| POLICY FOCUS – ITALIA |
| ▪️Lo sconto record di oltre 110 euro all’anno non sembra trattenere i clienti domestici del servizio elettrico a tutele graduali che, come già avvenuto per le microimprese, stanno lasciando il servizio a ritmi sostenuti per passare al mercato libero. E’ quanto emerge dai dati pubblicati da Arera ed elaborati dalla Staffetta. ▪️Il Senato ha bocciato la mozione del PD sull’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, mentre la maggioranza, a partire dalla Lega, ha difeso la decisione di arrivare all’allineamento delle accise con l’aumento di quella del gasolio, spiegando che lo Stato pensa anche di guadagnarci. ▪️I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e del Comando Provinciale di Roma, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma con la quale sono stati disposti, all’esito di interrogatori preventivi, gli arresti domiciliari per due soggetti, che hanno coadiuvato l’amministratore pro tempore di Meteaenergia, nonché il divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali e di assumere uffici direttivi in imprese e persone giuridiche nei confronti di un professionista, già presidente del collegio sindacale della fallita. ▪️Passo avanti ieri al tavolo sulla riforma carburanti convocato al Mimit e presieduto dal sottosegretario Massimo Bitonci. A quanto si apprende, il ministero ha messo sul tavolo una proposta di mediazione, in particolare per quanto riguarda il nodo del contratto di appalto di servizi, su cui si è registrata la spaccatura tra compagnie e gestori. Entro una settimana sono attese le osservazioni di gestori, Unem, IP e Assopetroli. Dai partecipanti filtra un cauto ottimismo. ▪️Il Gse comunica che nella sessione d’asta straordinaria del 26 febbraio 2025 saranno offerti agli operatori ammessi alle procedure concorrenziali 619.484 titoli GO relativi alla produzione di energia elettrica relativa al mese di febbraio 2024 a un prezzo a base d’asta di 0,15 €/GO. ▪️Il ministero dell’Ambiente ha riaperto la consultazione pubblica per la Valutazione ambientale strategica sul Piano energia e clima inviato a Bruxelles (v. Staffetta 24/12/24).La Vas era stata avviata l’11 dicembre 2024 e conclusa il 3 febbraio 2025. La riapertura dei termini è dovuta a un problema relativo alla Pec, per permettere a tutti gli interessati di presentare le proprie osservazioni. |
| POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO |
| ▪️Un taglio degli oneri e delle tasse che pesano sulle bollette elettriche, l’incentivazione del demand response, nuove semplificazioni e una spinta ai contratti Ppa e ai Cfd pubblici, investimenti nei liquefattori e acquisti congiunti di Gnl, uno schema di garanzie per l’efficientamento energetico, il completamento dell’unione energetica e meccanismi per intervenire nei casi di improvvisi rialzi dei prezzi elettrici. Sono alcune delle proposte per ridurre i costi dell’energia illustrate nella comunicazione della Commissione europea sul Piano d’azione per l’energia a costi sostenibili, di cui Politico.eu ha pubblicato una bozza. La Commissione europea presenterà la comunicazione nella versione definitiva mercoledì 26 febbraio.Nella comunicazione si legge che i costi dell’energia in Europa sono più alti che nel resto del mondo perché l’UE è troppo dipendente dai combustibili fossili d’importazione, perché il sistema elettrico non è ancora del tutto integrato e mancano le interconnessioni, e a ciò si aggiunge la lentezza sulle autorizzazioni di rinnovabili e reti, e perché i costi di sistema crescenti, coperti da tasse e oneri di rete, fanno aumentare le bollette. Un mercato unico dell’energia, con più interconnessioni, potrebbe tradursi in un risparmio fino a 40 miliardi di euro l’anno entro il 2030. Grazie al Piano d’azione, l’UE potrebbe risparmiare una cifra, ancora non definita nella bozza, che deriva per il 50% dalla sostituzione dei fossili con le rinnovabili insieme con un rafforzamento delle reti, per il 30% dall’elettrificazione e dall’efficienza, e per il 20% da un miglioramento della flessibilità del sistema.Il piano si basa su otto azioni raccolte sotto quattro pilastri: ridurre i costi dell’energia (azioni 1-4), completare l’unione dell’energia (azione 5), attrarre gli investimenti (azione 6) e prepararsi alle crisi energetiche (azioni 7 e 8).La prima proposta della Commissione vuole ridurre i prezzi delle bollette elettriche. Nel secondo trimestre del 2025, l’Esecutivo europeo proporrà un nuovo disegno degli oneri di rete per incentivare il demand response, eventualmente rendendolo giuridicamente vincolante. La Commissione chiede poi al Consiglio UE di adottare rapidamente la nuova direttiva sulla tassazione energetica. Ricorda inoltre agli Stati membri che possono già ridurre l’accisa per le aziende a 0,5 euro al MWh, ridurre l’Iva sull’elettricità al 5% e spostare sulla fiscalità generale gli oneri sulle bollette che finanziano le politiche energetiche. La Commissione pubblicherà una raccomandazione agli Stati membri sull’argomento. Nel terzo trimestre del 2025 arriverà anche un Citizen Energy Package per consentire ai consumatori un passaggio più semplice da un fornitore all’altro, per combattere la povertà energetica e per agevolare le comunità energetiche.La seconda azione punta a ridurre i costi delle forniture di elettricità. Nel secondo trimestre del 2025, la Commissione con la Banca europea degli investimenti lanceranno un programma per i contratti corporate Ppa. Entro il 2026 la CE appronterà delle linee guida agli Stati membri per i Ppa, i Cfd e i mercati forward. La Commissione chiede poi agli Stati membri di semplificare ulteriormente le regole per le installazioni dei progetti di impianti rinnovabili e di infrastrutture di rete e prepara, per metà del 2025, nuove linee guida sulle semplificazioni. Nel 2026 l’UE presenterà una comunicazione sui reattori modulari. Nel primo trimestre del 2026 presenterà un pacchetto per la semplificazione delle autorizzazioni dei nuovi progetti di reti. Sempre nella seconda azione, si chiede agli Stati membri di eliminare le barriere allo sviluppo di sistemi di accumulo e demand response. Nel secondo trimestre del 2025 la Commissione dettaglierà i requisiti sugli aiuti di Stato per la flessibilità non fossile e, nel primo trimestre del 2026, adotterà nuove regole sul demand response. Nel 2025 l’UE adotterà anche nuove linee guida per promuovere la remunerazione della flessibilità nei contratti retail.La terza azione vuole migliorare i mercati gas per avere dei prezzi energetici giusti. La Commissione istituirà una task force per i mercati gas che, nel quarto trimestre del 2025, proporrà una serie di miglioramenti nella regolazione. L’UE concluderà contratti di lungo termine sul Gnl, anche investendo nella realizzazione di liquefattori e spingendo sugli acquisti congiunti (v. notizia a parte).La quarta azione riguarda l’efficienza energetica. Nel quarto trimestre del 2025 l’UE lancerà uno schema di garanzie sull’efficientamento energetico in collaborazione con la Banca europea degli investimenti. La Commissione aggiornerà inoltre le regole sull’etichettatura energetica e l’ecodesign.La Commissione, con la quinta azione, vuole completare l’unione energetica. Per farlo, nel 2025 creerà una task force sull’unione energetica, presenterà la strategia sugli investimenti verdi e aggiornerà il programma illustrativo sul nucleare. Entro la metà del 2027 pubblicherà un libro bianco per una maggiore integrazione del mercato dell’elettricità, aggiornerà il regolamento sulla governance dell’unione energetica e pubblicherà il piano d’azione sull’elettrificazione, quello sui consumi dei data center e la strategia su riscaldamento e raffrescamento.La sesta azione propone un contratto a tre tra Stati, produttori di energia rinnovabile e consumatori industriali, che assicuri ai produttori certezza sul fronte degli investimenti e ai consumatori certezza sul fronte dei prezzi. Gli Stati membri devono assicurare un quadro normativo stabile che faciliti gli investimenti, anche, per esempio, tramite un calendario di aste per gli incentivi ai progetti rinnovabili.La settima azione riguarda la sicurezza delle forniture per prezzi stabili: all’inizio del 2026, la Commissione renderà nota una proposta legislativa per la revisione del quadro regolatorio europeo sulla sicurezza energetica.Infine con l’ottava azione l’UE vuole prepararsi alle crisi di prezzi. La Commissione detterà le linee guida agli Stati membri per sviluppare schemi che consentano la riduzione della domanda elettrica durante le ore di picco, anche mediante schemi di remunerazione per i consumatori. La Commissione lavorerà inoltre con i Tso per consentire l’aumento temporaneo degli scambi transfrontalieri in caso di aumenti regionali dei prezzi, coordinando allo stesso tempo le azioni di manutenzione sulle reti per evitare colli di bottiglia nella capacità di esportazione. ▪️L’Unione europea prenderà in considerazione l’investimento in progetti di gas naturale liquefatto all’estero seguendo l’esempio del Giappone con aggregazione della domanda di aziende europee per la stipula di contratti di fornitura di lungo termine di Gnl. Lo riporta oggi l’agenzia Reuters citando una bozza di documento della Commissione UE in vista della presentazione a fine mese delle misure del Clean Industrial Deal. ▪️Il Brasile è stato autorizzato dal Consiglio nazionale per la politica energetica (Cnpe) ad aderire ad alcuni organismi internazionali che, secondo il ministro delle Miniere e dell’Energia, Alexandre Silveira, sono fondamentali per il futuro dell’energia nel mondo: l’ Agenzia internazionale per l’energia (Aie) e l’ Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena). |
| POLICY FOCUS – MERCATI |
| ▪️Negli ultimi mesi i costi dell’energia sono tornati a salire, pesando sulle tasche dei consumatori italiani e, in particolare, sulla competitività dell’industria nazionale. È un fenomeno ciclico che riaccende puntualmente il dibattito sul “decoupling”, ovvero la separazione dei costi dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili da quelli del gas, che oggi è possibile già attuare attraverso consolidate soluzioni di mercato, come i Ppa, oppure – per i soli energivori – anche con nuovi meccanismi regolatori come l’Energy Release 2.0. ▪️Nel 2024 le pompe di calore vendute nei 13 principali mercati europei si sono fermate a 2.025.310 unità, il 23% in meno rispetto ai 2,6 milioni del 2023. Si tratta del secondo calo consecutivo dopo una costante crescita culminata col record di 2,8 milioni di unità vendute nel 2022. Lo rivelano i dati preliminari dell’Ehpa, l’associazione europea delle pompe di calore. I 13 Paesi europei presi in considerazione dal rapporto Ehpa rappresentano l’85% del mercato europeo delle pompe di calore. Le pompe di calore installate in tutta Europa, scrive l’Ehpa, hanno raggiunto 26 milioni di unità. Tutti i Paesi oggetto dell’indagine, con l’esclusione del Regno Unito, mostrano una diminuzione delle vendite nel 2024. In Italia, le vendite di pompe di calore si sono fermate a 394.367 unità nel 2024, il 5,4% in meno rispetto al 2023. Tra le cause della frenata, l’associazione europea cita l’eliminazione degli incentivi pubblici, l’economia debole e i prezzi bassi del gas. Nel 2024 il settore ha tagliato almeno 4mila posti di lavoro con 6mila lavoratori che hanno subito gli impatti della riduzione delle vendite. Le pompe di calore danno lavoro a circa 170mila lavoratori diretti in tutta Europa. ▪️Quarto ribasso consecutivo dei gasoli sui listini extra-rete, a fronte di un leggero recupero di benzina e combustibili neri. Domani i gasoli dovrebbero registrare un rimbalzo, mentre la benzina un ribasso. Questa mattina la benzina ha incamerato 4 euro per mille litri e il denso Btz 2 euro per mille chili. I gasoli invece sono arretrati di 2 euro. Dalle forchette medie rilevate dalla Staffetta nelle tre macroaree di riferimento si può ricavare, in base alle variazioni indicate, il prezzo medio Siva della benzina, che si aggira intorno ai 1364 euro per mille litri al Nord, ai 1374 al Centro e ai 1383 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 10 euro e tra Centro e Sud e Isole di 9. Il prezzo medio Siva del gasolio autotrazione è di 1286 euro al Nord, di 1296 al Centro e di 1314 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 10 euro e tra Centro e Sud e Isole di 18. Il prezzo medio Siva del risca è di 1022 euro al Nord, di 1033 al Centro e di 1061 al Sud e Isole. Il divario di prezzo tra le aree Nord e Centro è di 11 euro e tra Centro e Sud e Isole di 28. Sul Cif Med del 18 febbraio, convertito in euro al cambio di 1,0447 dollari, la benzina si è attestata a 541,66 euro per mille litri, il diesel 10ppm a 590,05, il gasolio 0,1 a 583,38, il denso Btz a 476,45 euro per mille chili. Domani la benzina cederà 2 euro, mentre i gasoli autotrazione e agricolo rimbalzeranno di 6, il risca di 7, a fronte di quotazioni invariate del denso Btz. Nella tabella pubblichiamo la consueta panoramica delle quotazioni Siva all’acquisto praticate ai rivenditori per pagamento a trenta giorni. |
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