Policy Focus – 2 febbraio 2023

POLICY FOCUS – ITALIA 
🌐 Fin dall’inizio Forza Italia aveva manifestato perplessità sull’obbligo di esporre il prezzo medio regionale sui distributori carburanti voluto dal Governo con il DL Trasparenza. Ora queste perplessità prendono forma negli emendamenti che la forza di maggioranza ha presentato in commissione Attività Produttive della Camera, impegnata nell’iter di conversione in legge del provvedimento.In particolare, nelle proposte di FI relative all’articolo 1 del DL che disciplina le novità su esposizione e comunicazione dei prezzi, tutte a firma del capogruppo in X commissione e responsabile energia del partito, Luca Squeri, si chiede di eliminare il cartellone con il prezzo medio regionale e sostituirlo con l’esposizione nell’impianto con un QR code di rimando al sito del Mimit o di eliminarlo tout court. Nella relazione che accompagna la proposta si ricorda la bocciatura della norma arrivata dall’Antitrust. Un’iniziativa analoga, all’interno della maggioranza, è arrivata anche dalla Lega. Quanto a Fratelli d’Italia, “ogni proposta sarà condivisa con il Governo, essendo lo stesso il titolare del DL su cui il Consiglio dei ministri si è espresso in modo unanime”, dichiara il capogruppo di FdI in commissione Attività produttive, Gianluca Caramanna. 
🌐 Arriva la convocazione del Mimit del tavolo di confronto sulla distribuzione carburanti. Il ministro Adolfo Urso ha convocato infatti per l’8 febbraio associazioni degli operatori e gestori al ministero.L’appuntamento era stato anticipato dallo stesso Urso nell’ultima riunione avuta con i gestori in occasione dello sciopero della scorsa settimana. Al confronto sarà presente oltre a Urso anche il sottosegretario Massimo Bitonci.La riunione con Faib, Fegica, Figisc, Unem e Assopetroli è prevista alle 9:30 presso la sala del Parlamentino.
🌐 Parte il percorso per il rinnovo del vertice di Unem, guidata dal 2015 da Claudio Spinaci. Il Consiglio Generale, riunitosi oggi, ha nominato la Commissione per la designazione del nuovo presidente dell’associazione, in linea con il percorso previsto dallo Statuto e condiviso dal Consiglio Generale nella riunione del 15 dicembre.La Commissione, informa una nota di Unem, è composta da tre membri sorteggiati tra l’elenco dei sei nominativi predisposto dal Collegio dei Probiviri e dal Past President. I tre componenti sorteggiati, i cosiddetti tre “saggi”, sono: Luca Luterotti (Tamoil), Rosario Pistorio (Sonatrach) e Remo Pasquali (Eni).
🌐 Tutto pronto per il primo conferimento della capacità di rigassificazione della nuova Fsru di Piombino da 5 miliardi mc annui. Nella seduta del 31 gennaio, il Collegio Arera ha infatti approvato la delibera 28/2023/R/gas che approva la proposta di procedura avanzata da Snam per il terminale “Fsru Italia”. Il provvedimento dovrebbe essere pubblicato tra stasera e domani sera. Intanto, il 26 gennaio il presidente della Toscana e commissario straordinario per l’opera, Eugenio Giani, ha fatto visita al cantiere di Piombino, dove il 40% dei lavori è già concluso e dove operano più di 450 persone, tra appalto e subappalti.
🌐 In attesa di trovare il sostituto di Andrea Oglietti a capo della direzione Infrastrutture, Energia e Unbundling dell’Arera, sarà il direttore della Divisione Energia Massimo Ricci a prendere l’interim. 
POLICY FOCUS – EUROPA 
🇪🇺 La Ue ha avviato sin dal 1996 l’integrazione dei mercati elettrici europei, ma a quasi 10 anni dal 2014 – l’anno originariamente previsto per il completamento del processo – il sistema continua in pratica a essere disciplinato da 27 quadri normativi nazionali. Lo rileva la relazione speciale “Internal electricity market integration” pubblicata ieri dalla Corte dei Conti Ue, secondo cui i prezzi all’ingrosso continuano di conseguenza a “differire sensibilmente da uno Stato membro all’altro” e quelli al dettaglio ad essere “fortemente influenzati dalle aliquote impositive nazionali e dagli oneri di rete piuttosto che essere aperti alla concorrenza”, come del resto “evidenziato dall’attuale crisi energetica”.
🇪🇺 Arriva l’atteso “Green deal Industrial Plan”, il piano con cui l’Unione europea intende rispondere alle strategie miliardarie di rilancio industriale Inflation Reduction Act (Ira) degli Usa e Made in China 2025 (Mic) della Cina. Presentando la comunicazione contenente il piano, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha spiegato che la strategia mira a favorire il potenziamento della capacità produttiva europea delle tecnologie e dei prodotti “net-zero” necessari per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici dell’Unione. A questo scopo il piano si basa su quattro pilastri chiave: un contesto normativo semplificato e prevedibile, un’accelerazione dell’accesso ai finanziamenti, un miglioramento delle competenze e “scambi commerciali aperti per una catena degli approvvigionamenti resiliente”.
🇪🇺 Evitare un eccessivo rilassamento delle norme Ue sugli aiuti di Stato, che potrebbe favorire i Paesi con un maggiore margine di manovra, e puntare invece su maggiori fondi europei, su un nuovo Patto di Stabilità e Crescita e sulla creazione di una “capacità fiscale centrale”. Sono le principali richieste inviate dall’Italia alla Commissione e agli altri 26 Paesi membri Ue alla vigilia del Consiglio Europeo del 9 e 10 febbraio e praticamente in contemporanea con la presentazione del “Green deal Industrial Plan”, il piano con cui l’Unione europea intende rispondere alle strategie miliardarie di rilancio industriale Inflation Reduction Act (Ira) degli Usa e Made in China 2025 (Mic) della Cina.
POLICY FOCUS – MERCATI
📈 L’effetto della leggera ripresa dei consumi delle imprese, che ha caratterizzato gli ultimi giorni di gennaio, ancora non si vede sulla domanda totale, che resta in forte calo su gennaio 2022 e ai minimi da oltre vent’anni per questo mese. Prosegue intanto la radicale riconfigurazione degli approvvigionamenti, con la Russia ormai da mesi superata non solo dall’Algeria, ma anche dal Gnl, dal Nord Europa e dall’Azerbaigian. E’ quanto emerge dal servizio mensile su domanda e offerta gas della Staffetta Quotidiana. La pagina contiene elaborazioni sui dati di Snam Rete Gas e del ministero dello Sviluppo economico ed è curata da Agata Gugliotta del Rie, Gionata Picchio e Antonio Sileo. 
📈 Rispetto all’aggiornamento del 19 dicembre, la rilevazione dell’Indice dell’energia elettrica – rappresentativo della sola quota energia del prezzo finale di un campione di offerte a prezzo fisso del mercato libero – scende di oltre 15 cent da 52,25 centesimi di euro per kWh a 35,7 cent, in linea ora con la tutela che si attesta a 35,629 cent. Rispetto alle precedenti rilevazioni, il valore della tutela è stato aggiornato per includere anche il contributo della componente perequazione Ppe, qui calcolata al netto delle perdite di rete. 
📈 “L’approccio europeo è di regolamentare la strada che porta alle emissioni zero, mentre le altre regioni del mondo stanno incentivando il percorso. Gli Stati Uniti e la Cina stanno sostenendo e stimolando la loro industria in modo massiccio”. Lo scrive il nuovo presidente dell’associazione dell’automotive europea Luca De Meo, ceo di Renault, in una lettera inviata ieri alla Commissione e al Parlamento europeo, nonché agli ambasciatori UE, in vista del nuovo piano europeo sui sussidi verdi. De Meo, perciò, invita “l’Europa a mettere in atto una politica industriale strutturata e ambiziosa per l’industria automotive, che possa competere con quella di altre regioni del mondo”. Nella lettera, inoltre, De Meo chiede nuovi investimenti nell’infrastruttura di ricarica elettrica e una revisione della proposta sull’Euro 7 che, così com’è, sposta “risorse finanziarie dai veicoli elettrici a batteria e con fuel cell di nuovo sul motore a combustione interna”. In questo momento, invece, la Commissione europea dovrebbe affrontare il problema del costo dell’auto elettrica e della dipendenza dalla Cina per batterie e materie prime critiche. Infine, De Meo sottolinea che “l’Europa è ad oggi l’unica area geografica che abbandona la neutralità tecnologica come pilastro del proprio quadro normativo. Resta da vedere se questa scelta sia la migliore nell’ottica della decarbonizzazione. Oggi, infatti, da un punto di vista scientifico, la tecnologia ibrida di nuova generazione può competere in termini di impronta di CO2” con l’auto elettrica.