| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️L’intervento più discusso del decreto-legge Bollette, e quello dall’impatto più incerto sul costo dell’elettricità, è senza dubbio l’articolo 6, che sterilizza il costo dell’Ets sul termoelettrico. La norma è stata inizialmente presentata, e letta anche dai tecnici che ci hanno lavorato (v. Staffetta 19/12/25), come uno strumento per eliminare dal prezzo dell’elettricità – che è sempre più prodotta da rinnovabili – una tassa che serve a spingere la decarbonizzazione della generazione elettrica. Così la presenta anche un dossier interno di Fratelli d’Italia, disponibile in allegato, che parla del DL come del “più importante decreto sul tema energetico degli ultimi decenni”, per poi attaccare il “fervore ideologico” e il “rinnovabilismo integralista” della sinistra. Mercoledì però, a una settimana dall’approvazione del decreto Bollette, il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha chiesto ai colleghi europei di “sospendere” l’Ets fino alla revisione, prevista per luglio (v. Staffetta 26/02). Una sospensione che sembra preludere a una cancellazione. La modifica sul termoelettrico del DL Bollette, quindi, va letta non solo (o non tanto) come un intervento sulla struttura del mercato elettrico (con l’Italia che “rompe le righe” v. Staffetta 26/02), ma come una prima “picconata politica” (v. Staffetta 25/02) al meccanismo europeo di tassazione della CO2 (Politico parla di un “grave attacco alla politica climatica europea”). Non solo, quindi, uno sconto per i produttori termoelettrici, con l’esito (incerto) di spostare risorse dai produttori rinnovabili ai consumatori, ma un “liberi tutti” per l’intera industria che emette CO2. ▪️ Il ministero dell’Ambiente ha diffuso ieri una circolare di “Aggiornamento delle scadenze del sistema d’obbligo d’immissione in consumo di vettori energetici rinnovabili di origine biologica, Rfnbo e Rcf di cui al decreto n. 107 del 16 marzo 2023 e s.m.i. – autodichiarazioni 2026”. Martedì scorso Unem ha segnalato le difficoltà delle aziende per la presentazione delle dichiarazioni biocarburanti anno 2026 in relazione alla concomitante scadenza di altri reporting alle istituzioni, chiedendo una proroga della scadenza dei termini per la dichiarazione dell’immesso in consumo dell’anno 2025 e delle relative motivazioni. Considerata la complessità dei vari adempimenti e quindi fondata la richiesta, il Mase ha aggiornato la scadenza delle autodichiarazioni dal 28 febbraio al 9 marzo 2026. ▪️ Il DL 175/2025, entrato in vigore il 22 novembre 2025, e convertito dalla legge 15 gennaio 2026, n. 4, è intervenuto in modo significativo sul decreto legislativo 190/2024 (c.d. Tufer), introducendo gli articoli 11-bis, 11-ter, 11-quater e 11-quinquies, che disciplinano in modo organico il tema delle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Il provvedimento si inserisce in un percorso normativo già avviato con il decreto legislativo 199/2021, che aveva introdotto a livello nazionale il concetto di aree idonee, individuandone alcune ope legis e demandando a un decreto successivo la definizione degli indirizzi per le Regioni. Quegli indirizzi erano arrivati con il decreto ministeriale 21 giugno 2024 (c.d. DM Aree Idonee), ma il quadro è stato parzialmente rimesso in discussione dalla sentenza del Tar Lazio del 13 maggio 2025, che ha annullato alcune disposizioni (art. 7, commi 2 e 3), richiamando la necessità di criteri più puntuali e uniformi per le Regioni. È proprio in questo solco che si colloca l’intervento del DL 175/2025. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran, con immediata reazione di Teheran che ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz. Nelle stesse ore risultano colpiti anche altri Paesi del Golfo, dal Kuwait agli Emirati Arabi Uniti fino all’Iraq, in un’escalation che allarga il fronte del conflitto all’intera area energetica mediorientale. Secondo fonti marittime, diverse petroliere – incluse unità VLCC e Suezmax – risultano già ferme o in attesa di istruzioni ai margini del passaggio strategico. Attraverso Hormuz transita circa il 20% dei consumi mondiali di greggio e prodotti petroliferi, rendendo la rotta il principale choke point energetico globale. La tensione si estende anche al Mar Rosso, dove cresce il rischio di un’interruzione o di ulteriori restrizioni al traffico commerciale lungo la rotta di Bab el-Mandeb, già provata negli ultimi mesi dagli attacchi alla navigazione. ▪️Alla fine, la presentazione della proposta della Commissione europea sul “Made in Eu” per proteggere e rilanciare l’industria automobilistica europea puntando su veicoli elettrici prodotti “in loco”, è stata rinviata. L’appuntamento è slittato al 4 marzo e tra le cause del rinvio sono apparse piuttosto chiare le divergenze di vedute sulla misura anche all’interno dello stesso settore automobilistico. La frenata delle istituzioni europee non è stata l’unica, in una settimana caratterizzata dalla pubblicazione dei conti di Stellantis, in perdita per 22,3 miliardi di euro a causa della preannunciata revisione della strategia elettrica costata più di 25 miliardi di euro. Anche Aston Martin, per ragioni di carattere finanziario, ha deciso di rimandare lo sviluppo di veicoli elettrici, oltre a licenziare il 20% della sua forza lavoro. Lamborghini ha invece fatto sapere che non produrrà la sua prima auto elettrica perché praticamente la domanda non esiste. “Fare investimenti pesanti nello sviluppo di auto elettriche quando il mercato e la base clienti non sono pronti – ha sottolineato il ceo, Stephan Winkelmann – sarebbe un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti e dei clienti oltre che dei nostri dipendenti e delle loro famiglie”. Il modello che prenderà il suo posto sarà un veicolo ibrido plug-in. Nel frattempo, la crescita di auto 100% elettriche in Europa prosegue in un mercato automobilistico in flessione, anche se non ancora totalmente spontanea e uniforme. Con un +24,2% rispetto allo scorso anno, a gennaio le Bev hanno infatti raggiunto una quota del 19,3%. Il dato si confronta con il 14,9% di gennaio 2025, ma anche con il risultato storico raggiunto a dicembre del 22,6%. Tenendo conto delle differenze fisiologiche dei due periodi (anche lo scorso anno la quota di dicembre delle elettriche pure risultava superiore a quella del gennaio immediatamente successivo), i risultati sembrano confermare come sulle quote elettriche abbiano ancora un peso non irrilevante sia le scadenze normative – rappresentate a dicembre dalla necessità dei produttori di raggiungere i target di fine anno – sia gli incentivi, soprattutto in alcuni mercati chiave come l’Italia. ▪️ Terna Plus e Rete Srl, società del Gruppo Terna, hanno sottoscritto oggi con Engie Transmisiòn Perù (società del Gruppo Engie) un accordo vincolante per la cessione del 100% delle quote della società Terna Peru, titolare di una linea elettrica a 138 kV, della lunghezza di 132 km, che unisce le stazioni elettriche di Aguaytía e Pucallpa, nella regione di Ucayali in Perù. Il valore dell’operazione è pari a circa 15 milioni di dollari. |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Complessivamente il consumo di prodotti petroliferi è aumentato nell’ultimo quinquennio di 5 milioni e 788 mila tonnellate (t), in crescita dell’11,5% rispetto al 2020, anno della pandemia. Il quinquennio considerato va dal 2020 (anno base) al 2025, includendo cinque variazioni annuali post-pandemia. Escluso il 2020, anno in cui i consumi si contrassero di 9 mln 880 mila t (-16,4%) a causa dei lockdown, l’anno caratterizzato dalla maggiore perdita del quinquennio è stato proprio quello appena concluso, il 2025, con consumi contratti di 1 milione 884 mila tonnellate. Riepilogando l’andamento di tutto il quinquennio, in termini percentuali su base annuale, il 2020 ha segnato un calo del 16,4%, il 2021 un aumento del 10,1%, il 2022 del 5,1%, il 2023 un calo dell’1,4%, il 2024 un aumento dello 0,6%, il 2025 un calo del 3,2%, per un tasso medio annuo positivo del 2,2%. ▪️ Il titolo Erg oggi è in rialzo di quasi un 5% dopo indiscrezioni di stampa di ieri sulla prossima firma di un protocollo d’intesa per l’acquisto della società da parte di A2A. Oggi la multiutility lombarda ha diramato un comunicato in cui non smentisce la notizia, riportata dal giornale online Il Quotidiano d’Italia, precisando però che, come d’abitudine per il gruppo, “ad oggi diverse opzioni strategiche sono oggetto di riflessioni preliminari ed esplorative” ma che “nessuna decisione in merito è stata assunta”. ▪️ Mercato internazionale. Sui circuiti elettronici internazionali le quotazioni del barile sono rimaste sostanzialmente stabili, in una settimana importante per le tensioni geopolitiche tra Iran e Stati Uniti. Giovedì prossimo si riunirà l’OpecPlus e probabilmente deciderà di aumentare la produzione. Nella settimana monitorata, il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è sceso a 69,64 dollari al barile (-0,15), il Light crude a 65,21 (-1,22), il Brent a 70,75 (-0,91), il Murban a 71,04 (-1,04). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif della benzina 10 ppm è salita a 730,38 $/t (+13), del gasolio 10 ppm a 762,5 (+21,88), del risca 0,1% a 741,75 (+19,75) del Btz a 417,75 (+3,5), dell’Atz a 404,25 (+10,53). In particolare sul mercato Cif di Rotterdam la quotazione del diesel 10 ppm presenta oscillazioni che vanno da un minimo di 762 ad un massimo di 762,5 dollari tonnellata, quelle della benzina da 730,5 a 731. ▪️ Mercato interno. Eccetto per i due giorni di tregua tra ieri e oggi, i prezzi d’acquisto hanno messo a segno pesanti rialzi in avvio di settimana. Le quotazioni in Mediterraneo sono salite portandosi a livelli che si sono registrati questo autunno: verso il 24 – 25 novembre. Sul gasolio autotrazione la raffica di rincari ha avuto un impatto più pesante, a causa della batosta governativa sulle accise e l’aumento del costo di miscelazione del biocarburante da gennaio. Rispetto a venerdì scorso, in base alle indicazioni giornaliere del Mediterraneo, la benzina è rincarata di 12 euro per mille litri, il gasolio autotrazione (agricolo e motopesca) di 19, il gasolio risca 0,1 di 18 e il denso Btz di 13 euro per mille chili. Questa mattina la benzina è rimasta invariata, i gasoli autotrazione e agricolo sono arretrati di 2 euro, il risca di 4, a fronte di un rialzo di 3 del denso Btz. Lunedì la benzina dovrebbe rincarare di 3 euro, i gasoli autotrazione e agricolo di 15, il risca di 14 e il denso Btz di 1. |
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