Policy focus – 20 febbraio 2026

POLICY FOCUS – ITALIA 
▪️Nelle more delle determinazioni del Tribunale di Siracusa riguardo alle modalità attuative e operative per le caricazioni presso la Raffineria Isab, Ludoil Energia Srl si rende disponibile, a partire dal 20 febbraio 2026, a soddisfare i vostri ordinativi di prodotti petroliferi alle condizioni ed ai termini già in essere”.
È quanto comunica Ludoil ai clienti, sottolineando che l’avvio delle operazioni serve ad “arginare le criticità derivanti dalla mancata caricazione presso la Raffineria Isab, anche nell’ottica di garantire le forniture destinate a servizi che svolgono pubblico interesse”.




▪️ Il responsabile energia di Forza Italia, Luca Squeri, ha seguito passo passo l’arrivo del decreto Bollette appena varato dal Consiglio dei ministri, e commenta con la Staffetta: “Questo è un decreto che, a differenza dei provvedimenti emergenziali che si sono susseguiti fino ad oggi, affronta un problema urgente e complesso, in modo diverso”. Quelle messe in campo, dice, “non sono più solo misure economiche capaci di tamponare le emergenze, ma anche norme di carattere strutturale, capaci, lo vedremo nel lungo periodo, di raggiungere l’obiettivo”; certo, ammette, “incapaci di accontentare tutti, questo senz’altro”. Squeri è consapevole delle polemiche che hanno accompagnato la gestazione del provvedimento: “una delle norme più controverse, in realtà, dovrà sottostare al preventivo ok della Commissione Europea, affinché possa dispiegare i suoi effetti. Mi riferisco alle modifiche relative alla normativa Ets sulla produzione termoelettrica del gas”. 


▪️Nuclitalia studia la convenienza delle tecnologie nucleari e guarda a una partnership pubblico-privata per partire. Lo ha spiegato ieri Luca Mastrantonio, amministratore delegato della società di Enel, Ansaldo Nucleare e Leonardo, nel corso delle audizioni sui disegni di legge delega sull’Energia nucleare, annunciando che dalle prime risultanze anzi “l’energia nucleare per una quota parte abbatte gli investimenti a parità di obiettivi”.
POLICY FOCUS – EUROPA E MONDO
▪️La Commissione europea ha dato il via libera oggi all’acquisizione di IP da parte di Socar. La notifica era arrivata a fine gennaio (v. Staffetta 28/01).


▪️Pasticcio, disonestà intellettuale, tafazzismo. O, quanto meno, un inizio neanche lontanamente sufficiente per proteggere e rilanciare l’industria europea. Toni durissimi ieri in commissione Politiche UE alla Camera nel corso delle audizioni del pacchetto europeo sulle emissioni auto (la proposta di regolamento sul calcolo dei crediti di emissioni per i veicoli pesanti per i periodi di riferimento degli anni dal 2025 al 2029, la proposta di regolamento sui veicoli aziendali puliti e la proposta di regolamento sui livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli leggeri nuovi) ai fini della verifica della conformità al principio di sussidiarietà: con la commissione che, in buona sostanza, si è messa a disposizione delle richieste degli stakeholder dei settori auto e carburanti, non soddisfatti delle modifiche previste dall’Unione Europea, respingendo tra l’altro la richiesta di audizione di Transport&Environment. In sostanza, una conferma della saldatura tra la maggioranza di governo e la filiera auto-carburanti (v. Staffetta 10/04/24).


▪️ Con la circolare n. 5 del 17 febbraio 2026 l’Agenzia delle Dogane fornisce le indicazioni operative per l’attuazione del Regolamento (UE) 2026/261 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo al progressivo divieto di importazione di gas naturale e Gnl dalla Federazione Russa e al rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio delle dipendenze energetiche dell’Unione (v. Staffetta 11/02).
Ai fini dell’applicazione di quanto disposto dall’art 3, 4 e 5 del Regolamento (UE) 2026/261, per Paese di produzione deve intendersi il Paese di estrazione del gas. Se il gas estratto altrove è poi liquefatto o rigassificato in Russia, la Russia è considerata Paese di produzione.
POLICY FOCUS – MERCATI
▪️Dopo l’aumento di dicembre 2025 (v. Staffetta 22/01), i consumi petroliferi italiani sono tornati a diminuire: secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in gennaio sono stati consumate 4 milioni 98.000 tonnellate, in calo di 240.000 (-5,5%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando si consumarono 4 milioni 338.000 tonnellate. Secondo l’Unem la contrazione è stata fortemente influenzata dalla persistente “crisi della petrolchimica”, che da sola rappresenta il 75% della riduzione delle vendite nazionali. Il calo potrebbe essere stato favorito anche dall’effetto calendario, poiché gennaio 2026 ha contato un giorno lavorativo in meno rispetto a gennaio 2025 (20 vs 21). 


▪️ Sui circuiti elettronici internazionali, i prezzi del petrolio sono aumentati, mentre si intensificavano le preoccupazioni circa una campagna militare statunitense in Iran. L’amministrazione statunitense ha avvertito Teheran che sarebbe “molto saggio” raggiungere un accordo mentre proseguono gli sforzi diplomatici e i colloqui. Gli Stati Uniti si stanno avvicinando a una guerra con l’Iran. Una campagna in Iran non sarebbe affatto paragonabile al blitz in Venezuela e potrebbe comportare un coinvolgimento militare di settimane. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su un possibile intervento militare, ma sono state discusse opzioni, tra cui un attacco che potrebbe essere ordinato già sabato prossimo. “Per i mercati petroliferi, la preoccupazione è chiaramente legata a cosa significherebbe l’azione non solo per l’approvvigionamento di petrolio iraniano, ma anche per i flussi di petrolio più ampi del Golfo Persico, dato il rischio di interruzione delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz”, hanno scritto gli strateghi di Ing Warren Patterson ed Ewa Manthey in una nota di giovedì. Oltre alle difficoltà dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, anche i colloqui tra Russia e Ucraina a Ginevra si sono interrotti senza alcun progresso, facendo aumentare i prezzi del petrolio. I dati Eia sulle scorte in Usa non sono disponibili perché lunedì si è festeggiato il President’s Day. Mercoledì il Paniere Opec, composto da 12 greggi diversi, è salito a 67,03 dollari al barile (+0,5), il Light crude a 65,19 (+2,86), il Brent a 70,35 (+2,93), il Murban a 70,73 (+2,8). In merito ai prodotti, la media delle quotazioni Cif di mercoledì della benzina 10 ppm è aumentata a 705,75 dollari alla tonnellata (+23,25), quella del gasolio 10 ppm a 713,5 (+25,5), del risca 0,1 a 694,75 (+30), del Btz a 403,25 (+29,75), dell’Atz a 382,38 (+15). Nell’ambito di una forchetta indicativa, le quotazioni di mercoledì in dollari tonnellata (in parentesi euro/tonnellata): benzina 10 ppm 692/709 (584/599), gasoli 662/717 (559/605), Btz 375/402 (317/339), Atz 354/389 (299/328). Cambio euro/dollaro di mercoledì a 1,1845.

Per approfondire le informazioni del Policy Focus puoi trovare dettaglio su: StaffettaQuotidiana, QE, AGEEI