Policy focus – 2 dicembre 2024

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Dal 1° gennaio al 31 ottobre del 2024, secondo i dati Terna, sono stati installati in Italia 246.152 impianti fotovoltaici per 4.801 MW di potenza. Nel confronto anno su anno, diminuisce il numero di installazioni (-22% rispetto ai primi 10 mesi del 2023) ma aumenta la potenza (+28%). Per quanto riguarda la taglia degli impianti, nei primi dieci mesi del 2024 sono stati installati 1.897 MW di impianti in bassa tensione (il 40% del totale), 1.879 MW di impianti in media tensione (il 39% del totale) e 1.026 MW di impianti in alta e altissima tensione (il 21% del totale). Nel confronto anno su anno, diminuiscono gli impianti piccoli (-20% rispetto ai primi 10 mesi del 2023), aumentano quelli di taglia media (+50%) ma, soprattutto, quelli di taglia grande (+728%). Infine, guardando alle Regioni, quelle che hanno installato più impianti fotovoltaici nei primi 10 mesi del 2024 sono il Lazio (859 MW, pari al 18% del totale), la Lombardia (631 MW cioè il 13%), la Sicilia (425 MW cioè il 9%), il Veneto (416 MW cioè il 9%) e l’Emilia-Romagna (389 MW cioè l’8%). Nel 2023 il podio era formato da Lombardia, Veneto e Piemonte (v. Staffetta 25/01).

▪️È proseguito ieri in commissione Ambiente del Senato l’esame del Ddl 1272 di conversione in legge del DL Ambiente (decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153, recante disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell’economia circolare, l’attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico).La prima notizia è che è stato ritirato l’emendamento 1.0.6 che escludeva dallo stop al fotovoltaico su terreni agricoli gli impianti agrivoltaici come definiti dalle Linee guida Mase del giugno 2022 (v. Staffetta 27/06/22). L’emendamento era stato presentato dai senatori di Fratelli d’Italia Sigismondi e Tubetti ed era stato “opzionato” da Confindustria (v. Staffetta 28/11). I relatori hanno poi presentato gli emendamenti 4.500 e 10.0.500, rispettivamente sul contributo ambientale Conai e sugli impianti Fer interconnessi all’infrastruttura ferroviaria (subemendamenti entro lunedì 2 dicembre alle ore 11).Il presidente della commissione ha quindi comunicato l’esito del vaglio di ammissibilità degli emendamenti

▪️Il Gse ha pubblicato ieri un documento di sette pagine recante il possibile statuto-tipo di una Comunità energetica rinnovabile (Cer). Il documento, che può fornire un riferimento facilitando la stesura degli statuti delle comunità energetiche che stanno sorgendo in questi mesi in Italia, si compone di 9 articoli organizzati in 5 titoli (Denominazione, sede, durata e oggetto; Soci e patrimonio; Ammissione, diritti e doveri, poteri di controllo, recesso ed esclusione; Organizzazione; Bilancio di esercizio e scritture contabili). 


▪️Il Tar Lazio ha accolto i ricorsi di Legambiente, Lipu, Wwf e Greenpeace nonché dell’Ente Parco, della Provincia di Rovigo e di un gruppo di Comuni del Delta del Po, annullando il decreto Via rilasciato nel 2021 dal ministero dell’Ambiente al progetto dell’australiana Po Valley per l’estrazione di gas al largo del Polesine col progetto Teodorico (v. Staffetta 06/04/21).

▪️Con 100 voti favorevoli, 46 contrari e un astenuto, ieri l’assemblea del Senato ha approvato il DL Fiscale 155/2024 (v. Staffetta 13/11), su cui il governo aveva posto la questione di fiducia. Il testo era stato modificato in commissione. Il DL passa ora all’esame della Camera per la conversione in legge.

▪️Nel supplemento ordinario n. 40/L alla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 28 novembre sono pubblicati tre decreti legislativi di attuazione della legge delega per la riforma fiscale. Si tratta in particolare del decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 173 “Testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali”, del decreto legislativo 5 novembre 2024, n. 174 “Testo unico dei tributi erariali minori” e del decreto legislativo 14 novembre 2024, n. 175 “Testo unico della giustizia tributaria”. 

▪️Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato mercoledì l’articolo 1 del disegno di legge 45/A sulle aree idonee per le rinovabili. L’esame proseguirà martedì 3 dicembre alle 10.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La crescita dell’economia dell’idrogeno in Germania resta debole, dipendente dagli incentivi e penalizzata da una regolazione troppo rigida sulle definizioni di idrogeno verde e a basse emissioni. Lo rileva l’ultimo aggiornamento di H2-Bilanz, l’osservatorio sullo sviluppo dell’idrogeno in Germania realizzato da E.On su dati dell’Istituto di economia dell’energia dell’Università di Colonia.

▪️È pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea serie L del 29 novembre la decisione UE 2024/2997 del Consiglio europeo del 28 novembre 2024 recante “Nomina della Commissione”. La nomina riguarda il periodo dal 1° dicembre 2024 al 31 ottobre 2029. Ursula von der Leyen è presidente, Kaja Kallas alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

▪️La presidente della Commissione europea si è presa l’impegno di gestire in prima persona il dossier dell’auto europea. Ha parlato di un “dialogo ad ampio raggio, non incontri individuali”, che durerà “per un periodo di tempo ragionevolmente lungo”. Sono tante le partite aperte per il settore europeo dell’automotive, ognuna a suo modo determinante a delineare il futuro dell’industria automobilistica in Europa. Innanzitutto, von der Leyen si troverà a discutere dei regolamenti europei. Sebbene i nuovi commissari abbiano a più riprese ribadito che non è in discussione l’obiettivo del 2035 di vietare la vendita di auto termiche, le tappe necessarie per raggiungere quella data sembrano essersi trasformate in ostacoli.Il non paper elaborato e promosso dal governo italiano ha trovato l’appoggio di altri sei Paesi – tra cui quello Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, sedi di importanti costruttori di auto – e, pare, quello parziale della Germania. Per comprenderne la complessità occorre però chiarire alcuni degli obiettivi che sono contenuti nel documento, dato che il sovrapporsi delle date può generare confusione. Tutti i Paesi sopra citati – e forse anche altri che non si sono ancora esposti, vedi la Francia – sembrano d’accordo nel ritenere che per il 2025 si dovrebbero dispensare le case auto dal pagare le multe previste dall’Ue in caso di mancato raggiungimento dei target fissati dai regolamenti europei che impongono una quota elettrica sulle vendite del 22%. Il timore è che la domanda insufficiente di veicoli ricaricabili spinga le case auto a ridurre la produzione anche delle termiche per raggiungere l’obiettivo, con inevitabili conseguenze sui livelli occupazionali.Un altro punto inserito nel non paper è quello dell’anticipazione al 2025 – da qui la confusione – della clausola di revisione prevista nel regolamento che fissa il phase out al 2035, che permetterebbe nel 2026 di rivedere anche dal punto di vista tecnologico le norme. In questo caso la partita è ben diversa, dato che la Germania ha già ricevuto rassicurazioni sull’apertura agli e-fuel mentre l’Italia spera di convincere la Commissione a inserire i biocarburanti tra le tecnologie ammesse per il post 2035.L’eventuale tavolo von der Leyen sarà però chiamato ad affrontare anche le minacce che arrivano dall’esterno, in partite che sembrano ancora più complesse da giocare. Da una parte c’è la questione cinese: se è già stato avviato un confronto con la Cina sulle importazioni di auto elettriche – sebbene anche dalla stessa Commissione abbiano tenuto a precisare che una soluzione è tutt’altro che vicina –, è ormai noto il predominio di Pechino sull’industria delle batterie – dall’estrazione di materie prime alla loro raffinazione fino all’assemblaggio – e il grosso peso che il mercato cinese ha sui conti soprattutto dei costruttori tedeschi.Infine c’è l’incognita Trump. È bastato un post sui social del presidente eletto per ribadire la ferma intenzione di imporre dazi sulle importazioni di beni negli Stati Uniti a spaventare gli investitori delle case automobilistiche di entrambe le sponde dell’Atlantico. Un rapporto di S&P Global ha calcolato che eventuali dazi americani sulle importazioni da Europa, Messico e Canada potrebbero costare alle case automobilistiche europee e americane fino al 17% dei profitti annuali.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Mercato internazionale. La tregua tra Israele e Libano ha smorzato le tensioni sui mercati questa settimana. Inoltre gli investitori si sono mostrati prudenti in attesa delle prossime mosse dell’OpecPlus che dovrà decidere sulla proroga dei tagli produttivi il prossimo giovedì. Nella settimana monitorata il Brent di gennaio è sceso a 68,72 $/b (-1,38 rispetto a giovedì scorso). Sul mercato fisico il Paniere Opec è arretrato a 71,82 $/t (-1,50). Il Wti di gennaio ieri non è stato quotato per Thanksgiving Day negli Usa. Rispetto alla settimana scorsa in Mediterraneo la media delle quotazioni Cif della benzina 10ppm si è attestata a 698,13 dollari a tonnellata (-20,63), quella del diesel 10ppm a 682,25 (-23,88), del gasolio 0,1 a 663,00 (-29,50), dell’o.c. Btz a 480,38 (-8,63) dell’o.c. Atz a 445,25 (+15,25).
▪️Mercato interno. Dopo un avvio in salita la settimana ha registrato un arretramento dei prezzi d’acquisto, grazie a due forti ribassi messi a segno dal Cif Med. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è arretrata di 10 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 6, il gasolio risca 0,1 di 3. Il denso Btz invece è salito di 5 euro per mille chili. Questa mattina la benzina è scivolata di 11 euro, il gasolio autotrazione, l’agricolo e il denso Btz di 12. Il risca è sceso di 8 euro. Lunedì la benzina, il gasolio autotrazione e l’agricolo scenderanno di 6 euro, il risca di 7 e il denso Btz di 1. Stabile la media settimanale del Gpl miscela (uso comb).

▪️Posticipata a giovedì 5 dicembre la riunione interministeriale dell’Opec e il vertice dell’OpecPlus, che era stata fissata per domenica 1° dicembre. Lo slittamento, informa un comunicato, è stato determinato dalla concomitanza del 45esimo vertice degli Stati del Golfo, che si terrà sempre il 1° dicembre in Kuwait. Nel corso del vertice giovedì si discuterà della possibile proroga dei tagli produttivi.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI