la determinazione di reddito di impresa da parte dell’energia prodotta da impianti FV e ceduta; la 6.0.75 Potenti (Lega) interviene sul metodo di calcolo della spesa sostenuta per l’acquisto di energia elettrica, la produzione di energia elettrica autoconsumata e l’acquisto di gas naturale (non rilevano i flussi generati da strumenti derivati di copertura collegati al costo della materia prima); la 9.0.66 Trevisi (FI) per il rifinanziamento del Fondo nazionale reddito energetico per 30 milioni di euro per il 2026, per l’installazione di FV in autoconsumo; la 30.17 Paroli (FI) e la 30.18 Borghesi (Lega) sulle modalità con le quali gli esercenti di impianti esenti dall’accisa comunicano annualmente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi all’energia elettrica prodotta, autoconsumata e ceduta alla rete nell’anno precedente; le 94.89 Lotito (FI) e 94.88 Marti (Lega) sull’apertura a progetti su combustibili fossili di Transizione 5.0; la 94.0.26 Ambrogio (FdI) sull’estensione dell’esenzione dagli oneri di sistema agli impianti di accumulo termico (come la 94.0.27 Gaudiano – M5S e la 94.0.28 Fregolent – IV); la 94.0.61 Lotito (FI) e la 95.0.25 Marcheschi (FdI) per i bandi Fer2 per la geotermia a emissioni zero; la 96.0.104 Marti (Lega) su revamping e repowering su aree di demanio civico; la 98.0.84 Ternullo (FI) che stanzia 1,06 mld di euro per l’azzeramento della componente Asos dal 1° gennaio 2026 al 30 giugno 2026 per i clienti non domestici in BT (come la 9.0.49 Turco – M5S e 94.0.43 Sabrina Licheri – M5S)); la 134.0.52 Sigismondi (FdI) con una stretta sui call center.Tra le proposte dell’opposizione, norme sull’efficienza nell’edilizia (9.0.46 Irto PD e 9.0.50 Sironi PD), ruolo di Acquirente Unico (3.0.8 Misiani PD); credito d’imposta per investimenti delle Pmi in fonti energetiche rinnovabili (9.0.53 Sabrina Licheri – M5S); obbligo di installazione di impianti per la produzione di energia da fonte solare nei parcheggi all’aperto (9.0.54 Sironi – PD); esclusione dal Capacity Market di tutti gli impianti a fonti fossili dal 1° gennaio 2026 (30.0.9 Magni – Misto, Avs); esenzione degli oneri Asos dal sistema pubblico di ricarica dei veicoli elettrici(30.0.13 Magni – Misto, Avs); riduzione degli oneri di sistema per le Pmi (94.0.45 Martella – PD); Fondo rotativo di garanzia per il credito a tasso agevolato per la realizzazione di Cer (94.0.48 Irto – PD); differimento del phase out del carbone(99.0.180 Calenda – AZ); rinnovo delle concessioni di distribuzione elettrica(99.0.181 Calenda – AZ); fondo per promuovere l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia elettrica rinnovabile (133.0.7 Misiani – PD). ▪️Le organizzazioni dei gestori europei di infrastrutture gas e dell’idrogeno, EntsoG ed EnnoH hanno pubblicato oggi il loro primo rapporto congiunto sui criteri necessari per la riconversione delle infrastrutture del gas naturale per consentire il vettoriamento dell’idrogeno. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️È cominciata ieri la seconda settimana di lavori – la settimana “politica” – alla trentesima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, che quest’anno si tiene a Belem in Brasile. Dopo il summit del 6 e 7 novembre, cui hanno partecipato molti capi di Stato e di governo (ma non la premier italiana Giorgia Meloni v. Staffetta 10/11), la prima settimana di Cop, da lunedì 10 a sabato 15 novembre, è stata dominata dai negoziati tecnici. Intanto, per le strade di Belem, si sono prese la scena le manifestazioni della società civile e dei popoli indigeni che chiedevano azioni decise contro il cambiamento climatico. Tra domenica 16, giorno di pausa delle discussioni, e ieri, sono atterrati a Belem i ministri dell’Ambiente di diversi Paesi, tra cui il ministro italiano, Gilberto Pichetto, e il commissario UE per il Clima, Wopke Hoekstra. Si apre così la seconda settimana di negoziati politici, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro il venerdì 21 novembre, termine ufficiale della Cop30.Tempi e temi della discussioneIeri il presidente della Cop30, il brasiliano Andre Correa do Lago, ha inviato una lettera alle delegazioni, disponibile in allegato, per dettare i tempi. Ricordando i dieci anni dall’Accordo di Parigi, Correa do Lago ha invitato le delegazioni a lavorare insieme e a cooperare. Ha proposto di lavorare in modalità “mutirão”, ovvero, come in altre Cop, svolgendo riunioni informali tra tutti i capi delegazione per trovare un accordo politico sul testo finale. Il presidente di Cop30 ha proposto di chiudere “gran parte del lavoro” entro stasera (nella notte italiana), per poi convocare una plenaria entro la metà della settimana. Se servirà, scrive Correa do Lago, si continuerà poi a trattare fino a venerdì, ma tutti i punti in discussione dovranno essere risolti entro venerdì. Per accelerare il negoziato, domani tornerà alla Cop anche il presidente brasiliano Lula.Stamattina la presidenza brasiliana ha pubblicato le prime bozze, che serviranno come base per la trattativa con i negoziatori. Il testo principale è la “Mutirão decision”, disponibile in allegato. Nel testo, la presidenza ha avanzato una serie di proposte su quattro temi centrali. Come spiegano gli esperti di Ecco e di Italian Climate Network, che seguono da anni i negoziati sul clima, al centro di questa Cop c’è, ancora una volta, la questione della finanza climatica, cioè le risorse dei Paesi più ricchi per la transizione nei Paesi in via di sviluppo, gli obiettivi Ndc di riduzione delle emissioni e la distanza con l’accordo di Parigi, i rapporti di trasparenza presentati dai Paesi sull’attuazione degli Ndc e, infine, le cosiddette “misure commerciali unilaterali”. Si tratta, in particolare, della tassa europea sulla CO2, il Cbam, aspramente criticato da Paesi esportatori – Cina in testa – che ritengono si tratti di barriere al commercio. Su questi quattro temi, segnala la presidenza, c’è convergenza tra le parti. Restano fuori dalla sintesi alcune questioni su cui le posizioni dei Paesi divergono, a partire dagli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici e alle risorse finanziare da dedicargli.Verso un percorso “credibile” per uscire dai fossiliC’è, poi, un punto più politico e meno tecnico. La presidenza brasiliana è intenzionata a trovare una quadra su un percorso “credibile” di uscita dai combustibili fossili. Ne ha parlato anche il presidente Lula nel discorso di apertura della Cop, definita la “Cop della verità”. “Abbiamo bisogno”, ha detto Lula, “di una roadmap che consenta all’umanità di superare, in modo equo e pianificato, la propria dipendenza dai combustibili fossili, di fermare e invertire la deforestazione e di mobilitare le risorse per raggiungere questi obiettivi” (in allegato i discorsi).L’uscita dai combustibili fossili è, ricordiamo, una questione particolarmente spinosa, da sempre avversata in particolare dai Paesi produttori. Tuttavia, proprio alla Cop28 negli Emirati Arabi Uniti, i Paesi siglarono un accordo che chiedeva il “superamento” dei combustibili fossili (transitioning away from fossil fuel), senza delineare in quell’occasione un percorso ordinato di uscita dalle fonti fossili (v. Staffetta 13/12/23). Percorso che vorrebbe tracciare la presidenza brasiliana a Cop30.I protagonisti e gli assenti: Usa, Cina e UEI giornali internazionali, raccontando questa Cop, si concentrano soprattutto sull’assenza degli Stati Uniti di Donald Trump, che ha definito il cambiamento climatico una “truffa” (v. Staffetta 24/09), e sul protagonismo dei Paesi in via di sviluppo e soprattutto della Cina – Cina che potrebbe aver raggiunto il picco delle emissioni di CO2 quest’anno (v. Staffetta 13/11).Ieri il commissario UE Hoekstra ha ribadito la “leadership” europea sulle questioni climatiche, espressa con obiettivi climatici molto ambiziosi rispetto al resto del mondo (in allegato i discorsi).Reuters nota però come il ruolo dell’Europa nelle trattative sia ostacolato dall’indebolimento del fronte che, finora, aveva sostenuto le politiche climatiche della Commissione (come emerso proprio nella trattativa sugli obiettivi climatici v. Staffetta 05/11). L’inviato cinese per il Clima, Liu Zhenmin, intervistato da Politico, ha criticato gli obiettivi climatici dell’UE, definiti “insufficienti”: i Paesi ricchi, ha spiegato, dovrebbero raggiungere le emissioni zero già nel 2040, per lasciare spazio all’industrializzazione dei Paesi in via di sviluppo. Liu ha condannato il “cattivo esempio” dato dagli Stati Uniti assenti alla Cop. Non c’è un vero rimpiazzo degli Stati Uniti, ha detto Liu, ma UE e Cina devono collaborare nella lotta al cambiamento climatico.L’impegno italiano a BelemIn partenza per Belem, il ministro Pichetto ha fatto il punto sul ruolo dell’Italia alla Cop: “l’Italia”, ha detto, “è impegnata a portare a Cop30 gli impegni che come Paese abbiamo assunto nelle Cop precedenti e che riguardano la decarbonizzazione a livello mondiale con attività di mitigazione e adattamento. Sul fronte della mitigazione, per la riduzione delle emissioni, riteniamo indispensabile seguire il principio della neutralità tecnologica. A tal fine a Belem portiamo un’iniziativa che mira a quadruplicare l’uso globale dei biocarburanti sostenibili. Sulle iniziative di ordine finanziario già avviate, vorrei ricordare in particolare l’impegno verso i paesi più vulnerabili in Africa attraverso il Piano Mattei”. ▪️Dopo quello sull’idrogeno (v. Staffetta 12/11) e, ancora prima, l’esperienza di AggregateEU per il gas (v. Staffetta 12/12/24), la Commissione europea ha aperto oggi le registrazioni anche al meccanismo per promuovere l’incontro tra domanda e offerta di materia prime critiche, lanciato nell’ambito della piattaforma UE per l’energia e le materie prime.Il meccanismo, rimarca Bruxelles nel comunicare l’iniziativa, “aiuterà l’industria a diversificare le catene di approvvigionamento e a sostenere nuovi progetti strategici sulle materie prime. Servirà tutti i settori industriali europei, dalle tecnologie verdi e digitali all’aerospaziale e alla difesa, mettendoli in contatto con acquirenti, fornitori, fornitori di servizi di stoccaggio e partner finanziari o di investimento”.Come negli altri due casi citati, le eventuali successive trattative commerciali si svolgeranno al di fuori della piattaforma, senza il coinvolgimento della Commissione europea. Il meccanismo punterà anche a collegare gli acquirenti e i fornitori con i fornitori di supporto finanziario e di stoccaggio e a favorire la cooperazione tra aziende, come l’aggregazione della domanda, gli acquisti congiunti e i consorzi di investimento. Il primo round di matchmaking verrà lanciato nel primo trimestre del 2026. Nell’attesa le iscrizioni sono aperte e la commissione invita le aziende idonee, gli istituti finanziari e i fornitori di servizi di stoccaggio a registrarsi.Nel frattempo sempre sul fronte delle materie prime critiche da segnalare che in Italia il Mase ha aggiornato le pagine del suo sito dedicate all’argomento e in particolare all’iniziativa UE sui progetti strategici, di cui il 25 settembre la Commissione ha lanciato un secondo bando, che il primo come già visto ha portato all’identificazione di 47 progetti di cui 4 in Italia (v. Staffetta 25/03).Con riferimento inoltre ai progetti di riciclaggio di materie critiche già riconosciuti come strategici dalla Commissione, sempre il Mase con decreto del 27 ottobre ha approvato la procedura per la presentazione al punto unico nazionale di contatto, ossia la direzione generale economia circolare e bonifiche (DG ECB), della domanda dell’autorizzazione alla realizzazione. In allegato i moduli per la presentazione dell’istanza, per la descrizione del progetto, le indicazioni per la verifica della conformità normativa dei progetti, il modulo privacy e una scheda a cura del Mase con maggiori indicazioni su come procedere. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Plenitude ha firmato un accordo per l’acquisizione da Neoen di un portafoglio di 52 asset in esercizio di cui 37 impianti fotovoltaici, 14 eolici ed una batteria in esercizio per un totale di circa 760 MW di capacità installata dislocati su tutto il territorio francese. Lo fa sapere Eni in una nota, sottolineando che gli asset producono circa 1,1 TWh annui di energia elettrica e che “l’operazione rappresenta un ulteriore passo in avanti nella strategia di crescita della società, che rafforza così il proprio posizionamento tra i principali operatori energetici integrati in Europa”. Il perfezionamento dell’accordo è subordinato all’autorizzazione delle autorità competenti. ▪️Il Gme ha comunicato oggi il calendario della seconda fase di prove in bianco per testare l’operatività sui nuovi prodotti weekend sul mercato gas composti da più di due giorni, nonché sui conseguenti prodotti giornalieri e prodotti Working Days Next Week (WK/DY NW) quotati in tale occasione (v. Staffetta 15/09). ▪️Il consiglio di amministrazione del Conou, il Consorzio degli oli minerali usati, riunitosi in presenza a Roma, ha deliberato l’aumento del contributo ambientale a decorrere dal prossimo 1° dicembre, da 9 cent €/kg a 14 cent €/kg. |
Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI
